letture dal vivo da Romeo e Giulietta di William Shakespeare

Sabato 16 novembre alle 17,30
letture dal vivo da Romeo e Giulietta di William Shakespeare.
Saggio conclusivo degli allievi del corso di arte e tecnica della lettura teatrale tenuto in libreria da Maurizio Cardillo.
con la musica dal vivo di Francesco Ricci al pianoforte


Sabato, venite ad immergervi nella meravigliosa attualità di William Shakespeare!
Si è appena concluso in libreria un laboratorio di lettura teatrale basato su una delle storie più famose di ogni tempo, Romeo e Giulietta. Un percorso dedicato a chi ha voluto toccare con mano l’intensità dell’immersione nel mondo dell’interpretazione.
La lettura teatrale è stata praticata come un meraviglioso e intenso gioco in cui ciascuno è stato chiamato a dar voce a personaggi, caratteri, ritmi, voci, emozioni.
Dialoghi, monologhi, scene corali sono il territorio nel quale le attitudini, il vissuto di ciascun partecipante sono entrati in relazione con la lingua meravigliosa di Shakespeare e la sua capacità di creare mondi, immagini, vibrazioni.

Romeo e Giulietta è un’opera ancora perfettamente viva e contemporanea.
Lontanissima dai cliché in cui spesso viene relegata dell’amore etereo, puro, disincarnato, gronda al contrario di passione, di sensualità.
Il tempo è il protagonista assoluto.
Il tempo della giovinezza e dell’amore.
Il tempo dell’odio, che fa risuonare i suoi sinistri passi anche oggi.
Il tempo della velocità, dell’azione, dei minuti che bruciano come una fiamma: la vicenda si svolge in soli cinque giorni.
Infine il tempo sfasato degli appuntamenti con l’amore: la morte apparente di Giulietta, quella vera di Romeo, il risveglio di lei proprio un momento dopo che il suo amante si è tolto la vita.
Restano nella memoria alcune delle parole più belle mai create dall’uomo, per bocca non soltanto dei protagonisti, ma anche di personaggi intensi e incredibilmente reali, come Mercuzio, la Balia, Frate Lorenzo e molti altri.

Luisa Sordillo presenta Voce di Sale

Venerdì 15 novembre alle 18,00

Luisa Sordillo
presenta
Voce di Sale
Un viaggio nel mondo dell'autismo
(Iacobelli editore)

interviene Paola Rambaldi

Un libro sull’autismo e in particolare, tra storie di amore e di amicizia, sull’effetto collaterale che produce quando scaraventa all’aria una famiglia: la solitudine. Una domanda, apparentemente innocua, buttata lì in una mattina qualunque da un bambino di 9 anni, Adriano, innesca un marasma di pensieri e riflessioni in sua madre, che ruzzola così tra i suoi ricordi. Il racconto traghetta il lettore dalla spensieratezza dell’adolescenza all’incontro con il grande amore e alla nascita dei figli, dall’ansia del sospetto al dolore della certezza: l’autismo del figlio. Ed è una rivoluzione all’interno della famiglia e fuori, uno scontrarsi con un mondo non ancora sufficientemente informato e pronto all’accoglienza. Una chiusura che spintona nell’angolo della solitudine, tra lacrime e rabbia. Perfino il marito non riesce a fronteggiare la situazione e, vilmente, si allontana. Gli incontri con una pittrice eclettica e il primo amore riconsegnano alla madre, Aurelia, gli strumenti per aprire un varco tra pregiudizi e disinformazione e soprattutto la spingono a corpose riflessioni e nuove consapevolezze. È in grado di amare suo figlio per quel che è e non per quello che avrebbe voluto che fosse. Un assioma, faticosamente conquistato, sovrasta tutti: l’autismo e l’autistico sono due entità differenti e mentre il primo si odia, l’altro si può riuscire ad amare.

Luisa Sordillo
nasce a San Severo, in provincia di Foggia, nel 1966. Eclettica, ama l’arte in ciascuna delle sue declinazioni, in particolare la musica, la lettura, la scrittura, la pittura e la poesia, alla quale si avvicina per caso, provando a mettere nero su bianco dei personali pensieri. Pubblica una silloge, Sincronia della sorellanza, insieme alla sorella Edvige (edizioni LietoColle). Avvocato e madre di tre figli, di cui uno con autismo. Voce di sale è la sua prima prova narrativa o, come ama definirla, il volo pindarico della sua esperienza nell’universo autismo.

Enrico Galiano presenta Più forte di ogni addio

Giovedì 14 novembre alle 17,30

Enrico Galiano
presenta
Più forte di ogni addio
(Garzanti editore)

ne parla con Gabriela Podobnich
evento in collaborazione con l'Associazione Genitori Rilassati

«È che ogni giorno che passa mi rendo conto che praticamente tutti avrebbero bisogno di coraggio. Glielo vedi negli occhi che hanno un progetto che non hanno ancora trovato il coraggio di realizzare, un ragazzo con cui non hanno trovato la forza di provarci o, come me, qualcosa da andare a dire a qualcuno, e che non ci sono mai riusciti.»

Enrico Galiano, libro dopo libro, è diventato l’idolo dei lettori. Nessuno come lui sa parlare agli adolescenti e agli adulti attraverso il linguaggio universale delle emozioni. Dopo il successo di Eppure cadiamo felici, esordio più venduto del 2017, e di Tutta la vita che vuoi, per mesi in classifica, torna con un romanzo che ci ricorda che ogni momento è importante. Soprattutto quello in cui dire alle persone che amiamo che cosa significano per noi. Bisogna farlo subito, senza aspettare.
È importante dire quello che si prova, sempre. È importante dirlo nel momento giusto. Perché, una volta passato potremmo non trovare più il coraggio di farlo. È quello che scoprono Michele e Nina quando si incontrano sul treno che li porta a scuola, nel loro ultimo anno di liceo. Nina sa che le raffiche di vento della vita possono essere troppo forti per una delicata orchidea come lei: deve proteggersi ed è per questo che stringe tra le dita la collanina che le ha regalato suo padre. Per Michele i colori, le parole, i gesti che lo circondano hanno un gusto sempre diverso dal giorno in cui, cinque anni prima, ha perso la vista. Quando sale sul treno e sente il profumo di Nina, qualcosa accade dentro di lui: non sa che cosa sia, ma sente che lo sta chiamando.

