"GLI ANNI SETTANTA" Tra crisi mondiale e movimenti collettivi

la LIBRERIA IRNERIO sarà presente
LUNEDI' 15 FEBBRAIO ore 20,30
all'Istituto Parri via Sant'Isaia n.18
per la presentazione del libro
GLI ANNI SETTANTA


A cura di
Alberto De Bernardi, Valerio Romitelli, Chiara Cretella



"ELENA E IL MONDO DEGLI ALTRI" di Paolo Montanari

SABATO 13 FEBBRAIO ore 18,00

PAOLO MONTANARI
presenta
"ELENA E IL MONDO DEGLI ALTRI" (Pendragon editore)

intervengono:
ALESSANDRA CALANCHI, Università di Urbino
DONATELLA NEGRINI, insegnante
ENRICO SOLITO, pediatra, neuropsichiatra infantile e scrittore

Ci sono molti tipi di eroi. Di alcuni si parla fin troppo; di altri si parla pochissimo, sottovoce, quasi con imbarazzo. Ermes è uno di questi: porta il nome di un dio, ma è un uomo comune, un padre affettuoso come tanti.
Di quelli come sua figlia Elena, si parla ancora meno.
Elena, abbandonata dalla madre e legatissima al padre, è una ragazza bella e simpatica ma diversa, la cui vita scorre parallela a quelle degli "altri". Ermes è un padre che molto ama e molto soffre, eppure sempre pronto al sorriso e al motto di spirito, circondato da un variegato mondo di personaggi e situazioni, angeli e fantasmi, voli spericolati e favole della buonanotte....
Un romanzo delicatissimo e pieno d'amore che narra le gesta di un padre, Ermes, che dalla vita ebbe in dono una figlia straordinaria, Elena, che da bambina diventò farfalla.

PAOLO MONTANARI è nato a Bologna nell'ormai lontano 1954 da pochi ma onesti genitori. E' vissuto per i suoi primi vent'anni a Molinella, paese della bassa bolognese, che lo ha affettuosamente nutrito di spirito ironico e pragmatico. Inizia la professione di medico nel 1980 a Castenaso, dove vive e dove tutt'ora esercita come pediatra di famiglia. Ha già pubblicato, sempre con Pendragon, "Ho studiato da dottore", esilarante resoconto delle sue avventure come pediatra della Bassa.



"L'IDENTITA' NEI TUOI NUMERI" di Rita Maria Faccia

VENERDI' 12 FEBBRAIO ore 18

RITA MARIA FACCIA
presenta
L'IDENTITA' NEI TUOI NUMERI
(Minerva edizioni)

Introduce PIERA VITALI, curatrice della collana I misteri di Minerva

Quale numero? Quale pagina? Quale giorno? Quale anno? Quale classe? A quale piano? A quale numero civico? La risposta è sempre data dai numeri. I numeri caratterizzano, distinguono tutto: le case, gli isolati, le città, il tempo, il mondo della scuola, quello del lavoro, le età dell'individuo, i nostri incontri, gli eventi importanti.
I numeri identificano noi e il mondo che ci circonda.

Nella vita ci sono dei numeri ricorrenti e per questo motivo molte volte li scegliamo: essi ci attraggono, ci piacciono senza saperne il motivo. Ma diventare consapevoli di ciò che ci spinge a fare scelte apparentemente inspiegabili è sicuramente meglio, poiché essere consapevoli significa conoscere il potere dei numeri, la loro identità, la loro essenza divina.
Leggendo queste pagine sarà possibile imparare ad utilizzare in modo consapevole i numeri nella vita di tutti i giorni: dalla scelta della data per eventi importanti come il matrimonio o i contratti di lavoro, alla scelta del numero civico in cui abitare o lavorare. La città in cui abitiamo ha affinità con il nostro modo di essere e con le nostre ambizioni?
La nostra casa è adatta alla nostra crescita personale, sentimentale e lavorativa? Grazie ad esempi pratici legati a personaggi famosi potremo fare confronti e cogliere affinità con i nostri numeri e il nostro percorso di vita.
L'importante è essere aperti: ascoltiamo i numeri e il loro potente messaggio.

