Andrea Tarabbia presenta Madrigale senza suono

Martedì 16 luglio alle 18,00

Andrea Tarabbia

presenta
Madrigale senza suono

(Bollati Boringhieri editore)

interviene Giovanni Mazzaferro
 
Il premio Campiello è tra i premi letterari più ambiti e prestigiosi d'Italia, ed è giunto quest'anno alla 57a edizione.
Dopo una selezione ad opera di una prestigiosa Giuria dei Letterati, il romanzo vincitore viene decretato da una giuria di trecento lettori anonimi, selezionati su tutto il territorio nazionale in base alle categorie sociali e professionali, cambiano di anno in anno e i loro nomi rimangono segreti fino alla serata finale.
Martedì sarà con noi Andrea Tarabbia, che per la seconda volta entra nella cinquina candidata: un'occasione per incontrare uno scrittore colto e di talento, da scoprire.

Carlo Gesualdo da Venosa, il celebre principe madrigalista di fine Cinquecento, è il centro attorno a cui ruota Madrigale senza suono.
Carlo Gesualdo uccide la moglie, Maria D’Avalos, perché colpevole di averlo tradito con il nobile Fabrizio Carafa. La legge dell’epoca non può perseguirlo perché ha fatto il suo dovere per proteggere il casato e ha agito nel pieno del suo diritto: una moglie fedifraga minaccia la continuità della stirpe nobiliare e va punita.
Da questo momento in poi la storia finisce e iniziano le leggende: nascono ballate, voci popolari che alimentano la percezione di Carlo come la figura di un demonio, un sanguinario capace di strappare il frutto illegittimo della colpa dal ventre di Maria morente.
In questa vicenda terribile, che porta un uomo a uccidere la donna che ama per sottostare alle consuetudini della sua epoca, Carlo scopre il suo talento: inizia a comporre, diventando uno dei musicisti più originali e autorevoli del suo tempo.
Tarabbia scrive la storia tormentata di Carlo, che nella finzione del romanzo è letta da Igor Stravinskij, che ne trova il diario e ne racconta le vicende.
Come può, è la domanda scandalosa sottesa, il male dare vita a tale e tanta purezza sopra uno spartito?
 
Andrea Tarabbia
è nato a Saronno nel 1978. Ha pubblicato, tra gli altri, i romanzi La calligrafia come arte della guerra (2010), Il demone a Beslan (2011), Il giardino delle mosche (2015; Premio Selezione Campiello 2016 e Premio Manzoni Romanzo Storico 2016) e il saggio narrativo Il peso del legno (2018). Nel 2012 ha curato e tradotto Diavoleide di Michail Bulgakov. Madrigale senza suono è il suo primo romanzo per Bollati Boringhieri. Vive a Bologna.
 

Paola Barbato presenta Zoo

Martedì 9 luglio alle 18,00

Paola Barbato

presenta
Zoo
(edizioni Piemme)

interviene Sergio Rossi
 
Martedì prossimo ospiteremo nuovamente, e con piacere, Paola Barbato, una delle colonne portanti di Dylan Dog, che ci presenta il suo ultimo romanzo, un thriller oscuro, psicologico e adrenalinico che attraverso la metafora dello zoo fa riflettere il lettore sulle precarie condizioni dell'uomo.
 
Immagina di risvegliarti da una notte senza sogni e di ritrovarti sdraiata su una superficie fredda e dura, i vestiti del giorno prima ancora indosso e nessun ricordo delle tue ultime ore. Intorno a te solo un buio spesso a cui lentamente lo sguardo si abitua. Cominci a intravedere delle sbarre alla tua sinistra. Non può che essere un incubo, tra poco sarai nella tua stanza, avvolta nelle soffici lenzuola di casa e la vita riprenderà come prima.
Questo non è ciò che accade ad Anna, che in quella gabbia, tra quelle sbarre, in un capannone pieno di gabbie simili alla sua e di persone come lei, si risveglia per davvero. Da quell'istante inizia una lotta contro chiunque l'abbia presa, una guerra impari perché Anna non ha altre armi che la sua rabbia e la nudità a cui a poco a poco è stata costretta per combattere contro chi detiene il potere, qualcuno che nessuno ha mai visto, ma la cui presenza si avverte in ogni centimetro di quel luogo spaventoso, di giorno e di notte.
Spetterà a lei, circondata da persone diversissime, alcune rese folli dal macabro gioco, altre succubi di un Lui dai tratti sempre meno sfumati, decidere se giocare o lasciarsi morire.

Paola Barbato sa far nascere la paura anche dal più innocente battito d'ali, confermandosi tra le maggiori scrittrici italiane di thriller.
 
Milanese di nascita, bresciana d'adozione, Paola Barbato è prestata ora a Verona, dove vive con il compagno, tre figlie e tre cani. Scrittrice e sceneggiatrice di fumetti, tra cui Dylan Dog, ha pubblicato Bilico, Mani nude (vincitore del Premio Scerbanenco), Il filo rosso, Non ti faccio niente e Io so chi sei (il primo titolo di una trilogia). Ha scritto e co-sceneggiato per la Filmmaster la fiction Nel nome del male, con Fabrizio Bentivoglio.
 
il suo sito è www.paolabarbato.it

Gigi Roggero presenta L'operaismo politico italiano Genealogia, storia, metodo

Giovedì 4 luglio alle 18,00

Gigi Roggero
presenta
L'operaismo politico italiano
Genealogia, storia, metodo
(DeriveApprodi editore)

interviene Bruno Cartosio

Una sintesi chiara sulla genesi, la storia e l’attualità di una teoria politica italiana divenuta internazionale.

