MARCO BOSCOLO e SARA URBANI presentano "BOLOGNA, una guida"

Mercoledì 28 giugno alle 18,00

MARCO BOSCOLO e SARA URBANI 
presentano
"BOLOGNA, una guida"
(Odòs edizioni)

interviene ELENA COMMESSATTI

Mercoledì presentiamo una guida di Bologna di recentissima uscita.
Bologna ha un gran bisogno di essere raccontata, perchè è un tesoro per molti ancora inesplorato.
Ci hanno pensato Sara Urbani e Marco Boscolo, e lo hanno fatto per una piccola casa editrice. Odòs, che, come suggeriscono sbiaditi ricordi ginnasiali, in greco antico significa strada, cammino e in se nso lato viaggio.
Odòs si pone l’ambizioso obiettivo di suggerire al turista e al viaggiatore consigli e proposte per viaggi verso mete europee inedite, ancora non battute dalle grandi rotte del turismo internazionale e non descritte dalla classica editoria. Il centro Europa e i Balcani sono le aree geografiche interessate dal racconto turistico, luoghi di grande fascino e suggestione con grandi potenzialità ancora non espresse nello sviluppo dell’economia dell’accoglienza.
Vengono però pubblicate anche guide di città non conosciute al grande pubblico, e in questo ambito è, appunto, nata la guida di Bologna.

"Abbiamo scritto Bologna, una guida", raccontano gli autori, "come atto d'amore alla città che ci ha accolto e ci fa sentire a casa, per farne conoscere i segreti a chi come noi vi arriva per la prima o l'ennesima volta".

Marco Boscolo è immigrato dalle terre venete a Bolo gna ai tempi dell'università, e oggi è ancora qui. Si sente fortunato a viaggiare come giornalista per realizzare reportage e audiodocumentari per testate nazionali e internazionali.
Socio di formicablu, agenzia di giornalismo e comunicazione scientifica nata proprio sotto le Due Torri, quando non è in viaggio sa che la città felsinea è l'unico posto in Italia dove si sente "in bolla".

Sara Urbani dopo aver vissuto a Udine, Trieste, Saint Andrews, Dublino e Milano ha scelto di mettere radici a Bologna per ragioni lavorative e affettive. Come science editor presso Zanichelli, storica casa editrice bolognese, cura i testi scolastici sia nella loro veste cartacea che digitale: in pratica da una decina d'anni vive letteralmente immersa nei libri. L'amore per i viaggi, e una smodata passione per i Balcani, l'ha portata a incrociare il suo cammino con Odòs.

Elena Commessatti è la direttrice editoriale delle guide incentro. Scrittrice e giornalista letteraria, ne ha inventato il format e firmato la prima: Udine, una guida (Odòs, 2014); è anche autrice del romanzo-inchiesta Femmine un giorno (Bebert Edizioni, 2015). Storyteller di oggetti e biografie, nei musei del mondo ci dormirebbe pure

PAOLA BARBATO presenta "NON TI FACCIO NIENTE"

lunedì 26 giugno alle 18,00

PAOLA BARBATO
presenta
"NON TI FACCIO NIENTE"
(Piemme edizioni)

interviene SERGIO ROSSI

Lunedì incontriamo con grande piacere Paola Barbato, scrittrice e sceneggiatrice di fumetti, che ci presenta il suo thriller di recentissima uscita, "Non ti faccio niente". Il romanzo era nato inizialmente sulla piattaforma wattpad, e solo in seguito, visto il grande riscontro di pubblico, è passato su carta.
Il risultato è un'opera complessa e completamente matura, come c'era da aspettarsi da una scrittrice con un curriculum come quello di Barbara.

Eccone in breve la trama:
1983. L'uomo seduto nella macchina blu è nuovo di quelle parti, ma Remo non ha paura, non sa che cosa sia un estraneo. L'uomo ha tra le mani un passerotto caduto dal nido, almeno così dice, e chiede a Remo di aiutarlo a prendersene cura. Il bambino, sette anni passati quasi tutti per strada, che i genitori hanno altri pensieri, non esita neppure per un attimo. E sale. Tre giorni dopo viene restituito alla famiglia, illeso nel corpo e nell'anima; racconta di un uomo biondo, bellissimo, che lo ha riempito di regali e che ha giocato con lui, come nessun adulto aveva mai fatto. Non è la prima volta che succede e non sarà l'ultima. Trentadue bambini in sedici anni. Tutti tenuti per tre giorni da un uomo che cerca di realizzare i loro desideri e li restituisce alla famiglia, felici. Quando la polizia comincia a collegare i rapimenti lampo, l'uomo scompare.< br>2015. Il padre di Greta non è mai arrivato una sola volta in ritardo a prenderla. Ma lo sgomento negli occhi della maestra gli fa capire che qualcosa non va, perché Greta a scuola non è mai entrata. Scompare così, la figlia di Remo Polimanti, come lui era scomparso trent'anni prima. Anche lei viene subito restituita alla famiglia, ma priva di vita. Greta non è che la tappa iniziale di una scia di sangue che collega i figli dei bambini rapiti anni prima. Ma perché il rapitore "buono" si è trasformato in un assassino? O forse c'è qualcuno che intende emularlo. O sfidarlo. O punirlo.
In un'inquietante e tormentata danza di ombre e luci, Paola Barbato ci conduce fin dentro le nostre paure più grandi, facendo sanguinare ferite mai guarite davvero.

Paola Barbato, classe 1971, è milanese di nascita, bresciana d'adozione, e prestata a Verona dove vive con il compagno, tre figlie e tre cani.
Scri ttrice e sceneggiatrice di fumetti, tra cui Dylan Dog, ha pubblicato tre romanzi thriller per Rizzoli, Bilico, Mani nude (vincitore del Premio Scerbanenco), Il filo rosso. Ha scritto il soggetto e co-sceneggiato per la Filmmaster la fiction Nel nome del male, con Fabrizio Bentivoglio, per la regia di Alex Infascelli. Nel mese di settembre 2016 ha pubblicato su Wattpad il romanzo Non ti faccio niente, riscuotendo grande successo tra gli utenti.

Il suo interlocutore, Sergio Rossi, è scrittore, sceneggiatore e storico del fumetto.
Sarà un incontro interessante.

IRENE CALIGARIS presenta "UNA LINGUA PER TUTTI, UNA LINGUA DI NESSUN PAESE.

Sabato 24 giugno alle 17,30

IRENE CALIGARIS
presenta
"UNA LINGUA PER TUTTI,  UNA LINGUA DI NESSUN PAESE.
Una ricerca sul campo sulle identità esperantiste"

(Aracne editore)

Sabato viene riproposto alla nostra attenzione l'esperanto, la lingua che a lungo si sperò diventasse la lingua d'Europa.
Chi sono gli esperantisti? Perché scelgono di studiare l’esperanto? Per quali ragioni si accostano al movimento? Che cosa rappresenta per loro questa lingua? Quali valori veicola? Che posizione occupa nel loro repertorio linguistico? Ma soprattutto: l’esperanto è solo una lingua? E in che modo è tuttora connotato da aspetti ideologici? A tutte queste domande tenta di rispond ere questo libro, presentando gli esiti di una ricerca sul campo svolta nella comunità esperantista. Fare sociolinguistica dell’esperanto è dunque possibile, anzi, è necessario, perché per troppo tempo la letteratura, anche specialistica, del fenomeno esperanto ha trascurato la fonte della vitalità di questa lingua: i suoi parlanti.

Irene Caligaris si occupa di insegnamento di italiano agli stranieri e di didattica museale.
Membro della FEI (Federazione Esperantista Italiana) e dell’UEA (Universala Esperanto Asocio), ha studiato l’esperanto da autodidatta, conseguendo in seguito i diplomi ufficiali della FEI. Si è accostata vari anni fa, approfondendo i fenomeni di disgregazione della ex–Jugoslavia, allo studio della questione linguistica come strumento di affermazione delle identità.

SERGIO BAMBAREN presenta il suo ultimo romanzo "STORIA DELLA PICCOLA VOLPE CHE MI INSEGNO' IL PERDONO"

Venerdì 23 giugno alle 18,00
SERGIO BAMBAREN
presenta il suo ultimo romanzo
"STORIA DELLA PICCOLA VOLPE CHE MI INSEGNO' IL PERDONO"
(Sperling & Kupfer edizioni)

interviene
ERIKA ZINI, giornalista e blogger

Venerdì abbiamo il grande piacere di ospitare la tappa bolognese del tour che Sergio Bambaren sta conducendo in tutta Italia per promuovere il suo ultimo libro uscito in italiano, "Storia della piccola volpe che mi insegnò il perdono".

Ecco come lui stesso ce lo presenta:
«Per chi non la conoscesse già, vorrei presentare la protagonista di questa storia. Chiqui è una piccola volpe che è entrata nella mia vita quando decisi di lasciarmi alle spalle i ritmi frenetici di una società che sentivo sempre più estranea. Quando vivi seguendo i tuoi sogni, il tempo vola e io ancora stento a credere che siano già trascorsi tre anni da quando Chiqui è entrata nella mia vita e nel mio cuore. Questo breve racconto è un tributo alla piccola volpe che ho avuto il privilegio di conoscere e che ha contribuito a rendere incredibili questi tre anni nella Casa di Luce. La forza con la quale affronta le avversità è stata una lezione preziosa, ma, cosa più importante, Chiqui mi ha permesso di condividere il suo mondo, i suoi amici, e quello che ho imparato seguendola e scoprendo ciò che lei conosceva, e io ignoravo, mi ha dato la spinta per imbarcarmi in una nuova, grande avventura: dedicare tutte le mie energie a difendere chi non può farlo da solo e a diffondere tra i miei simili la consapevolezza del danno che stiamo arrecando alla nostra casa comune, la Terra. Spero davvero che anche voi, cari amici, possiate apprendere da lei come ho fatto io, e impegnarvi in prima persona per cambiare le cose.»

Sergio Bambarén, è un autore australiano, nato in Perù e vissuto molti anni negli Stati Uniti. Esperto surfista, sensibile alle battaglie ecologiste per la salvaguardia dei mari, ha scritto libri di grande successo, il primo dei quali, Il Delfino, è diventato un piccolo classico. La conoscenza dell'ambiente marino e la volontà di salvaguardare i cetacei hanno reso Sergio Bambarén vicepresidente dell'Organizzazione Ecologica Mundo Azul (Blue World), e lo hanno spinto a viaggiare continuamente, nello sforzo costante di preservare gli oceani e le creature che li abitano.

"POETI AL SOLSTIZIO” Anteprima bolognese de “L’Orecchio di Dioniso” Festival Internazionale di Poesia e Arti Visive.