Rita Maria Faccia, riminese d'adozione, studia da anni l'universo dei numeri. Sente la Numerologia come il suo credo di vita, un dono divino al servizio del prossimo. Nel corso del tempo i suoi studi di numerologia le hanno permesso di sviluppare un'attenta osservazione sulla corrispondenza dei numeri personali e i numeri del luogo-città dove si vive, si abita, si lavora. Con questo libro si auspica di poter trasmettere le sue conoscenze a ciascuno dei suoi lettori, poiché come ogni numero è speciale e definito, così ogni persona è unica e irripetibile.






MASSIMO BALLONE "RESPONSABILIZZAZIONE E PRESA DI COSCIENZA NELLA PENA"

SABATO 6 FEBBRAIO
un'intensa giornata in città per riflettere sulla condizione carceraria.

Ore 18,00
Libreria Irnerio

Ore 21,15
Parrocchia S. Antonio della Dozza
Ore 23,30
Osteria la Paresse ex L'Onagro

Tre incontri, tre momenti di riflessione in tre luoghi differenti per presentare l'ultimo libro di
MASSIMO BALLONE, "Resposabilizzazione e presa di coscienza della pena" (Edizioni Tracce)


Interverranno
: Avv. Gabriele Magno (dell'Associazione Vie di Mezzo e Associazione Pelamajelle) Avv. Barbara Aquilini, Avv. Antonio Petroncini, Dott.ssa Franca Corrieri (Università de L'Aquila), don Massimiliano Burgin

MASSIMO BALLONE, definito criminale, criminologo e scrittore, propone un saggio sulle dinamiche detentive e i processi patologici e dissacranti della prigionia. Un saggio per comprendere e capire il carcere, come si vive dentro, come è gestito, cosa non si riesce o non si vuole fare e cosa si potrebbe invece fare cambiandone orientamento e dottrina.

Chi è Massimo Ballone, il criminale, criminologo e scrittore di questo libro? Basta cliccare il suo nome e cognome su wikipedia e verrà alla luce molto, ma non tutto.

Che si debba venire alla presentazione del libro di un rapinatore di banche, di questi giorni può far sorridere o terrorizzare i più. Il problema è che quanto lui propone (appunto la sua’tesi’) è veramente l’unica idea nuova che si sente in giro circa l’annosa questione delle carceri italiane. Responsabilizzare e porre le domande cruciali dell’uomo: ecco l’idea oggi disattesa nelle carceri italiane.

Ballone pone a fondamento del suo discorso l’esperienza formidabile della dottoressa Kiran Bedi ispettore generale a Tihar di Nuova Delhi tra il 1993 e il 1995, la quale riesce a mutare le condizioni di un carcere ‘impossibile’ e sovraffollato (molto più dei nostri!!!) usando appunto le due armi ‘pacifiche’ della responsabilizzazione e dell’interiorità.
Due armi vincenti per tutti, anche per gli agenti che si trovano a vivere così in modo più motivato il loro lavoro. Quella stessa compagine di agenti e educatori di cui il Ballone parla a lungo nel suo libro offrendo uno spaccato interessantissimo della situazione carceraria italiana negli ultimi trenta anni.

L’autore ha inoltre il coraggio di affrontare argomenti tabù quali la sessualità in carcere e il suicidio. Questa tesi di laurea diventata ora libro ha poi un’appendice nuova riguardante la più che discutibile ‘misura di sicurezza’ che affligge non pochi internati in varie parti di Italia.

La pubblicazione nasce principalmente per la collaborazione e l’amicizia di tre persone: il criminale autore, un prete, e una infaticabile signora de l’Aquila.

Alcuni professionisti parteciperanno alla presentazione che per Bologna diventa dunque un appuntamento più unico che raro. I tre momenti in luoghi fuori dalla cerchia ‘solita’ (una Libreria indipendente, la Parrocchia del Carcere, un’Osteria) sono pensati non come momenti commerciali, al contrario come occasione di dibattito e riflessione con la speranza e il’sogno’ che si possa poi continuare quando le luci della ribalta si spegneranno.

A conclusione della serata, ore 23,30 presso l'Osteria La Paresse è prevista la proiezione del film-documentario su Massimo Ballone "Si torna a casa - appunti per un film" del regista Massimo D'Anolfi



Massimo Ballone (Pescara, 25 aprile 1961) è un criminale, criminologo e scrittore italiano, fece parte della Banda Battestini di Pescara e fu condannato a oltre trent'anni di carcere per numerose rapine a banche e portavalori a cavallo degli anni Settanta e Ottanta.

