Paolo Alberti e Gianluca Morozzi presentano L'ultima notte del carnevale estivo

Mercoledì 11 dicembre alle 18,00

Paolo Alberti e Gianluca Morozzi
presentano
L'ultima notte del carnevale estivo
(Bacchilega editore - collana Zero)

intervengono
Fabio Mundadori e Luca Occhi

Cinque ragazzi, l’estate, l’amicizia, i primi innamoramenti. E uno scherzo da orchestrare ai danni della compagnia rivale, gli odiati Duraniani. Nel 1989 la vacanza al mare di Leo, Ricky, Zorba, Alice e Stella sembra quella di sempre, con la festa del Carnevale estivo in cima ai loro pensieri di adolescenti che amano Dylan Dog e i Guns N’Roses. Ma lo scherzo, costruito con un’anima horror, si trasforma in orrore vero e proprio: quando un cadavere verrà trovato alle colonie di Doria Marittima, niente sarà più come prima. Trent’anni dopo, un matrimonio riunisce i vecchi amici nello stesso luogo, svelando successi, fallimenti, vecchi e nuovi amori. Il tormento sarà finito? O è solo la continuazione di una spirale che distrugge tutto e tutti?

Paolo Alberti è nato a Bologna nel 1971. Ha scritto con Gianluca Morozzi il romanzo Le avventure di zio Savoldi (Fernandel). In proprio ha pubblicato i romanzi: Sei caffè (Eumeswil), Anche gli orsi faranno la guerra (Rizzoli), Come quando fuori piove (Pendragon gLam). Ha pubblicato inoltre con l’editore Minerva due libri dedicati al mondo del calcio, Bologna soccer e Oltre la rete (con Dario Clementi).

Gianluca Morozzi
è nato a Bologna nel 1971. Ha pubblicato trentun romanzi e più di duecento racconti su riviste o antologie. Ha esordito nel 2001 con il romanzo Despero (Fernandel) e ha raggiunto il successo nel 2004 con Blackout (Guanda), da cui è stato tratto il film omonimo di Rigoberto Castaneda. Sempre per Guanda ha pubblicato, tra gli altri, L’era del porco, Colui che gli dei vogliono distruggere, Cicatrici, Chi non muore, Lo specchio nero. Dirige la collana gLam per l’editore Pendragon, per il quale ha pubblicato i romanzi L’uomo liscio e L’uomo liquido. Le sue ultime uscite sono Il vangelo del coyote (Mondadori), Gli annientatori (Tea) e Dracula ed io (Tea).




Dario Alfieri presenta Nel castello di Atlante

Martedì 10 dicembre alle 18,00

Dario Alfieri
presenta
Nel castello di Atlante
(Giraldi editore)

interviene Marilù Oliva
 

Carmine Colella è un venticinquenne di Caserta che giunge a Roma per partecipare a un programma televisivo pomeridiano; ma le sue ambizioni sono altre: studia alla facoltà di Lettere per poter entrare un giorno a far parte del mondo accademico, e vorrebbe anche fare l’artista e l’attore. Si tratta però di vaghe velleità, sogni che in un angolo riposto della sua mente sa che con tutta probabilità non riuscirà mai a realizzare.
Un giorno riceve la telefonata di un produttore cinematografico che lo colma di speranze, salvo poi scoprire di non essere riuscito ad attirare, grazie alle sue doti artistiche, le attenzioni proprio dell’uomo. La forte delusione e l’esplosione di frustrazioni stratificate lo porteranno a meditare propositi di vendetta. Con l’aiuto di improbabili cospiratori cercherà di mettere in pratica un’azione punitiva nella residenza del produttore, ma anche questa gli si ritorcerà contro.
Attorno al ragazzo ruotano una serie di personaggi: giovani, inesperti, velleitari come lui, incapaci di realizzare i propri propositi, un po’ per la loro inettitudine, un po’ per l’opposizione di altri personaggi più anziani, che, più o meno involontariamente, costituiscono un ostacolo, più che un aiuto o una guida.
Questa giostra di personaggi, spesso contraddittori e incoerenti, si muove in circolo aspirando a esperienze significative che però spesso si rivelano incolori e deludenti, così come la città che la ospita, Roma: vuota, indifferente e distante.
Ogni cosa in questo romanzo, ogni luogo, ha l’aspetto del castello incantato del Mago Atlante, in cui Orlando e gli altri cavalieri di Carlo Magno si aggirano alla ricerca di qualcosa che non troveranno mai; i loro desideri si materializzano davanti agli occhi solo per sparire poco dopo, rivelandosi solo illusioni.

Dario Alfieri,
modenese di nascita, insegna materie letterarie presso un istituto superiore di Bologna. E’ appassionato di letteratura, dall’estate in cui, ragazzino, legge La storia infinita. Da allora i libri non hanno mai smesso di suscitarne la curiosità, siano essi romanzi, sceneggiature, raccolte di novelle o saggi storici.

Assaf Gavron presenta Le diciotto frustate

Lunedì 9 dicembre alle 18,00

Assaf Gavron
presenta
Le diciotto frustate
(edizioni Giuntina)

Intervengono Giorgia Greco e Gabriele Rubini

Lunedì abbiamo il piacere di ospitare Assaf Gavron, in Italia per un breve tour per presentare il suo ultimo romanzo, Le diciotto frustate, uscito la scorsa settimana.
Nato nel 1968, Assaf Gavron ha pubblicato otto romanzi, imponendosi come una delle voci più originali di Israele, accanto a scrittori come Abraham Yehoshua, David Grossman ed Edgar Keret.
I suoi libri sono tradotti in tutto il mondo e acclamati da pubblico e critica. Gavron è anche il traduttore in ebraico di Philip Roth, Jonathan Safran Foer e molti scrittori contemporanei di lingua inglese.
Dopo aver vissuto a Londra, Vancouver e Berlino, oggi vive a Tel Aviv.
In Italia, i suoi libri sono pubblicati da Giuntina, la stessa casa editrice di Ayelet Gundar-Goshen, autrice di Svegliare i leoni.

Le diciotto frustate è un libro che possiede i ritmi incalzanti del giallo pur non essendolo affatto e vi unisce la leggerezza della sensualità alle fragili vicende di esseri umani vittime delle proprie passioni: «del resto cosa siamo se non una banda di ego feriti e bisognosi di cura ».

Due donne ebree e due ex soldati dell’esercito britannico si ritrovano a Tel Aviv dopo più di mezzo secolo. Giovanissimi erano stati amanti, ma le passioni a quanto pare non vengono mitigate dal tempo, al punto che quando, dopo una settimana, Edward O’Leary muore, ci sono troppi punti oscuri perché si possa pensare a un decesso naturale.
Lotte Pearl sale sul taxi che la porterà al cimitero per assistere al funerale del suo amante di un tempo con il cuore carico di ricordi e la paura di finire anche lei assassinata. Il tassista si chiama Eitan Einoch, detto Tanin. Mai amicizia fu più improbabile: un’anziana signora dai modi eleganti e un quarantenne divorziato, pugile per passione e tassista con velleità da investigatore. Eppure Tanin, insieme all’amico Bar, inizierà un’indagine che finirà per riportare alla luce una vicenda dimenticata avvenuta in uno dei periodi più delicati della storia dello Stato d’Israele, gli anni quaranta che segnarono il passaggio dal Mandato britannico all’Indipendenza. Per risolvere il caso e proteggere Lotte, Tanin non trascurerà nulla, nemmeno quei destini anonimi di cui la Storia si nutre e che travolge e nasconde.