Enrico Galiano
è nato a Pordenone nel 1977. Insegnante in una scuola di periferia, ha creato la webserie Cose da prof, che ha superato i venti milioni di visualizzazioni su Facebook. Ha dato il via al movimento dei #poeteppisti, flashmob di studenti che imbrattano le città di poesie. Nel 2015 è stato inserito nella lista dei 100 migliori insegnanti d’Italia dal sito Masterprof.it. Il segreto di un buon insegnante per lui è: «Non ti ascoltano, se tu per primo non li ascolti». Ogni tanto prende la sua bicicletta e se ne va in giro per il mondo con uno zaino, una penna e tanta voglia di stupore. Il suo romanzo d’esordio, Eppure cadiamo felici, in corso di traduzione in tutta Europa, è stato il libro rivelazione del 2017 e ha vinto il Premio internazionale Città di Como come migliore opera prima e il Premio cultura mediterranea. Con Garzanti ha pubblicato anche Tutta la vita che vuoi (2018) e Più forte di ogni addio (2019) e Basta un attimo per tornare bambini in collaborazione con Sara Di Francescantonio.
Ogni giorno, durante il loro breve viaggio insieme, in un susseguirsi infinito di domande e risposte, fanno emergere l’uno nell’altra lo stesso senso di smarrimento. Michele insegna a Nina a non smettere di meravigliarsi ogni giorno. Nina insegna a Michele a non avere rimpianti, che bisogna sempre dare l’abbraccio e il bacio che vogliamo dare, dire le parole che non vediamo l’ora di pronunciare. Ma è proprio Nina, quando un ostacolo rischia di dividerli, a scegliere di non dire nulla. Di fronte al momento perfetto, quello in cui confessare che si sta innamorando, resta ferma. Lo lascia sfuggire. Nina e Michele dovranno lottare per imparare a cogliere l’istante che vola via veloce, come la vita, gli anni, il futuro. Dovranno crescere, ma senza dimenticare la magia dell’essere due ragazzi pieni di sogni.


Un professore stile "Attimo fuggente".
                                                              Massimo Gramellini
Enrico Galiano domina le classifiche dei libri più venduti entrando nel cuore dei lettori.
                                                              Il Gazzettino
Enrico Galiano racconta le emozioni, le paure, le speranze che accendono quel «pianeta lontano, traducibile come certe parole in lingua straniera» che sono gli adolescenti.
                                                              Ilaria Zaffino, Robinson - la Repubblica

Emanuele Termini presenta L'acqua alta e i denti del lupo

Mercoledì 13 novembre alle 18,00

Emanuele Termini
presenta
L'acqua alta e i denti del lupo
(Exorma edizioni)

Interviene Raffaele K. Salinari

Un viaggio indagine sulle tracce di Josif/Soso/Koba/David/Ivanovič/Bešosvili/Stalin.

Accadde nei primi mesi del 1907. Secondo la leggenda, l’allora ventinovenne Josif Vissarionovič Džugašvili (il futuro Stalin) soggiornò nella laguna veneta, ospite dei mechitaristi del Monastero di San Lazzaro degli Armeni. Le delicate implicazioni rispetto al futuro del Partito che guidò la Rivoluzione Russa del 1917, furono il motivo per cui quel viaggio doveva rimanere segreto.
Negli anni Cinquanta il giornalista italiano Gustavo Traglia, forse troppo presto per la Storia, cercò di scoprire le motivazioni che portarono il leader bolscevico in Europa ma la pubblicazione delle sue ricerche fu ostacolata.

Oggi, a oltre cinquant'anni dal lavoro di Traglia con questo libro Emanuele Termini riprende a frugare nel passato del giovane anarchico georgiano. Indaga, insegue le tracce e i tanti pseudonimi che Josif dissemina lungo il suo cammino, accede all’archivio di Traglia, incontra persone che prima di lui hanno raccolto indizi, rintraccia le fonti, e passo dopo passo scopre che si tratta di fatti realmente accaduti.

Il viaggio che Stalin compie passando da Venezia per raggiungere Berlino, e Lenin, ha un che di rocambolesco, davvero ai limiti della leggenda: infatti prima si imbarca come clandestino nella sala macchine di un cargo che trasporta grano da Odessa fino ad Ancona, poi con l’aiuto degli anarchici anconetani arriva a Venezia e si presenta alla soglia del monastero di San Lazzaro degli Armeni da dove poi infine si allontana clandestinamente per riapparire a Londra qualche mese dopo.
A rendere però più che plausibile questo viaggio, ecco l'intervista di Emil Ludwig nel 1931 al Segretario generale del Partito comunista dell’Unione Sovietica al Cremlino, riportata nel testo di Termini.
«Diverse furono le domande scomode che Ludwig rivolse al dittatore e quando gli chiese un parere in merito “all’amore tipicamente tedesco per l’ordine, più sviluppato dell’amore per la libertà”, Stalin rispose con un aneddoto vissuto in prima persona: “Quando nel 1907 mi capitò di trovarmi a Berlino...»

Emanuele Termini, inseguendo Stalin scopre e descrive anche alcuni degli angoli più belli di Venezia; una città dove ancora oggi, a più di cento anni da quell’inverno del 1907, quando si dice Bepi del Giasso si parla di Josif Vissarionovič Džugašvili: Stalin.

Emanuele Termini è nato, vive e lavora in Friuli Venezia Giulia. Si è laureato in Lettere all’Università degli Studi di Udine. Questo è il suo esordio letterario.

Filippo Scòzzari a Villa Paradiso Bologna in collaborazione con Libreria Ubik Irnerio

Per questo sabato 9 novembre 
vi invitiamo a prendere in considerazione anche l'incontro con Filippo Scòzzari organizzato dagli amici di Villa Paradiso, e a cui collaboriamo (con entusiasmo): dalle 18 l'incontro con Filippo, che presenta "Lassù no", la bellissima edizione antologica appena uscita per Coconino Press, e che sarà in vendita per l'occasione; e a seguire una serata unica di musica con esponenti degli Skiantos e dei Gaznevada, da non perdere!


Francesca Borghi presenta Quattro personaggi in cerca d'amore

Sabato 9 novembre alle 17,00

Francesca Borghi
presenta
Quattro personaggi in cerca d'amore
(Ianieri edizioni)

Perché alcuni uomini tradiscono e certe donne non li lasciano? Perché alcune donne, che non riescono per anni a innamorarsi, all’improvviso cadono nella trappola di un uomo plurifidanzato o sposato con prole? Perché alcune relazioni risultano a lungo stabili e funzionali, mentre altre naufragano non appena iniziate?
A partire da queste domande legate a situazioni comuni, in Quattro personaggi in cerca d’amore confluisce la ventennale ricerca di Francesca Borghi sulle dinamiche che determinano i rapporti di coppia, iniziata quando qualcuno le disse: «Non stare male per gli uomini, piuttosto studiali». Venticinque anni di esperienza professionale che l’hanno portata a comprendere e a rivelare che c’è sempre una logica inconscia che guida l’attrazione tra un uomo e una donna, anche quella più imprevedibile e apparentemente irrazionale. E che, soprattutto, si può lavorare su questa logica per rendere sane anche quelle relazioni altrimenti fonte di sofferenze e conflitti.
Per fare accrescere questa consapevolezza in ogni lettore, nel libro sono presenti test per l’autodiagnosi del proprio personaggio e delle relative convinzioni inconsce e per l’individuazione del personaggio del partner, oltre a indicazioni, visualizzazioni e metafore per riuscire a uscire dalla gabbia dei propri personaggi. Strumenti per conoscersi, comprendersi e vivere più felici.