L'operaismo politico italiano ripercorre la storia di quella straordinaria prassi rivoluzionaria degli anni Sessanta e Settanta conosciuta a livello internazionale come «operaismo politico».
Scava nella sua genealogia, mette in rapporto la produzione dei concetti con lo sviluppo delle lotte, ne analizza ricchezze e limiti, ne evidenzia attualità e metodo.

Gigi Roggero
,
ricercatore militante, ha pubblicato con DeriveApprodi Elogio della militanza (2016) e Il treno contro la Storia (2017); è inoltre co-autore di: Futuro anteriore e Gli operaisti (2002 e 2005).
Bruno Cartosio è docente di Storia presso l'Università di Bergamo.

Piergiorgio Pulixi presenta L'Isola delle anime

Martedì 2 luglio alle 18,00

Piergiorgio Pulixi
presenta
L'Isola delle anime
(Rizzoli editore)

interviene Alessandro Berselli

Chi frequenta la libreria sa quanto abbiamo amato e consigliato Lo stupore della notte.
Piergiorgio torna a trovarci per proporre ai suoi lettori una nuova storia, che affonda le radici nella sua amata Sardegna.
Venite ad ascoltarlo, ne vale la pena.

Li chiamano cold case. Sono le inchieste senza soluzione, il veleno che corrompe il cuore e offusca la mente dei migliori detective. Quando vengono confinate alla sezione Delitti insoluti della questura di Cagliari, le ispettrici Mara Rais ed Eva Croce ancora non lo sanno quanto può essere crudele un’ossessione. In compenso hanno imparato quant’è dura la vita. Mara non dimentica l’ingiustizia subita, che le è costata il trasferimento punitivo. Eva, invece, vuole solo dimenticare la tragedia che l’ha spinta a lasciare Milano e a imbarcarsi per la Sardegna con un biglietto di sola andata. Separate dal muro della reciproca diffidenza, le sbirre formano una miscela esplosiva, in cui l’irruenza e il ruvido istinto di Rais cozzano con l’acume e il dolente riserbo di Croce. Relegate in archivio, le due finiscono in bilico sul filo del tempo, sospese tra un presente claustrofobico e i crimini di un passato lontano. Così iniziano a indagare sui misteriosi omicidi di giovani donne, commessi parecchi anni prima in alcuni antichi siti nuragici dell’isola. Ma la pista fredda diventa all’improvviso rovente. Il killer è tornato a colpire. Eva e Mara dovranno misurarsi con i rituali di una remota, selvaggia religione e ingaggiare un duello mortale con i propri demoni. Interrogando il silenzio inscalfibile che avvolge la sua Sardegna, Piergiorgio Pulixi spinge il noir oltre se stesso, svela le debolezze della ragione inquirente in un mondo irredimibile, in cui perfino la ricerca della verità si trasforma in una colpa.

Piergiorgio Pulixi
fa parte del collettivo di scrittura Sabot creato da Massimo Carlotto, di cui è allievo. Insieme allo stesso Carlotto e ai Sabot ha pubblicato Perdas de fogu (Edizioni E/O 2008), e singolarmente il romanzo sulla schiavitù sessuale Un amore sporco, inserito nel trittico noir Donne a perdere (Edizioni E/O 2010). È autore della saga poliziesca di Biagio Mazzeo iniziata col noir Una brutta storia (Edizioni E/O 2012), miglior noir del 2012 per i blog Noir italiano e 50/50 Thriller e finalista al Premio Camaiore 2013, proseguita con La notte delle pantere (Edizioni E/O 2014), vincitore del Premio Glauco Felici 2015, e Per sempre (Edizioni E/O 2015). Nel 2014 per Rizzoli ha pubblicato anche il romanzo Padre Nostro e il thriller psicologico L’appuntamento (Edizioni E/O), miglior thriller 2014 per i lettori di 50/50 Thriller. Nel 2015 ha dato alle stampe Il Canto degli innocenti (Edizioni E/O) vincitore del Premio Franco Fedeli 2015, primo libro della serie thriller I canti del male. Alcuni suoi racconti sono stati pubblicati sul «Manifesto», «Left», «Micromega» e «Svolgimento» e in diverse antologie. I suoi romanzi sono in corso di pubblicazione negli Stati Uniti, in Canada e nel Regno Unito. Con Rizzoli pubblica nel 2018 Lo stupore della notte e nel 2019 L'isola delle anime.

Luca Occhi presenta Della stessa sostanza del buio

Sabato 29 giugno alle 17,00

Luca Occhi

presenta
Della stessa sostanza del buio
(Bacchilega editore - collana Zero)

interviene Fabio Mundadori

La disperazione può portare a stringere patti con il diavolo. Lo sa bene Lorenzo Simoni che per venire a capo della scomparsa della figlia adolescente decide di rivolgersi a Mathias Mestiz, l’unico che ritiene capace di ritrovarla. Condannato per un infamante delitto, e ora in libertà vigilata, Mestiz si è sempre dichiarato estraneo alle accuse, ma a impedirgli di definirsi innocente è l’ossessione per le foto di ragazzine, la stessa che in passato lo ha spinto a frequentare un mondo oscuro. Proprio quel mondo in cui sarà costretto a tornare per ottenere la ricompensa promessa da Simoni: una somma di denaro sufficiente a permettergli di abbandonare una città in cui tutti sanno di lui. Ma nulla è come appare. Nemmeno le poche persone che frequenta.