Widmer Berni e Maria Longhena presentano Una nuova preistoria umana. Ipotesi inedite sull'origine della civiltà.

Domenica 8 dicembre alle 17,00

Widmer Berni e Maria Longhena
presentano
Una nuova preistoria umana.
Ipotesi inedite sull'origine della civiltà.
(Pendragon Edizioni)

Sono trascorsi circa cinquant'anni da quando Colin Renfrew affermava che le basi teoriche su cui abbiamo fondato lo studio della nostra preistoria non sono più sostenibili. L'ipotesi dell'origine kurganica nella famiglia indoeuropea, ad esempio, risulta oggi del tutto obsoleta, senza alcun sostegno né archeologico né mitologico né letterario. I testi scolastici rimangono però ancora prigionieri delle inutili e false interpretazioni sull'origine della civiltà. Con Una nuova preistoria umana gli autori esprimono il tentativo di aprire una via di interpretazione alternativa fondata su testimonianze concrete e supportate da molteplici documenti. Seguendo il filo conduttore di Haou Nebout - I popoli del mare, propongono un periplo attraverso culture e miti che affondano le radici in una preistoria "diversa" da come ci è stata presentata sino ad ora. I fondamenti di questa ricerca provengono dall'analisi di testi egizi sui quali era calato un velo oscuro: testimonianze incomprese, travisate, persino celate, quasi perdute, dalle quali emergono aspetti sorprendenti e troppo spesso dimenticati. Gli Egizi parlavano di una civiltà proveniente da un mondo di isole esterne al Mediterraneo che a causa di eventi disastrosi - provocati dalla caduta di un astro celeste nell'Oceano - si vide costretta, con i suoi numerosi popoli, a una migrazione di massa nel Mediterraneo. Gli Egizi li chiamavano Haou-Nebout, come le isole da cui provenivano. Con il 1200 a.C., anno dell'invasione dei Popoli del Mare, ha inizio il collasso dell'Era del Bronzo.

Widmer Berni
è da sempre appassionato studioso di antiche civiltà, collezionista e studioso di numismatica classica e civiltà precolombiane. Per Pendragon ha pubblicato anche Haou-Nebout, I popoli del mare.

Maria Longhena,
archeologa americanista, è laureata in storia antica presso l'Università di Bologna. Ha svolto attività di scavo e di ricerca nel campo delle civiltà maya e inca presso vari musei, in particolare i Musei Reali di Arte e di Storia di Bruxelles. Attualmente collabora con l'Università di Pisa nello studio di mummie peruviane e si occupa di ricerca sulla preistoria e sul megalitismo nel Mediterraneo.



Valerio Monteventi presenta Mala Brocca. Storie di ultimi e dignità

Mercoledì 4 dicembre alle 18,00

Valerio Monteventi
presenta
Mala Brocca.
Storie di ultimi e dignità
(Pendragon edizioni)

interviene Rudi Ghedini

Luigi "Luisìn" Malabrocca era il più giovane di sette fratelli, pescatore d'acqua dolce e corridore in bicicletta. Diventò famoso alla fine degli anni Quaranta per un record ciclistico "al contrario": si aggiudicò per due anni di seguito la maglia nera, quella che indossava l'ultimo della tappa. Vista la notorietà (e il premio in denaro) che ne derivava, da allora la sua missione da sportivo fu essere ultimo sempre, a ogni costo. A tale singolare figura d'atleta si è ispirato Valerio Monteventi nel raccogliere queste storie: storie di ultimi, di baracche, acque, fiumi e canali, di fughe ed espedienti per difendersi dalla miseria, ma anche di intellettuali, giornalisti e reporter che hanno puntato lo sguardo ai margini della società. A legare tra loro i dieci racconti (più uno), un filo rosso che corre lungo vent'anni di lotte per la dignità, a Bologna e altrove, in mezzo agli ultimi e a coloro che, nonostante i tempi, ancora si impegnano per costruire un mondo più giusto.

Nato nel 1954 a Bologna, città in cui vive, Valerio Monteventi è stato per undici anni operaio alla Ducati Moto e per venticinque il "pilone" in una squadra di rugby. A un esame dalla laurea, ha fatto scadere l'iscrizione a Giurisprudenza per dare vita, nel 1984, a una cooperativa editoriale che ha prodotto il giornale «Mongolfiera», una casa editrice e il quindicinale «Zero in condotta». Giornalista, dal 1993 al 2009, è stato consigliere comunale (indipendente) per Rifondazione comunista. Ultimamente è tornato a fare il metallurgico, in mezzo a giovani detenuti e maturi "maestri" della meccanica. Ha pubblicato Berretta Rossa. Storie di Bologna attraverso i centri sociali (con Serafino D'Onofrio, Pendragon 2011), Come si fa. Tecniche e prospettive di rivoluzione (con Bifo, Manni 2012), Ballate sediziose (Pendragon 2013), Ruggine, meccanica e libertà (Alegre 2018), Tosti e giusti (Pendragon 2018).

Luisa Damiano e Paul Dumouchel presentano Vivere con i robot. Saggio sull'empatia artificiale

Martedì 3 dicembre alle 17,30
Luisa Damiano e Paul Dumouchel
presentano
Vivere con i robot.
Saggio sull'empatia artificiale
(Raffaello Cortina)

interviene Francesco Bianchini
in collaborazione con l'Institut Français Italia


L'incontro è nell'ambito del ciclo di "Incontri italo-francesi sul mondo di domani 2019", a cura dell'Institut Français Italia, dedicato a Leonardo e che si sviluppa intorno al tema Mondo Macchina e Mondo Vivente.

Può un robot interagire con noi alla pari? Può riuscire a leggere i segnali sociali umani e rispondere in modo convincente? Può comunicare attraverso le emozioni? Uno dei settori emergenti dell’intelligenza artificiale, la robotica sociale, sta trasferendo queste domande dalla fantascienza alla ricerca teorica e applicativa. I robot prodotti da questa disciplina sono macchine ideate per interagire con gli umani in modi socialmente significativi, ricoprendo ruoli quali il mediatore nell’educazione, l’assistente ad personam o l’aiuto-infermiere.
Paul Dumouchel e Luisa Damiano propongono un’esplorazione filosofica delle frontiere odierne della robotica sociale, mettendone in luce i presupposti teorici e gli sviluppi sperimentali che aprono nuove strade per pensare la mente, la socialità e l’emozionalità umane. Percorrendo queste direttrici, gli autori entrano nel dibattito delle scienze della mente e dell’intelligenza artificiale, sviluppando un approccio innovativo alle sfide etiche imposte dal progetto di farci affiancare da partner sociali artificiali.