«Usate questo libro, saliteci sopra come se fosse una lunga scala, e cominciate a farvi nuove domande a cui dare nuove risposte.»

Francesca Borghi,
romana, psicologa psicoterapeuta di coppia e familiare, ipnoterapeuta, da anni tiene corsi sulle relazioni e sull’ipnosi. È ideatrice del metodo dell’Orizzonte degli Eventi che permette di utilizzare le metafore trasmesse da storie, visualizzazioni, ipnosi, per modificare le convinzioni inconsce limitanti e creare convinzioni di libertà modificando dinamiche disfunzionali.

Carola Frediani presenta Fuori Controllo

Venerdì 8 novembre alle 18,00

Carola Frediani
presenta
Fuori Controllo
(Venipedia editrice)
Intervengono Marco Trotta e Daniele Barbieri (blogger ed esperto di fantascienze)

In un'Italia spostata un po' nel futuro, segnata da attentati, leggi d'emergenza, controlli delle comunicazioni, carceri speciali - ma per il resto un Paese molto simile a quello in cui viviamo oggi - un improbabile trio di hacktivisti "bucano" due ministeri, prelevando dati top secret. Tra cui alcuni documenti che sembrano alludere a un misterioso programma di sorveglianza. Mentre la polizia è già sulle loro tracce, decidono di coinvolgere un giornalista precario, vedovo, padre di due bambini, per cercare di capire quello che hanno fra le mani. E l'uomo a sua volta chiede aiuto a una donna che nel passato aveva già attraversato una vicenda simile, pagandone il fio. Ma mentre si dispiega l'indagine di questo anomalo gruppo per arrivare a una qualche verità, i suoi singoli membri vengono progressivamente braccati. E le loro strade finiscono con l'incrociare quelle di politici, poliziotti, agenti dei servizi, imprenditori, hacker, vecchi amici. «Di chi mi posso fidare?» sarà la domanda che dovranno porsi continuamente. Ma trovare la risposta non sarà facile.

Carola Frediani
è cybersecurity awareness manager per un importante rivenditore online. Nel 2010 ha cofondato l’agenzia Effecinque. Ha scritto di nuove tecnologie, cultura digitale, privacy, e hacking per L'Espresso, Wired, Corriere della Sera, Sky.it, Il Secolo XIX, DailyDot, TechPresident, Motherboard. Dal 2016 al 2018 ha lavorato per La Stampa, prima come social media editor poi al desk inchieste.
Ha scritto Dentro Anonymous. Viaggio nelle legioni dei cyberattivisti (Informant, 2012), Deep web. La rete oltre Google - personaggi, storie e luoghi dell'internet profonda (Quintadicopertina, 2014) ed è stata coautrice di Attacco ai pirati. L'affondamento di Hacking Team: tutti i segreti del datagate italiano (La Stampa - 40k, 2015). Il suo ultimo libro è Guerre di rete (Laterza, 2017).

Zap & Ida presentano il loro nuovo libro L'uomo del fiume

Giovedì 7 novembre dalle 10 alle 18,00

sotto il portico della libreria

Zap & Ida
presentano il loro nuovo libro
L'uomo del fiume
(MnM Print edizioni)

Eccoci nuovamente all'annuale appuntamento con Zap & Ida, che presentano la loro nuova fatica editoriale alla loro maniera: sotto il portico della libreria, durante tutta la giornata, raccontando L'uomo del fiume (ma anche tutti i loro libri precedenti...), e disegnando in diretta una dedica per chi volesse acquistarlo.
Chi è l'uomo del fiume?
Un ragazzo della Bassa che scopre il Po può essere travolto dal suo respiro selvaggio, ma se vi penetra guidato dall’«uomo del fiume», tutto si rivela per quello che è: vita, bellezza, forza, amicizia. Ora l’autore che è stato quel ragazzo ci racconta, con uno stile narrativo diretto e ironico, come ha potuto apprendere l’arte di vivere sull’acqua da uno di quei personaggi del fiume che non ci sono più. Lo fa anche attraverso le immagini disegnate col suo inconfondibile stile. Questa volta, però, non stanno lì per farci ridere delle miserie umane, ma per dirci che il mondo senza tempo del fiume vive ancora dentro di noi.

Zap & Ida
vivono a due passi da via Indipendenza, a Bologna, e non hanno bisogno di presentazioni. Mitici e originali intrattenitori, scrittori e fini umoristi sino ai giorni più recenti e sino al midollo, alla fine degli anni 90 decidono di lanciare lo Zapparelli, un vaccabolario umoristico chiaramente ispirato per assonanza allo Zingarelli. Che non hanno inteso derubare, ma semmai idealmente parafrasarlo, proponendo le proprie incredibili interpretazioni a oltre 3500 termini arricchite da immagini altrettanto esilaranti, segnando un’epoca. Ora lo Zapparelli è diventato il Wikibolario, dato che oggi la prima risposta alle nostre ricerche la dà Wikipedia e non più lo Zingarelli.
Altro filone è quello dei gialli con protagonista Amareno Fabbri, commissario capo alla questura di Bologna e protagonista già di svariati libri.
Zap è famoso per esser capace in soli 30 secondi di tradurre in vignetta qualsiasi tema gli venga proposto: hobby, lavoro, sport, segno zodiacale ecc..., praticamente una dedica ‘ad personam‘ che rende unico ogni loro libro quando, con Ida, va per librerie a presentarlo.

