Sabato 24 febbraio alle 17,00
CRISTIAN GRASSILLI e GASPARE PALMIERI
presentano
"NEUROPSICANTRIA INFANTILE. Manuale cantato di psicopatologia dell'età evolutiva"
(Edizioni La Meridiana)
interviene la Dott.ssa Giulia Magnani
Sabato un incontro che raccomandiamo caldamente a chiunque si interessi
di psicologia, psichiatria infantile, musica, gioco con le parole...
perchè in "Neuropsicantria infantile" tutto questo si mescola, dando
vita ad un'alchimia bellissima.
“non elogiate il pensiero che è
sempre più raro / non indicate per loro una via conosciuta, / ma se
proprio volete, insegnate soltanto / la magia della vita” cantava
Giorgio Gaber nel suo ultimo disco “Io non mi sento italiano”. E non è
un caso che Gaspare Palmieri (in arte Gappa psichiatra e cantautore) e
Cristian Grassilli (psicoterapeuta, musicoterapeuta e cantautore)
abbiano scelto questa citazione in apertura del libro che completa il
nuovo disco “Neuropsicantria Infantile” a nome Psicantria.
“Neuropsicantria
Infantile” raccoglie diciassette canzoni sui disturbi psicologici e
relazionali dei bambini, scritte co
n la perizia cantautorale di chi sa plasmare parole e musica unendo
precisione clinica, poesia e leggerezza. Ad ogni traccia corrisponde un
capitolo del libro dal titolo omonimo, scritto da alcuni colleghi dei
due psicosongwriters.
Dopo aver già pubblicato due lavori
dedicati al mondo degli adulti (“Psicantria – manuale di psicopatologia
cantata”, 2011, e “Psicantria della vita quotidiana”, 2014) ed essere
stati i coautori di una canzone nell'ultimo disco di Francesco Guccini
(“Notti”), Palmieri e Grassilli raccontano questa volte storie – che a
tratti commuovono e a tratti fanno sorridere – di malattia e di
guarigione, di cura e presa in carico, di collaborazione e di lavoro di
equipe, dove i protagonisti sono figli e nipoti coinvolti nelle più
svariate situazioni. La maggior parte dei brani è rivolta agli adulti,
mentre tre pezzi conclusivi (“Mondo meraviglia”, “Dario il veterinario
”, “Il babbone pasticcione”) sono rivolti ai bambini. Ogni traccia
però, spiegano i due, “ha una funzione psicoeducativa in quanto veicola,
attraverso il racconto musicato, concetti e informazioni legati alla
sfera psicologica e relazionale.”
L'ispirazione è tutta rivolta
al cantautorato più classico di De Andrè, Capossela, Gaber, Guccini,
dedicando grande attenzione ai testi, vista anche la delicatezza di
certi temi, come l’autismo (“Il mio fratellino”) e l’abuso (“Orco
zio”). Non mancano però canzoni più ironiche (“Pinocchio DSA”,
“Stornello della separansione”, “Ninna nanna dei contrari”) che aiutano a
sdrammatizzare situazioni complesse e a trattare tematiche delicate con
leggerezza, magari sfatando il mito del genitore perfetto (“Il Babbone
pasticcione”) o suggerendo che Pinocchio non era un somaro ma un alunno
con d
ifficoltà di apprendimento (“Pinocchio DSA”). I generi si muovono dal
folk al pop, passando per la musica araba e africana, gli stornelli
romani di “Stornello Della Separansione”, la bossa nova, le ballad
pianoforte e archi, il blues di una “Maternity Blues” che è anche il
nome di una patologia che può colpire le neomamme, o ancora il rock di
“Simone Tartaglione” scritta insieme al cantautore e logopedista Alberto
Bertoli.
“Ma la vera intuizione, da parte di Palmieri e di
Grassilli, è che la musica, meglio, la canzone, sia un mezzo fantastico,
a poco prezzo, per creare empatia, per suscitare partecipazione: sono
pronto a scommettere che queste canzoni, orecchiabili, a volte persino
ballabili, riuscirebbero a muovere emozioni anche in chi non fosse
particolarmente interessato ad indagare la condizione esistenziale
propria ed altrui”
(Francesco Guccini)
FABIO MUNDADORI presenta "OMBRE DI VETRO. Bologna non muore mai"
FABIO MUNDADORI
presenta
"OMBRE DI VETRO. Bologna non muore mai"
(Damnster edizioni, collana Comma 21)
letture di DEBORA POMETTI,
accompagnata da ROMANO ROMANI
intervengono LUCA OCCHI e CHIARA DE MAGISTRIS
Mercoledì tornano a trovarci Fabio Mundadori e il suo personaggio, il giovane ispettore Cesare Naldi.