Luisa Damiano
insegna Filosofia della scienza presso l’Università degli Studi di Messina. Si occupa principalmente di filosofia della mente e delle scienze cognitive, filosofia delle scienze e delle tecnologie emergenti ed epistemologia delle scienze dell’artificiale.
Paul Dumouchel insegna Filosofia presso la Ritsumeikan University di Kyoto (Giappone). Le sue ricerche si rivolgono primariamente alla filosofia delle relazioni sociali, alla teoria delle emozioni e alla filosofia della scienza e della tecnologia.
Francesco Bianchini è professore associato presso il Dipartimento di Filosofia e Comunicazione. Svolge attività di ricerca nell'ambito della filosofia delle scienze cognitive e dell'intelligenza artificiale, occupandosi di tematiche epistemologiche connesse agli studi sulla mente.

Libroguerriero Party

Sabato 30 novembre dalle 18,00

Libroguerriero Party
11 anni dalla parte dei libri e delle donne
festa per gli 11 anni del blog Libroguerriero

Con la fondatrice Marilù Oliva saranno ospiti:
Alessia Gazzola, Romano De Marco, Gabriella Genisi, Antonio Fusco, Gianluca Morozzi, Patrizia Debicke, Dario Alfieri, Stefano Bonazzi, Alessandra Calanchi, Paolo Capponi, Piera Carroli, Nuela Celli, Milvia Comastri, Silvia Di Giacomo, Caterina Falconi, Giorgio Franceschelli, Valentina Grande, Claudio Guerra, Lorena Lusetti, Cristina Orlandi, Paolo Panzacchi, Davide Pappalardo, Paola Rambaldi, Sergio Rossi, Marco Valenti.
 

Oramai è una piacevole consuetudine. Per il terzo anno ospitiamo la festa di Libroguerriero, il blog di Marilù Oliva.
Un evento per celebrare la letteratura e chi la ama, con l'incontro di scrittori e di molti dei redattori che contribuiscono ad arricchire il blog.
Dalle 18, gli scrittori ospiti si alterneranno, raccontando la loro produzione più recente, e verranno assegnate, come lo scorso anno, le katane per i libri più "guerrieri"!

Libroguerriero parte nel novembre 2008 su Splinder, per iniziativa della fondatrice e caporedattrice Marilù Oliva e si trasferisce su WordPress il 22.11.2011. Nasce senza scopo di lucro e con un duplice intento: promuovere tutta la scrittura “che brucia” e divulgare la sua attività di scrittrice. L’idea di base è che la letteratura vada condivisa e inserita in un sistema ampio che abbracci le diverse manifestazioni e i differenti generi. Particolare attenzione viene data, oltre agli autori conosciuti, a quelli emergenti e alle donne.
Altre notizie sulla storia del blog e i componenti della redazione li trovate qui:

https://libroguerriero.wordpress.com/

Manuel Lambertini presenta Le stelle non stanno a guardare. I divi, L'umanitarismo e l'uso politico della celebrità.

Venerdì 29 novembre alle 18,00
Manuel Lambertini
presenta
Le stelle non stanno a guardare.
I divi, L'umanitarismo e l'uso politico della celebrità.

(Infinito edizioni)
intervengono il folosofo Stefano Bonaga e la giornalista Giorgia Olivieri.

Qual è la relazione tra lo star system e la sfera pubblica, inclusa la politica? Secondo questo brillante saggio, le star del cinema e della musica, di fronte alla progressiva desacralizzazione della figura del divo e all’impoverimento delle mitologie a essa collegate – anche a causa dell’irruzione sulla scena prima della televisione, poi dei social media –, hanno riconquistato parte del prestigio perduto mediante una rigenerazione narrativa giocatasi su un nuovo palcoscenico, quello della politica.
Nel libro si esaminano non solo le principali trasformazioni del rapporto tra lo star system e la sfera politica, con particolari riferimenti al cinema e alla musica, ma anche il tema dell’umanitarismo delle celebrità, analizzando lo storytelling sviluppato attorno alle attività filantropiche di stelle quali Danny Kaye, Audrey Hepburn, Bob Geldof, Bono Vox, Angelina Jolie e George Clooney.

Manuel Lambertini
è laureato in Studi internazionali presso l'Università di Bologna e in Mass Media e Politica presso il campus di Forlì dello stesso Ateneo.
Unisce l'interese per le scienze politiche e la sociologia a quelli per ilcinema, la canzone d'autore, il movimento beat, la storia mediorientale e la letteratura ispanica e latinoamericana.

Lorena Caottiere presenta Salvo imprevisti

Giovedì 28 novembre alle 17,30

Lorena Caottiere
presenta
Salvo imprevisti
(Oblomov edizioni)
interviene Emanuele Rosso
In collaborazione con BilBOlbul.


Giovedì Lorena Canottiere inaugura l'edizione 2019 di BilBOlbul, il festival internazionale del fumetto che animerà Bologna fino a domenica 1 dicembre con incontri, mostre, proiezioni, che quest'anno declinano il concetto di spaesamento.
Nel suo ultimo graphic novel, Salvo imprevisti (Oblomov, 2019), Lorena Canottiere intreccia storie di persone ed entità che hanno perso il senso della loro esistenza. Come si trova un significato senza più punti di riferimento? L’autrice ne discute con Emanuele Rosso.

"Salvo imprevisti" racconta un rovesciamento: un'intelligenza artificiale, un HomeBot programmata per la gestione di un appartamento, progressivamente si umanizza – comincia ad annoiarsi, a percepire una mancanza, a “sentire” desideri ed emozioni – mentre gli altri protagonisti della storia, al contrario, inseguendo i propri desideri e passioni, perdono man mano la capacità di comunicare con i propri simili, di sentirsi parte di un “corpo comune”.
Alle storie parallele di Liam e Marzia, un astrofisico che cerca segnali provenienti dal cosmo e una nerd di 14 anni che vive più sul web che nella realtà, si intreccia la vicenda storica della scrittrice Katherine Mansfield, nel 1915 in Costa Azzurra dopo la morte dell'amato fratello. Un libro sulla necessità della ricerca e dell'arte e il rischio dell'isolamento e dell'incomunicabilità.
Lorena Canottiere è al suo apice. Colpisce il segno espressivo, pastoso, e la tavolozza accesa e ricca, di potentissimo impatto visivo.

In collaborazione con Oblomov Edizioni

Lorena Canottiere è una fumettista e illustratrice. Ha lavorato per i maggiori editori italiani e pubblicato su “Mondo naif”, “ANIMAls” e il “Corrierino”. Nel gennaio 2018, è stata insignita del Premio Artemisia per il fumetto Verdad (Pubblicato da Coconino Press), con l'unanimità della giuria.Il suo ultimo libro è Salvo imprevisti (Oblomov, 2019).

Emanuele Rosso è un fumettista . Il suo ultimo libro è GOAT (Coconino Press – Fandango, 2019).