Luca Occhi
è tra i fondatori di Officine Wort, sodalizio che da undici anni organizza il concorso letterario Turno di Notte.
Vincitore di diversi premi letterari, ha partecipato con i suoi racconti a una ventina di antologie. Nel 2017 ha pubblicato il suo primo romanzo, Il Cainita (Comma 21-Damster Edizioni), e nel 2018, in ebook, il racconto lungo Tartare (Oakmond Publishing).

firmacopie di Mirko G. Rauso - Piccole anime folli

Giovedì 27 giugno dalle 10 alle 19

firmacopie di Mirko G. Rauso
che presenterà il suo romanzo
Piccole anime folli
(Leone editore)

Giovedì sarà presente in libreria Mirko G. Rauso, autore campano, che racconterà a chi passerà a trovarci il suo romanzo Piccole anime folli.

Nel piccolo paese di San Rodi, i mesi scorrono con estrema lentezza. Quattro ragazzini di quindici anni, ognuno con un problema che si porta dentro e una condizione familiare disastrosa, fanno parte del gruppo dei Cacciatori Solitari. Agli occhi di tutti sono dei perdenti, degli emarginati, ma aver fatto squadra li rende più coraggiosi. Sfrecciando in bicicletta tra i boschi circostanti, si sentono degli eroi: catturano ogni tipo di animale e, per dimostrarsi «uomini veri», arrivano perfino a torturare e ammazzare cani, galline e volpi. Ma le dinamiche di quel gruppo nascondo risvolti sconvolgenti. Un giorno, infatti, spinti dalle manipolazioni e dalla pazzia del loro carismatico capo, Fermo, decideranno di compiere la Caccia Suprema, quella di un essere umano. Da allora, da quel primo omicidio, si scatena una spirale di violenza sempre più grande, sempre più terribile, che piano piano coinvolgerà l’intera comunità, rivelando scenari inquietanti, fino alla comparsa di un altro Mostro, un terrificante serial killer. Quali sorti toccheranno agli abitanti di San Rodi?

Mirko G. Rauso
è nato a Capua nel 1992. Da sempre appassionato di scrittura, ha lavorato come sceneggiatore, concept developer, selezionatore e correttore di sceneggiature presso diverse case di produzione, realizzando pubblicità e cortometraggi presentati e premiati in varie occasioni, come il Festival internazionale del cinema di Berlino o durante l’Expo di Milano. Con Piccole anime folli fa il suo esordio presso Leone Editore.

Silvia Lodini presenta Alice non esiste

Martedì 25 giugno alle 18,00

Silvia Lodini

presenta
Alice non esiste
(BookTribu edizioni)

Interviene l'editore, Emilio Alessandro Manzotti

letture di Ornella Calvaruso

Alice è una ragazza di diciotto anni che ha uno strano rapporto con la famiglia, con gli amici, col fidanzato, persino con se stessa. Soffre di allucinazioni, a volte entra in stati di psicosi anche piuttosto lunghi. Sente la propria vita e il proprio amore pesare come un macigno sulle persone, si incolpa di un atto terribile che forse ha compiuto qualcun altro, quasi fino a cancellarsi. Si tratta di malattia mentale o c’è qualcosa che ha dimenticato?
Un tunnel lungo poche pagine di una storia in cui amore, amicizia e psiche assumono contorni poco definiti e si mescolano nel delirio.

Silvia Lodini
è laureata in Italianistica e scienze linguistiche, con tesi in psicolinguistica, e ha scritto cinque romanzi, vari racconti, alcune poesie.
Il suo romanzo d'esordio è "L’alfabeto della mente" vincitore della seconda edizione del concorso di Booktribu.

Enzo Cartapati presenta Il gerarca aviatore

Venerdì 21 giugno alle 18,00

Enzo Cartapati
presenta
Il gerarca aviatore.
Aristide Sarti (1917-1945). Entusiasmi e delusioni di un giovane fascista (editore Sometti)

interviene Rinaldo Falcioni,
docente presso l'Università Primo Levi

Enzo Cartapati ha ricostruito l'interessante biografia di Aristide Sarti, un fascista irregolare che non nasconderà la propria delusione verso il regime.

Nazionalista, educato nella scuola gentiliana e cresciuto in una fucina del regime qual era il Fascio bolognese, Aristide non esitava a esternare le sue posizioni ben poco allineate rispetto al movimento fascista e poi a quello repubblichino, schiacciato sulle posizioni filonaziste di Mussolini. Sarti credeva in un fascismo rivoluzionario, che non aveva fatto in tempo a vedere in azione, dal momento che l’anima modernista e futurista si era fatalmente esaurita con la svolta dittatoriale del duce, nell’estate 1926, in pieno caso Matteotti.
A quei tempi era solo uno scolaro delle elementari, ma da ventenne sarà più che altro giovanilista e patriota, in un regime ingessato e in una società nella quale i giovani servivano tutt’al più come carne da cannone, ma non avevano molto da comandare e ancora meno da decidere.
Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 non ebbe dubbi: il suo cuore e la sua vita erano dalla parte della Repubblica Sociale, che per lui restavano la Patria, quella per cui aveva dato la vita il fratello Luigi, abbattuto nel 1943, a Tunisi.

Sorpreso dall’8 settembre in convalescenza a Bologna, Sarti si ritroverà a fare anche il federale reggente, per 86 giorni. In questo periodo, nella fase iniziale si registrò il suo tentativo di avviare una riconciliazione impossibile con l’antifascismo. Non poteva che scontrarsi col radicalismo degli altri gerarchi, sebbene non esitasse ad esporsi, battibeccando nel congresso di Verona da posizioni che potevano essere considerate tout court di sinistra.
La repressione sanguinaria seguita all’assassinio del federale di Ferrara Igino Ghisellini lo vide in dissenso, dare le dimissioni ed avviare il ritorno al volo di guerra, sui Messerschmitt dell’aviazione repubblichina, per difendere le città del nord dalle fortezze volanti alleate, che seminavano morte e distruzione.