In una clamorosa evasione armata dal carcere di Pescara, nel 1985, morirono due suoi compagni di fuga. Catturato dopo pochi giorni a Roma, sconta sette anni di carcere duro in diversi penitenziari tra cui Isola di Pianosa, Isola Asinara, Casa di Reclusione Badu 'e Carros di Nuoro.
Evade nuovamente da Rebibbia e durante la sua latitanza, durata quasi tre anni, viene casualmente fermato e arrestato in Belgio.
Riesce ad evadere di nuovo dopo soli tre giorni dal carcere di San Gil di Bruxelles e si rifugia in Venezuela, dove finirà la sua latitanza arrestato nel 1998 dall'Interpol italiana in collaborazione con quella Venezuelana.
Passa tre mesi nel carcere di Tocuyto, è coinvolto in una protesta per la scarsità del cibo. La protesta - pacifica - viene fatta passare come tentativo di fuga in massa e sarà con questo pretesto violentemente repressa dalle guardie del carcere. Tre detenuti saranno ritrovati morti nella sezione dove era ristretto. Viene estradato in Italia.

Nel carcere di Sulmona scrive un libro autobiografico, "Al Di Sotto Del Cuore" (Edizioni Tracce), con prefazione di Francesco Sidoti.
Si laurea in Scienze della Educazione con il voto di centodieci e lode presso l'Università de L'Aquila ottenendo anche la dignità di stampa per la originalità della tesi di criminologia sociale dal titolo "Responsabilizzazione e Presa di Coscienza nella Pena".
Durante la detenzione e gli studi, scrive a Indro Montanelli ponendogli domande di storia moderna.

Umberto Galimberti nel dicembre del 2002 particolarmente colpito dal suo libro autobiografico ne consiglia la lettura in una recensione dedicatagli sull'intera pagina culturale de "La Repubblica".
Sulla sua vicenda il regista Massimo D'Anolfi realizza nel 2003 un film-documentario, Si torna a casa - appunti per un film.
Nel 2005 pubblica su "La Grande Promessa", giornale del carcere di Porto Azzurro, uno studio sulle biblioteche nei penitenziari.

Dopo ventiquattro anni di pena scontata ottiene la semilibertà. Lavora presso "La Cometa", una cooperativa di manutenzione di parchi pubblici.

Nel 2006 mette a segno una rapina milionaria ad un furgone blindato e, divenuto "il più noto esponente della malavita abruzzese", viene clamorosamente riarrestato (nel corso dell'operazione dei carabinieri denominata "Ultimo minuto") mentre prepara un colpo al caveau dell'Ivri di Sambuceto contenente 20 milioni di euro.

Nell'aprile 2008 riceve una prima condanna a 2 anni e 4 mesi di reclusione al termine di un processo con rito abbreviato nel quale è stato riconosciuto come capo della banda criminale autrice di una serie di rapine. Decorsi i termini di carcerazione preventiva viene rimesso in libertà e sottoposto alla vigilanza speciale.
Sposato con Diana, la sua compagna moldava, è diventato padre di una bimba.

Da www.informacarcere.it
Lettura e scrittura: quale approccio? di Massimo Ballone (clicca)

Intervista a Massimo Ballone by metiu (clicca)
Massimo Ballone racconta il suo libro e la sua personale esperienza del carcere, un luogo che si suppone "rieducativo"






















"I TALENTI DELLE DONNE" Nadia Tarantini

VENERDI' 5 FEBBRAIO ore 18

NADIA TARANTINI e LOREDANA MAGAZZENI presentano
"LEGGENDARIA N. 77/78 IL TALENTO DELLE DONNE"
(Il Manifesto)