Mercoledì 21 giugno (solstizio d'estate) dalle 19 alle 21

"POETI AL SOLSTIZIO”
Anteprima bolognese de “L’Orecchio di Dioniso”
Festival Internazionale di Poesia e Arti Visive.


in collaborazione con
lamacchinansognante.com

Mercoledì, per il solstizio d’estate, che quest’anno ricorre proprio il 21 giugno, offriamo al pubblico bolognese un’anteprima della seconda edizione del Festival di Poesia e Arti Visive “L’orecchio di Dioniso” che si terrà a Forlì il 23 e il 24 giugno e a Cesenatico il 25 giugno.

L'edizione di quest'anno vedrà tanti poeti provenienti da varie parti del mondo, dalla Norvegia, USA, Colombia, Grecia, Siria, Marocco, Albania, e sarà arricchita di una nuova sezione di Video Poesia.
Il festival è diretto da Walter Valeri in collaborazione con Matteo Zattoni e Pina Piccolo, e quest'anno s'è arricchito di una nuova e interessantissima sezione di Video Poesia dal titolo Poeti nelle città.

Il festival si svolge proprio nei giorni centrali di quel periodo che nell’Europa settentrionale viene chiamato ‘midsummer’, quella famosa mezza-estate del sogno di Shakespeare.
Nella mitica cornice dei giorni in cui il sole raggiunge, nel suo moto apparente lungo l'eclittica, il punto di declinazione massima e che secondo le tradizioni di molte civiltà sono propizi alla magia, alla veggenza e visione e, quindi, diciamo noi alla poesia, proponiamo questa anteprima auditiva/visiva che ospita la proiezione di Geopoeticon, il progetto di video poesia internazionale curato dalla poeta/regista norvegese Odveig Klyve e da Kari Klyve-Skaug.

A dare un primo assaggio del Festival qui a Bologna saranno gli organizzatori, alcuni dei poeti partecipanti e membri di Arte Migrante, che cureranno la lettura di brani dalle poesie che verranno recitate a Forlì e Cesena.
Con Walter Valeri, Odveig Klyve (Norvegia), Matteo Zattoni, Mark Lipman (Stati Uniti), Pina Piccolo, Bartolomeo Bellanova, Sana Darghmouni, Claudia Piccinno, Loredana Magazzeni e altri poeti.

MARCO BETTINI presenta ROMA KAPUTT

Martedì 20 giugno alle 18,00

MARCO BETTINI
presenta
"ROMA KAPUTT. Rivelazioni inedite, scandali e verità nascoste di una città sull'orlo del baratro"
(Newton Compton editori)

interviene ANDREA COTTI

Martedì ospitiamo Marco Bettini, un giornalista e uno scrittore che per quasi un anno e mezzo ha svolto l’incarico di capo ufficio stampa dell’ex sindaco di Roma Ignazio Marino. E ora ha scritto un libro per spiegare i meccanismi che rendono ingovernabile la macchina della Capitale.

È possibile amministrare bene Roma? No. Perché è altrettanto impossibile amministrare bene l’Italia. Nella capitale questa realtà si tocca con mano perché, a un insieme di regole assurde, che condiziona la vita di tutti i Comuni, le Regioni e gli enti locali, si somma una città con una geografia, un’est ensione, una struttura istituzionale e burocratica tali da renderla ingovernabile anche per un politico ben intenzionato. Inoltre la presenza sul territorio urbano di tutti gli uffici pubblici e le sedi centrali di associazioni di categoria del Paese rende il quadro ancora più caotico. La combinazione di questi fattori ha creato un groviglio esplosivo che viaggia spedito verso il momento della deflagrazione. Marco Bettini racconta il disastro romano con un duplice sguardo: quello del dirigente che ha lavorato per l’amministrazione capitolina e si è trovato quotidianamente a che fare col “sistema”, e quello del giornalista che ricostruisce alcuni dei fatti e delle dinamiche che hanno condizionato la vita della capitale negli ultimi anni. Guardare con attenzione il “caso Roma” vuol dire comprendere meglio i tanti difetti della complessa macchina dell’amministrazione pubblica.

MARCO BETTINI è giornalista de Il Resto del Carlino.
E' autore di Programmi televisivi (Ultimo minuto, Fuori pericolo, Misteri in blu e Blu Notte) e numerosi romanzi.
E' stato capo ufficio stampa del sindaco di Bologna Flavio Delbono, e poi addetto stampa del sindaco di Roma Ignazio Marino.

PIETRO CALICETI presenta "BITGLOBAL"

Mercoledì 14 giugno alle 18,00

PIETRO CALICETI
presenta
"BITGLOBAL"
(Baldini&Castoldi)

interviene GIUSY GIULIANINI (Blogger)

Mercoledì, con Pietro Caliceti, presenteremo il primo romanzo imperniato su bitcoin, la moneta virtuale nata quasi dal nulla nel 2008, che ora è arrivata a quotare oltre 1800 dollari al pezzo.
Gli hacker che nei giorni scorsi hanno infettato i computer di mezzo mondo, hanno chiesto il "riscatto" proprio in bitcoin.
Un libro in cui la moneta, e i meccanismi che ne regolano la circolazione, finiscono per rivelarsi un paradigma delle relazioni umane e dell'insopprimibile bisogno dell'uomo di credere in qualcosa, anche a costo di essere ingannato.
Uno dei più importanti studi legali italiani, due avvocati in lotta per dirigerlo. Un fondo di investimento pieno di soldi ma con poco tempo per investirli. Mesi di ricerche serrate fino alla scoperta: bitcoin, una moneta virtuale che consentirebbe di commerciare liberamente facendo a meno di qualsiasi banca e di qualsiasi stato.
BitGlobal è un thriller dal ritmo mozzafiato che svela il dissacrante mondo della finanza e dei grandi studi legali. Un libro in cui la moneta, e i meccanismi che ne regolano la circolazione, finiscono per rivelarsi un paradigma delle relazioni umane e dell'insopprimibile bisogno dell'uomo di credere in qualcosa, anche a costo di essere ingannato.
"Credo fermamente che la finanza sia un angolo visuale non solo utile, ma imprescindibile per capire il mondo di oggi. In fin dei conti, se dal 2008 tutte le nostre vite sono cambiate, è stato a causa della finanza: e dunque è lì che dobbiamo guardare, se vogliamo cercare di capire la realtà. Questo, per me, è molto più interessante che scrivere di commissari di provincia. Quanto a quello che mi fa paura… una delle paure più grosse che ho avuto è stata quella di non riuscire più a dare da mangiare alle mie figlie. Poi ci sono le paure che credo abbiamo tutti."

"Io di mestiere avevo sempre fatto l’avvocato, e non avrei mai pensato di scrivere un romanzo. Ma a partire dalla c risi finanziaria del 2008 il mio lavoro era improvvisamente crollato. Nell’arco di un solo anno il mio reddito era diventato il 10% di quello che era prima, e io ero stato costretto a lasciare andare tutti i collaboratori e la segretaria. Ormai passavo le giornate da solo, in uno studio di due sole stanze, in attesa che succedesse qualcosa, che un cliente mi cercasse, ma nessuno mi cercava mai; e ogni giorno che passava si avvicinava sempre più il momento in cui non avrei più potuto mantenere la mia famiglia. Finché a un certo punto mi sono detto “io questa cosa qui a devo buttare fuori in qualche modo, altrimenti impazzisco”. E mi sono messo a scrivere."

PIETRO CALICETI è uno degli avvocati più stimati in campo societario e finanziario.
Già autore di numerose pubblicazioni in materia giuridica, ha esordito nella narrativa con "L'ultimo cliente".




ALBERTO ALBERICI presenta "CERALACCA"

Martedì 13 giugno alle 18,00
ALBERTO ALBERICI
presenta
"CERALACCA"
(Minerva edizioni)

interviene GIORGIA TISSELLI

Martedì un esordio Bolognese, anche nell'ambientazione.
Lorenzo si muove per le vie di Bologna. Guida seguendo una percezione che lo porta in un posto conosciuto, dove non andava da anni. Qui riaffiorano alla memoria volti, nomi, cognomi di un a vita.
Questa volta però l’intuito lo avverte che il giro è diverso.
Quel viso che gli manca, quello della prima volta, lì, a quarantanove anni, all’improvviso diventa un vuoto da colmare, un’esigenza imprescindibile di sapere, di dare un nome.
La storia di quel volto assente lo reclama. Costringendolo in uno spazio pluridimensionale dove passato e presente si mescolano senza tregua.
Lorenzo comincia così un viaggio senza ritorno tra i locali e i personaggi di una Bologna estiva, per trovare un indizio, qualcuno che ricordi. Una notte e un giorno dove il possibile e il sogno, la realtà e l’immaginazione fanno da sfondo alla ricerca spasmodica di un volto e del suo nome.

ALBERTO ALBERICI
lavora da oltre trent'anni nel mondo della moda e si muove tra Bologna, Milano e Firenze. "Ceralacca" è il suo primo romanzo.

BARBARA PANETTA presenta l'antologia "LO DICE IL MARE"

Lunedì 12 giugno alle 18,00

BARBARA PANETTA
presenta l'antologia
"LO DICE IL MARE"
(edizioni Il Foglio)

intervengono
ALESSANDRO BERSELLI e GIANLUCA MOROZZI

Lunedì verrà presentata l'antologia di racconti "Lo dice il mare", curata da Barbara Panetta.
Venticinque autori raccontano il mare rendendolo protagonista di storie dai mille colori: dal turchese e cristallino della Sardegna al n ero torbido e cupo di luoghi immaginari. I racconti, grazie alla forza delle loro ambientazioni, affrontano generi diversi, horror, fantastico, romantico, poetico, tutti da scoprire e leggere. Ogni contributo è corredato da una fotografia ideata dagli occhi attenti e sensibili di due artisti, grazie ai quali i racconti prendono vita prima ancora di essere letti.
“Lo dice il mare” è un regalo all’arte della narrazione. Un’antologia per chi non si limita a guardare il mare ma desidera leggerlo con interesse e riflessione.