Romano De Marco presenta Nero a Milano

Mercoledì 30 ottobre alle 18,00

Romano De Marco
presenta
Nero a Milano
(Piemme edizioni)
interviene Marilù Oliva

Una villetta abbandonata da anni, alla periferia di Milano.
Due cadaveri carbonizzati, nessun indizio, nessun movente.
È questa la matassa che il commissario Luca Betti deve sbrogliare, in uno dei periodi più complicati della sua vita. La separazione dalla moglie e il difficile rapporto con la figlia fanno crollare quelle deboli certezze di poter contare su degli affetti stabili. Ma non c'è tempo per i dolori personali, risolvere l'indagine è l'unica priorità che può dare uno scopo alla sua vita e farlo sentire ancora vivo.
Marco Tanzi è diventato un investigatore privato di successo. Sembra essersi lasciato alle spalle le tremende esperienze vissute negli ultimi anni, ma la realtà è ben diversa. Per sfuggire ai suoi fantasmi personali, accetta un caso che rischia di farlo ripiombare negli incubi del suo passato più oscuro. Deve rintracciare un diciottenne con problemi mentali, figlio di una coppia dell'alta borghesia milanese, fuggito per andare a vivere fra i clochard. E quando uno spietato serial killer inizia a far strage di senzatetto a colpi di rasoio, la sua indagine si trasforma in una corsa contro il tempo. Mentre sulla città incombe un cielo più nero che mai, le strade dei due amici ed ex colleghi torneranno fatalmente a incrociarsi. E si troveranno, ancora una volta, davanti a scelte dolorose destinate a segnare per sempre le loro vite.

Romano De Marco
è responsabile della sicurezza di uno dei maggiori gruppi bancari italiani. Esordisce nel 2009 nel Giallo Mondadori con Ferro e fuoco, ripubblicato in libreria nel 2012 da Pendragon. Nel 2011 esce il suo Milano a mano armata (Foschi, Premio Lomellina in Giallo 2012). Con Fanucci pubblica nel 2013 A casa del diavolo e con Feltrinelli Morte di Luna, Io la troverò e Città di polvere (gli ultimi due finalisti al Premio Scerbanenco-La Stampa nel 2014 e nel 2015). I suoi racconti sono apparsi su giornali e riviste, tra cui "Linus" e il "Corriere della sera", e i periodici del Giallo Mondadori. Per Piemme ha pubblicato L'uomo di casa (2017) e Se la notte ti cerca (2018).
Vive tra l'Abruzzo, Modena e Milano.


 

Davide Barilli presenta Cuba. Altravana. Nel cuore di una città perduta

Martedì 29 ottobre alle 18,00

Davide Barilli
presenta
Cuba. Altravana.
Nel cuore di una città perduta
(Giulio Perrone editore)
interviene Alessandro Castellari

Questa non vuol essere una guida ma un viaggio tra passato e futuro: una personalissima mappatura di ciò che (ancora per poco) sopravvive dell'Avana più letteraria - le strade, le piazze, gli edifici, raccontati e vissuti nel corso del tempo da Alejo Carpentier, Pedro Juan Gutiérrez, Virgilio Piñera, Miguel Barnet, solo per citare alcuni nomi fondamentali della narrativa cubana del Novecento. Emerge una sorta di Spoon River caraibica, una geografia che sta scomparendo, una cultura della Cuba al flou, quella che si sta apprestando al cambiamento, quella della Generazione W, interessata più a WhatsApp che al fermo immagine che tanto affascina i viaggiatori alla ricerca di un tempo perduto. Ne deriva un atto d'amore e di addio, in particolare a Centro Habana, alla scoperta di luoghi per lo più sconosciuti ai turisti: teatri trasformati in giungla come il Campoamor, balere, minuscole librerie dell'usato, centri culturali alternativi, ma anche laboratori di erbieri, piazze senza nome, bar in odore di liquidazione.

Un viaggio all'interno della cultura cubana di oggi, attraverso i dialoghi con alcuni degli scrittori più importanti dell'Isola, e che conduce inevitabilmente alla Feria Internacional del Libro, la più importante manifestazione del mondo caraibico, ospitata ogni anno alla fortezza di San Carlo della Cabaña. Fino ad arrivare al cuore della città, dove operano artisti, pittori, scultori, grafici, musici, e nella calle, lungo le strade decadenti e devastate di una città perduta dove si nasconde l'anima vera di Cuba.

Per farvi venire voglia di leggerlo (e di conoscere Davide Barilli martedì prossimo), niente di meglio delle parole che Alessandro Castellari ha dedicato a Cuba:

"Già lo notai nei suoi precedenti libri cubani ed avaneri, quali Le cere di Barracoa e Carte d'Avana, come la scrittura di Davide Barilli ti faccia entrare in contatto con quegli ambienti e con quelle persone che non incontreresti da turista, con la loro “dignità del disagio”, cioè la gente abituata a convivere coi bisogni primari: venditori ambulanti, bouquinistes, il vecchio ascensorista, il babolano, il ciclista che passa reggendo l'enorme scritta di “Eventual”, grande simbolo involontario dell'odierna Cuba. “L'Avana è la sua gente, piena di problemi e di soluzioni, capace di resistere a quanto avrebbe piegato qualunque altro popolo e di farlo collettivamente, come d'istinto” (p. 30).
In Cuba Altravana ritrovo anche il suo gusto della sintassi accumulatrice, nel giro della frase, di oggetti di interni fatiscenti, di strade del Centro Habana pullulanti di vita e di piccoli commerci; ma poi questi accumuli sintattici sono squarciati da metafore ardite, come in quei due piccoli gioielli che sono i capitoli “Hotel Lincoln” e “Consulado”.

C'è inoltre la forza evocatrice della sua scrittura visibile, ma anche acustica, tattile, olfattiva: ti pare di vedere quel Barrio, di sentirne le voci e i rumori, di toccare i suoi muri screpolati e le sue ringhiere arrugginite, di annusare le muffe degli interni e la salsedine che viene dal mare di là dal Malecón.
Ma qui c'è qualcosa che va oltre e va più nel profondo: nel “midollo nero di questa città del paradosso” (p. 57). Si tratta propriamente di un doppio paradossale, di un “mostro bicefalo”, in bilico fra la brama di un futuro diverso e l'orgoglio della propria revolución. La soluzione peggiore (o più banale) è quella del recupero e della museificazione dell'Avana Vieja, perché la vera Avana sta nella continua intersezione del vecchio e del nuovo, sta nel continuo vitale attrito fra il presente e il passato. Il viaggiatore Barilli prova piacere nel vedere che qualcosa del passato è rimasto e prova rammarico se esso sta scomparendo, tanto che il suo libro può essere anche considerato il “reperto di una leggenda”. Ma il viaggiatore sa fermarsi sulla soglia ambigua della nostalgia, trattenuto dalla spinta forte e confusa dei giovani (la generazione “W”, come Wi-fi) e dall'impresa continua degli avaneri a sopravvivere e a vivere.

Questo libro è affascinante perché ci pone di fronte al noto e all'ignoto, al presente e al passato, cioè alla vita e ai caratteri veri di una città.
Scrissi una volta a Davide Barilli che occorre avviare una operazione verità sulla radicale differenza fra il turismo e il viaggio, fra la ricerca coattiva del noto e del programmato e l'avventura del non noto e dell'imprevedibile: fra l'etica del pagante e l'etica del viandante. Questo bel libro ci è anche utile per questa operazione verità".