Si dice che il 2 aprile fosse anche riuscito ad abbattere un bombardiere Mitchell, prima di precipitare. Qualcuno azzardò un’ipotesi di azione kamikaze, che la famiglia però escluse. L’aereo cadde nel laghetto di Corte Baronina, dalle parti di Goito, andando in pezzi a contatto con l’acqua. Il velivolo e i resti del pilota affondarono nelle sabbie, dove i familiari decisero di lasciarli e tuttavia vollero costruire un monumento nei pressi, a ricordo del sacrificio di Aristide.

Va sottolineato che il lavoro non ha nessun intento revisionista. Semplicemente l'autore,  di antica militanza nel Pci e la cui identità politica è diametralmente opposta, ha voluto dare un contributo alla storiografia sul fascismo bolognese, attratto dalla personalità di un giovane nato alla fine di una guerra e morto alla fine di un’altra (il 2 aprile 1945, a soli 28 anni). Un fascista trasgressivo, che testimonia come anche da parte di chi non si dissociò passando alla lotta partigiana, l'adesione al fascismo fosse tutt'altro che acritica.

Maria Giulia Andretta e Marco Ciardi presentano Stregati dalla Luna.

Mercoledì 19 giugno alle 17,30

Maria Giulia Andretta e Marco Ciardi
presentano
Stregati dalla Luna.
Il sogno del volo spaziale da Jules Verne all'Apollo 11
(Carocci editore)

interviene Stefano Marcellini
(INAF Bologna, CERN Ginevra)

Per millenni gli uomini sono stati stregati dal fascino della Luna e hanno immaginato un’infinità di modi per raggiungerla. Il nuovo libro di Maria Giulia Andretta e Marco Ciardi ripercorre, con rigore scientifico ed in modo appassionante, la straordinaria storia della sua conquista, tra scienza e tecnica, fantasia e creatività, culminata 50 anni fa nello sbarco sulla superficie del nostro satellite: il famoso "grande balzo" di Neil Armstrong, compiuto a nome di tutta l'umanità.
«Gli storici hanno scelto due grandi eventi del passato per scandire i tempi della storia: la caduta dell’Impero romano nel 476 d.C., per l’inizio del Medioevo, e la scoperta dell’America il 12 ottobre del 1492, per l’inizio dell’età moderna.
Gli storici del futuro avranno due avvenimenti a disposizione per segnare l’inizio di una nuova era: il 6 agosto 1945 (la bomba atomica) e il 20 luglio 1969 (la conquista della Luna)». Piero Angela
 
Maria Giulia Andretta
ha conseguito un master in Comunicazione delle scienze all'Università di Padova e un dottorato di ricerca in Storia della scienza e delle tecniche all'Università di Bologna. Collabora con importanti enti e fondazioni, per i quali tiene conferenze, progetta attività didattiche e organizza eventi tematici

Marco Ciardi
insegna Storia della scienza e delle tecniche all'Università di Bologna. Ha all'attivo oltre duecento pubblicazioni, tra cui più di trenta volumi, in Italia e all'estero. Sue pubblicazioni più recenti: I segreti degli elementi. Mendeleev e l'invenzione del sistema periodico (Hoepli), Frankenstein. Il mito tra scienza e immaginario, Carocci, con Pier Luigi Gaspa, e Marie Curie. La signora dei mondi invisibili, Hoepli.



Giovanni Brighenti e Simonetta Botti presentano Mente & Cinema

Lunedì 17 giugno alle 18,00

Giovanni Brighenti e Simonetta Botti
presentano
Mente & Cinema
(Qudulibri)

Interviene Paola Tumminelli
(psichiatra e psicoterapeuta familiare)

Con questo testo, di intuitiva consultazione e agile lettura, gli ideatori intendono fornire uno strumento di aggiornamento e formazione per gli operatori impegnati sul delicato fronte del disagio mentale.
È presente una sezione dedicata alla compilazione di schede di approfondimento. La chiave di lettura, come si evince dal titolo, è la “rappresentazione filmica come metafora della malatta mentale”
“I film che sono raccolti in questo volume narrano appunto della malattia mentale. È un argomento estremamente importante: molti milioni di persone soffrono o hanno sofferto nella loro vita di una qualche forma di disturbo psichico. Si potrebbero prevenire alcune forme di malattie mentali croniche se un maggior numero di persone fosse consapevole dei sintomi delle malattie stesse. Purtroppo ora non è così.” (Da “Premessa teorico metodologica” di Giovanni Brighenti)
“Il processo che importava innescare quindi era quello di un riconoscimento che permettesse agli operatori di individuare gli aspetti di salienza e di trovare degli elementi di riconoscibilità del soggetto patologico riflettendo sulle modalità relazionali da scegliere. [...] Lʼobiettivo formativo dichiarato era quello di fare avviare riflessioni su una serie di aspetti su cui, nellʼagire quotidiano, non ci si sofferma con la sufficiente consapevolezza.” (Da “Il codice filmico come strumento di formazione e autoformazione” di Simonetta Botti)

Giovanni Brighenti
è psicologo, psicoterapeuta della famiglia, formatore, supervisore e autore. Da circa quindici anni si occupa di formazione e supervisione in ambito socio-sanitario, educativo e manageriale. Collabora stabilmente con diverse organizzazioni sia pubbliche che private che si occupano di disagio mentale e familiare e di formazione.