Ecco i titoli dei racconti e i rispettivi autori:

IL MARE CHE RESTA di Luca Martini
STANZE DI VETRO di Maria Silvia Avanzato
NINA di Piergiorgio Pulixi
VERSO L’INVERNO di Luca Raimondi
IL GIORNO DOPO, IL MARE di Barbara Panetta
DA UNA LINGUA DI MARE ALL’ALTRA di René Corona
TRA LE BRACCIA DEL MARE di Tiziana Iaccarino
FAT BOY di Alessandro Berselli
ALLA DERIVA di Sacha Nas pini
CANTO PER ULISSE di Elisa Genghini
IL CUORE ESPLOSO di Gianluca Morozzi
LA PEDREÑERA di Elisabetta Bagli
LETTERA DA LONTANO di Gordiano Lupi
LAMA VINCE PIETRA di Fabio Mundadori
LA SIRENA ZOPPA di Francesca Viola Mazzoni
IL PACCHETTO AZZURRO di Mara Munerati
LA LEGGENDA DELL’UOMO SEDUTO SUL MOLO di Francesco Villari
LA FIGLIA DEL MARE di Patrizia Sorcinelli
MESSAGGIO IN BOTTIGLIA di Marina Atzori
LE NOZZE FANTASTICHE DI ULIX E MORGANA di Filippo Sorgonà
IL MARE DEL SILENZIO di Fabrizio Carollo
ENDLESS SUMMER di Andrea Guglielmino
LO SPAZIO DENTRO IL MARE di Massimo Padua
ACCIDIA. OVVERO, UN’ESTATE DI CARTA di Andrea Broggi
SOMMERSO di Tommaso Franco

RICCARDO MARRA presenta la raccolta di racconti "SENTO DOPPIO"

Sabato 10 giugno alle 17,30

RICCARDO MARRA
presenta la raccolta di racconti
"SENTO DOPPIO"
(Augh! edizioni)

interviene DAVIDE VENTURI, regista e autore televisivo

Sabato Riccardo Marra ci presenta la sua raccolta di racconti.
Il crepitio della pala di un operaio finita per terra.
La frizione della lampo inceppata nei pantaloni di un cameriere.
L’attacco metallico di una segreteria telefonica. Il grugnire di un paio di guantoni che un vecchio pugile stringe ai polsi.
I dieci racconti di Sento doppio si aprono tutti con uno stesso suono, un fantomatico Trrr Tac, ma finiscono per suonare in modo completamente diverso. O quasi.

Riccardo Marra è nato a Catania e vive a Roma dal 2006. Giornalista, autore e speaker radiofonico, collabora con la rai e “Il Mucchio Selvaggio”. Dal 2015 fa parte della squadra del programma cult “90° minuto” su Raidue. Gestisce inoltre un blog sulla tv per “il F atto Quotidiano”. Sento doppio è il suo primo libro.


ZAP&IDA "E TU CHE CANE HAI?"

Venerdì 9 giugno dalle 11,00 alle 19,30

incontro-performance di
ZAP&IDA
sotto i portici della libreria per presentare
"E TU CHE CANE HAI?"
(Giraldi editore)

Venerdì prossimo Zap&Ida tornano in libreria (anzi, fuori dalla...) per una giornata di disegni e vignette.
Zap disegnerà in diretta per chi passeggia sotto il portico di via Irnerio e per gli amici della libreria, facendo naturalmente una dedica personalizzata a chiunque acquisterà uno dei loro libri.
In particolare, Zap&Ida verranno per presentare la collana E TU?, edita da Giraldi,
ed in particolare l'ultimo volume pubblicato, "E TU CHE CANE HAI?, loro (e nostro) personale contributo alla campagna contro l'abbandono degli animali.

Il quinto libro della collana “E tu?”, dedicato ai cani, non fa solo sorridere riguardo ai nostri amici a 4 zampe ma vuole essere una denuncia contro chi li abbandona, li tratta male o li sevizia.
Zap&Ida, con “E tu che cane hai?” come è loro consuetudine, mettono alla berlina situazioni e personaggi spesso ricorrendo alla satira e al paradosso. Bonariamente ma, a volte, con punte di severe riflessioni sui temi più diversi con la speranza, quasi folle di questi tempi, di poter cambiare in meglio il mondo. Il libro esce volutamente durante la Campagna contro l’abbandono degli animali per contribuire allo sradicamento di questa schifosa abitudine e per sottolineare che il cane è un componente della famiglia e come tale va trattato.

Zap & Ida
, autori poliedrici e versatili, hanno al loro attivo una cinquantina di libri e libretti in gran parte umoristici. Punte di diamante nella loro produzione: Il Nuovissimo Zapparelli (Vaccabolario illustrato della lingua Italiana) e I dubbi atroci (Palma d’oro al Salone Internazionale dell’Umorismo).
Recenti autori di romanzi polizieschi (Passi, Giraldi Editore, e Amareno Fabbri, Cairo Editore) con protagonista il commissario capo della questura di Bologna dottor Amareno Fabbri. Di prossima uscita il terzo dal titolo Amareno e il caso PPF.
Gli altri 4 titoli della collana umorist ica edita di Giraldi sono: E tu che compagno sei?, E tu che vino bevi?, E tu che lavoro fai?, E tu che reggiseno porti?, iniziano a far ridere dal prezzo (euro 8,90) e creano dipendenza.

CLAUDIO CRAPIS e GIANDOMENICO CRAPIS presentano "UMBERTO ECO E IL PCI"

Mercoledì 7 giugno alle 18,00
CLAUDIO CRAPIS e GIANDOMENICO CRAPIS
presentano
"UMBERTO ECO E IL PCI"
(Imprimatur edizioni)

intervengono
COSTANTINO MARMO
WALTER TEGA (Università di Bologna)


Mercoledì un saggio che accende una luce su un aspetto poco esplorato, quello del rapporto tra Umberto Eco ed il Pci.
Il 5 e il 12 ottobre 1963, in un momento in cui emergevano tumultuosamente f ermenti nuovi nel campo della società e della cultura, il settimanale del Pci «Rinascita» pubblicava un lungo articolo di Umberto Eco «sui problemi della cultura di opposizione». Ne scaturì una vivace discussione che si protrasse per mesi, nella quale intervennero intellettuali ed esponenti del Partito.

Il saggio di Eco gettava un sasso nello stagno delle strategie estetiche marxiste: la precoce notorietà del giovane intellettuale, la novità dell’impostazione, la vastità dei riferimenti, l’introduzione di temi inediti, e la capacità di tenere insieme “alto” e “basso”, nonché di spaziare in campi tra loro molto diversi – dalla musica di Celentano all’antropologia di Lévi-Strauss – ne facevano immediatamente una provocazione feconda per la cultura di sinistra.
Nel suo scritto egli metteva spregiudicatamente al centro dell’analisi la soci età di massa, i suoi gusti, i suoi consumi, i suoi miti. Il dibattito non si fece attendere, coinvolgendo in prima persona figure come la dirigente comunista Rossana Rossanda, il filosofo Louis Althusser, il poeta Edoardo Sanguineti.

Il denso intervento, e la sua intrinseca politicità, sembra però essere sfuggito in questi decenni alla maggior parte della letteratura critica, dimenticato o tuttalpiù rubricato nella storia del Gruppo 63. È invece qui riproposto, insieme ad una sua puntuale e approfondita analisi critica, storica e semiologica condotta da Claudio e Giandomenico Crapis.

Soprattutto per l’attualità che quella riflessione riveste ancora oggi, se solo si pensa ai diffusi atteggiamenti di sdegnoso rifiuto o – specularmente – di acritica accettazione da parte di intellettuali e politici di sinistra rispetto alla popular culture; e alla rinuncia, nell’uno e nell’altro caso, di qualsiasi ten tativo di analisi che vada al di là della ratificazione del già esistente.

Ma il lungo intervento è interessante anche per due altre ragioni. Perché esso anticipava la successiva svolta semiotica dell’autore e perché faceva emergere un aspetto forse inesplorato del primo Eco: la ricerca, lui già cattolico, di un rapporto con la cultura marxista e il tentativo di coniugare Marx con nuove scienze come lo strutturalismo, senza mai abbandonare la forte tensione all’impegno, in un’ottica, come egli sottolineava, “modificatoria” della realtà. Un aspetto, questo, che l’articolo su «Rinascita» illumina di nuovo interesse.

Claudio Crapis, laureato in lettere classiche con Eco a Bologna con una tesi sulla semiotica di Cicerone e Quintiliano, dirigente scolastico, ha pubblicato articoli in varie riviste specializzate («Versus», «Aufidus», «Segni e Compren sione», «Carte semiotiche»); ha curato la voce “Antichità” per il Dizionario della pubblicità (Zanichelli, 1994); ha scritto (con Giovanni Manetti) La théorie contemporaine du signe et la rhétorique ancienne, in S. Ijsserling – G. Vervaecke, Renaissances of Rhetoric (Leuven University Press, 1994).

Giandomenico Crapis, medico, nonché storico della tv e della cultura di massa, ha pubblicato, tra l’altro, Il frigorifero del cervello. Il Pci e la tv da Lascia o raddoppia alla battaglia contro gli spot (Editori Riuniti, 2002), Politica e televisione negli anni ’90 (Meltemi, 2006), Ha vinto la tv. 60 anni di politica e televisione da De Gasperi a Grillo (Imprimatur, 2014) e il recente Enzo Biagi. Lezioni di televisione (Rai Eri, 2016). Ha scritto per «l’Unità» e «il Fatto Quotidiano». Collabora attualmente con «il manifesto».

GIACOMO MARCACCI presenta "BIBLIOFILIA"

Martedì 6 giugno alle 18,00

GIACOMO MARCACCI
presenta
"BIBLIOFILIA"
(Edizioni Pendragon)

interviene ANTONIO CASTRONUOVO

Martedì il nuovo romanzo di Giacomo Marcacci; ecco di cosa si tratta:
Tonio è un uomo schivo, che ama il bosco e i suoi silenzi e che odia profondamente i libri. Suo malgrado, si ritrova a ereditare l'intero patrimonio della sua vecchia maestra Zelinda, donna molto colta e dal piglio autoritario che, inspiegabilmente, lascia tutto a lui, a patto che egli legga dieci libri scelti con cura da lei prima di morire. Tonio, incuriosito, inizia la lettura del primo volume: Walden ovvero vita nei boschi di Henry David Thoreau. Rimane talmente affascinato che decide di accettare l'eredità. Pagina dopo pagina, questa nuova condizione si rivela per lui un'esperienza eccitante e conturbante che arriva perfino a contagiare le vie e le strade del suo piccolo paese abbarbicato sui monti e porta alla scoperta del vero motivo del lascito da parte della maestra...