L'italia delle stragi. Le trame eversive nella ricostruzione dei magistrati protagonisti delle inchieste (1969-1980) a cura di Angelo Ventrone

Mercoledì 27 novembre alle 17,30

presentazione di
L'italia delle stragi.
Le trame eversive nella ricostruzione dei magistrati protagonisti delle inchieste (1969-1980)
a cura di Angelo Ventrone.
Con saggi di Piero Calogero, Leonardo Grassi, Claudio Nunziata, Giovanni Tamburino, Giuliano Turone, Vito Zincani, Gianpaolo Zorzi.
(Donzelli editore)

Saranno presenti gli autori
Claudio Nunziata (Le continuità del progetto stragista) e Leonardo Grassi (Il treno Italicus 4 agosto 1974)
Interviene Paolo Bolognesi, presidente dell'Associazione familiari delle vittime della stazione di Bologna del 2 agosto 1980.

Cinquant’anni fa, il 12 dicembre del 1969, la sorda detonazione di una bomba nella filiale milanese della Banca nazionale dell’Agricoltura inaugura in Italia un torbido e sanguinoso decennio. Un decennio destinato a chiudersi con l’altro boato micidiale del 2 agosto del 1980 alla stazione di Bologna. È l’Italia delle stragi, la cupa stagione in cui si succedono attentati con decine di morti innocenti, trame imbastite da gruppi neofascisti, depistaggi, indagini di polizia inquinate da omissioni e coperture, manovre golpiste tra gli alti gradi militari fomentate dall’intervento attivo di molte agenzie di spionaggio, italiane e straniere. Tra gli effetti di quella che da allora viene chiamata «strategia della tensione», ve n’è uno che dura ancora oggi.

L’immagine dominante che si ha di quel periodo, in vasti settori dell’opinione pubblica, è che si sia tuttora lontani dall’aver stabilito la verità e individuato, a tutti i livelli, i responsabili di quelle stragi. In realtà, le inchieste della magistratura si sono spinte molto più avanti di quanto non si sia riusciti a percepire. L’intento di questo volume è di descrivere, attraverso l’utilizzo della documentazione giudiziaria raccolta in mezzo secolo di indagini, e dando direttamente la parola ai magistrati che le hanno effettivamente condotte, la verità d’insieme che se ne ricava. Disponendo correttamente tutti gli elementi sul tappeto, si ottiene l’effetto di fare luce anche su molte delle residue zone d’ombra. Si è trattato di un lucido disegno eversivo di destabilizzazione degli assetti democratici della nostra Repubblica, perseguito da alcune organizzazioni neofasciste (in particolare Ordine Nuovo e Avanguardia Nazionale), entrate in contatto con importanti settori dei servizi italiani e internazionali, nel tentativo di strumentalizzarlo al fine di contrastare un presunto e persistente pericolo comunista. Quel disegno, alla fine, sarà sconfitto. L’Italia democratica, benché ferita, e certo pur tra mille contraddizioni ed errori, riuscirà a non farsi sopraffare dai suoi nemici. In un paese abituato a raccontare la propria storia in negativo – il Risorgimento incompiuto, la Vittoria mutilata, la Resistenza tradita, la Costituzione inattuata – è importante mostrare come allora, attraverso gli strumenti democratici, sia stato possibile resistere, e come oggi, attraverso una ricostruzione attenta e rigorosa, sia possibile sollevare il velo su quel torbido gioco di specchi.

In questo agile e importante volume, sulla base delle sentenze definitive, delle indagini degli organi inquirenti e degli atti delle Commissioni parlamentari, sono condensati la storia e il dramma delle varie stragi dovute ad attentati di organizzazioni fasciste, con 135 morti e circa 560 feriti.
E oggi, cosa c’è dietro la destra globale che mette in discussione i principi democratici?

Stefano Saviotti presenta La numerologia dell'oroscopo cinese

Sabato 23 novembre alle 17,00

Stefano Saviotti
presenta
La numerologia dell'oroscopo cinese.
Il Bagua dei 9 palazzi
(Pendragon editrice)
interviene Nino Iorfino

La bioenergetica tradizionale cinese è un sistema di conoscenze ancestrali raccolte, trasmesse e sviluppate soprattutto nell'ambito della scuola del dao, conosciuta in Occidente come taoismo. Le arti cinesi del cielo, della terra e dell'umano - ovvero del prevedere (yijing), dell'abitare (fengshui), della salute (medicina cinese), e del crescere interiormente (qigong) - si fondano su una visione complessiva e integrata del cosmo. Il bagua dei 9 palazzi è un sistema di lettura dei caratteri umani: un metodo numerologico con il quale si applicano i fondamenti della bioenergetica tradizionale cinese alla data di nascita, per descrivere le caratteristiche di base di qualunque persona. Esso dunque costituisce a tutti gli effetti un oroscopo che delinea la configurazione energetica presente al momento del primo respiro di una certa persona. Si desumono, così, le inclinazioni, le possibili carenze, le compatibilità di questo individuo con gli altri. Una vera e propria "astrologia energetica" che può rivelarsi preziosa nel cammino verso la conoscenza di sé.

Stefano Saviotti,
nato a Bologna, presidente alla fine degli anni Settanta della storica Radio Alice, dopo aver studiato la filosofia e le pratiche salutistiche indiane e giapponesi, si è avvicinato al mondo cinese. Con il professor Li Xiaoming dell'Università di Medicina ed Erboristeria di Pechino, ha conseguito i diplomi di massaggio, diagnostica, agopuntura e Qigong terapeutico. Da trent'anni, prima in proprio e poi per conto dell'associazione RuYi, di cui è fondatore e presidente, tiene corsi annuali e intensivi di taiji quan e qigong. Dopo aver compiuto la formazione triennale per mediatore familiare sistemico, conduce gruppi, sedute individuali e di coppia con il metodo delle costellazioni familiari. Svolge l'attività di terapeuta, proponendo percorsi di salute tramite la terapia corporea, il riequilibrio energetico della persona e dell'ambiente e la riconciliazione interiore. Con Pendrangon ha pubblicato Taoismo e filosofia della salute (2010), e Il teatro dell'anima (2017).

Sergio Parisini e Romano Treré presentano Spometi: il mio amico Dino Sarti

Venerdì 22 novembre alle 18,00

Sergio Parisini e Romano Treré
presentano
Spometi: il mio amico Dino Sarti
(Minerva edizioni)

interviene Paolo Francia.
Letture di Cristina Matta


«Dino è stato, seppure ormai adulti, uno dei grandi amici della mia vita. Di certo il poeta che ha saputo cogliere meglio di chiunque altro quel particolare aspetto della nostra identità definito un tempo “bolognesità”.  Pupi Avati

Sergio Parisini, musicista, direttore di orchestra e autore di questo libro, ci racconta gli anni di collaborazione artistica e di profonda amicizia con Dino Sarti, a dieci anni dalla scomparsa.
Dino, “l’ultimo chansonnier” come viene definito nell’epitaffio riportato sulla lapide, era l’amico di tutti i bolognesi. Grazie al suo atteggiamento positivo, al suo talento innovativo e ai suoi personaggi, portò le sue canzoni al successo, sdoganando ed esportando il dialetto bolognese non solo “fuori dalle mura”, ma anche in tutta Italia e oltre.

Il libro ripercorre con partecipazione trentacinque anni di carriera vissuti assieme con ottimismo e speranza, in perfetto equilibrio fra rapporto umano e professionale; dal loro primo fortuito incontro presso una casa discografica, agli indimenticabili successi del 14 agosto in piazza Maggiore a Bologna, appuntamento che divenne felice consuetudine per più di un decennio.