Fabio ci presenterà in anteprima assoluta li suo nuovo giallo, "Ombre di vetro", ambientato come sempre a Bologna. Ecco la storia:
1986.
In una Bologna anc ora segnata dalle stragi, un killer seriale sfida la polizia e il giovane ispettore Naldi uccidendo secondo il proprio feroce rituale.
Oggi.
Mammana è tornato.
O forse no.
Toccherà di nuovo a Cesare Naldi indagare, fino a dipanare un rebus dalla soluzione raccapricciante.
FABIO MUNDADORI è nato a Bologna ma oggi vive a Latina dove si occupa di sicurezza informatica.
Scrive di giallo, thriller, fantascienza e horror dando più volte prova di amare la contaminazione tra generi. Vince nel 2008 il concorso di racconti Giallolatino e nel 2011 il Garfagnana in giallo.
Esordisce con l’antologia di racconti Io sono Dorian Dum (Ego edizioni 2010) seguito dal thriller dai risvolti horror ambientato nella campagna emiliana Occhi Viola (Ego edizioni 2012). Tra il 2006 e il 2014 pubblica vari racconti in diverse antologie. Dal 2012 presiede la giuria del premio Garfagnana in giallo per la sezione libri editi. Nel 2016 ha pubblicato Dove s corre il male, Damster.
"IL MIO CUORE INTERMINABILE" Letture da Pablo Neruda, a cura degli allievi del laboratorio di lettura ad alta voce condotto da MAURIZIO CARDILLO
Sabato 17 febbraio alle 17,30
"IL MIO CUORE INTERMINABILE"
Letture da Pablo Neruda, a cura degli allievi del laboratorio di lettura ad alta voce condotto da MAURIZIO CARDILLO
Sabato 17 alle 17,30 la poesia in libreria, ad alta voce.
Assisteremo infatti al saggio conclusivo di "IL MIO CUORE INTERMINABILE.
Leggere la poesia di Pablo Neruda", laboratorio di arte e tecnica della lettura ad alta voce condotto da MAURIZIO CARDILLO.
Pablo Neruda è stato definito da Gabriel Garcia Marquez “Il più grande poeta del ventesimo secolo, in qualsiasi lingua".
I suoi temi prediletti sono l’amore sensuale e spirituale, la realtà degli oppressi e dei diseredati di tutto il mondo, la natura, ma anche gli oggetti umili e silenziosi che usiamo tutti i giorni, spesso ignari della loro bellezza.
I suoi versi semplici eppure vibranti trasmettono una visione del mondo ricca di incanto e amore per la giustizia, nella quale ciascuno si può riconoscere.
Neruda, per il quale “la poesia è un atto d’amore” scolpisce nelle sue liriche immagini indimenticabili. Il suo sentimento del mondo è colorato da tinte drammatiche, sempre illuminate però dall’amore per la vita; i suoi versi, come scrisse Garcia Lorca, “sembrano scritti, più che con l’inchiostro, con il sangue”.
Sabato pomeriggio avremo la possibilità di coglierne appieno la musicalità e la potenza dei versi, grazie alla lettura ad alta voce degli allievi del laboratorio di
lettura di Maurizio Cardillo che - chi li ha già sentiti lo sa - sanno restituire una lettura sempre più carica di senso e significato.
"IL MIO CUORE INTERMINABILE"
Letture da Pablo Neruda, a cura degli allievi del laboratorio di lettura ad alta voce condotto da MAURIZIO CARDILLO
Sabato 17 alle 17,30 la poesia in libreria, ad alta voce.
Assisteremo infatti al saggio conclusivo di "IL MIO CUORE INTERMINABILE.
Leggere la poesia di Pablo Neruda", laboratorio di arte e tecnica della lettura ad alta voce condotto da MAURIZIO CARDILLO.
Pablo Neruda è stato definito da Gabriel Garcia Marquez “Il più grande poeta del ventesimo secolo, in qualsiasi lingua".
I suoi temi prediletti sono l’amore sensuale e spirituale, la realtà degli oppressi e dei diseredati di tutto il mondo, la natura, ma anche gli oggetti umili e silenziosi che usiamo tutti i giorni, spesso ignari della loro bellezza.
I suoi versi semplici eppure vibranti trasmettono una visione del mondo ricca di incanto e amore per la giustizia, nella quale ciascuno si può riconoscere.