Giacomo Marcacci è nato a Lizzano in Belvedere (Bologna) nel 1962. Laureato in Scienze dell'Educazione presso l'Università di Bologna, ha sostenuto l'esame di Stato come psicologo presso l'Università "La Sapienza" di Roma. Lavora per il Comune di Bologna e collabora nel campo della ricerca e della formazione applicata con l'Istituto IFRA di Bologna. Per Pendragon ha già pubblicato Il vecchio cieco e il giovane sognatore (2013), L'abisso necessario. Freud e il segreto di Nietzsche (2014), La strega e il suo giudice (2015), Bibliofilia (2017).
Antonio Castronuovo (1954) è scrittore e traduttore; vive a Imola.
Il suo saggio più recente è "Ossa, cervelli, mummie e capelli", uscito per Quodlibet lo scorso anno.

SIMONA CASTIGLIONE presenta "L'ETA' DEL FERRO"

Giovedì 1 giugno alle 18,00
SIMONA CASTIGLIONE
presenta
"L'ETA' DEL FERRO"
(Morellini editore)

interviene GIANLUCA MOROZZI

Giovedì vi invitiamo a scoprire una nuova voce della narrativa italiana, quella di Simona Castiglione, che ci propone un romanzo di denuncia sociale ed esistenziale, ricolmo d’intrighi misteriosi e permeato dalle melodie dei Doors e dei Led Zeppelin.
Barbara e Lucrezia, due adolescenti profondamente legate negli anni del liceo, si ritrovano a Bari ormai adulte, in occasione della messa di suffragio per Mariarosa, amica di entrambe, morta di overdose venticinque anni prima. Il casuale ritrovamento del diario di Mariarosa e il dubbio che un mistero si nasconda dietro la morte dell’amica portano Lucrezia e Barbara a ripercorrere, attraverso le pagine del diario e i propri ricordi, le tappe di una crescita fatta di situazioni familiari difficili, vissuti dolorosi condivisi e comuni trasgressioni fino all’ingresso nell’età adulta.
In maniera palpitante e a ritmo serrato, su due piani temporali che si alternano, attrav erso le parole e i pensieri delle tre ragazze e delle due donne, il lettore viene sempre più coinvolto in una storia di ambienti sordidi, emozioni forti, ma anche di grande amicizia, con la consapevolezza che il percorso verso l'età adulta non può mai dirsi veramente compiuto.

Simona Castiglione, nata a Catania, vive a Padova. Insegna lettere e scrittura creativa. Nel 2010 ha esordito con la raccolta di racconti La mente e le rose (Transeuropa); da allora ha pubblicato diversi racconti per antologie e il romanzo Sottobosco per Ratio et Revelatio (2014), uscito anche in traduzione rumena. Collabora inoltre con numerose riviste, giornali e blog letterari

FILIPPO SCOZZARI presenta "PRIMA PAGARE POI RICORDARE"

Mercoledì 31 maggio alle 18,00

FILIPPO SCOZZARI
presenta
"PRIMA PAGARE POI RICORDARE"
(Fandango libri)

interviene GIORGIO LAVAGNA

Mercoledì un ritorno in libreria di quelli da non perdere: Filippo Scozzari, con la nuova edizione di "Prima pagare, poi ricordare" appena ripubblicata da Fandango.

A 40 anni dai rivoluzionari giorni del '77 bolognese e a 20 anni dalla prima gloriosa uscita, Fandango Libri pubblica una nuovissima versione dei due libri autobiografici scritti da un'icona del fumetto italiano. Questa edizione riunisce due diseducativi diari scozzareschi, "Memorie dell'arte bimba" e "Prima Pagare Poi Ricordare", a comporre un divertito e rabbioso mosaico.

Il narratore è uno dei protagonisti della grande stagione che diede vita al nuovo fumetto italiano, alla nuova satira politica, a una nuova informazione, a nuove esperienze creatrici. Successi, sconfitte, assalti e tradimenti, figurine, stupidi dinosauri, comprimari decerebrati, un'Italietta. E naturalmente loro, i Padri Fondatori Mattioli, Pazienza, Tamburini, Scòzzari, Liberatore, Sparagna, immersi nell'aceto di quella fine di secolo: Vincino, Bonito Oliva, Schifano, del Buono, Radio Alice, il muvmànt del '77, il Pci, Zangheri, questurini, Fellini, Roma, Bologna, Frank Zappa, l'eroina, Piazza Maggiore. La lista è infinita. Ce n'è per tutti. Aneddoti, risate e rasoiate che torneranno a far discutere.

Filippo Scòzzari ripercorre gli anni dell'infanzia, la piccola Bologna del dopoguerra, gli anni 50, gli anni 60, tenero e stupefatto esploratore di un'Italia che cresce assieme a lui. In un'ideale "Prima Puntata", che termina esattamente dove iniziava il for tunato "Prima Pagare, Poi Ricordare", Scòzzari indaga, sbrana e resuscita i punti nodali della propria educazione: la scuola, la famiglia, la passione per il disegno, la mania dei fumetti, la realtà italiana, ma anche gli interrogativi feroci di un Bimbo che, in eterno duello col Babbo Mannaro, avverte in sé i primi pungoli di quella follia creativa che, zappata a sconfitte e concimata a scoperte, lo trasformerà in uno degli autori simbolo dell'ultimo scorcio del 900.

Giorgio Lavagna, del gruppo musicale Gaznevada, partecipò alle attività della Traumfabrik, quella sorta di factory artistico-multimediale ante litteram che ebbe base a Bologna alla fine degli anni Settanta, in via Clavature, 20.
Qui Lavagna conobbe Scozzari, Andrea Pazienza e Giampietro Huber, con il quale fondò gli Stupid Set, forse il primo gruppo di musica elettronica in Italia.
Alla fine degli anni '80 abbandona il mondo della musica per de dicarsi ai fumetti.

GIANLUCA CRISTOFORETTI e GIANNI LODI presentano "H2H. HUMAN REVOLUTION"

Martedì 30 maggio alle 18,00

GIANLUCA CRISTOFORETTI e GIANNI LODI
presentano
"H2H. HUMAN REVOLUTION"
(Imprimatur edizioni)

intervengono:
VALENTINA ORIOLI (Assessore all'Urbanistica e all'Ambiente del Comune di Bologna)
LUIGI NARDACCHIONE (co-fondatore Social Street International)

modera FERNANDO PELLERANO, giornalista del Corriere di Bologna

Martedì ci viene proposto da GIANLUCA CRISTOFORETTI e GIANNI LODI un tema davvero interessante e forse necessario, ricordandoci che l'uomo è e resta un "animale sociale", qualunque rivoluzione si appresti a vivere.
Immersi nelle varie rivoluzioni in corso, quella industriale (Industry 4.0 e 5.0), quella digitale, quella della comunicazione, quella economico-finanziaria, l’unica rivoluzione che può dare un senso a tutte le altre è la “Human Revolution”, perché tutto nasce dalle relazioni tra esseri umani (Human to Human) e qualsiasi trasformazione che non pone al centro il nostro benessere, diventa priva di significato.

"Caro lettore, pensa per un attimo alla giornata che ti appresti a vivere nel prossimo futuro, alle tue sempre meno rassicurant i abitudini, al tuo lavoro, più o meno flessibile, alle quotidiane azioni che “naturalmente” scandiscono le tue ore. Bene, ora pensa che tutto ciò potrebbe essere già il passato. E che qualcun altro sta dando forma al tuo futuro, senza chiederti il permesso. Destabilizzante, vero?"

Sul web è virale la battuta per cui Usain Bolt sarebbe talmente veloce che tagliando il traguardo e volgendo lo sguardo dietro di sé sarebbe in grado di vedere il nostro futuro. Chiediamo a lui lumi sulla nostra prospettiva di vita, o proviamo ad attrezzarci per costruircela senza il rischio di perdere l’orientamento? Questo libro vuole anche essere una “cassetta degli attrezzi” da usare per cominciare a renderci più consapevoli della società in cui viviamo e per realizzare con maggiore fiducia il progetto di vita che ciascuno di noi ritiene più opportuno, ricordandoci che le sfide non si vincono mai da soli, ma sempre insieme alla “giusta compagnia” (Human to Human).

Gianluca Cristoforetti, architetto, svolge attività di pianificazione per le pubbliche amministrazioni. È responsabile del progetto nazionale Mappe d’Italia dell’Istituto Nazionale di Urbanistica (smart city e smart community), in questo contesto approfondisce il tema delle smart cities e del rapporto tra ICT, comunità, pianificazione e social innovation. Svolge inoltre attività di consulenza per aziende italiane e multinazionali, sia per progetti di mercato che di ricerca e sviluppo. È coordinatore scientifico del centro MD | Next City Lab – smart & ethic presso DA dell’Ateneo di Ferrara. Tra le pubblicazioni più recenti New Community Towns, Rigenerazione Democratica e Smart Cities and Community Based Planning. È co-fondatore di EI4smart.

Gianni Lodi, laureato in Ingegneria meccanica, è co-fondatore di EI4SMART (progettazione e startup di Smart Communities), inoltre è associate partner di Duke & Kay (Transition Management). Per più di trent’anni ha gestito varie aziende, in Italia e all’estero, prevalentemente nei settori industriale e dei servizi ICT, ricoprendo diversi ruoli apicali, da responsabile di funzione a direttore generale e amministratore delegato.

RAUL MONTANARI presenta il romanzo "SEMPRE PIU' VICINO"

Sabato 27 maggio alle 17,00

RAUL MONTANARI
presenta il romanzo
"SEMPRE PIU' VICINO"
(Baldini & Castoldi editore)

interviene lo scrittore
ROMANO DE MARCO

Sabato pomeriggio un incontro da non perdere per i lettori di giallo e noir: Raul Montanari intervistato da Romano De Marco!
Parleranno in particolare del più recente giallo pubblicato da Raul Montanari, "Sempre più vicino", ambientato a Milano nel 2014.

Valerio ha ventisette anni e una vita vuota. Abita in un monolocale su cui aleggia la presenza del precedente proprietario, suo zio Willy, morto in odore di satanismo, che si dice avesse accumulato un tesoro mai ritrovato. Per guadagnare qualcosa, Valerio affitta l’appartamento per brevi periodi e va a dormire da un amico. Ha però un vizio: entrare in casa di nascosto dai suoi ospiti, per curiosare fra i loro oggetti e immergersi con la fantasia in esistenze diverse dalla sua. Una di loro, l’enigmatica Viola, lo colpisce al cuore. Fra i due sembra nascere qualcosa, ma Viola scompare e un detective privato che lavora per suo marito rivela a Valerio la verità: la donna è in fuga e forse il s uo passaggio da quella casa non è stato casuale.
Che c’entri in qualche modo la leggenda del tesoro dello zio Willy? Valerio e il detective si alleano per cercare Viola insieme, ed è l’inizio di un viaggio che dalle ombre che circondano la casa milanese trova il suo drammatico finale in una palude del Rio delle Amazzoni. Finché, fra scoperte dolorose e squarci di inattesa felicità, la vita di Valerio cambierà per sempre. Un libro dove i fondamenti della narrazione romanzesca (il denaro, l’amore, l’avventura, il mistero, la comicità) catturano il lettore e si fondono nel ritratto di un personaggio vero e tenerissimo. E di una generazione derubata del proprio futuro e costretta a inventarsi il presente ogni giorno, con rabbia ma anche con ironia.