In verità c’è di che emozionarsi per queste vite intense, certo non prive di ostacoli, ma ricche di passione per la musica e la canzone, di successi strepitosi, di lunghe tournée in Italia e all’estero, ma anche di aneddoti divertenti e battute in dialetto bolognese che Dino non lesinava, memore delle sue origini e tipiche della sua città a cui era profondamente legato. Si narrano inoltre gli incontri con numerose celebrità, il rapporto d’amore intenso che legò Dino ad Angelika, sua compagna inseparabile, scomparsa cinque anni prima di lui.
La storia di una grande amicizia, di un artista talentuoso e volitivo, che mai dimenticò i propri esordi: di giorno operaio in fabbrica e la notte cantante nei night club.

Domenico Campanelli firma copie del suo libro La politica spirituale e la rivoluzione interiore

Giovedì 21 novembre dalle 15 alle 19,00

Domenico Campanelli
firma copie del suo libro
La politica spirituale e la rivoluzione interiore

(Europa edizioni)

«La vita umana è un lungo viaggio di apprendimento, un progressivo e lento “prendere coscienza”.»

La realtà che ci circonda appare molto spesso immutabile e spaventosamente incontrollabile. Recenti scoperte scientifiche, così come anche grandi tradizioni spirituali del passato, ci dimostrano invece quanto questo presente sia in fondo molto più vasto di quanto immaginiamo. Domenico Campanelli tratteggia argute e logiche linee di connessione tra fisica quantistica, storia, psicologia, filosofia politica, spiritualità e religione, con nettezza e precisione. Il suo saggio esplora le interconnessioni sottili, ma tangibili, che uniscono la realtà fisica al nostro processo interiore, erigendo un ponte tra la mente cosciente e incosciente, tra la razionalità e lo spirito, fornendo informazioni e approfondimenti determinanti per attraversare armonicamente il grande cambiamento sociale, culturale e ambientale a cui stiamo assistendo. Le sue parole, frutto di un lungo lavoro di introspezione, di ricerca e di studio, ci forniscono gli strumenti per comprendere il mondo e il suo funzionamento: solo attraverso tale comprensione potremo riprendere saldamente in mano il timone della nostra vita, imparando così ad influenzare la realtà in modo più profondo tramite il nostro operato. La chiave per una nuova conoscenza è in noi stessi: saper decifrare con precisione il presente che viviamo e le molteplici cause che lo determinano può aiutarci grandemente a percepire nuove vie, a migliorare come persone, può renderci strumenti attivi di una trasformazione positiva oggi sempre più necessaria per salvaguardare il futuro della civiltà.

Domenico Campanelli
(Cosenza, 1983) è laureato in Scienze Politiche, indirizzo culture e diritti umani. La sua inesauribile voglia di conoscenza lo porta negli anni in giro per il mondo: in Turchia, Iran, Pakistan, India, Balcani, Europa, Messico, Guatemala, Cile, Bolivia. Nei suoi viaggi studia le culture e le tradizioni di diversi paesi, comunicando attraverso i linguaggi universali della musica e del teatro, e perseguendo ideali umanitari. Musicista diplomato alla scuola di arti sceniche e circensi di Madrid, ha fondato nel 2008 con un gruppo di artisti una delle compagnie di circo teatro contemporaneo più note in Italia. Dal 2010 si trasferisce in Brasile per aderire a un progetto sociale per bambini disagiati a Bahia, e in questo periodo si dedica inoltre ad un approfondito studio del sé e delle discipline interiori, dei testi sacri e della psicologia. Tornato in Italia da pochi anni, si occupa attualmente di organizzare eventi culturali e artistici nella sua regione, di promuovere tecniche rivolte all’auto-conoscenza, e di diffondere propositi sociali e culturali attraverso la musica (è fondatore della band “Dharma music tribe”). “La politica spirituale e la rivoluzione interiore” (Europa Edizioni, 2019) è il suo esordio nella saggistica.

Maria Cristina Ruggieri presenta Veleggiata in acque torbide

Martedì 19 novembre alle 18,00

Maria Cristina Ruggieri
presenta
Veleggiata in acque torbide
(Panda edizioni)

Interviene Francesca Roversi Monaco

Un'allegra e sgangherata comitiva di turisti si ritrova in Croazia per una vacanza in barca a vela. Subito c'è qualche inghippo per partire: uno dei due skipper non si trova ed è in clamoroso ritardo. Ma una volta fatta la spesa in comune e salpata l'ancora, la spensieratezza la fa da padrona, e ci si gode la navigazione tra panorami splendidi e cene squisite, in barca e nei locali della costa. Tutto sembra procedere per il meglio, quando una serie di eventi ambigui comincia a far serpeggiare nella ciurma dei sospetti sull'andamento della veleggiata, quando al termine di un falò sulla spiaggia verrà trovata una di loro al buio, svenuta e con poi una fortissima emicrania. Come finirà questa veleggiata in acque sì limpide, ma allo stesso tempo inquietanti? Chi sarà il colpevole di loschi traffici da coprire? E la natura così incontaminata cosa risveglierà nelle coscienze dei viaggiatori, gioia o desiderio di annientamento?

Maria Cristina Ruggieri
collabora attualmente con Studio d’arte Interno 11 a Bologna. In passato è stata interprete, insegnante d’italiano per stranieri, programmatrice in una società di distribuzione parigina.
Dopo una laurea in Lettere Moderne, ha ottenuto il titolo di docteur en études cinématographiques et audiovisuelles all’università della Sorbonne Nouvelle, a Parigi, con una tesi intitolata: "Le vampire: origines folkloriques et transpositions cinématographiques", pubblicata in seguito in Francia (éditions ANRT, Lille, 2010).
È stata diversi anni redattrice per la rivista Cartedicinema e ha pubblicato una serie di articoli e saggi su argomenti inerenti al cinema.
Ha pubblicato nel 2016 Incompatibile per Edizioni Giorgione. Veleggiata in acque torbide è il suo secondo romanzo, Menzione d'Onore per la sezione PandaNoir al Premio Prunola 2019.

#BolognaElettrica il 18 novembre

#BolognaElettrica

Lunedì 18 novembre
alle 18,00
#BolognaElettrica:
letture per sostenere la libreria La Pecora Elettrica di Roma e riflettere sui recenti episodi di intolleranza che si stanno verificando.
 

Lunedì 18 novembre alle 18, in libreria, il nostro contributo a #BolognaElettrica, l'iniziativa delle librerie di Bologna e provincia per sostenere La Pecora Elettrica di Roma.
Da noi abbiamo pensato di proporre letture di brani significativi sull'importanza della cultura e dei luoghi del libro. Senza retorica, ma con molta convinzione.

Chi vorrà potrà leggere il proprio brano del cuore, per riflettere sull'essenzialità della lettura e della socialità, spesso date per scontate ma ultimamente messe in discussione, non da ultimo con l'incendio della cassetta dei libri messi a disposizione nel Parco Amendola, di Modena, lo scorso 10 novembre; gesto minore, ma dal forte valore simbolico.

