"HAIRTHERAPY CAPELLI...EMOZIONI DELL'ANIMA" di MONICA COCCONI e MAURO BEGGI

MERCOLEDI' 9 DICEMBRE ore 18,00

MONICA COCCONI e MAURO BEGGI
presentano
"HAIRTHERAPY
CAPELLI...EMOZIONI DELL'ANIMA"
(Edizioni Socialmente)

Interviene ANDREA FERRARI

Mercoledi' 9 dicembre vi invitiamo ad un incontro di tutto relax, una parentesi prima di tuffarsi nel caos che precede, per tutti, il Natale.

"Hairtherapy" e' un manuale-racconto che vuole diffondere anche ad un pubblico di non addetti ai lavori un nuovo concetto di cura dei capelli. Non piu' soltanto la applicazione di una idea estetica astratta, ma la ricerca della soluzione piu' adatta per ogni personalita', attingendo anche dal vissuto della persona che si rivolge allo specialista di questa nuova disciplina, l'hair-therapist.

Un percorso dunque che va oltre il vecchio concetto di parrucchiere, per ricercare la personalita' della cliente e donarle una identita' estetica nella quale possa riconoscersi totalmente. Un'immagine dalla quale sentirsi, finalmente, del tutto rappresentata. Dunque rispetto per la personalita' della cliente e della sua storia, e cura della persona oltre che dei suoi capelli.
Tutto questo e' compendiato in questo libro curioso ed originale, che ci verra' presentato mercoledi' dagli autori, con l'intervento di Andrea Ferrari, consulente di marketing.

MONICA COCCONI
e' nata nel 1964 a Reggio Emilia, dove vive e lavora come albergatrice. Ha frequentato l'Universita' a Bologna e scrive da sempre, anche se non ne ha ancora fatto una vera professione.

MAURO BEGGI
e' nato a Reggio Emilia, dove vive e lavora come hair stylist da oltre vent'anni. Le sue esperienze professionali sono innumerevoli e si sono sviluppate in molte parti del mondo in cui ha compiuto ricerche e seminari.










"DARK CIRCUS" di Stefano Fantelli e "NERO PROFONDO" di Antonio Tentori

SABATO 5 DICEMBRE ore 17,00
una doppia presentazione

STEFANO FANTELLI presenta
"DARK CIRCUS",
ANTONIO TENTORI presenta
"NERO PROFONDO"
(entrambi CutUp edizioni, collana Strade Perdute)

Durante l'incontro performance teatrale a cura di KATIA LA GALANTE e proiezione del trailer del nuovo film di ANTONIO TENTORI

Un viaggio nel mondo del gotico, attraverso due delle voci piu' originali che stanno emergendo nel panorama editoriale.

Stefano Fantelli ha al suo attivo piu' di cento pubblicazioni, apparse su numerose riviste ed antologie con diversi editori. Noi, tempo fa, lo abbiamo ospitato per presentare "Alla fine della notte", romanzo pubblicato con Mobydick e dopo tanta strada torna a trovarci per questa sua nuova opera.

Sabato, oltre ai libri, verra' presentata una performance teatrale a cura di Katia La Galante con Alice Fosfori su sceneggiatura di Stefano Fantelli.

Antonio Tentori proporra' la proiezione del trailer del suo nuovo film e della piece teatrale "Morte e 9 euro e mezzo", di Stefano Fantelli.
Un sabato all'insegna della contaminazione dei generi, cui partecipera' anche il direttore editoriale della collana Strade Perdute di CutUp, Fabio Nardini.


















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"ZEFIRA" di GIOACCHINO CRIACO

VENERDI' 4 DICEMBRE ore 18,00

GIOACCHINO CRIACO
presenta
"ZEFIRA"
(Rubbettino editore)

Ne discute con l'autore
LUIGI FRANCO
direttore editoriale di Rubbettino editore

Zefira, un noir mozzafiato che non racconta una realta' sconosciuta. Al contrario, Gioacchino Criaco, calabrese di Africo, racconta la realta' della sua terra e del suo popolo senza denigrarli. Conduce un viaggio dall'interno, accostandosi al mondo criminale da "persona informata sui fatti". Non da studioso, giornalista, antropologo, dunque. Ma da chi non ha bisogno di guide o interpreti per capire quello che si sa da sempre, abitando li' e non tappandosi occhi e orecchie.
Dunque, ecco che Criaco racconta attraverso il romanzo cio' di cui e' testimone ogni giorno.

La trama
Nella Calabria Ionica l'atmosfera spessa da eterna domenica pomeriggio viene squarciata da un crimine clamoroso. Gli avvenimenti incalzano senza tregua, e niente e' come sempre, nulla e' scontato. Politici, magistrati, poliziotti, mafiosi, uomini di chiesa e delle istituzioni popolano un verminaio inestricabile, mentre le ovvieta' e le incertezze si sgretolano triturate dai complicati meccanismi del potere locale. Luca Rustici e' un poliziotto milanese giunto in citta' a mettere ordine e rincorre le verita' vagando fra accadimenti lontani e cronache recenti, nobili e soldati, mitologia e realta'. In una corsa a perdifiato senza traguardo, come sa chi vive a Zefira.

GIOACCHINO CRIACO
e' nato e vive ad Africo, cuore storico dell'Aspromonte. E' una voce che da' voce a chi, in Aspromonte, e' protagonista del male che imperversa, ma di quel male e' piu' vittima che carnefice.
