il Tema “I talenti delle donne”, curato da Nadia Tarantini, occupa gran parte del nostro fascicolo principale, ed è ricco di questioni che si richiamano l’un l’altra in un gioco di voci e firme diverse per età, collocazione, saperi e aree geografiche. Lo Speciale “Animale, minerale” mette insieme la raffinata riflessione di una giovane filosofa (Chiara Turozzi) con l’approfondita ricerca della letterata Claudia Patuzzi intorno al rapporto di scrittura tra donne e animali, mentre il testo inedito della cilena Ana Pizarro racconta una educazione sentimentale e artistica collocata nello scenario della natura: alberi, acqua, pietre. Nelle pagine di A/margine, trovate, tra l’altro, le “note di lavorazione” di Pina Mandolfo, autrice del soggetto e della sceneggiatura del film Viola di mare, che molto sta facendo discutere. Un dono per lettrici/lettori e abbonate/i è il supplemento “Strenne”: 24 pagine di percorsi di lettura e recensioni per prepararvi a regalare e regalarvi dei libri per le prossime feste di fine anno. Lanciamo quindi la Campagna Abbonamenti offrendovi anche qualche gustosa proposta: andate a pag. 12-13 del nostro supplemento e... perché abbonarsi, quest’anno, è una scelta davvero leggendaria.

CHI SIAMO
Leggendaria. Libri Letture Linguaggi (nata nel 1986 come supplemento al mensile Noidonne) è diventata una testata autonoma nel gennaio 1997, ora distribuita in libreria e per abbonamento. Ideata e diretta da Anna Maria Crispino, è prodotta da un piccolo nucleo redazionale (Simona Bonsignori, Monica Luongo, Silvia Neonato, Bia Sarasini, Nadia Tarantini) che si avvale di un ampio giro di collaborazioni qualificate che non escludono le firme maschili. Nel 2001 Leggendaria ha ricevuto il “Premio Elio Vittorini” (VI edizione), sezione per gli inserti e le riviste culturali.

La rivista si colloca nell’ambito degli strumenti del pensiero critico, assumendo il pensiero delle donne come punto di vista collocato e privilegiato per la critica del presente: ha un approccio multidisciplinare e multiculturale rivolto a uomini e donne, ed è particolarmente attenta alla trasmissione generazionale. Dedica una sezione apposita ai giovani lettori e alle giovani lettrici – “Under15”. Ogni numero si apre con un “Tema”, cui concorrono contributi diversi e interagenti: consideriamo prioritario, a partire dalla produzione editoriale e culturale (cinema, media, teatro, Tv, iniziative di confronto, seminari, convegni), costruire percorsi e connessioni che consentano il continuo aggiornamento di una mappa di conoscenza e comprensione di uno scenario politico-culturale sempre mutevole, che va interrogato anche riformulando le domande. In “Primopiano” approfondiamo l’analisi di singole figure di scrittrici, o alcuni percorsi tematici; in “Letture” offriamo recensioni su libri di recente uscita, mentre “Ultimi arrivi” segnalano testi annunciati, ristampati o appena usciti. Nella rubrica “A/margine” trattiamo spesso di eventi o iniziative che riteniamo di particolare interesse (convegni e seminari, mostre d’arte, rassegne cinematografiche, performance teatrali etc.). “News” segnala gli appuntamenti di interesse per il nostro pubblico.

Periodicamente, Leggendaria mette a tema una città o un territorio: articoli e brevi saggi, interviste e rassegne bibliografiche, testi inediti (racconti e poesie), corredati da immagini originali (foto o disegni commissionati ad hoc). Nell’estate 2001 è uscito “Dal Sud”, nel 2002 è toccato a “Roma”, nel 2003 abbiamo parlato di “Torino”, nel marzo 2007 è uscito “Genova e Liguria”.
Particolare importanza hanno per noi i numeri monografici bilingui, occasione di una ricca rete di scambi e iniziative nazionali e internazionali: abbiamo prodotto “Women’s Studies” (italiano/inglese, 2000), “Africa” (italiano/inglese, 2006), “Ibsen” (italiano/inglese, 2006) e “Perù” (italiano/spagnolo, 2007).
Infine, dedichiamo risorse e grande attenzione alla formula grafica, l’impaginazione e la scelta delle immagini: siamo convinte che nell’epoca dell’informatizzazione e del virtuale, preservare e trasmettere il gusto della lettura su carta, il contatto tattile, olfattivo e visivo con la parola scritta come prodotto materiale – di corpi pensanti - sia una delle sfide da affrontare.