Simonetta Botti
è Responsabile del'Area minori, disabili e adulti di Consorzio blu, nonché Presidente del Comitato Tecnico Scientifico di Oasi Formazione. Esperta nella gestione delle utenze deboli e dei conflitti in situazioni complesse, progetta azioni formative a favore dei gruppi operativi, tra cui il percorso di autoformazione attraverso il mezzo filmico insieme al dott. Brighenti.


Tiziano Fusella presenta "Senza regole d'ingaggio"

Sabato 15 giugno alle 17,00

Tiziano Fusella
presenta
Senza regole d'ingaggio
(Eifis edizioni)

interviene il giornalista Marcello Crosara

Senza regole di ingaggio è un romanzo che mescola realtˆà e finzione: i personaggi sono frutto di fantasia, ma si muovono in un contesto dove la tecnologia sta prendendo il sopravvento, e la corsa agli armamenti usa gli stessi binari da cui passano le nostre informazioni; tutti episodi di cui l'autore parla negli articoli che scrive.
Il tema di fondo è la sorveglianza, che passa attraverso i nostri telefoni, computer, conti bancari, e anche dai droni.
I droni sono presi a simbolo del controllo in grado di superare i limiti che in passato consideravamo invalicabili. Così facendo dettano le nuove regole della geografia e dello spazio.
La prefazione del libro è affidata a Franco Farinelli, professore di Geografia a Bologna, tra i massimi esponenti del pensiero geografico.

La trama:
Il costruttore di droni Lorenzo Rimondi è obbligato a lasciare la sua officina quando i servizi segreti gli affidano un pericoloso incarico: sottrarre ai nordcoreani il prototipo di un drone che rischia di rendere obsolete le prestazioni dei più moderni velivoli in dotazione alle potenze occidentali. Lorenzo morirà in uno sfortunato incidente a Pyongyang. Un giornalista però non crede alla versione ufficiale dei fatti e indaga sulla missione di Lorenzo. A Londra incontrerà un agente segreto giapponese che faceva parte della spedizione in Corea.
Ricostruire l’accaduto sarà tutt’altro che facile: i servizi di mezzo mondo vogliono insabbiare la vicenda.

Tiziano Fusella,
giornalista, 39 anni, racconta gli Stati Uniti e l’Asia sulle pagine esteri del «Venerdì» di Repubblica. Collabora anche con «Panorama» e si occupa di Giappone. Si reca regolarmente a Tokyo dove risiede metà della sua famiglia.
Come autore ha esordito nel 2011 con il saggio Quando la polka si ballava chinata, Bacchilega editore. Nel 2014 il suo primo romanzo storico Fino all’ultimo passo.
Tiene conferenze e seminari sulla geografia presso l’Università di Bologna e altri istituti.
Vive e lavora a Bologna.

il booktrailer di Senza regole di ingaggio


gli autori della collana Black List (Lisciani editore) presentano i propri romanzi

Venerdì 14 giugno alle 18,00
gli autori della collana Black List (Lisciani editore)
presentano i propri romanzi:

Nicola Barca, Nessun amore è impossibile
Silvia di Giacomo, L'amico virtuale
Davide Di Lodovico, La fuga
Caterina Falconi, Shoefiti

Cristiano Catalini,

illustratore della collana, disegnerà per il pubblico intervenuto.
Dialoga con gli autori:
Gianluca Morozzi


Venerdì 14 festeggiamo una nuova uscita nel panorama editoriale, i Romanzi della Black List: una nuova collana imperniata sui generi noir, thriller, giallo, con storie divertenti e anche impertinenti. per il momento dedicate ai ragazzi ma destinate, con le pubblicazioni successive, ad allargarsi anche ad un pubblico più adulto.
Sono tutti accompagnati dalle illustrazioni di Cristiano Catalini, con le quali i testi dialogano e si intrecciano.

Saranno presenti 4 degli autori coinvolti nel progetto, per raccontarci i temi affrontati nei romanzi e a quali lettori si rivolgono, ecco il dettaglio:

Nessun amore è impossibile, di Nicola Barca
La misteriosa scomparsa di un professore scatena dubbi e sospetti tra studenti, docenti e genitori. La polizia indaga; anche Tina e altri compagni di scuola seguono tracce apparentemente scollegate. Chi è la ragazza che è stata vista con il professore poco prima che sparisse? Cosa contiene il manoscritto chiuso nella cassaforte della preside? E un medaglione può svelare più di quello che appare? Scopriremo se di questo labirinto di binari e cubicoli abbandonati un amore impossibile può essere la via d’uscita.
Nicola Barca, nato a Milano, si è laureato in Economia Aziendale alla Bocconi, si occupa di risorse umane e controllo di gestione. A febbraio 2017 è stata pubblicata la sua prima opera: Acerbo e altri racconti, Luoghinteriori Edizioni. Nel buio, settembre 2017, segna invece il suo esordio nella letteratura per ragazzi.

L'amico virtuale, di Silvia Di Giacomo
È estate nel periferico quartiere Cassio e Maya è sparita da tre giorni. Altre ragazzine prima di lei sono scomparse nel nulla. Martina, Tommy e Andrei cercano la loro amica, ma hanno un segreto: un cellulare misterioso e uno sconosciuto amico virtuale. E’ opera di un rapitore seriale? I segreti di Cassio verranno svelati? E Maya farà mai ritorno a casa?
Silvia Di Giacomo vive e lavora come gemmologa a Bologna. Esordisce nel 2015 con il racconto Autoritratto all’inferno pubblicato sull’antologia Cadute, edita da Fernandel. A ottobre 2017 esce il suo romanzo di esordio Lo stato di Dio, pubblicato da Foschi Editore. A gennaio 2018 partecipa all’antologia Tempo, pubblicata da Clown Bianco Editore. Sempre nel 2018 partecipa all’antologia Blu, Clown Bianco Editore.