Hanno dato la loro disponibilità gli scrittori amici:
Alessandro Berselli, Andrea Cotti, Gianluca Morozzi, Patrick Fogli, Davide Pappalardo, Sergio Rossi... e chiunque voglia unirsi.

Questo il manifesto di #BolognaElettrica:

La notte fra il 5 e il 6 novembre scorso a Roma un incendio ha distrutto la libreria indipendente La Pecora Elettrica che doveva inaugurare il 7 novembre, dopo esser stata distrutta da un altro incendio il 25 aprile scorso.

Incendi dolosi operati da sconosciuti. Da sconosciuti ignoranti e arroganti, spaventati dai libri come tutti gli ignoranti.

Mettiamoci tutti e tutte insieme senza smettere mai di credere che la cultura sia la soluzione, che le librerie sono e devono essere presidio di questa battaglia. Che le piazze, le città, i paesi, le vie abitate dalle librerie sono luoghi dove nessuno è mai solo e dove tutti sono accolti. Contro i nuovi fascisti, i vecchi razzisti, i perenni criminali vogliamo promuovere una giornata di solidarietà agli amici e lavoratori della libreria La Pecora Elettrica, e a quanti – con fatica, sorrisi e denti stretti – lavorano in mezzo ai libri credendoci sempre.

Il 18 novembre Bologna, e la sua Provincia, diventa Elettrica, promuovendo incontri, dibattiti, letture, nelle librerie di città e paesi del nostro territorio.

Le librerie che hanno aderito:

Trame Libreria Bookshop - Bologna
Libreria Ubik Irnerio - Bologna
Libreria Carta Bianca - Bazzano
Libreria Biblion - Granarolo dell'Emilia
Lèggere Leggére - Castelmaggiore
La confraternita dell'uva // Libreria - Cafè - Wine Bar - Bologna
Il Mosaico Libreria dei Ragazzi- Imola
SQuiLibrai - San Lazzaro di Savena
Kodama - libri per l'infanzia - Budrio
Libreria Arcobaleno Bazzano
La Casina delle Storie - Castiglione dei Pepoli
IGOR Libreria - Bologna

vi aspettiamo!
Cinzia, Manuela, Raffaella, Rita

letture dal vivo da Romeo e Giulietta di William Shakespeare

Sabato 16 novembre alle 17,30
letture dal vivo da Romeo e Giulietta di William Shakespeare.
Saggio conclusivo degli allievi del corso di arte e tecnica della lettura teatrale tenuto in libreria da Maurizio Cardillo.
con la musica dal vivo di Francesco Ricci al pianoforte


Sabato, venite ad immergervi nella meravigliosa attualità di William Shakespeare!
Si è appena concluso in libreria un laboratorio di lettura teatrale basato su una delle storie più famose di ogni tempo, Romeo e Giulietta. Un percorso dedicato a chi ha voluto toccare con mano l’intensità dell’immersione nel mondo dell’interpretazione.
La lettura teatrale è stata praticata come un meraviglioso e intenso gioco in cui ciascuno è stato chiamato a dar voce a personaggi, caratteri, ritmi, voci, emozioni.
Dialoghi, monologhi, scene corali sono il territorio nel quale le attitudini, il vissuto di ciascun partecipante sono entrati in relazione con la lingua meravigliosa di Shakespeare e la sua capacità di creare mondi, immagini, vibrazioni.

Romeo e Giulietta è un’opera ancora perfettamente viva e contemporanea.
Lontanissima dai cliché in cui spesso viene relegata dell’amore etereo, puro, disincarnato, gronda al contrario di passione, di sensualità.
Il tempo è il protagonista assoluto.
Il tempo della giovinezza e dell’amore.
Il tempo dell’odio, che fa risuonare i suoi sinistri passi anche oggi.
Il tempo della velocità, dell’azione, dei minuti che bruciano come una fiamma: la vicenda si svolge in soli cinque giorni.
Infine il tempo sfasato degli appuntamenti con l’amore: la morte apparente di Giulietta, quella vera di Romeo, il risveglio di lei proprio un momento dopo che il suo amante si è tolto la vita.
Restano nella memoria alcune delle parole più belle mai create dall’uomo, per bocca non soltanto dei protagonisti, ma anche di personaggi intensi e incredibilmente reali, come Mercuzio, la Balia, Frate Lorenzo e molti altri.

Luisa Sordillo presenta Voce di Sale

Venerdì 15 novembre alle 18,00

Luisa Sordillo
presenta
Voce di Sale
Un viaggio nel mondo dell'autismo
(Iacobelli editore)

interviene Paola Rambaldi

Un libro sull’autismo e in particolare, tra storie di amore e di amicizia, sull’effetto collaterale che produce quando scaraventa all’aria una famiglia: la solitudine. Una domanda, apparentemente innocua, buttata lì in una mattina qualunque da un bambino di 9 anni, Adriano, innesca un marasma di pensieri e riflessioni in sua madre, che ruzzola così tra i suoi ricordi. Il racconto traghetta il lettore dalla spensieratezza dell’adolescenza all’incontro con il grande amore e alla nascita dei figli, dall’ansia del sospetto al dolore della certezza: l’autismo del figlio. Ed è una rivoluzione all’interno della famiglia e fuori, uno scontrarsi con un mondo non ancora sufficientemente informato e pronto all’accoglienza. Una chiusura che spintona nell’angolo della solitudine, tra lacrime e rabbia. Perfino il marito non riesce a fronteggiare la situazione e, vilmente, si allontana. Gli incontri con una pittrice eclettica e il primo amore riconsegnano alla madre, Aurelia, gli strumenti per aprire un varco tra pregiudizi e disinformazione e soprattutto la spingono a corpose riflessioni e nuove consapevolezze. È in grado di amare suo figlio per quel che è e non per quello che avrebbe voluto che fosse. Un assioma, faticosamente conquistato, sovrasta tutti: l’autismo e l’autistico sono due entità differenti e mentre il primo si odia, l’altro si può riuscire ad amare.

Luisa Sordillo
nasce a San Severo, in provincia di Foggia, nel 1966. Eclettica, ama l’arte in ciascuna delle sue declinazioni, in particolare la musica, la lettura, la scrittura, la pittura e la poesia, alla quale si avvicina per caso, provando a mettere nero su bianco dei personali pensieri. Pubblica una silloge, Sincronia della sorellanza, insieme alla sorella Edvige (edizioni LietoColle). Avvocato e madre di tre figli, di cui uno con autismo. Voce di sale è la sua prima prova narrativa o, come ama definirla, il volo pindarico della sua esperienza nell’universo autismo.

Enrico Galiano presenta Più forte di ogni addio

Giovedì 14 novembre alle 17,30

Enrico Galiano
presenta
Più forte di ogni addio
(Garzanti editore)

ne parla con Gabriela Podobnich
evento in collaborazione con l'Associazione Genitori Rilassati

«È che ogni giorno che passa mi rendo conto che praticamente tutti avrebbero bisogno di coraggio. Glielo vedi negli occhi che hanno un progetto che non hanno ancora trovato il coraggio di realizzare, un ragazzo con cui non hanno trovato la forza di provarci o, come me, qualcosa da andare a dire a qualcuno, e che non ci sono mai riusciti.»