Hanno detto di lui:
“Montanari ha una grande capacità di raccontare storie mescolando i registri in maniera credibile. La sua mano è leggera e pr ecisa nell’alternare la commedia, il grottesco, l’elegiaco riuscendo a scattare una fotografia generazionale senza cascami sociologici. Le pagine corrono veloci…”
(Cristina Taglietti, “La lettura”).
“Uno specialista nel creare trame al calor bianco senza versare una goccia di sangue”
(Brunella Schisa, “Repubblica”).

MATTEO ABBATE presenta "DUE CALZINI BLU"

Venerdì 26 MAGGIO ALLE 9,30

MATTEO ABBATE
presenta
"DUE CALZINI BLU"
(edizioni euno)

intervengono i ragazzi della scuola primaria Casaralta Succursale
Venerdì mattina, per gli alunni di due classi della scuola primaria Casaralta Succursale, ma anche per chi vorrà esserci, un incontro con Matteo Abbate, che ci presenta il suo libro per ragazzi "Due Calzini Blu", una raccolta di brevi racconti pensati per chi si sta avvi cinando al mondo della lettura e alla sua magia.

Insieme all'autore conosceremo i fantastici luoghi dove vivono Gianni il Pilota e il suo incubo Arnoldo, Pina Biondina e la Felicità, Giusi la ragnetta d'argento e due strani calzini col Blu parlante!

Il Progetto Lettura “Due Calzini Blu” nasce con l’obiettivo di dialogare con i bambini delle scuole primarie attraverso il linguaggio della fiaba. La lettura e il racconto della fiaba è un momento giocoso e gioioso, in cui il bambino riesce a trovare percorsi narrativi propri, liberi da schematismi che ne impediscano la crescita creativa.
Un viaggio appassionante attraverso le varie sfumature dell’esistenza, con situazioni e personaggi grotteschi, divertenti e surreali, reso ancora più entusiasmante dal linguaggio del Clown, che Matteo Abbate padroneggia con naturale disinvoltura, con spontanea allegria e sincera voglia di essere bambino tra i bambini.

GIULIANO BENINCASA presenta "QUI LA MAFIA NON ESISTE. Dalla genesi della criminalità romana all'inchiesta Mafia Capitale"

Martedì 23 maggio alle 18,00

GIULIANO BENINCASA
presenta
"QUI LA MAFIA NON ESISTE.
Dalla genesi della criminalità romana all'inchiesta Mafia Capitale"

(Castelvecchi editore)

intervengono:
ANDREA SPERANZONI,
avvocato
STEFANIA PELLEGRINI,
docente Unibo di "Mafie e Antimafie"

Martedì pomeriggio un utile aggiornamento sulle nuove Mafie, grazie al saggio di Giuliano Benincasa e ai suoi inte rlocutori.
Mafia Capitale ha dato vita a un nuovo sistema criminale, un modello ibrido in grado di muoversi tra la semplice delinquenza di strada e la Mafia dei colletti bianchi, tra l’intelligenza del disegno politico e il puro crimine organizzato, e di tessere le sue trame sulle ambiguità della realtà romana. È una Mafia nuova nata da una Mafia antica, ignorata nelle sue reali potenzialità, né altolocata né banditesca, simile a un “fiume carsico, che origina nella terra di mezzo, luogo nel quale costruisce la sua ragion d’essere e dal quale trae la sua forza, che emerge in larghi tratti del mondo di sopra, inquinandolo, per poi reimmergersi…”.

In questo libro Giuliano Benincasa ci offre un’approfondita analisi storica e sociologica sull’evoluzione dei sistemi criminali nella capitale: uno studio sulle origini, sulle peculiarità, sulla natura polimorfa del sistema mafioso romano.

GIULIANO BENINCASA, laureato in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Bologna, attento studioso dei sistemi criminali, attualmente è portavoce dell’associazione bolognese Ombre sulla Repubblica.
Con lui interverranno l'avvocato Andrea Speranzoni, che si è occupato di processi relativi all'eversione di destra in Italia e di reati di terrorismo, e Stefania Pellegrini, che ha attivato presso l'Università di Bologna il primo corso di "Mafie e Antimafie" in una Scuola di Giurisprudenza e da quattro anni dirige il Master di II livello in "Gestione e riutilizzo dei beni e aziende confisacti alle Mafie Pio La Torre".

LUIGIA PANTALEA ROVITO presenta "VITA DI MIRANDA" ROBERTA DIECI presenta "I SOGNI NON FANNO RUMORE" CHIMENA PALMIERI presenta "RAVAL"

Sabato 20 maggio alle 17,00

LUIGIA PANTALEA ROVITO

presenta "VITA DI MIRANDA"
ROBERTA DIECI
presenta "I SOGNI NON FANNO RUMORE"
CHIMENA PALMIERI
presenta "RAVAL"
(tutto edito da Bookabook)

accompagnamento musicale del M° ENRICO CELESTINO, prima viola dell'Orchestra del Teatro Comunale di Bologna

Sabato, oltre che tre romanzi, presentiamo anche un progetto editoriale interessante, quello delle edizioni Bookabook. In casa editrice I manoscritti vengono selezionati e, se approvati, vanno incontro a una campagna di crowdfunding che dura sei mesi, durante la quale sono i lettori - attraverso la prenotazione del libro - a decidere se la pubblicazione avverr à, oppure no. Le campagne che si chiudono con successo, raggiungendo cioè l'importo necessario, prevedono poi un attento editing dell'opera, e tutte le operazioni grafiche. Se, al contrario, la campagna fallisce, vengono restituiti i soldi a chi aveva prenotato l'opera.
In brevissimo, si cerca di dare risalto alle opere di esordienti che si pensa valga la pena di pubblicare, senza chiedere un singolo euro agli autori.

Una breve descrizione dei tre romanzi proposti sabato:
Luigia Pantalea Rovito scrive, con "Vita di Miranda", un romanzo storico che prende le mosse ai primi del Novecento ma anche, come viene definito nella prefazione, un romanzo "emotivo".
È il 17 novembre del 1907, l’arrivo nel mondo della piccola Miranda è annunciato da una lettera di Cristina al suo fidanzato: “Quando la mamma è rincasata, solo un’ora fa, ci ha dato la notizia che si attendeva da tanto: i conti Vallardi Malaspi na sono stati allietati dalla nascita di una piccina… Post scriptum le hanno dato un nome ben strano, si chiamerà Miranda. La mamma sostiene significhi creatura da ammirare”.

Comincia così l’avventura di una bambina fortemente desiderata e molto amata. Intorno a lei ruoteranno personaggi diversi tra loro, alcuni appartenenti all’aristocrazia, altri al popolo. Da ognuno di essi, Miranda saprà distillare gli insegnamenti necessari allo sviluppo della sua personalità, la quale non tarda a rivelarsi determinata e per nulla disposta alla cieca obbedienza richiesta alle signorine del suo rango. Grazie anche al suo precettore, il Maestro Armando Sileni, liberale convinto, la ragazza riuscirà a esprimere la propria essenza anticonformista e, soprattutto, contraria agli obblighi dettati dal Fascismo. Lo scorrere degli eventi la vedrà, prima, spettatrice inorridita di crudeltà indicibili, poi, appassionata partec ipante alla lotta partigiana.

Così invece Roberta Dieci ci racconta la genesi del suo "I sogni non fanno rumore":
"L’idea prima del libro nasce grazie alle mie compagne di squadra e ad una serata un po’ malinconica in cui, per scherzo, ho deciso di mettere nero su bianco le nostre avventure sportive. Il nucleo iniziale si è poi via via arricchito ed è diventato una storia completamente diversa, che però racchiude tanti pezzetti di storie, alcune inventate, altre realmente accadute. Sono veri alcuni personaggi, sono vere le emozioni, sono veri i sogni, sono veri i ricordi.
In memoria di chi non può leggerlo, ma che può in qualche modo rivivere tra le sue pagine."

Ed ecco di cosa tratta "Raval" di Chimena Palmieri:
Può la bellezza trasformarsi in un dono malefico che rovina la vita a chi lo possiede?
Una breve sintesi:
I sogni, si sa, ogni tanto ti coinvolgono in un contropiede fulminante. Così Giulia, studentessa universitaria, si trova ad alternare tacco dodici e tacchetti da calcio in un turbine di vicende che la vedrà protagonista. Scoprirà che in amore, come sul campo da gioco, è meglio attaccare che difendere.
Raval è straniero. È diverso dagli altri ragazzi del suo paese. Lo è nel nome, nelle origini, nella lingua e nell’anima. Ed è bellissimo. Essere l’oggetto inconsapevole del desiderio delle donne del paese lo rende colpevole agli occhi dei suoi “amici”, che troveranno il modo di fargliela pagare.

Ester non è straniera, ma è comunque diversa dalle sue amiche. È intelligente, cresciuta in una realtà che le va presto stretta. E, anche se lo scoprirà nel peggiore dei modi, è bellissima. Esserne a conoscenza sarà un mezzo per farsi strada, esserlo davvero la farà finire vittima della peggiore in vidia, della solitudine e dell’emarginazione. Che succede a due anime annichilite se si trovano una di fronte all’altra?

LUCA MOZZACHIODI presenta la raccolta poetica "L'ARTE DELLA SCONFITTA"

Martedì 16 maggio alle 18,00

LUCA MOZZACHIODI
presenta la raccolta poetica
"L'ARTE DELLA SCONFITTA"
(Qudu libri)

intervengono
ALBERTO BERTONI, PATRIZIA DUGHERO e EDOARDO SALVIONI

Martedì la poesia di Luca Mozzachiodi.
Ecco come ci introduce lui stesso alla sua opera:
"Questi poemi sono dunque l’arte della sconfitta perché in questa scrittura fatta spesso di viaggi, di luoghi, di storia ho voluto ricostruire la nostra storia e la storia d ella nostra sconfitta, parlando dei luoghi nei quali ha preso forma, delle idee che l’hanno animata perché anche quello noi oggi siamo e conoscersi è il primo modo per sopravvivere, sono dunque un’arte nel senso classico,”

Emblematica la dedica del libro:
"Questa raccolta di poemi che vuole dare voce al nostro tempo esce nell'anno 2017, precisamente cento anni fa in un paese da allora non più lontano con le Rivoluzioni vittoriose in Russia si segnava una tappa, tanto fondamentale, quanto rinnegata, del progresso dell'umanità; molti di coloro che quella Rivoluzione fecero trionfare strada per strada e resero viva sostanza di quel racconto di speranza e di emancipazione di popoli e di uomini avevano vent'anni, oggi noi viviamo e cantiamo nel tempo anche della loro sconfitta, ma se davvero con questi poemi che danno voce ai loro tardivi coetanei e ne cantano gli anni ho eretto un monumento, allora è a chi in quel lont ano 1917 aveva vent'anni che questo monumento deve essere dedicato in ricordo."