Neruda, per il quale “la poesia è un atto d’amore” scolpisce nelle sue liriche immagini indimenticabili. Il suo sentimento del mondo è colorato da tinte drammatiche, sempre illuminate però dall’amore per la vita; i suoi versi, come scrisse Garcia Lorca, “sembrano scritti, più che con l’inchiostro, con il sangue”.
Sabato pomeriggio avremo la possibilità di coglierne appieno la musicalità e la potenza dei versi, grazie alla lettura ad alta voce degli allievi del laboratorio di
lettura di Maurizio Cardillo che - chi li ha già sentiti lo sa - sanno restituire una lettura sempre più carica di senso e significato.
ELENA MUSTI presenta il laboratorio di lettura "Parola di mamma e papà", rivolto ad adulti interessati alla lettura per bambini.
Mercoledì 14 febbraio alle 18,00
ELENA MUSTI
presenta il laboratorio di lettura
"Parola di mamma e papà", rivolto ad adulti interessati alla lettura per bambini.
Mercoledì 14 alle 18 incontriamo Elena Musti, che ci presenta il laboratorio PAROLA DI MAMMA E PAPA', un laboratorio di lettura ad alta voce di libri per bambini rivolto a genitori, nonni, insegnanti
Elena Musti illustrerà i contenuti e l'articolazione del laboratorio, che avrà inizio mercoledì 28 febbraio e si protrarrà fino al 21 marzo, dalle 20 alle 22 con cadenza settimanale.
ELENA MUSTI
presenta il laboratorio di lettura
"Parola di mamma e papà", rivolto ad adulti interessati alla lettura per bambini.
Mercoledì 14 alle 18 incontriamo Elena Musti, che ci presenta il laboratorio PAROLA DI MAMMA E PAPA', un laboratorio di lettura ad alta voce di libri per bambini rivolto a genitori, nonni, insegnanti
Elena Musti illustrerà i contenuti e l'articolazione del laboratorio, che avrà inizio mercoledì 28 febbraio e si protrarrà fino al 21 marzo, dalle 20 alle 22 con cadenza settimanale.
ALESSANDRO GUIDI presenta "I SETTE PECCATI CAPITALI NELLA SOCIETA' ATTUALE.
Venerdì 16 febbraio alle 18,00
ALESSANDRO GUIDI
presenta
"I SETTE PECCATI CAPITALI NELLA SOCIETA' ATTUALE. I comportamenti dell'uomo alla luce della psicanalisi"
(edizioni ETS)
intervengono
STEFANO CIFIELLO (psicologo)
PAOLO PATUELLI (sociologo)
Venerdì 16 Alessandro Guidi ci proporrà una preziosa lettura contemporanea di quelli che conosciamo come i sette peccati capitali elaborati laicamente partendo dalla domanda che Freud si pose negli anni ’30 sul futuro dell’umanità (quindi della massa) come insieme di soggetti nevrotici assoggettati dalla lotta interiore tra Eros e Thanatos, ma passando per L’etica della psicoanalisi di Lacan in cui è compresa la questione teologica del peccato.
Il Discorso del Capitalista, in cui oggi la psicoanalisi si trova a operare, è organizzato in modo tale da ostacolare la cura e la cultura psicoanalitica rendendo, q uindi, inefficace l’inconscio del soggetto mosso da uno smarrimento angoscioso di fronte a una scelta o di fronte al paradosso nel quale è implicato il cambiamento del soggetto stesso, senza essere però soggetto del cambiamento.
Si vedrà come i peccati capitali sono la realizzazione di questo paradosso.
Occuparsi dei peccati capitali da un punto di vista Etico ha permesso di mettere sul divano analitico la massa, ovvero il soggetto disagiato della Civiltà di cui parla Freud prendendo in esame non il patologico, ma il “normale massificato” come l’insieme di individui che si comportano secondo la struttura perversa come teorizzata da Lacan partendo dalla pulsione di morte di Freud.
Con questa lettura risulta evidente come ogni manifestazione quotidiana possa essere carica di un peccato capitale in quanto agita nel movimento qui definito “dell’imbustamento” che non lascia scampo al soggetto moderno che comme tte un crimine contro il proprio desiderio.
La salvezza del soggetto non sarà conoscere l’Io, ma conoscere ciò che non si conosce: ovvero affrontare la propria paura di desiderare.