La fuga, di Davide Di Ludovico
La storia racconta due figure, Patty e Maurice, il cui intreccio di destini costituirà (assieme alla musica rock) il filo conduttore del romanzo. Innamorati sin da giovanissimi e molto legati a seguito della prematura scomparsa dei genitori di lei, li troviamo dopo qualche anno e qualche pagina molto distanti, anche umanamente. Intanto altri personaggi entrano in scena i Bumday, gruppo rock del momento, guidati dal formidabile quanto tormentato frontman Martin Shine, e Stefan, amico di sempre di Maurice, nonché suo socio in affari. I due sono tra i più apprezzati fotoreporter musicali del mondo ma Stefan, per via del loro lavoro, deve essersi andato a ficcare in qualche grosso pasticcio…
Davide Di Lodovico è nato a Pescara nel 1968. Si occupa da anni di editoria, sia come autore che come editor; ha scritto numerosi testi, in prosa e in versi, sia per bambini che per adulti.

Shoefiti, di Caterina Falconi
Uno psicopatico che rapisce le nonne si aggira in un paese della campagna abruzzese. Firma i suoi crimini appendendo le pantofole delle vittime ai lampioni e ai cavi della luce. La polizia brancola nel buio. Ma i liceali Greta e Tanto decidono di investigare…
Caterina Falconi è laureata in Filosofia. È autrice di romanzi, racconti e testi per bambini. Per la Lisciani ha collaborato alla sceneggiatura del cartoon Carotina Super Bip e ha scritto, assieme a Gianluca Morozzi, E invece SÌ. 55 racconti di coraggio, di idee, di passioni, illustrato da Carmine Di Giandomenico.
Fa parte della collana anche Gli irregolari di Salita Sospiro, di Alessio Romano, amico della libreria che venerdì non riuscirà ad essere presente.



Mauro Boarelli presenta "Contro l'ideologia del merito" e Wolf Bukowski presenta "La buona educazione degli oppressi. Piccola storia del decoro"

Martedì 11 giugno alle 18,00 doppia presentazione

Mauro Boarelli
presenta
Contro l'ideologia del merito (edizioni Laterza)

Wolf Bukowski
presenta
La buona educazione degli oppressi. Piccola storia del decoro (edizioni Alegre)

Sono usciti da pochissimo due saggi uniti da un filo che li unisce: Contro l'ideologia del merito di Mauro Boarelli e La buona educazione degli oppressi, di Wolf Bukowski, hanno infatti il comune intento di leggere la realtà che ci circonda - quella italiana, e quella bolognese in particolare- e i cambiamenti sociali a cui stiamo assistendo.
Martedì l'occasione di sentire dialogare gli autori, in una presentazione incrociata che fornirà al pubblico lenti nuove con cui guardare ciò che ci sta intorno.

Il saggio di Mauro Boarelli, uscito per Laterza, parte dal concetto di merito. Cosa significa esattamente merito? Questa parola seducente mantiene ciò che promette? Oppure è una parola ambigua?
Il saggio affronta in modo organico il passaggio del merito da elemento morale (così come declinato ad esempio nella Costituzione italiana: vedi i famosi “capaci e meritevoli” dell’art. 34) a espressione apparentemente asettica del potere. Grattando la superficie, il merito mostra la sua vera natura: quella di una ideologia che sta trasformando la scuola, l’università, il sistema sanitario, la pubblica amministrazione, il mondo del lavoro nel nome della concorrenza e del mercato. In questo contesto, «le competenze giocano un ruolo determinante in questo processo di subordinazione alla visione del mondo economico, perchè spingono i sistemi educativi ad abbandonare la costruzione di saperi critici in favore dell'organizzazione di saperi strumentali».
Dietro al merito si nascondono questioni cruciali per comprendere il nostro tempo: Il concetto di cittadinanza è messo a rischio, e con esso il principio dell’uguaglianza sociale.

Mauro Boarelli
ha conseguito il dottorato di ricerca in Storia presso l’Istituto Universitario Europeo di Firenze. Vive e lavora a Bologna, dove si occupa di progettazione culturale presso un ente pubblico. Collabora con la rivista “Gli asini”. È autore di La fabbrica del passato. Autobiografie di militanti comunisti (1945-1956) (Feltrinelli 2007).

Wolf Bukowski, dopo due saggi dedicati al cibo e alla sua narrazione nella società ordierna, si è dedicato alla lettura dei cambiamenti sociali in corso nelle nostre città, e al modo in cui viene anche strumentalizzato, a prescindere dai dati reali.
È in corso da anni una guerra, combattuta tra le strade delle città, contro poveri, migranti, movimenti di protesta e marginalità sociali. Le sue armi sono decoro e sicurezza, categorie diventate centrali nella politica ma fatte della sostanza di cui son fatti i miti: Furio Jesi chiamava idee senza parole gli artifici retorici di questo tipo, con cui la cultura di destra vagheggia fantomatici «bei tempi andati» di una società armoniosa. Lo scopo è cancellare ogni riferimento di classe per delimitare un dentro e un fuori, in cui il conflitto non è tra sfruttati e sfruttatori ma tra noi e loro, gli esclusi, che nel neoliberismo competitivo da vittime diventano colpevoli: povero è chi non si è meritato la ricchezza. Il mendicante che chiede l’elemosina, il lavavetri ai semafori, il venditore ambulante, il rovistatore di cassonetti, dipinti come minacce al quieto vivere.