Enrico Galiano, libro dopo libro, è diventato l’idolo dei lettori. Nessuno come lui sa parlare agli adolescenti e agli adulti attraverso il linguaggio universale delle emozioni. Dopo il successo di Eppure cadiamo felici, esordio più venduto del 2017, e di Tutta la vita che vuoi, per mesi in classifica, torna con un romanzo che ci ricorda che ogni momento è importante. Soprattutto quello in cui dire alle persone che amiamo che cosa significano per noi. Bisogna farlo subito, senza aspettare.
È importante dire quello che si prova, sempre. È importante dirlo nel momento giusto. Perché, una volta passato potremmo non trovare più il coraggio di farlo. È quello che scoprono Michele e Nina quando si incontrano sul treno che li porta a scuola, nel loro ultimo anno di liceo. Nina sa che le raffiche di vento della vita possono essere troppo forti per una delicata orchidea come lei: deve proteggersi ed è per questo che stringe tra le dita la collanina che le ha regalato suo padre. Per Michele i colori, le parole, i gesti che lo circondano hanno un gusto sempre diverso dal giorno in cui, cinque anni prima, ha perso la vista. Quando sale sul treno e sente il profumo di Nina, qualcosa accade dentro di lui: non sa che cosa sia, ma sente che lo sta chiamando.

Enrico Galiano
è nato a Pordenone nel 1977. Insegnante in una scuola di periferia, ha creato la webserie Cose da prof, che ha superato i venti milioni di visualizzazioni su Facebook. Ha dato il via al movimento dei #poeteppisti, flashmob di studenti che imbrattano le città di poesie. Nel 2015 è stato inserito nella lista dei 100 migliori insegnanti d’Italia dal sito Masterprof.it. Il segreto di un buon insegnante per lui è: «Non ti ascoltano, se tu per primo non li ascolti». Ogni tanto prende la sua bicicletta e se ne va in giro per il mondo con uno zaino, una penna e tanta voglia di stupore. Il suo romanzo d’esordio, Eppure cadiamo felici, in corso di traduzione in tutta Europa, è stato il libro rivelazione del 2017 e ha vinto il Premio internazionale Città di Como come migliore opera prima e il Premio cultura mediterranea. Con Garzanti ha pubblicato anche Tutta la vita che vuoi (2018) e Più forte di ogni addio (2019) e Basta un attimo per tornare bambini in collaborazione con Sara Di Francescantonio.
Ogni giorno, durante il loro breve viaggio insieme, in un susseguirsi infinito di domande e risposte, fanno emergere l’uno nell’altra lo stesso senso di smarrimento. Michele insegna a Nina a non smettere di meravigliarsi ogni giorno. Nina insegna a Michele a non avere rimpianti, che bisogna sempre dare l’abbraccio e il bacio che vogliamo dare, dire le parole che non vediamo l’ora di pronunciare. Ma è proprio Nina, quando un ostacolo rischia di dividerli, a scegliere di non dire nulla. Di fronte al momento perfetto, quello in cui confessare che si sta innamorando, resta ferma. Lo lascia sfuggire. Nina e Michele dovranno lottare per imparare a cogliere l’istante che vola via veloce, come la vita, gli anni, il futuro. Dovranno crescere, ma senza dimenticare la magia dell’essere due ragazzi pieni di sogni.


Un professore stile "Attimo fuggente".
                                                              Massimo Gramellini
Enrico Galiano domina le classifiche dei libri più venduti entrando nel cuore dei lettori.
                                                              Il Gazzettino
Enrico Galiano racconta le emozioni, le paure, le speranze che accendono quel «pianeta lontano, traducibile come certe parole in lingua straniera» che sono gli adolescenti.
                                                              Ilaria Zaffino, Robinson - la Repubblica

Emanuele Termini presenta L'acqua alta e i denti del lupo

Mercoledì 13 novembre alle 18,00

Emanuele Termini
presenta
L'acqua alta e i denti del lupo
(Exorma edizioni)

Interviene Raffaele K. Salinari

Un viaggio indagine sulle tracce di Josif/Soso/Koba/David/Ivanovič/Bešosvili/Stalin.

Accadde nei primi mesi del 1907. Secondo la leggenda, l’allora ventinovenne Josif Vissarionovič Džugašvili (il futuro Stalin) soggiornò nella laguna veneta, ospite dei mechitaristi del Monastero di San Lazzaro degli Armeni. Le delicate implicazioni rispetto al futuro del Partito che guidò la Rivoluzione Russa del 1917, furono il motivo per cui quel viaggio doveva rimanere segreto.
Negli anni Cinquanta il giornalista italiano Gustavo Traglia, forse troppo presto per la Storia, cercò di scoprire le motivazioni che portarono il leader bolscevico in Europa ma la pubblicazione delle sue ricerche fu ostacolata.

Oggi, a oltre cinquant'anni dal lavoro di Traglia con questo libro Emanuele Termini riprende a frugare nel passato del giovane anarchico georgiano. Indaga, insegue le tracce e i tanti pseudonimi che Josif dissemina lungo il suo cammino, accede all’archivio di Traglia, incontra persone che prima di lui hanno raccolto indizi, rintraccia le fonti, e passo dopo passo scopre che si tratta di fatti realmente accaduti.

Il viaggio che Stalin compie passando da Venezia per raggiungere Berlino, e Lenin, ha un che di rocambolesco, davvero ai limiti della leggenda: infatti prima si imbarca come clandestino nella sala macchine di un cargo che trasporta grano da Odessa fino ad Ancona, poi con l’aiuto degli anarchici anconetani arriva a Venezia e si presenta alla soglia del monastero di San Lazzaro degli Armeni da dove poi infine si allontana clandestinamente per riapparire a Londra qualche mese dopo.
A rendere però più che plausibile questo viaggio, ecco l'intervista di Emil Ludwig nel 1931 al Segretario generale del Partito comunista dell’Unione Sovietica al Cremlino, riportata nel testo di Termini.
«Diverse furono le domande scomode che Ludwig rivolse al dittatore e quando gli chiese un parere in merito “all’amore tipicamente tedesco per l’ordine, più sviluppato dell’amore per la libertà”, Stalin rispose con un aneddoto vissuto in prima persona: “Quando nel 1907 mi capitò di trovarmi a Berlino...»

Emanuele Termini, inseguendo Stalin scopre e descrive anche alcuni degli angoli più belli di Venezia; una città dove ancora oggi, a più di cento anni da quell’inverno del 1907, quando si dice Bepi del Giasso si parla di Josif Vissarionovič Džugašvili: Stalin.

Emanuele Termini è nato, vive e lavora in Friuli Venezia Giulia. Si è laureato in Lettere all’Università degli Studi di Udine. Questo è il suo esordio letterario.

Filippo Scòzzari a Villa Paradiso Bologna in collaborazione con Libreria Ubik Irnerio

Per questo sabato 9 novembre 
vi invitiamo a prendere in considerazione anche l'incontro con Filippo Scòzzari organizzato dagli amici di Villa Paradiso, e a cui collaboriamo (con entusiasmo): dalle 18 l'incontro con Filippo, che presenta "Lassù no", la bellissima edizione antologica appena uscita per Coconino Press, e che sarà in vendita per l'occasione; e a seguire una serata unica di musica con esponenti degli Skiantos e dei Gaznevada, da non perdere!