Alessandro Guidi è uno psicoterapeuta di formazione psicoanalitico-lacaniana; è direttore del Centro di Ascolto e Orientamento Psicoanalitico di Pistoia e membro di “Praxis, Associazione del Forum del Campo lacaniano”. Ha diretto per Borla la collana “Talking Cure” pubblicando i seguenti volumi: Il rischio e la chiacchera [1992]; Contributi della clinica psicoanalitica alla funzione paterna [1994]; Marx, Freud e Lacan [1999]. Dirige per la Clinamen la collana “Fort-da”, nel cui ambito ha curato il volume Agalma. La logica del desiderio [2000]; Psicoanalisi e religione [2005]; Forme della clinica. Tra psicoanalisi e psicoterapia. A cura di Alessandro Guidi [2007]. Per l’editore Maria Pacini Fazi con Giovanna Cardini dirig e la collana “I ritratti di Edipo” di cui è stato pubblicato il primo volume L’arte come eccesso. La pittura di Vincent Van Gogh [2013]. Ha pubblicato, inoltre, il Manuale di Counseling - L’ascolto a Orientamento Psicoanalitico [2004] ed ha curato il primo Dizionario di Counseling ad Orientamento Psicoanalitico [2010] per l’edizioni Clinamen.
Paolo Patuelli (sociologo) e Stefano Cifiello (psicologo) appartengono entrambi all'associazione "Legami Sociali- Associazione per la ricerca, la clinica, la consulenza ad orientamento psicoanalitico" (www.legamisociali.com).
ALESSANDRO GUIDI
presenta
"I SETTE PECCATI CAPITALI NELLA SOCIETA' ATTUALE. I comportamenti dell'uomo alla luce della psicanalisi"
(edizioni ETS)
intervengono
STEFANO CIFIELLO (psicologo)
PAOLO PATUELLI (sociologo)
Venerdì 16 Alessandro Guidi ci proporrà una preziosa lettura contemporanea di quelli che conosciamo come i sette peccati capitali elaborati laicamente partendo dalla domanda che Freud si pose negli anni ’30 sul futuro dell’umanità (quindi della massa) come insieme di soggetti nevrotici assoggettati dalla lotta interiore tra Eros e Thanatos, ma passando per L’etica della psicoanalisi di Lacan in cui è compresa la questione teologica del peccato.
Il Discorso del Capitalista, in cui oggi la psicoanalisi si trova a operare, è organizzato in modo tale da ostacolare la cura e la cultura psicoanalitica rendendo, q uindi, inefficace l’inconscio del soggetto mosso da uno smarrimento angoscioso di fronte a una scelta o di fronte al paradosso nel quale è implicato il cambiamento del soggetto stesso, senza essere però soggetto del cambiamento.
Si vedrà come i peccati capitali sono la realizzazione di questo paradosso.
Occuparsi dei peccati capitali da un punto di vista Etico ha permesso di mettere sul divano analitico la massa, ovvero il soggetto disagiato della Civiltà di cui parla Freud prendendo in esame non il patologico, ma il “normale massificato” come l’insieme di individui che si comportano secondo la struttura perversa come teorizzata da Lacan partendo dalla pulsione di morte di Freud.
Con questa lettura risulta evidente come ogni manifestazione quotidiana possa essere carica di un peccato capitale in quanto agita nel movimento qui definito “dell’imbustamento” che non lascia scampo al soggetto moderno che comme tte un crimine contro il proprio desiderio.
La salvezza del soggetto non sarà conoscere l’Io, ma conoscere ciò che non si conosce: ovvero affrontare la propria paura di desiderare.
Alessandro Guidi è uno psicoterapeuta di formazione psicoanalitico-lacaniana; è direttore del Centro di Ascolto e Orientamento Psicoanalitico di Pistoia e membro di “Praxis, Associazione del Forum del Campo lacaniano”. Ha diretto per Borla la collana “Talking Cure” pubblicando i seguenti volumi: Il rischio e la chiacchera [1992]; Contributi della clinica psicoanalitica alla funzione paterna [1994]; Marx, Freud e Lacan [1999]. Dirige per la Clinamen la collana “Fort-da”, nel cui ambito ha curato il volume Agalma. La logica del desiderio [2000]; Psicoanalisi e religione [2005]; Forme della clinica. Tra psicoanalisi e psicoterapia. A cura di Alessandro Guidi [2007]. Per l’editore Maria Pacini Fazi con Giovanna Cardini dirig e la collana “I ritratti di Edipo” di cui è stato pubblicato il primo volume L’arte come eccesso. La pittura di Vincent Van Gogh [2013]. Ha pubblicato, inoltre, il Manuale di Counseling - L’ascolto a Orientamento Psicoanalitico [2004] ed ha curato il primo Dizionario di Counseling ad Orientamento Psicoanalitico [2010] per l’edizioni Clinamen.