Luca Mozzachiodi  nasce a Genova nel 1992; poeta e scrittore, ha diretto nel 2013 la rassegna di poesia giovanile a Bologna SpaziDiVersi; per il Collegio Superiore ha organizzato il ciclo di incontri Dialoghi al Collegio.
Ha collaborato alla realizzazione di spettacoli poetico musicali con conservatori e scuole di musica e tiene un blog di arte, letteratura e storia per il circolo del Manifesto di Bologna.
Per Qudulibri suoi testi sono presenti anche nelle antologie "Non ti curar di me se il cuor ti manca", 1 e 2

ALESSANDRO BERSELLI presenta "LE SIAMESI"

Sabato 13 maggio alle 17,30

ALESSANDRO BERSELLI
presenta
"LE SIAMESI"
(ELLIOT edizioni)

interviene GIANLUCA MOROZZI

Sabato celebriamo Il ritorno al giallo di Alessandro Berselli, un caro amico della nostra libreria.
Dopo una lunga parentesi in cui ha esplorato la sua vena ironica e dissacrante, torna alle atmosfere plumbee di "Non fare la cosa giusta", "Cattivo", "Io non sono come voi".
Con "Le siamesi" l'autore punta la sua penna affilata sui giovani e sul loro male di vivere.
Un incontro casuale, un sabato sera che diventa una sfida contro la morte. Non è la prima volta che Ludovica, troppo ricca, troppo annoiata, baratta la sua vita con il pericolo, rimanda al mittente, Dio o chi per lui, la sua giovinezza, chiedendo in cambio rischio, adrenalina, competizione. Una discesa nel baratro dei vuoti esistenziali di una generazione incapace di trovare punti di riferimento e ragioni di sopravvivenza, un tagliente noir minimalista nel quale il lettore è costretto a cambiare continuamente prospettiva, il lucido di ario di un fine settimana di follia dove nulla è quello che sembra. Ma anche una riflessione asettica sul male di vivere e uno spaccato dello spleen contemporaneo, una rassegnata testimonianza di una voce narrante che rifiuta il giudizio ma si limita a fotografare, con l'ausilio di una prosa spettrale, l'assenza di motivazioni che muovono l'umano agire.

Di lui ha scritto Matteo Strukul:
"Alessandro Berselli è un grande ribelle del noir italiano:
la sua è una scrittura colma di fascino e malia,
ammantata di lucida ombra e furia iconoclasta"

Umorista, scrittore, docente di tecniche della narrazione, inizia la sua attività negli anni novanta, collaborando con le riviste Comix e L’apodittico e il sito di satira on line Giuda, e partecipando al Maurizio Costanzo show.
Dal 2003 inizia una carriera parallela come romanziere noir.
Oltre alle raccolte di racconti Storie d’amore di morte e di follia (Arpanet, 2005 ) e Anni zero (Arpanet, 2012), nella sua bibliografia troviamo i romanzi Io non sono come voi (Pendragon, 2007), Cattivo (Perdisa Pop, 2009), Non fare la cosa giusta (Perdisa Pop, 2010), Il metodo Crudele

Presentazione dell'antologia "NOTTI OSCURE. Antologia di racconti thriller"

Venerdì 12 maggio alle 17,30

Presentazione dell'antologia "NOTTI OSCURE. Antologia di racconti thriller" 
(editore LA CORTE)
saranno presenti gli autori
GIANLUCA MOROZZI e FABIO MUNDADORI,

intervengono LEONARDO DI LASCIA e LAURA PIVA (thrillernord.it)
presenta GIUSY GIULIANINI.

Parte dei proventi del libro verranno devoluti all’associazione I Love Norcia, per aiutare le popolazioni colpite dal terremoto.
Venerdì un'antologia che è stata pensata, prima di tutto, per fornire un sostegno alle popolazioni colpite dall'ultimo terremoto in Centro Italia: grazie a tutti gli autori, a Leonardo Di Lascia, Thrillernord e al La Corte Editore parte dei proventi del libro verranno devoluti all’associazione I Love Norcia.

"Notti Oscure" è una raccolta di racconti curata da Leonardo Di Lascia della Thrillernord, che riunisce 17 maestri del brivido:
Francesca Bertuzzi, Romano De Marco, Matthias Graziani, Gianni La Corte, Antonio Lanzetta, Diana Lama, Diego Lama, Giorgia Lepore, J.P. Marshall, Gianluca Morozzi, Fabio Mundadori, Alessandra Pepino, Pierluigi Porazzi, Piergiorgio Pulixi, Tersite Rossi, Lorenzo Scano e Stefano Tura.

Le notti oscure sono più buie delle altre. Sono quelle che ti sorprendono all'improvviso, che diventano incubi.

DONATO UNGARO presenta "MIO ZIO DON CAMILLO, MIO NONNO PEPPONE... E LA STORIA RICOMINCIA. 18 racconti"

Mercoledì 10 maggio alle 18,00

DONATO UNGARO
presenta
"MIO ZIO DON CAMILLO, MIO NONNO PEPPONE... E LA STORIA RICOMINCIA.
18 racconti"

(Faust edizioni)

interviene il giornalista ANTONIO FARNE'
L'ingegner Bottazzi e la Cesira: un incontro, uno scontro.
E come poteva essere altrimenti?
Il nonno dell'ingegnere è l'ex sindaco comunista Peppone, lo zio della missionaria è il muscolare parroco Don Camillo. Così la storia ricomincia...
Perché la Bassa è, prima di tutto, un luogo dell'anima.

Mercoledì Donato Ungaro ci riporta dopo tanti anni nelle atmosfere che furono di Giovannino Guareschi e il suo sguardo apparentemente bonario.
Un giovane ingegnere, nato nella Bassa ed emigrato da bambino in Germania, viene richiamato in un paese in riva al Po dove esumeranno la salma del nonno. Una giovane suora laica, che da anni ha lasciato l'Italia, viene convocata dal municipio di quel paese per lo stesso motivo: l'esumazione della salma di uno zio prete. Quando i due eredi - l'ingegner Giuseppe Bottazzi e la Cesira - s'incontrano, iniziano a bisticciare per un malinteso. Volano parole grosse, e come poteva andare altrimenti? Il nonno dell'ingegnere è l'ex sindaco comunista "Peppone", lo zio della missionaria è il muscolare parroco Don Camillo. Così la storia ricomincia... Mezzo secolo dopo, in un borgo padano dove il tempo sembra essersi fermato, torneranno ad alternarsi odio e amore, battaglie e alleanze, auto d'epoca e biciclette, falci e campane.
Una storia in diciotto racconti che scorrono placidi ma temibili, come il Grande Fiume sotto la pancia di una barca, sfiorando anime nere o abbracciando temi di grande attualità: dall'integrazione multietnica al racket delle prostitute, dalle escavazioni abusive lungo il Po alla solidarietà bipartisan verso una bambina malata. Perché la Bassa è, prima di tutto, un luogo dell'anima.

Donato Ungaro è giornalista professionista dal 2005; tra le varie testate per cui ha collaborato ricordiamo la Gazzetta di Reggio e la Gazzetta di Parma e la redazione bolognese de l'Unità. In ambito televisivo ha realizzato numerosi servizi per il tg dell'emittente nazionale La7, ha collaborato con Le Iene di Italia Uno e con TvParma, TeleReggio, MantovaTv.
E' da sempre appassionato estimatore dell'opera e della vita di Guareschi.
Fu tra i primi a scoprire, nei primi anni Duemila, attraverso le sue inchieste giornalistiche, le infiltrazioni della malavita organizzata nella provincia reggiana, come è poi stato sancito dall' inchiesta Aemilia molti anni dopo.
Collabora anche, a titolo gratuito, con il giornale "Piazza Grande"

TITO BARBINI presenta "QUELL'IDEA CHE CI ERA SEMBRATA COSì BELLA. DA BERLINGUER A RENZI, IL LUNGO VIAGGIO"

Lunedì 8 maggio alle 18,00

TITO BARBINI
presenta
"QUELL'IDEA CHE CI ERA SEMBRATA COSì BELLA. DA BERLINGUER A RENZI, IL LUNGO VIAGGIO"

intervengono:
GESSICA ALLEGNI
(gruppo organizzativo nazionale di Articolo 1)
FAUSTO ANDERLINI
(scrittore e sociologo)
ANDREA DE MARIA
(parlamentare PD)


Un libro inconsueto, non un diario o un'autobiografia, anche se qui dentro c'è tutta una vita in cui molti potranno riconoscersi.
Piuttosto un viaggio a ritroso, dietro ai fallimenti e alle delusioni della grande utopia comunista. Ma anche dietro a quel patrimonio di idee e di sentimenti di quanti - e Tito Barbini tra loro - si sono spesi generosamente per un'idea che prometteva giustizia, eguaglianza, libertà.
Come in un romanzo, in queste pagine si intrecciano la Storia maggiore e quella minore. I grandi personaggi come Mitterrand, Berlinguer, Gorbaciov e le persone che solo gli affetti custodiscono nel ricordo, come il padre, operaio comunista.
I ricordi personali - dall'infanzia a Cortona al Sessantotto, dall'impegno nel Partito ad Arezzo al Comitato Centrale del PCI - e i grandi scenari nazionali o i misteri di Italia, a partire dalla Loggia P2 di Gelli.
"Quell'idea che ci era sembrata così bella" è una miniera di vicende e di ritratti in punta di penna, ripercorrendo cinquant'anni di vita politica e istituzionale nel filo di un racconto che mette testa e cuore.
Il viaggio più difficile e più emozionante di un uomo che non ha smesso di gonfiare le vele verso nuovi orizzonti.

Tito Barbini, classe 1945, sindaco di Cortona a 24 anni, poi presidente della Provincia di Arezzo, infine per 15 anni assessore regionale prima all’Urbanistica e poi all’Agricoltura, amico personale di François Mitterrand. Si mette dietro le spalle tutto questo e intraprende un viaggio lungo cento giorni, che lo porta dalla Patagonia all’Alaska. Cento giorni a piedi e in corriera, per bagaglio uno zaino.
Così un protagonista della politica italiana si lascia tutto alle spalle, per diventare viaggiatore e scrittore di viaggi.
Ora, con questo libro, intraprende un viaggio nella mempria e nella storia personale e italiana, per chiudere il cerchio.