Scrittore e giornalista, Davide Barilli ha pubblicato numerosi romanzi e raccolte di racconti. Diversi suoi libri sono ambientati a Cuba, come Le cere di Baracoa e La nascita del Che, rispettivamente secondi ai premi Fabriano (2010) e Chiara (2014). Assiduo frequentatore dell’isola caraibica, ha presentato i suoi libri e tenuto conferenze alla Feria Internazionale del Libro. La casa editrice cubana collecion Sur ha pubblicato il suo libro El castillo de papel, presentato alla Fiera Internazionale del Libro 2018. Lavora dal 1990 nella redazione della Gazzetta di Parma, dove si occupa della pagina culturale.

Federico Faloppa presenta Brevi lezioni sul linguaggio

Lunedì 28 ottobre alle 18,00

Federico Faloppa
presenta
Brevi lezioni sul linguaggio
(Bollati Boringhieri editore)

interviene Alberto Sebastiani
 

Brevi lezioni sul linguaggio è il nuovo saggio di Federico Faloppa, ricercatore sul tema degli stereotipi etnici e della costruzione linguistica della “diversità". Un libro che indaga sulla lingua come componente fondamentale della vita, che non solo definisce la personalità, ma anche il modo di relazionarsi con gli altri...

Secondo alcune fonti, nel mondo ci sarebbero oltre settemila lingue vive. In Europa le lingue parlate sarebbero quasi trecento, delle quali una trentina solo in Italia. Effettivamente, trenta lingue per l’Italia sembrano davvero tante, e molti infatti le «declasserebbero» quasi tutte a semplici dialetti. La distinzione tra lingua e dialetto è però tutt’altro che scontata, e resta comunque il fatto che la nostra penisola, come il resto del mondo, possiede una varietà linguistica sbalorditiva.
Dunque, cos’è una lingua? Da dove viene questa abbondanza? In che cosa, linguisticamente, noi esseri umani siamo così diversi? E in che cosa, soprattutto, siamo simili? Queste sono solo alcune delle domande da cui prende spunto Federico Faloppa in questo libro, un godibile e illuminante vademecum per addentrarsi nei meandri della comunicazione verbale e dei suoi segreti.

Questo libro ha il pregio di introdurre il tema del linguaggio da molteplici punti di vista, per dare a chi lo legge un quadro completo della linguistica contemporanea e della sua irriducibile multidisciplinarietà. Chi oggi studia i fenomeni linguistici, infatti, non può prescindere dagli studi culturali, dalla semantica e dalla storia, ma neppure dall’anatomia, dall’evoluzionismo e dalle scienze cognitive. Questa ricchezza si specchia negli interrogativi che percorrono il libro: nasciamo già predisposti al linguaggio o lo apprendiamo per via culturale? Che relazione c’è tra un suono e il suo significato? Quale meccanismo usiamo per produrre suoni e che cosa succede quando il meccanismo si inceppa? Quanto si aiutano gli esseri umani comunicando a gesti, intonazioni, occhiate? Quante lingue sono in via di estinzione? Stiamo davvero riducendo la «biodiversità» linguistica umana? La lingua descrive il mondo o lo crea?

Tutti temi che incuriosiscono molto, perché parlano di qualcosa che ci tocca nel profondo: la lingua è una componente fondamentale della nostra vita, l’uso che ne facciamo parla della nostra personalità e del nostro modo di relazionarci agli altri, e sono poche le cose tanto intime per un essere umano come la propria storia e competenza linguistica.

Federico Faloppa
(1972) insegna Storia della lingua italiana e Sociolinguistica nel Dipartimento di Lingue moderne dell’Università di Reading (Gran Bretagna). Impegnato particolarmente nello studio degli stereotipi etnici e della costruzione linguistica della diversità, ha pubblicato, tra l’altro, Lessico e alterità. La formulazione del diverso (2000), Parole contro. La rappresentazione del diverso nella lingua italiana e nei dialetti (2004), Razzisti a parole (per tacer dei fatti) (2011), Sbiancare un etiope. La pelle cangiante di un tòpos antico (2013) e il capitolo dedicato al linguaggio in Contro il razzismo. Quattro ragionamenti, a cura di Marco Aime (2016).

#ioleggoperché

Dal 19 al 27 ottobre si svolge #ioleggoperché, una grande raccolta di libri a sostegno delle biblioteche scolastiche, e la nostra libreria partecipa con entusiasmo.

#ioleggoperché è, attualmente, la più grande iniziativa nazionale di promozione della lettura, ed è organizzata dall'Associazione Italiana Editori.
Anche quest’anno, da sabato 19 a domenica 27 ottobre, nelle librerie aderenti sarà possibile acquistare libri da donare alle Scuole dei quattro ordinamenti: infanzia, primarie, secondarie di primo e secondo grado.
Al termine della raccolta, gli Editori contribuiranno con un numero di libri pari alla donazione nazionale complessiva (fino a un massimo di 100.000 volumi), donandoli alle Scuole e suddividendoli secondo disponibilità tra tutte le iscritte che ne faranno richiesta attraverso il portale.
Grazie all’energia, all’impegno e alla passione di insegnanti, librai, studenti ed editori, e del pubblico che ha contribuito al successo di #ioleggoperché, finora sono stati donati alle scuole oltre 600.000 libri, che oggi arricchiscono il patrimonio librario delle biblioteche scolastiche di tutta Italia.

Quest'anno sono tante le scuole gemellate che ci hanno trasmesso le bibliografie per incrementare le biblioteche scolastiche: se passate a trovarci troverete uno scaffale dedicato, e anche il nostro consiglio.
Nei prossimi giorni la libreria sarà animata da classi di studenti che verranno per incontrare autori e raccontare cosa significa per loro avere un libro per amico.
Aiutate le biblioteche scolastiche, aiuterete i cittadini di domani!
Cinzia, Manuela, Raffaella, Rita

Bicio Fabbri presenta Ritorno a Praga

Sabato 26 ottobre alle 17,00
Bicio Fabbri
presenta
Ritorno a Praga
(editrice dei Merangoli)

interviene il giornalista Giorgio Tonelli
 

"Di solito quando viaggio, porto con me un quaderno e in questo quaderno metto di tutto: disegni, impressioni, aneddoti, insomma tutto quello che mi passa per la testa."

Nell'agosto 1987, Bicio parte con l'amico bassista "Finestra Pinelli" per un'avventura hippy a Praga. Una città ancora sotto il dominio dell'Unione Sovietica, ma che già esprimeva un forte desiderio di libertà. Praga è continuamente nella sua testa e nel 2016, con un improbabile viaggio super organizzato in pullman in compagnia di 55 pensionati, parte all'alba di una mattina di primavera. Se allora il loro vessillo fu la chitarra, dopo trent'anni è un coloratissimo piumino per la polvere impugnato, come una bandiera, dall'immancabile guida.