I dati smentiscono ogni affermazione ma non importa, la percezione conta più dei fatti: facendo appello a emozioni forti, come la paura, o semplificazioni estreme, come il «non ci sono i soldi» per le politiche sociali, lo scopo delle campagne securitarie diventa suscitare misure repressive per instillare paure e senso di minaccia. A essere perseguita non è la sicurezza sociale, di welfare e diritti, ma quella che dietro la sacra retorica del decoro assicura solo la difesa del privilegio. Sotto la maschera del bello vi è il ghigno della messa a reddito: garantire profitti e rendite tramite gentrificazione, turistificazione, cementificazione, foodificazione.

Wolf Bukowski ripercorre come l’adesione della sinistra a questi dogmi ha spalancato le porte all’egemonia della destra. Una perlustrazione dell’«abisso in cui, nel nome del decoro e di una versione pervertita della sicurezza, ci sono fioriere che contano come, e forse più, delle vite umane».
Perché sdraiarsi su una panchina sarebbe indecoroso e incivile? Perché una persona civilizzata non lo farebbe. E perché una persona civilizzata non lo farebbe? Perché è indecoroso e incivile. Tutte le apparenti spiegazioni si alimentano (e quindi si annullano) a vicenda, e il residuo che lasciano è solo la sagoma del noi che si arroga il diritto di scacciare loro, gli altri.

Wolf Bukowski

è guest blogger del sito dei Wu Ming, Giap, collabora con Internazionale ed è autore per Alegre di La danza delle mozzarelle (2015) e La santa crociata del porco (2017).




Maurizio Cardillo - Letture tratte dai Canti di Giacomo Leopardi

Venerdì 7 giugno alle 18,00

Un canto che s'udia per li sentieri

Letture tratte dai Canti di Giacomo Leopardi
ad opera degli allievi del corso di lettura ad alta voce di Maurizio Cardillo
 
Sono proprio di questi giorni le celebrazioni per i 200 anni dell'Infinito di Giacomo Leopardi, composto nella primavera del 1819, una poesia che è nel cuore di tutti.
In libreria in queste settimane abbiamo ospitato il laboratorio di arte e tecnica della lettura ad alta voce condotto dall'attore Maurizio Cardillo, incentrato questa volta proprio sui Canti di Giacomo Leopardi.
Venerdì avremo dunque la possibilità di riascoltare alcuni dei suoi versi immortali, grazie alla perizia dei bravissimi allievi del corso, che rileggeranno alcuni dei Canti, visti però con gli occhi della contemporaneità.
Una lettura che, tolta la polvere e le incrostazioni scolastiche dai canti di Leopardi, consente di ritrovare un poeta fiero, coraggioso, spesso ironico e agguerrito, tutt'altro che rassegnato.
 
I Canti di Leopardi: la poesia italiana che più di ogni altra si avvicina all’esperienza assoluta della musica. La sublime orecchiabilità dei versi leopardiani ci pone di fronte ad un miracolo letterario ed umano, un miracolo in cui la forma rivoluzionaria dei versi è un’unica cosa con gli espliciti eppure ammalianti contenuti.

“La sua forza sta nel farci percepire la presenza di una voce: si tratta di cose vere, veri sentimenti, vere gioie, vere disperazioni. Questo può avvenire grazie al modo tutto speciale di farci entrare nei meccanismi del suo formidabile colloquio interiore, di metterci a parte dell’intimità di sé con sé. … La musica dei versi fa da reagente a quella verità che è in noi”
(dall’introduzione di Stefano Dal Bianco a “Leopardi. Canti”)

Amedeo Ricucci presenta Cronache dal fronte. Parole e immagini

Mercoledì 5 giugno alle 18,00

Amedeo Ricucci

presenta
Cronache dal fronte.
Parole e immagini

(Castelvecchi)

ne discute con l'autore Michele Smargiassi
modera Michele Pompei
 
Mercoledì ospitiamo Amedeo Ricucci, giornalista Rai, che è stato inviato speciale di alcune dellle trasmissioni che hanno fatto la storia della RAI, ed era con Ilaria Alpi e Miran Hrovatin nel viaggio in Somalia che il 20 marzo del 1994 si concluse con l'uccisione della giornalista del TG 3 e del suo cameraman.
 
Da vent'anni inviato speciale del TG1, spesso sotto il fuoco continuo dei bombardamenti, Amedeo Ricucci racconta con coraggio i teatri di guerra e di disperazione del mondo: Algeria, Somalia, Bosnia, Ruanda, Liberia, Kosovo, Afghanistan, Libano, Iran, Iraq Palestina, Tunisia, Libia, Siria.
Cronache dal fronte ci racconta come sono nati e come sono costruiti i suoi reportage più importanti, ci parla della sua vita sempre in prima linea e riflette sui cambiamenti che stanno avvenendo nel giornalismo di guerra (un mestiere in via di estinzione?), sull'uso e l'abuso delle immagini, sulle fake news e sulla potenza della parola scritta. Sono pagine infuocate che ci catapultano in zone di confine dell'umano, dove i cieli sono di piombo e la vita fa fatica a farsi largo. La voce di questo straordinario reporter di guerra, però, ci insegna che a volte, almeno, la parola può farsi testimone ed essere portatrice di speranza.

Amedeo Ricucci
è giornalista Rai e inviato speciale del Tg1. Ha raccontato i principali conflitti e le crisi internazionali degli ultimi venticinque anni, ottenendo diversi riconoscimenti nazionali e internazionali, fra cui il Premio Ilaria Alpi (2001), il Premio speciale Amade del Festival de Télévision de Monte-Carlo (2016) e i Premi Cubavisión (2015), Giornalisti del Mediterraneo (2012 e 2015), L’anello debole (2018) e Il coraggio delle immagini (2018).
Presente al momento dell'uccisione del fotografo del Corriere della Sera Raffaele Ciriello avvenuta a Ramallah il 13 marzo 2002, ha pubblicato su questo episodio il libro La guerra in diretta- Iraq, Palestina, Afghanistan, Kosovo. Il volto nascosto dell'informazione televisiva.