CARMELO PECORA presenta la raccolta "TRE RAGAZZI IN CERCA DI AVVENTURE E SETTE RACCONTI"

Sabato 6 maggio alle 17,00
CARMELO PECORA
presenta la raccolta
"TRE RAGAZZI IN CERCA DI AVVENTURE E SETTE RACCONTI"
(Cartacanta edizioni)

interviene ANDREA COTTI
letture a cura di FRANESCA FANTINI

Sabato torna a trovarci Carmelo Pecora, scrittore siciliano ormai di casa nella nostra libreria.
Enna, centro della Sicilia, tre ragazzi di 12 anni hanno voglia di Libertà, e così decidono di intraprendere un viaggio che li possa portare lontano, magari in Am erica. Tra mille peripezie arriveranno a Palermo, il capoluogo, un posto mai visto e all’apparenza lontanissimo, ma il successivo passo sarà salire su una nave, per una avventura ancora più incredibile. Dopo molti anni, uno dei protagonisti, come Responsabile della Polizia Scientifica di Forlì si trova di fronte ad una situazione simile. Una ragazzina, per amore, ha abbandonato la sua famiglia e la sua Terra di Puglia, sola e indifesa. I ricordi, inevitabilmente, si faranno spazio durante le procedure di identificazione e tutto sembrerà tornare a quel lontano 1971. In calce alcuni dei migliori racconti dell’autore con in testa “Passeggiando sulla collina dei giusti” e “19 Luglio 1992”.

Carmelo Pecora (Enna, 1959) è un ex ispettore capo della Polizia scientifica. In ambito letterario ha al suo attivo diverse pubblicazioni tra cui: 9 maggio ’78 - Il Giorno che assassinarono Aldo Moro e Peppino Impastat o (Editrice Zona, 2007) che ha ricevuto il Premio speciale al concorso Com&Te e dal quale è stato tratto il reading teatrale L’Urlo di Maggio; Polvere negli occhi sulla strage alla stazione di Bologna (Editrice Zona, 2009), Ustica, confessioni di un angelo caduto (Editrice Zona, 2011) e Gli infedeli – storie e domande della Uno bianca (Editrice Zona 2014).“

IDRISS AMID presenta la raccolta poetica "MALINSONNIA"

Venerdì 5 maggio alle 18,00

IDRISS AMID
presenta la raccolta poetica
"MALINSONNIA"
(Libellula edizioni)

intervengono
ROSSELLA DI BERARDO, FULVIO PEZZAROSSA, PINA PICCOLO

Venerdì incontriamo la voce poetica di Idriss Amid.
"L’insonnia presuppone il non dormire, il vegliare, il vivere, ma se è malinsonnia è il “ male di vivere” di montaliana memoria. Amid in questa raccolta dal titolo così evocativo riunisce tutta la produzione poetica fin qui espressa, potremmo dire ch’è il suo romanzo di formazione in versi, intellettuale ed emotivo".
(Dalla postfazione di Gabriele Amadori)

IDRISS AMID è nato a Tetuan, in Marocco.
Dopo essersi laureato a Rabat ha proseguito gli studi in Italia, dove ha conseguito una laurea specialistica in Lingua e Cultura Italiana e, in seguito, un Dottorato di ricerca in Culture Letterarie, Filologiche e Storiche, presso l'Università di Bologna.
Alcune sue poesie e racconti sono usciti all'interno di antologie cartacee e online.

FRANCESCO ALOE presenta il romanzo "L'ULTIMA BAMBINA D'EUROPA"

Mercoledì 3 Maggio alle 18,00

FRANCESCO ALOE 
presenta il romanzo
"L'ULTIMA BAMBINA D'EUROPA"
(Alter Ego edizioni)

interviene PAOLA SCROLAVEZZA

Mercoledì ritroviamo Francesco Aloe, che aveva esordito proprio nella nostra libreria nel 2008, ed è un piacere vedere che ha mantenuto un piede ben saldo nel m ondo della letteratura. "L'ultima bambina d'Europa" rovescia la prospettiva delle migrazioni, ipotizzando che, in un prossimo futuro, siano gli Europei a trovarsi nella condizione di emigrare in Africa...
Nel romanzo, un terribile quanto improvviso cambiamento climatico ha reso invivibile la maggior parte delle terre emerse. Il freddo e la neve hanno preso il sopravvento in tutta l’Europa e i pochi esseri umani rimasti, per lo più uomini adulti, lottano per la sopravvivenza, tra insidie ambientali e pattuglie militari senza scrupoli intenzionate a evitare l’emigrazione di massa verso l’Africa, una terra lontana ma che sembra immune alla dilagante disgrazia.
Con un vero e proprio omaggio letterario allo straordinario romanzo "La strada" di Cormac McCarthy, Francesco Aloe immagina il cammino di una famiglia su una via lunga e piena di insidie. La strada in questo romanzo è percorsa da un uomo, una donna incinta e una bambina. A unirli e tenerli in vita, non sono solo il poco cibo e qualche coperta, ma il desiderio profondo di raggiungere incolumi la terra “dove ancora vivono gli uccelli” e ricominciare, da lì, un nuovo percorso di vita, lontano dalle violenze e dalle atrocità a cui hanno assistito durante il loro lungo viaggio.

FRANCESCO ALOE è è studioso di letterature moderne e autore di romanzi.
Nel 2008 pubblica "Vertigine", il suo primo thriller. Nel 2011 esce, "Il vento porta farfalle o neve", pubblicato da Edizioni Ambiente nella collana VerdeNero Noir: un romanzo d'inchiesta che prende le mosse dai fatti che determinarono la tragedia del Moby Prince.
E' direttore editoriale della collana Versante Est per la casa editrice Delos Digital.

"MANDALA. LA DIMENSIONE DELL'ORIGINE" a cura di DARYA TSAPTSYNA

 Martedì 2 maggio alle 18,00

"MANDALA. LA DIMENSIONE DELL'ORIGINE"
a cura di DARYA TSAPTSYNA,
operatrice dell'APS Trees di Bologna

Martedì un incontro per approfondire la tecnica ed il significato dei mandala. In questi ultimi tempi c'è stata una vera e propria esplosione di libri che propongono il disegno attraverso i Mandala, un simbolo spirituale e rituale che rappresenta l’universo.
Ma cosa sono, in origine, i Mandala?
Non solo una forma d’arte, i mandala sono usati in numerose tradizioni spirituali, ma soprattutto nell’Induismo e nel Buddismo, per focalizzare l’attenzione, per definire uno spazio sacro e per aiutare la meditazione.
Nel buddhismo tibetano i mandala vengono disegnati con sabbie colorate e poi distrutti, a simboleggiare l’impermanenza del mondo materiale. Il mandala di sabbia rappresenta il nostro potere di acquisire conoscenza e saggezza, per combattere la negatività, l’odio, la rabbia e la violenza
Oggi il termine mandala è molto conosciuto anche in Occidente ed è entrato nell’uso comune per indicare motivi geometrici, diagrammi e disegni circolari che rappresentano simbolicamente un microcosmo dell’universo, usati in vari ambiti (dalle pratiche spirituali alla psicologia) per ritrovare calma, equilibrio, pace e aumentare la consapevolezza di sé.

DARYA TSAPTSYNA, nel corso dell'incontro, illustrerà perchè scegliere i mandala, che benefici si possono ottenere a ttraverso il mandala, illustrando anche alcune tecniche di disegno, anche attraverso il proprio percorso formativo.
Verrà inoltre proposta una bibliografia di testi che possano fornire un supporto teorico alla pratica proposta.

Darya Tsaptsyna è operatrice dell'APS Trees di Bologna; è pittrice laureata in Belle Arti in Russia, ed è facilitatrice del Mandala dal 2010.
Nel 2012 Darya riceve l'attivazione del corpo di luce Merkabah direttamente con Drunvalo Melchizedek; dal 2015 segue la formazione secondo il metodo di pittura di Rudolf Steiner.
Il suo proposito è riconnettersi con il Sé Divino disegnando Luce per superare l'illusione di separazione e per integrare l'intelligenza, la volontà e il sentimento nell'armonioso concerto dell'Anima.

PAOLA MATTIOLI presenta la raccolta poetica "A PICCOLI PASSI"

Sabato 29 aprile alle 17,00
PAOLA MATTIOLI
presenta la raccolta poetica
"A PICCOLI PASSI"
(Pendragon editore)

interviene CINZIA DEMI

Sabato incontriamo nuovamente la poesia di Paola Mattioli, che già avevamo ospitato in occasione della sua precedente pubblicazione, "Al di là del cielo"
Nei versi di questa raccolta sono racchiuse esperienze nate da visioni di luoghi e città, da conoscenza di voli di uccelli e di linguaggio dei fiori, fatte di capacità di ricordare il passato, di ritornare all'infanzia, sognare davanti al mare, indignarsi per le ferite inferte da questa società ai più deboli. Capacità che emerge nei Piccoli passi con cui l'autrice procede spedita.

Paola Mattioli scopre durante le scuole superiori la magia e la bellezza dello scrivere. Per motivi lavorativi questa passione s'interrompe, per un lungo periodo di tempo, per riprendere dopo la morte della madre, avvenuta nel 2006. È in questa fase della sua vita che lo scrivere per lei diventa ne cessario, essenziale, tanto da descriverlo come un'esperienza che le fa attraversare momenti speciali, unici, di silenzio e interiorità. Nascono così le sue poesie dell'età matura: sentimenti profondi, ricordi amari e a volte dolorosi, sentimenti d'amore intensi, attraversati da una vena malinconica sempre rivolta alla controversa e irrinunciabile bellezza della vita, ma il tutto visto con gli occhi dell'infanzia. Il suo primo libro Vorrei esce, in un'edizione ridotta e prodotta in proprio, nel 2012. Per Pendragon nel 2015 pubblica la raccolta di poesie Al di là del cielo e nel 2017 A piccoli passi.

LEONARDA MORSI presenta "2031. AMORE PECCAMINOSO"

Venerdì 28 aprile alle 18,00

LEONARDA MORSI
presenta
"2031. AMORE PECCAMINOSO"
(Pizzonero editore)

interviene GIANLUCA MOROZZI

Venerdì pomeriggio, Leonarda Morsi propone un romanzo erotico e distopico, intreccio raramente sperimentato.