Fabrizio Bicio Fabbri

pittore, disegnatore di fumetti e vignette di satira. Fin da bambino ha le idee ben chiare: disegna e divora fumetti. Nel 1973 si diploma al Liceo Artistico di Bologna, città in grande fermento creativo. Nel tempo sperimenta diverse tecniche pittoriche e crea fumetti e vignette per numerosi giornali e riviste di satira tra cui Frigidaire, Zut, Tango, Emme, Cuore, Re Nudo e Il nuovo Male. Le sue opere sono esposte in numerose mostre collettive e personali in Italia. Nel 2007 riceve il premio per la satira di Forte dei Marmi, nel 2011 partecipa alla Biennale di Venezia e nel 2015 alla biennale del Muro dipinto di Dozza. Tra le sue recenti pubblicazioni: per GRRRZETIC ed. Periferie (2009), per Barricate ed. Ti amo, perchè (2014) e Gesù l'indiano (2015), mentre per Corraini esce Non vi è nulla di più astratto del reale: la vita del pittore Giorgio Morandi a fumetti, con testi di Claudio Bolognini.



Franco Bertoli e Maurizio Boschini presentano Panchine pensanti. Atleta, allenatore e genitore: un difficile triangolo relazionale.

Venerdì 25 ottobre

Franco Bertoli e Maurizio Boschini
presentano
Panchine pensanti.
Atleta, allenatore e genitore: un difficile triangolo relazionale.

(Pendragon editore)

interviene il giornalista Paolo Soglia

Panchine pensanti è un progetto formativo, educativo e divulgativo, che vuole raccontare lo sport partendo dai protagonisti che lo vivono, vale a dire gli atleti, e da chi sta loro accanto: in particolare allenatori, dirigenti e genitori. Panchine pensanti è uno spettacolo teatrale, un momento in cui, grazie al palcoscenico, le dinamiche della vita quotidiana dello sport si animano nella splendida cornice di un teatro. Panchine pensanti è anche un testo che narra le esperienze, in particolare di Franco Bertoli, non come campione plurititolato, ma piuttosto come padre, oggi formatore, mental coach e dirigente, che riflette sul ruolo e l'importanza dello sport nella vita di tutte le persone, tutti i giorni. Uno sport quotidiano fortemente ancorato, in termini di cultura e valori, allo spirito olimpico autentico.

Franco Bertoli
è capitano Olimpionico degli azzurri del volley, allenatore, dirigente e mental coach che si occupa da sempre di come migliorarsi e migliorare gli altri partendo dall'essere umano, che è e sarà sempre l'inizio e la fine di tutto: di ogni risultato sportivo, aziendale e relazionale al di sopra di qualsiasi competenza tecnica. È compagno e padre di quattro figli in una bellissima famiglia allargata.

Maurizio Boschini

è direttore del personale, organizzazione e commerciale della Fondazione Teatro Comunale di Bologna. È autore di Ridatemi il mio calcio (Edizioni Il Portico, 2004) e Managermakia (Pendragon, 2016). Inoltre, ha scritto la sceneggiatura del monologo teatrale Pugni chiusi, sulla vita dell’atleta australiano Peter Norman.


Anna Maria Boriani presenta Dopo solo dopo

Mercoledì 23 ottobre alle 18,00

Anna Maria Boriani
presenta
Dopo solo dopo
(Qudu edizioni)

intervengono Sergio Rotino e Graziella Giovannini

Anna Maria Boriani presenta mercoledì la sua recente silloge poetica, un'antologia tematica che affronta con rigore e delicatezza argomenti come l'infanzia, lo "straniero" colto nelle proprie emozioni e paure, attraverso la tensione che la questione plurilinguistica e migrante pone; le "motivazioni", come le definisce Anna Maria, che inevitabilmente affondano nella memoria, collocando l'autrice in quell'humus poetico di chiara attitudine narrativa.

A seguire i componimenti sui perni imprescindibili del poeta d'impegno, amore, malattia e morte, intessuti dei ricordi di viaggi, forse l'elemento trainante, che conduce a speranza, infine, partendo dalle poesie iniziali meno attente ai volteggi sintetici quanto agli elementi naturali, fuoco e neve, la casa al centro, e che con moto squisitamente circolare sono dirette a "Un atto di estrema concretezza (...) che non vieta anzi produce una folgorazione, una germinazione, quindi nuove intuizioni e una rinnovata espansione" (dalla prefazione di Sergio Rotino).
Un movimento di profonda condivisione femminile, come sottolineato da Graziela Giovannini nella sua postfazione, perché "Più volte nelle poesie torna il termine "senso" e torna la parola "mistero", mistero delle vite e dell'universo."

Fabio Mundadori presenta "Occhi viola. La prima indagine di Luca Sammarchi"

Martedì 22 ottobre alle 18,00

Fabio Mundadori
presenta
Occhi viola
La prima indagine di Luca Sammarchi

(Bacchilega editore)

interviene Luca Occhi
Letture di Marco Mazza


Che cosa c'entra un'antica chiesa sconsacrata con una casa di cura che sta per essere demolita? Che cosa hanno a che fare con un dipinto e con l'antica famiglia di possidenti che lo conserva? E perché una setta che si fa chiamare I Legati di Satana dovrebbe avere paura di un ragazzino? Catapultato dalla grande città in un piccolo paese di campagna per risolvere un semplice caso di omicidio, il commissario Sammarchi si troverà a districare una matassa di eventi che si snoda lungo molti anni, ricostruendo una vicenda dove mistero e realtà si intrecciano in modo inestricabile.
Ripubblicato in una veste rivista e ampliata, Occhi Viola ci propone la prima indagine di Luca Sammarchi, il personaggio che Fabio Mundadori ci sta facendo conoscere con i suoi romanzi.

Fabio Mundadori
è nato a Bologna ma oggi vive a Latina dove si occupa di sicurezza informatica.
Scrive di giallo, thriller, fantascienza e horror dando più volte prova di amare la contaminazione tra generi. Vince nel 2008 il concorso di racconti Giallolatino e nel 2011 il Garfagnana in giallo.
Esordisce con l’antologia di racconti Io sono Dorian Dum (Ego edizioni 2010) seguito dal thriller dai risvolti horror ambientato nella campagna emiliana Occhi Viola (Ego edizioni 2012). Tra il 2006 e il 2014 pubblica vari racconti in diverse antologie. Dal 2012 presiede la giuria del premio Garfagnana in giallo per la sezione libri editi. Dal 2016 ha pubblicato vari romanzi, di cui l'ultimo è Ombre di vetro. Bologna non muore mai, con l'editore Damster.
Esce adesso la nuova edizione di Occhi viola, in versione ampliata e riveduta nella collana Zero di Bacchilega editore, diretta dallo stesso Mundadori.