Francesca Borghi presenta Quattro personaggi in cerca d'amore

Sabato 9 novembre alle 17,00

Francesca Borghi
presenta
Quattro personaggi in cerca d'amore
(Ianieri edizioni)

Perché alcuni uomini tradiscono e certe donne non li lasciano? Perché alcune donne, che non riescono per anni a innamorarsi, all’improvviso cadono nella trappola di un uomo plurifidanzato o sposato con prole? Perché alcune relazioni risultano a lungo stabili e funzionali, mentre altre naufragano non appena iniziate?
A partire da queste domande legate a situazioni comuni, in Quattro personaggi in cerca d’amore confluisce la ventennale ricerca di Francesca Borghi sulle dinamiche che determinano i rapporti di coppia, iniziata quando qualcuno le disse: «Non stare male per gli uomini, piuttosto studiali». Venticinque anni di esperienza professionale che l’hanno portata a comprendere e a rivelare che c’è sempre una logica inconscia che guida l’attrazione tra un uomo e una donna, anche quella più imprevedibile e apparentemente irrazionale. E che, soprattutto, si può lavorare su questa logica per rendere sane anche quelle relazioni altrimenti fonte di sofferenze e conflitti.
Per fare accrescere questa consapevolezza in ogni lettore, nel libro sono presenti test per l’autodiagnosi del proprio personaggio e delle relative convinzioni inconsce e per l’individuazione del personaggio del partner, oltre a indicazioni, visualizzazioni e metafore per riuscire a uscire dalla gabbia dei propri personaggi. Strumenti per conoscersi, comprendersi e vivere più felici.

«Usate questo libro, saliteci sopra come se fosse una lunga scala, e cominciate a farvi nuove domande a cui dare nuove risposte.»

Francesca Borghi,
romana, psicologa psicoterapeuta di coppia e familiare, ipnoterapeuta, da anni tiene corsi sulle relazioni e sull’ipnosi. È ideatrice del metodo dell’Orizzonte degli Eventi che permette di utilizzare le metafore trasmesse da storie, visualizzazioni, ipnosi, per modificare le convinzioni inconsce limitanti e creare convinzioni di libertà modificando dinamiche disfunzionali.

Carola Frediani presenta Fuori Controllo

Venerdì 8 novembre alle 18,00

Carola Frediani
presenta
Fuori Controllo
(Venipedia editrice)
Intervengono Marco Trotta e Daniele Barbieri (blogger ed esperto di fantascienze)

In un'Italia spostata un po' nel futuro, segnata da attentati, leggi d'emergenza, controlli delle comunicazioni, carceri speciali - ma per il resto un Paese molto simile a quello in cui viviamo oggi - un improbabile trio di hacktivisti "bucano" due ministeri, prelevando dati top secret. Tra cui alcuni documenti che sembrano alludere a un misterioso programma di sorveglianza. Mentre la polizia è già sulle loro tracce, decidono di coinvolgere un giornalista precario, vedovo, padre di due bambini, per cercare di capire quello che hanno fra le mani. E l'uomo a sua volta chiede aiuto a una donna che nel passato aveva già attraversato una vicenda simile, pagandone il fio. Ma mentre si dispiega l'indagine di questo anomalo gruppo per arrivare a una qualche verità, i suoi singoli membri vengono progressivamente braccati. E le loro strade finiscono con l'incrociare quelle di politici, poliziotti, agenti dei servizi, imprenditori, hacker, vecchi amici. «Di chi mi posso fidare?» sarà la domanda che dovranno porsi continuamente. Ma trovare la risposta non sarà facile.

Carola Frediani
è cybersecurity awareness manager per un importante rivenditore online. Nel 2010 ha cofondato l’agenzia Effecinque. Ha scritto di nuove tecnologie, cultura digitale, privacy, e hacking per L'Espresso, Wired, Corriere della Sera, Sky.it, Il Secolo XIX, DailyDot, TechPresident, Motherboard. Dal 2016 al 2018 ha lavorato per La Stampa, prima come social media editor poi al desk inchieste.
Ha scritto Dentro Anonymous. Viaggio nelle legioni dei cyberattivisti (Informant, 2012), Deep web. La rete oltre Google - personaggi, storie e luoghi dell'internet profonda (Quintadicopertina, 2014) ed è stata coautrice di Attacco ai pirati. L'affondamento di Hacking Team: tutti i segreti del datagate italiano (La Stampa - 40k, 2015). Il suo ultimo libro è Guerre di rete (Laterza, 2017).

Zap & Ida presentano il loro nuovo libro L'uomo del fiume

Giovedì 7 novembre dalle 10 alle 18,00

sotto il portico della libreria

Zap & Ida
presentano il loro nuovo libro
L'uomo del fiume
(MnM Print edizioni)

Eccoci nuovamente all'annuale appuntamento con Zap & Ida, che presentano la loro nuova fatica editoriale alla loro maniera: sotto il portico della libreria, durante tutta la giornata, raccontando L'uomo del fiume (ma anche tutti i loro libri precedenti...), e disegnando in diretta una dedica per chi volesse acquistarlo.
Chi è l'uomo del fiume?
Un ragazzo della Bassa che scopre il Po può essere travolto dal suo respiro selvaggio, ma se vi penetra guidato dall’«uomo del fiume», tutto si rivela per quello che è: vita, bellezza, forza, amicizia. Ora l’autore che è stato quel ragazzo ci racconta, con uno stile narrativo diretto e ironico, come ha potuto apprendere l’arte di vivere sull’acqua da uno di quei personaggi del fiume che non ci sono più. Lo fa anche attraverso le immagini disegnate col suo inconfondibile stile. Questa volta, però, non stanno lì per farci ridere delle miserie umane, ma per dirci che il mondo senza tempo del fiume vive ancora dentro di noi.

Zap & Ida
vivono a due passi da via Indipendenza, a Bologna, e non hanno bisogno di presentazioni. Mitici e originali intrattenitori, scrittori e fini umoristi sino ai giorni più recenti e sino al midollo, alla fine degli anni 90 decidono di lanciare lo Zapparelli, un vaccabolario umoristico chiaramente ispirato per assonanza allo Zingarelli. Che non hanno inteso derubare, ma semmai idealmente parafrasarlo, proponendo le proprie incredibili interpretazioni a oltre 3500 termini arricchite da immagini altrettanto esilaranti, segnando un’epoca. Ora lo Zapparelli è diventato il Wikibolario, dato che oggi la prima risposta alle nostre ricerche la dà Wikipedia e non più lo Zingarelli.
Altro filone è quello dei gialli con protagonista Amareno Fabbri, commissario capo alla questura di Bologna e protagonista già di svariati libri.
Zap è famoso per esser capace in soli 30 secondi di tradurre in vignetta qualsiasi tema gli venga proposto: hobby, lavoro, sport, segno zodiacale ecc..., praticamente una dedica ‘ad personam‘ che rende unico ogni loro libro quando, con Ida, va per librerie a presentarlo.