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"NAPOLI" Riccardo Carbone

Sabato prossimo (30 gennaio) alle 17.00 presso la Sala del Comune Casa dell'Angelo in via San Mamolo 24 presentazione del volume "Napoli", con fotografie del fotoreporter Riccardo Carbone, che fu per la città partenopea quello che Breveglieri significò per Bologna.

Il libro è curato da:
Gilberto Veronesi - Associazione culturale FOTOviva, Associazione U.F.O. Unione Fotografi Organizzati, AIRF Associazione, Italiana Reporters Fotografi.

Le immagini di Riccardo Carbone, le sue istantanee, fermo immagine della
vita a tutto tondo, scandiscono i battiti del cuore, le pulsioni e le passioni, i tormenti e gli eccessi di un popolo che ha saputo vivere con fierezza il suo tempo diventandone interprete esemplare.
Un Novecento, immortalato in bianco e nero, spesso costellato di tragedie e a volte di incontenibili gioie che bene si leggono negli sguardi di quella gente, a volte smarrita, a volte tremendamente sgomenta, ma mai priva di quella dignità e consapevolezza di esistere che la contraddistingue.

Nella sua professione di fotoreporter Carbone ha documentato, attraverso le varie fasi politiche che hanno caratterizzato la storia del Novecento - dal fascismo allo scoppio della seconda guerra Mondiale, dalla ricostruzione postbellica al boom economico degli anni 50 e 60 - i principali avvenimenti cittadini:
le cerimonie e le manifestazioni, le ricchezze artistiche della regione e i grandi mutamenti urbanistici architettonici e del paesaggio, la vita quotidiana con gli antichi mestieri, il mondo della scuola e del lavoro, i luoghi di aggregazione sociale, lo sport, la canzone napoletana.
Si tratta di una ricchissima, e in massima parte ancora inesplorata fonte iconografica per la ricostruzione della storia non solo di Napoli ma dell'intero paese.

Riccardo Carbone nacque a Napoli il 17 aprile 1897. Frequentò l'università fino al terzo anno di chimica. Nei primi anni venti iniziò a dedicarsi alla fotografia a livello amatoriale. Nella seconda metà degli anni 20 iniziò la sua collaborazione con il direttore del quotidiano di Napoli "Il Mattino" Eduardo Scarfoglio, del quale era amico di famiglia e che convinse a dare maggior spazio alle immagini come documentazione giornalistica. Divenne fotoreporter del quotidiano, tra i primi accreditato a Napoli come giornalista, con un¹attività ininterrotta fino al 1970. Morì a Napoli nel 1973. Il fondo documenta la più che trentennale collaborazione tra il fotografo ed il quotidiano "Il Mattino" di Napoli.

Alla serata ­ organizzata dall'Associazione culturale "Reginella" che raccoglie i napoletani di Bologna, interverranno tra gli altri, l'onorevole Gennaro Malgieri, giornalista, Carlo Ripa di Meana e la moglie Marina, e il chitarrista Gianfranco Tarsitano, autore che ha focalizzato la sua attenzione sulla canzone napoletana, dalle origini ai nostri giorni, rivisitando e personalizzando lo stile della antica posteggia. Dall'anno 2000 collabora con " I Mandolinisti Bolognesi", formazione storica della città, sia come chitarrista del gruppo che come cantante.

"DURA LEX" di DANILA COMASTRI MONTANARI

SABATO 30 GENNAIO ore 17,30

conversazione con
DANILA COMASTRI MONTANARI
in occasione della pubblicazione del suo piu' recente giallo con protagonista Publio Aurelio
"DURA LEX"
(Hobby & Work edizioni)


Sabato alle 17,30 Danila Comastri Montanari incontra i suoi lettori alla libreria Irnerio, per presentare il suo piu' recente giallo, "Dura Lex", il quindicesimo della serie che la scrittrice ha dedicato a Publio Aurelio Stazio, patrizio romano con la passione per i misteri.

- E' questo che non mi piace di te, Publio Aurelio: la spregiudicatezza con cui sei disposto a percorrere vie traverse svicolando dalle norme prestabilite. Invece l'accettazione delle regole è il fondamento del diritto, perchè niente sta sopra la legge: dura lex, sed lex!
- Ti sbagli, c'è qualcosa che vale ancor piu' della legge.
- E che cosa, in grazia ai Numi?
- La giustizia, mia esimia giurista - rispose lui senza alcuna enfasi - Vogliamo fare in modo che, per una volta tanto, le due cose finiscano per coincidere?