Taralli e Tarocchi corso di iniziazione alla storia e lettura dei tarocchi

Sabato 19 ottobre alle 17,00

Taralli e Tarocchi
corso di iniziazione alla storia e lettura dei tarocchi

a cura di Tiziano Mancini e Marco Monari
 
Tiziano Mancini e Marco Monari fanno altro nella vita, dedicandosi assai più al presente che al futuro. Non sono pi ù giovanissimi ma non per questo il passato appesantisce la loro quotidianitˆà, fatta ogni giorno di sfide nuove come la condivisione di quel che muove le loro passioni.
Una di queste lo studio dei tarocchi: Marco un teorico e Tiziano un empirico. Quando sono insieme tendono a sorridere, e se si divertono loro vi divertirete anche voi.
 
Argomenti dell'incontro:
- Storia dei tarocchi nell'antichità
- Storia dei tarocchi nella società
- lo sviluppo della loro funzione divinatoria
- i principali ideatori e realizzatori
- i vari tipi di mazzi e le diverse raffigurazioni
- l'aspetto nascosto dei tarocchi
- i colori nei tarocchi
- cenni su possibili diverse interpretazioni
- funzione di ricerca personale o funzione divinatoria?
- percorso iniziatico della consapevolezza
- percorso di divinazione
- applicazioni dei tarocchi
 
L'incontro è organizzato in collaborazione con Urbinoir e Caccia al Teshorror.
 

Attilio Speciani presenta Le intolleranze alimentari non esistono.

Giovedì 17 ottobre alle 18,00

Attilio Speciani

presenta
Le intolleranze alimentari non esistono.
La relazione infiammatoria tra cibo e salute finalmente spiegata in modo scientifico
(Lswr edizioni)
 
Ne parla con Michela Carola Speciani
 
L'immunologo Attilio Speciani sfata i luoghi comuni sulle cosiddette "intolleranze alimentari" e guida il lettore a un rapporto sano e corretto con il cibo. Colite, emicrania, alterazioni ormonali, artrite, malattie autoimmuni, squilibri del metabolismo e tanti altri disturbi, dai più comuni fino alle malattie più severe, sono spesso correlati al tipo di alimentazione. È molto forte la convinzione che esista uno stretto rapporto tra cibo e malattia, e l'immunologia moderna ha trasformato questi sospetti, talvolta espressi in modo inadeguato, in fatti accertati e documentati da evidenze scientifiche. Ha potuto così ridimensionare molti falsi miti sulle "intolleranze", nel rispetto di una relazione amichevole con il cibo che è la fonte primaria dell'energia per ogni essere vivente. Quando il naturale e fisiologico rapporto con il cibo si altera, per eccessi alimentari o per la ripetuta introduzione di un cibo, si generano segnali infiammatori misurabili che inducono e mantengono molte malattie. 
 
Questo libro aiuta a capire perché le intolleranze alimentari sono "il passato", spiegando il nuovo paradigma scientifico e pratico che descrive la relazione con l'infiammazione da cibo e il rapporto corretto con la nutrizione. Le ricerche più recenti spiegano che l'infiammazione correlata al cibo dipende sia dal tipo di alimento utilizzato, sia dalla relazione con gli zuccheri, sia dal modo in cui si combinano gli alimenti e dal "timing" della loro assunzione. In questo testo, sono descritte in modo organico e documentato le tre vie dell'infiammazione da cibo e le loro interazioni, spiegando come misurarle e controllarle, per conquistare e mantenere benessere e salute.
 
Attilio Speciani
Medico chirurgo, allergologo e immunologo, è titolare dello studio medico SMA di Milano. Ha scritto numerosi libri sulle intolleranze alimentari e la medicina naturale. Dal 1990 è socio attivo della New York Academy of Science di New York e della European Academy of Allergy and Clinical Immunology e ha aperto uno studio a Londra.
 

Federica Iacobelli presenta Il portico più lungo del mondo. Diario di viaggio di una lumaca secolare.

Mercoledì 16 ottobre alle 18,00

Federica Iacobelli

presenta
Il portico più lungo del mondo.
Diario di viaggio di una lumaca secolare.

con le illustrazioni di Teresa Sdralevich
(edizioni Minerva. Collana Fatterelli Bolognesi. Storie della storia di Bologna)
con Tiziana Roversi, curatrice della collana.
Intervengono Beatrice Borghi e Rolando Dondarini

In occasione del Passamano per San Luca, evento ormai tradizionale che si terrà sabato 19 ottobre alle 9, mercoledì prossimo ospiteremo la presentazione de Il portico più lungo del mondo, che inaugura la bellissima collana, diretta da Tiziana Roversi, dei Fatterelli Bolognesi, storie della storia di Bologna raccontate ai ragazzi.
 
Protagonista del racconto è una lumachina piuttosto longeva che nel 1677 parte per il monte della Guardia e, anno dopo anno, secolo dopo secolo, per 666 arcate e quasi 4 kilometri, le capita di incontrare i bolognesi -anche i bambini- che in lunghissima catena umana si passano mattoni, e poi l’architetto Dotti, le orfanelle di San Luca, viaggiatori e viaggiatrici, scrittori, soldati e piccoli disegnatori, pulci corvi gatti e lucciole... tutti sotto il portico più lungo del mondo. Le immagini di Teresa Sdralevich incrociano documenti storici e invenzione.

Evento in collaborazione con la Festa internazionale della Storia
Per gli insegnanti che parteciperanno all'incontro sarà possibile rilasciare un attestato di presenza.

Micaela Mecocci presenta Narrare il vero Le favole cosmiche nella pedagogia Montessori

Sabato 12 ottobre alle 17,00
Micaela Mecocci
presenta
Narrare il vero
Le favole cosmiche nella pedagogia Montessori
(Terra nuova edizioni)

intervengono:
Claudia Benatti (giornalista di Terra Nuova) e
Cristina Venturi (presidente dell'associazione Montessori Bologna)
evento organizzato in collaborazione con l'Associazione Montessori Bologna


Il libro propone, per la prima volta in italiano, le cinque principali favole cosmiche che nella pedagogia Montessori vengono utilizzate come efficacissimo strumento didattico nella fascia di età della scuola primaria.
Micaela Mecocci, bambina montessoriana, insegnante Montessori e ricercatrice a livello internazionale, ci guida in questo libro alla scoperta delle cinque principali favole cosmiche, esposte e sapientemente commentate una a una nella loro specificità.
Note anche come “grandi lezioni”, le favole cosmiche inaugurano il grande viaggio del bambino attraverso l’Educazione Cosmica.
Educazione Cosmica è il nome scelto da Maria Montessori per designare quell’ampio e complesso progetto educativo che accompagna il bambino durante tutto il secondo piano dello sviluppo (6-12 anni) e che risponde ai bisogni specifici e alle caratteristiche psicologiche di questo periodo evolutivo.