Il suo blog è:
https://www.amedeoricucci.it/


 

Antonio Fusco presenta Alla fine del viaggio. Solitudine per il commissario Casabona

Martedì 4 giugno alle 18,00

Antonio Fusco

presenta
Alla fine del viaggio.
Solitudine per il commissario Casabona

(Giunti editore)

interviene Marilù Oliva
 
Con le sue inconfondibili atmosfere noir e i suoi personaggi ricchi di umanità, Antonio Fusco ci regala una storia dai risvolti oscuri e spiazzanti.
È la vigilia del palio di San Jacopo nella cittadina toscana di Valdenza, ma il commissario Casabona non è in vena di festeggiamenti: mentre sui tetti del centro storico esplodono i fuochi d’artificio, la moglie gli annuncia che sta per andarsene di casa. Un duro colpo per il commissario, che nonostante i problemi con Francesca non aveva mai pensato che il loro legame potesse davvero spezzarsi. Nemmeno il tempo di piangere la fine del suo matrimonio, che una telefonata lo richiama immediatamente al dovere: un uomo è stato ucciso da un treno in corsa. Un fatale incidente? Tutt’altro, visto che la vittima è stata legata a una sedia a rotelle e lasciata sui binari. Chi è quell’uomo che nessuno riesce a identificare? Perché l’assassino ha scelto un’esecuzione così plateale? Ed è solo una coincidenza che qualche anno prima, nello stesso luogo, un ragazzo sia stato travolto da un treno? Nella solitudine della sua casa ormai vuota, Casabona è tormentato dai dubbi. E mentre i primi indizi portano sulla strada della pedofilia, nuove morti inspiegabili arrivano a spazzare via ogni certezza. Come se ci fosse una regia occulta a spostare le pedine in campo. Qualcuno assetato di sangue e di vendetta. Qualcuno che viene dal passato, per regolare tutti i conti in sospeso...
«Restituirò tutto alla fine del viaggio, gli sguardi distratti che si lasciarono sfuggire l’essenza delle cose, le parole taciute che non diventeranno mai un ricordo.
Restituirò l’orgoglio che mi impedì di tornare e la coerenza che nascose tutte le altre strade che avrei potuto percorrere. Restituirò le opportunità mancate come biglietti non spesi e non ci sarà rimborso perché tutto va sempre in pari alla fine del viaggio.»
 
Antonio Fusco,
nato nel 1964 a Napoli, è funzionario nella Polizia di Stato e criminologo forense. Dal 2000 si occupa di indagini di polizia giudiziaria in Toscana.
 
Marilù Oliva
è una prolifica e brava scrittrice e un'amica della libreria.
Giovedì prossimo esce il suo nuovo romanzo, Musica sull'abisso, edito da Harper Collins, e non vediamo l'ora di leggerlo!
 


Gëzim Hajdari presenta la raccolta poetica Da eternità a stagione, di Wilson Harris

Lunedì 3 giugno alle 18,00

Gëzim Hajdari

presenta la raccolta poetica
Da eternità a stagione, di Wilson Harris
(Editore Ensemble, collana Erranze. Cura e traduzione di Andrea Gazzoni)
con la partecipazione di
Andrea Gazzoni
e Fulvio Pezzarossa.
 
Gëzim Hajdari è considerato uno dei maggiori poeti contemporanei, non solo della letteratura della migrazione, per sua opera vasta e multiforme che include scritture di viaggio e traduzioni. Albanese esule in Italia dal 1992, vive attualmente in Inghilterra. Per le romane Edizioni Ensemble dirige la collana di "poesia dei mondi" Erranze, di cui si presenta Da eternità a stagione di Wilson Harris con il curatore Andrea Gazzoni.
 
Filosofico e visionario, Da eternità a stagione è un libro in cui la memoria delle culture del vecchio e del Nuovo Mondo si deposita e rinasce, creolizzata ed estraniata. In un paesaggio equatoriale di foreste, fiumi, rocce e coste, la poesia di Wilson Harris legge le tracce di miti greci e amerindi, memorie di antiche migrazioni, cicatrici di schiavitù ed echi di violenze contemporanee. In un intrico di incerti confini, Harris esplora archetipi del bene e del male, della distruzione e della salvezza, articolando in un arazzo visionario il ritmo oscuro e luminoso delle vicende umane, il contrappunto di eternità e stagione. La rievocazione dei mitici eroi, da Ettore a Odisseo, da Calipso a Prometeo, accende una meditazione in versi sul mistero dell’umano.
 
Wilson Harris (1921-2018), guyanese naturalizzato britannico, è uno dei maestri della letteratura postcoloniale. La sua opera di narratore, poeta e saggista ha ottenuto numerosi riconoscimenti internazionali, tra cui il Premio Mondello. In Italia è stato tradotto il romanzo Il palazzo del pavone (Einaudi 1989), il primo della tetralogia The Guyana Quartet (1960-1963). Il suo ultimo romanzo è The Ghost of Memory (Faber 2006).

Andrea Gazzoni, studioso di letteratura comparata, ha pubblicato Epica dell’arcipelago (Le Lettere 2009), Poesia dell’esilio (Iannone 2010) e Pensiero caraibico (Ensemble 2016). Per Erranze ha tradotto Diritti di passaggio di Kamau Brathwaite (2014) e Dove le parole non si spezzano di Gémino Abad (2015).