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La classifica dei libri più venduti della settimana alla Libreria Irnerio

1) FABIO VOLO
"Il tempo che vorrei", Mondadori

2) ERRI DE LUCA
"Il peso della farfalla", Feltrinelli

3) ANTONELLA BECCARIA, SIMONA MAMMANO
"Attentato imminente", Stampa Alternativa

4) SERGIO ROSSI
"L'immaginazione e il potere. Gli anni Settanta tra fumetto, satira e politica", Rizzoli

5) DANILA COMASTRI MONTANARI
"Mors tua", Hobby & Work

"L'ALMANACCO DEI CINNI" di Claudio Bolognini

MERCOLEDI' 2 DICEMBRE ore 18,00

"L'ALMANACCO DEI CINNI"
di Claudio Bolognini

interverranno
Antonio
Faeti e Fausto Carpani
(Minerva Edizioni)

Il volume e' impreziosito dalle traduzioni in dialetto bolognese di FAUSTO CARPANI e LUIGI LEPRI e dalle immagini di WALTER BREVEGLIERI.

Ecco un libro che ci riporta ad un tempo che sembra ormai fiabesco, quello della Bologna degli anni Cinquanta e Sessanta.
"L'almanacco dei cinni" e' una sorta di abbecedario illustrato, che, dalla A alla Z rievoca svaghi e modi di dire e di vivere di allora: cerbottane e zoppa galletto, coperchini e favole.
E per dare maggiore sapore al racconto, la versione in dialetto bolognese di due indiscussi maestri, Fausto Carpani e Luigi Lepri.

Mercoledi' prossimo alla libreria Irnerio una deliziosa "Madeleine" di Claudio Bolognini , un atto d'amore non banale per Bologna.

Per descriverlo, niente di meglio della prefazione che Antonio Faeti fa all'opera:

UNA STORIA SEGRETA - DI ANTONIO FAETI

Non tutti possiamo avere avuto una nonna che ci preparava preziose tisane, una mamma che ci parlava di madame de Lafayette, una straordinaria domestica perfino capace di scrivere un bel libro su di noi e di procurarci squisiti biscottini alsaziani adatti a far fiorire i ricordi perfino nella testa
dello smemorato di Collegno, non tutti, dunque, siamo simili al signor Proust, quello dei sette volumi pieni di memorie. Però, come Marcel poteva contare su due "parti", ovvero due universi, due tipi di esistenze, anche
io, nel mio piccolo, ho avuto due mondi, e li ho ancora perché, se ne ho voglia, io posso andare dalla parte di via San Felice oppure dalla parte di via Orfeo, ovvero ripercorrere la strada in cui sono nato oppure quella in cui ho trascorso l¹infanzia e l'adolescenza. Però d'ora in avanti, quando sarò indeciso tra la parte di Swann o quella di Guermantes, io avrò comunque sempre con me il libro di Bolognini.

E' un libro così delizioso, così sognante, così colto e gentile da rammentare non solo quanti hanno elogiato la memoria, come Marcel, ma anche quanti hanno ricordato le virtù della leggerezza, come Calvino.
E, nel dire che è piacevole come ben pochi testi di oggi, nell'affermare che, leggendolo, si è presi da un incantesimo ben difficile da decifrare, non si deve però sottovalutare l'importanza oggettiva che il libro davvero possiede perché è un testo indispensabile a chi intenda davvero occuparsi di storia dell'infanzia. E allora si lascia Proust per accostarsi a Bertold Brecht, al poeta che, in una sua memorabile poesia si chiedeva non i nomi dei re e dei generali, ma quelli dei cuochi e dei muratori.

Anche oggi, dopo tanti libri belli e preziosi, la storia dell'infanzia è purtroppo ancora affidata al succedersi di mode, di tendenze, di velleità, di capricci. E' sempre giusto usare, come benissimo fa Bolognini, un raffinato "metodo indiziario" che procede con cautela, con acuto senso della misura.
Brandelli di gomma, onnipresenti reperti di fil di ferro, annunci rari di una plastica di là da venire, stoffe, sensazioni, microstoria dell'igiene, paure, fantasie, condizionamenti, vocazioni: tutto rivive nelle pagine del paziente ricercatore che, restando poeta, ha voluto però darsi anche un metodo.

Si tratta, qui, sempre di cogliere un vero pretesto dilatandone sempre la
presenza dell'immaginario. Così una piccola ferita spinge a rammentare come
ci si potesse lavare saltuariamente, la descrizione dei presupposti di una
confessione fa riflettere su una sessualità che è già post-freudiana anche
se rammenta il concilio di Trento.
Non solo per la stupenda sonorità del nostro dialetto, fatto poeticamente
rivivere da due studiosi artisti, non solo per il reperimento di tracce e di
allusioni, ma per una specie di sottaciuta storia segreta che si disvela a
chi possiede le chiavi di decifrazione, è poi Bologna, la protagonista
autentica di questi deliziosi frammenti. Lei, con il suo mistero di luci e
ombre, di piazzette, chiese, portici, mura, negozi, osterie, ha abbracciato,
motivato, accolto queste grida festose, queste astuzie bambine, queste
ribalderie intrise di Rito e volte a guardare il Mito.

Un libro, quindi, su Bologna, ma non come quelli da falsa coscienza di chi
non sa e fa finta di sapere. Un libro degno del poeta Domenico Gnoli che
interroga i sepolcri dei bambini nel Foro Romano, e chiede cosa sanno di
Cesari e Imperatori, ma i morti rispondono: noi amavamo solo i nostri
giochi. (A. Faeti)

Con una presentazione cosi', non possiamo che attendere, ammirati e curiosi, mercoledi' pomeriggio.

Vi aspettiamo!
Cinzia, Manuela, Raffaella, Rita.















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