Chi è Micaela Mecocci
Abita il mondo Montessori dall’età di 3 anni, quando entrò per la prima volta nella Casa dei Bambini. Oggi proviene dalla ricerca universitaria e ha al suo attivo diverse pubblicazioni scientifiche. Ha conseguito la formazione Montessori internazionale (AMI) per le fasce d’età 3-6, 6-12 e 12-18 anni. Dopo aver a lungo diretto una scuola Montessori in Svizzera, dirige attualmente il coordinamento didattico della Bilingual Montessori School of Paris senza peraltro rinunciare all’insegnamento in classe. Presidente dell’Associazione Montessori Net Ticino, si dedica da sempre alla ricerca pedagogica: membro del gruppo fondatore di Tutta un’Altra Scuola, collabora con riviste di settore e insegna in corsi di formazione in Italia e all’estero.

Patrizia Debicke Van Der Noot presenta La gemma del cardinale de' Medici

Mercoledì 9 ottobre alle 18,00

Patrizia Debicke Van Der Noot
presenta
La gemma del cardinale de' Medici
(Tea edizioni)

intervengono Elisa Eliselle Guidelli (scrittrice) e Francesco Ghidetti (giornalista)

Dopo “La congiura di San Domenico”, Patrizia Debicke racconta ancora la Bologna del Cinquecento attraverso gli intrighi della famiglia de’ Medici, nella trilogia dedicata al Granducato di Toscana.
Don Giovanni de’ Medici, figlio naturale legittimato del granduca Cosimo I, fa ritorno a Firenze alla improvvisa e sospetta morte del fratello maggiore Francesco I e della moglie Bianca Capello. L’erede al trono, il cardinale Ferdinando de’ Medici, che ne apprezza le doti di condottiero e di diplomatico, lo vuole al suo fianco per governare il Granducato di Toscana, uno stato ricco e da generazioni in mano a una dinastia di banchieri, i Medici. Ma i nemici dentro e fuori della famiglia incalzano. Firenze e la Toscana fanno gola a molti e diventa vitale ottenere l’appoggio dell’Impero, della Santa Sede e della Serenissima Repubblica di Venezia. Don Giovanni partirà dunque subito ambasciatore del nuovo Granduca, ma dovrà battersi contro una fanatica setta religiosa sostenuta dalla Spagna.

Patrizia Debicke van der Noot,
nata a Firenze, bilingue, grazie a una nonna alsaziana e agli studi compiuti all'università di Grenoble, ha sempre viaggiato molto e vive tra l'Italia e il Lussemburgo. Autrice di romanzi storici e di thriller, ha pubblicato numerosi libri, tra cui L’oro dei Medici, La Congiura di San Domenico, e L’uomo dagli occhi glauchi.
Punto di riferimento per altri autori di romanzi storici quali Matteo Strukul e Marcello Simoni, Patrizia Debicke può a buon diritto essere considerata "la signora del Cinquecento".
Il suo sito è www.patriziadebicke.com

Era ancora chiaro, quando la carovana medicea, dopo aver superato piazza Maggiore e piazza del Nettuno, deviò in direzione delle due torri ed entrò nel cortile del palazzo episcopale di Bologna. Giovanni de’ Medici e Ottavio Colonna smontarono velocemente e, con la loro gente al seguito, affollarono la sala delle udienze del legato pontificio, l’eminentissimo cardinale Alessandro Peretti Montalto.

Marco Felder (Jadel Andreetto e Guglielmo Pispisa) presenta Tutta quella brava gente

Martedì 8 ottobre alle 18,00
Marco Felder
(Jadel Andreetto e Guglielmo Pispisa)
presenta
Tutta quella brava gente
(Nero Rizzoli)

Interviene Alex Boschetti

Tanino Barcellona è un poliziotto siciliano che è costretto al trasferimento alla questura di Bolzano, un territorio che si rivela immediatamente freddo e ostile. Qui dovrà indagare su una serie di omicidi maturati nel mondo del terrorismo irredentista sudtirolese. Insieme all’eccentrico ispettore Karl Rottensteiner e a Giulia Tinebra, giovane agente algida e scostante, Tanino risolverà un intricato mistero misurandosi con il grande rimosso di una terra di frontiera, in cui tutto sembra accadere prima che accada in Italia.
Una commedia gialla che svela i misteri dell’Alto Adige, un viaggio nel passato irrisolto di una terra divisa da troppi confini.

MARCO FELDER è lo pseudonimo di Jadel Andreetto e Guglielmo Pispisa, che fanno parte del collettivo Kai Zen.
Scrivono sul loro blog (https://kaizenology.wordpress.com):

"Da quasi un decennio riposava nel nostro cassetto un romanzo.
Jadel e Guglielmo lo hanno cominciato quasi per gioco. Volevamo scrivere un giallo, uno di quelli classici che più classici non si può e ambientarlo a Bolzano.
Lo hanno abbozzato, ma poi la vita li ha portati altrove, fino a quando qualche anno fa lo hanno ripescato dagli archivi. Hanno tenuto l’ambientazione, i personaggi, una parte di trama e buttato alle ortiche gran parte della classicità. Giallo è giallo, per carità, ma come al solito si sono fatti prendere la mano e gli sono scappate alcune ibridazioni selvagge. Le hanno tenute a bada, ma non è stato semplice.
Oggi, dopo una vicenda editoriale che ha sorpreso noi per primi, quel romanzo approda finalmente in libreria per i tipi di RIzzoli. Il dinamico duo lo ha firmato con lo pseudonimo Marco Felder. Uno nom del plume scelto quasi (quasi. eh) per caso che se no quelli del marketing si suicidavano, ma dietro quel nome da campione di slittino del Liechtenstein ci sono loro due al 100%: i vostri amichevoli : Kai Zen : di quartiere o meglio 2/4 di : Kai Zen :.
Il titolo? Già, il titolo… Quelli del marketing avevano da dire anche su quello e si sono battuti fino allo stremo per un classico titolo “un qualcosa di qualcosa”, avente presente? Be’, per una volta abbiamo lasciato che si suicidassero e abbiano optato per “Tutta quella brava gente” che riprende la citazione in esergo presa da una canzone di Nick Cave & the Bad Seeds che ci ha ispirato una parte della storia: Jubilee Street.
Se avete voglia di leggere un giallo poco ortodosso ambientato nella “ridente” cittadina di Bolzano, oggi è un buon giorno per andare in libreria".