In queste poche righe, cosi' esemplari, il motivo dell'affetto che in così tanti lettori hanno negli anni dedicato a Danila Comastri Montanari ed alla sua geniale idea di ambientare nell'antica Roma i suoi romanzi. In primo luogo un'ottima scrittura, in cui riferimenti al mondo classico arricchiscono la narrazione senza alcuna pedanteria, ma regalando al lettore continui scorci sul passato. Inoltre, una caratterizzazione dei personaggi perfetta, che li rende non solo familiari al lettore in pochi tratti, ma resi in tutte le sfaccettature del caso. Ma soprattutto, Il segreto del successo di Danila Comastri Montanari, acclamata scrittrice di gialli seriali ambientati nella Roma del primo secolo dopo Cristo e tradotti in mezza Europa, sta nell'aver compreso che la natura umana, le passioni, gli intrighi, i difetti e le virtù sono eterni nel tempo. Un'intuizione semplice ed efficace che le permette di immergere le sue storie in ambienti di duemila anni fa, senza nulla togliere alla credibilità dei personaggi e delle trame. E Publio Aurelio Stazio, patrizio per nascita e senatore per scelta, investigatore insieme ironico e perspicace, che rifiuta la violenza e che affida alla mente e alle belle maniere i suoi successi, è da sempre l'amato protagonista della fortunata serie, giunta ora al quindicesimo titolo con Dura lex. In questo caso, l'oggetto dell'indagine è la misteriosa morte di tre neonati in culla. E' vero che sarebbero eventi all'ordine del giorno, a prescindere dal censo della famiglia in cui nascono, ma Publio Aurelio intuisce che in questo caso potrebbe esserci dell'altro. E con l'aiuto di amici di vecchia data si butta nell'indagine, per la nostra delizia di lettori.
Dice del suo personaggio la sua creatrice:
"Dovendo scegliere, non ho avuto dubbi: come scrittrice di professione, passo in compagnia del mio eroe parecchie ore al giorno, e avevo tutti i diritti di trascorrerle con un uomo decente. Così ho attribuito al mio protagonista un certo fascino, un'intelligenza piuttosto viva e inoltre l'ho reso ricco, visto che molti lettori - come d'altra parte la sottoscritta - hanno le loro belle difficoltà nell'arrivare a fine mese e non sarebbe stato opportuno affliggerli con i problemi di un detective in gravi ristrettezze economiche. Per il resto, Publio Aurelio ha molte contraddizioni e molte fisime, che sono esattamente le mie. E' anche anticonformista, perché esce dalla penna - pardon, dal computer - di un'autrice che lo è stata in massimo grado per tutta la vita. Ragiona come me, ha la mia mentalità e spesso parla a mio nome: in breve, come avrebbe detto Flaubert: "Aurelio c'est moi!".

Dalla biografia ufficiale del sito diciemme.eu:

DANILA COMASTRI MONTANARI
nasce a Bologna il 4 novembre del 1948. Lascia precocemente la scuola per entrare all'università dove si laurea in Pedagogia (1970) e in Scienze Politiche (1978). Per vent'anni insegna e viaggia ai quattro angoli del mondo. Nel 1990 scrive il suo primo romanzo, quindi si dedica a tempo pieno alla narrativa, privilegiando un genere, quello del giallo storico, che le permette di conciliare i suoi principali interessi: lo studio del passato e l'amore per gli intrecci mystery. Accanita fumatrice, apprezza gli alcoolici, rifugge dalle diete, frequenta stazioni termali e scavi archeologici, legge polizieschi, saggi, classici latini, greci e cinesi, è una fanatica utente di internet e ama i videogiochi di strategia. Vive in una grande casa al centro di Bologna con il marito, la figlia, due gatti, duecento piante, diecimila libri e cinque computer.

A questo link
www.dgtvonline.com/2010/01/dura-lex/
è possibile ascoltare l'intervista all’autrice
ed alcune fasi della presentazione…
(servizio di dgyvonline)










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