Siamo nel 2031.
L’ Europa è in fiamme per i numerosi attacchi islamisti.
Un terribile attentato in Piazza San Pietro a Roma ha mietuto numerose vittime tra i fedeli e provocato la morte del Santo Padre. Il popolo italiano sconvolto e impaurito ha scelto di abbandonare la Repubblica per il Nuovo Stato Pontificio.
La vicenda si sviluppa dunque In un contesto politico e sociale di oppressione e oscurantismo.
Sara, il cui compagno magistrato è stato arrestato come nemico dello Stato, decide di trasformare in albergo clandestino un vecchio casolare di famiglia.
In questo luogo dove tutti possono amarsi liberamente si incontrano sia Angela e Davide che Andrea e Roger, costretti a nascondersi delle nuove norme persecutorie e omofobe: la padrona di casa li ripara e protegge, consentendo loro di espiremere i loro amori non più legali nel nuovo ordinamento.
Un romanzo che racconta un sesso esplicito ma non morboso, portando a riflettere sulle conseguenze della commistione fra morale pubblica e costumi privati, verso la quale rischiamo di andare, nel clima esacerbato in cui ci troviamo a vivere.

PIETRO ORSATTI presenta "IL BANDITO DELLA GUERRA FREDDA.

Mercoledì 26 aprile alle 17,45
PIETRO ORSATTI
presenta
"IL BANDITO DELLA GUERRA FREDDA.
Dagli archivi ritrovati, la ricostruzione della storia di Salvatore Giuliano e di Portella della Ginestra. Il peccato originale della Repubblica."

(Imprimatur edizioni)

intervengono LUIGI NOTARI e FEDERICO LACCHE
Mercoledì, con una contiguità voluta con le celebrazioni per la Festa della Liberazione, un interessante saggio che fa luce sug li oscuri anni dell'immediato Dopoguerra.
A settant’anni dalla strage di Portella della Ginestra si aprono, almeno parzialmente, gli archivi italiani, inglesi e statunitensi sui sette anni che cambiarono la storia del nostro Paese.
I sette anni “ufficiali” di attività del bandito Giuliano, dal 1943 al 1950, anno della sua morte. Quello che emerge dalla lettura dei documenti resi pubblici e dalla ricerca di altre testimonianze finora inedite, smentisce gran parte delle verità ufficiali.

Portella dalla Ginestra fu il primo tentativo di colpo di stato della storia della Repubblica italiana.
La strage di Portella della Ginestra del primo maggio 1947 doveva provocare la reazione del Partito Comunista per innescare un colpo di stato. Mentre si stava ancora scrivendo la Costituzione era già tutto pronto: l’appoggio militare degli Stati Uniti, perfino la benedizione della chiesa, gruppi paramilitari e di terroristi fascisti app oggiati da monarchici e separatisti, l’onnipresente presenza della mafia sia siciliana che italoamericana e perfino un “capo” che lo guidasse.
Questo emerge a settant’anni dalla strage da “Il bandito della Guerra fredda”, di Pietro Orsatti. Una ricostruzione basata sulla rilettura di documenti “riscoperti” e in parte inediti, impietosa e a volte “politicamente scorretta”. Un libro «schierato dalla parte di chi ha subito la violenza aggravata dall’inganno», come scrive l’autore nella nota introduttiva.

Il libro si concentra sulla figura di Salvatore Giuliano, pedina e catalizzatore di un intreccio politico sia nazionale che internazionale, e la inserisce all’interno di uno scenario ben lontano dalla versione ufficiale sia sulla sua vita che sul suo ruolo anche nella strage del primo maggio 1947. Un ragazzo siciliano che uccide un carabiniere nel 1943 per due sacchi di grano destinati alla borsa nera e pochi mesi dopo guida un gruppo armato che assalta armerie e organizza evasioni di massa per poi fuggire prima in Calabria. Qui entra in contatto con i gruppi fascisti legati al “principe nero” Pignatelli, e probabilmente su ordine di questi si infiltra a Taranto nei reparti dell’esercito sabaudo sotto comando americano per poi disertare e arruolarsi nelle Marche al gruppo “Ceccacci” della Decima Mas di Juno Valerio Borghes; poi, come raccontano i documenti dei servizi segreti Alleati, diventerà prima comandante della “Brigata Giuliano” (e non “banda” come verrà chiamata in seguito) di fede fascista e alla fine diventare il Colonnello dell’esercito separatista EVIS.
Giuliano mafioso e socio in innumerevoli affari con Cosa nostra a partire dal business dei sequestri. Giuliano che si macchia con i suoi di centinaia di omicidi, soprattutto di uomini delle forze dell’ordine e militant i comunisti e dirigenti sindacali.
Giuliano che nell’agosto del 1947 doveva organizzare l’evasione di Valerio Borghese da Procida per consentirgli di guidare il golpe che doveva scattare dopo la strage di Portella. Giuliano che solo sette giorni dopo la strage di Portella della Ginestra si prese una settimana di vacanze sulle montagne che sovrastano Montelepre con Mike Stern (all’epoca ufficiale e membro del controspionaggio statunitense), un’agente svedese legata al movimento sionista e un altro membro dei servizi americani. Morto ammazzato a 27 anni dopo sette anni di violenze e sangue.
Dopo che per anni pubblicamente chiedeva ai politici che “rispettassero i patti” dopo essere saliti al potere. I patti stretti per colpire il Pci e il sindacato.

Pietro Orsatti, nato a Ferrara, è cresciuto e ha trascorso gran parte della sua vita a Roma. Ha lavorato e collaborato con numerose testate giornalistiche fra cui «il Manifest o», «Diario», «Liberazione», «Left/Avvenimenti», «Nuova Ecologia», «Terra», Radio Popolare, Rai, Arcoiris, ag Dire, «MicroMega», «Antimafia Duemila» e «I Siciliani/giovani». Fra i primi in Italia a puntare sull’informazione aperta sul web e sul giornalismo partecipativo, ha realizzato e diretto più di venti documentari. Ha scritto per il teatro e per progetti audiovisivi. Ha pubblicato A Schiena Dritta, L’Italia Cantata dal Basso, Segreto di Stato, Grande Raccordo Criminale (con Floriana Bulfon, Imprimatur 2014), Roma Brucia (Imprimatur 2015), In morte di Don Masino (Imprimatur 2016) e alcuni ebook (Roma, L’Era Alemanna, Il Lampo verde, Utopia Brasil).

"BOLOGNA IN LETTERE" INTERFERENZE - ATTO VII

sabato 22 aprile alle 18,00

per il festival "BOLOGNA IN LETTERE"
INTERFERENZE - ATTO VII
 

presentazione dei volumi:
"IN TAGLI RIPIDI" di ALESSANDRO BRUSA
(Perrone editore)


"EX TRA SISTOLE" di ENZO CAMPI
(Marco Saya editore)


"DA CHE VERSO STAI?" di SONIA CAPOROSSI
(Marco Saya editore)
 

interviene FRANCESCA DEL MORO

Sabato, in attesa delle giornate conclusive che animeranno buona parte del mese di Maggio, il Festival Bologna in Lettere realizzerà il settimo appuntamento della stagione. La sera ta si svilupperà su tre anteprime assolute: due libri di poesia e un volume di critica letteraria. Enzo Campi con "ex tra sistole", Alessandro Brusa con "In tagli ripidi" e Sonia Caporossi con "Da che parte stai?" saranno i protagonisti della serata che prevede inoltre un intervento critico di Francesca Del Moro. I tre protagonisti metteranno a nudo diverse possibilità di offrire la parola poetica, così com'è tradizione consolidata del Festival che lavora sull'interazione di diversi linguaggi artistici.
Alessandro Brusa, In tagli ripidi, Giulio Perrone Editore

Il corpo è uno spazio geografico, un territorio da mappare ed esplorare. Abitarlo significa conoscerne i confini, costruire strutture in grado di garantire un riparo. Chi abita il corpo accetta di viverlo anche in punta, vale a dire nei suoi aspetti più aguzzi e pungenti. Forse la poesia di Alessandro Brusa nasce proprio da un graffio, una puntur a della realtà che scalfisce l’epidermide e provoca una ferita.
Alessandro Brusa nasce a Imola (BO) nel 1972; nel 1976 si trasferisce a Bologna dove si laurea. Esordisce nel 2004 con il romanzo Il Cobra e la Farfalla (Pendragon) ed in poesia nel 2013 con La Raccolta del Sale (Giulio Perrone Editore). Suoi lavori compaiono in vari blog e riviste sia in Italia sia, in traduzione, all’estero

Mentre questa è parte dell'introduzione che Giorgio Bonacini scrive per "ex tra sistole" di Enzo Campi:
[…] Enzo Campi è poeta che non si lascia agganciare da una mera interpretazione sperimentale, perché la sua estroversione selettiva coglie e combina ogni materia sensibile che la lingua possiede: sia in atto esplicito sia come annuncio segreto. In ogni caso un atto di parola da scoprire, anche quando questo sembra apparire non chiamato o accadere non destinato. In queste pagine si compie un tumulto fonico che sente e fa sentire – con una profonda duplicità del concetto di “udire” in sé e in sé “provare” il senso – come e quanto un dire così prensile non possa tendere a esprimere suoni che portano un significato concluso, ma prova a incidere nell’aria e sulla carta imprimere le “le cose e i silenzi/raschiati dal fondo” […]

Con il saggio di Sonia Caporossi ci spostiamo nell'ambito della critica.
La poesia, fin dall’antichità, ha sempre avuto il compito di esprimere, attraverso l’uso precipuo del linguaggio metaforico, il senso e lo spirito di un popolo, la fenomenologia compiuta della sua civiltà («il genio della lingua è anche il genio della letteratura di una nazione», diceva Herder ispirandosi a Hamann). In questo senso, ha ragione Roland Barthes quando afferma che è proprio nel «lavoro di spostamento» che lo scrittore «esercita sulla l ingua» a prendere corpo la capacità, insita da sempre nella letteratura, di farsi portatrice di un messaggio di rinnovamento oltre che estetico anche ideologico, e quindi sociale. Ma quale civiltà oggigiorno la poesia potrebbe arrogarsi il diritto di rappresentare, tutelare e proteggere nelle proprie archetipiche cristallizzazioni culturali?

Sonia Caporossi (Tivoli, 1973), docente, musicista, musicologa, scrittrice, poeta, critico letterario, artista digitale, si occupa di estetica filosofica e filosofia del linguaggio. Suoi contributi saggistici, narrativi e poetici sono apparsi su blog e riviste nazionali e internazionali
Dirige il blog Critica Impura
Vive e lavora nei pressi di Roma