Paolo Patuelli (sociologo) e Stefano Cifiello (psicologo) appartengono entrambi all'associazione "Legami Sociali- Associazione per la ricerca, la clinica, la consulenza ad orientamento psicoanalitico" (www.legamisociali.com).
GIUSEPPE SCANDURRA presenta "BOLOGNA CHE CAMBIA. Quattro studi etnografici su una città"
Lunedì 12 gennaio alle 17,00
GIUSEPPE SCANDURRA
presenta
"BOLOGNA CHE CAMBIA. Quattro studi etnografici su una città"
(edizioni Junior)
interviene MATILDE CALLARI GALLI
coordina BRUNO RICCIO
Lunedì 12 verrà presentato l'interessante saggio di Giuseppe Scandurra, "Bologna che cambia", frutto di dieci anni di ricerca su Bologna, città in cui l’autore vive dal 2004 facendo coincidere la sua vita quotidiana urbana con la sua pratica etnografica.
Al centro del libro c’è una città e soprattutto cosa questa rappresenta per i suoi abitanti. Una questione interessante per lo stesso autore che bolognese non è e che si chiede, a distanza di più di dieci anni, se lo diventerà mai. Oggetto di questi scritti è il rapporto con la città di Bologna di un gruppo di persone senza fissa dimora che dormono alla Bolognina (2004-2 006); le pratiche di vita quotidiana di un gruppo di ragazzi di origine straniera che si allenano in una palestra di boxe nella prima periferia bolognese (2007-2010); lo spazio pubblico di Piazza Verdi, ovvero il centro storico della città (2008-2011); un gruppo di ultras del Bologna calcio, i loro immaginari e i loro bisogni (2012-2015). I quattro saggi qui raccolti, in parte inediti, in parte ripensati e riscritti rispetto alla loro versione originale, sono utili all’autore per comporre un unico grande mosaico al fine di rispondere a una domanda che risposte, da un punto di vista scientifico, probabilmente non ha: “Che cosa è Bologna?”
GIUSEPPE SCANDURRA Insegna antropologia culturale e della comunicazione presso il dipartimento di studi umanistici dell’università di Ferrara. È il direttore del Laboratorio di studi urbani dell’università di Ferrara e fa parte del
gruppo di studio transdisciplinare Tracce u rbane; è inoltre membro del Comitato scientifico dell'Istituto Gramsci Emilia-Romagna.
BRUNO RICCIO è Professore Associato di Antropologia culturale e coordinatore scientifico del centro di ricerca MODI (MObilità Diversità Inclusione sociale) presso il Dipartimento di Scienze dell'Educazione dell'Università degli studi di Bologna dove insegna Antropologia culturale e Antropologia dei processi migratori. E' co-fondatore della Società Italiana di Antropologia Applicata (SIAA), e direttore della sezione Antropologia culturale della collana Interculture (casa editrice Junior).
MATILDE CALLARI GALLI è un'antropologa.
Ha insegnato antropologia culturale alla facoltà di Scienze della Formazione dell'Università di Bologna.
È stata senatrice della circoscrizione Bologna II per il Partito Comunista Italiano nella X legislatura, dal 1987 al 1992; per tre anni è stata nel comitato direttivo del Gruppo Comunista del Senato.
È socia dell'Associazione Italiana per le Scienze Etno-Antropologiche.
Ha coordinato il progetto di ricerca Mappe Urbane, promosso dall'associazione "Mappe Urbane". ricerca che indaga, attraverso uno sguardo transdiciplinare, i temi dello spazio urbano e in particolare le trasformazioni fisiche, architettonico-urbanistiche, politiche, socio-culturali del territorio comunale bolognese e non solo. Risultato della ricerca è stata, tra le altre cose, la creazione di un geoblog sulla percezione che gli abitanti hanno del proprio territorio dal titolo "Percorsi emotivi"
Ha anche coordinato il progetto di ricerca Nuove povertà, vecchie povertà, promosso dall'Istituto Gramsci-Emilia-Romagna, Gruppo di ricerca che indaga la formazione di nuove povertà nel contesto bolognese e a livello nazionale.
GIUSEPPE SCANDURRA
presenta
"BOLOGNA CHE CAMBIA. Quattro studi etnografici su una città"
(edizioni Junior)
interviene MATILDE CALLARI GALLI
coordina BRUNO RICCIO
Lunedì 12 verrà presentato l'interessante saggio di Giuseppe Scandurra, "Bologna che cambia", frutto di dieci anni di ricerca su Bologna, città in cui l’autore vive dal 2004 facendo coincidere la sua vita quotidiana urbana con la sua pratica etnografica.
Al centro del libro c’è una città e soprattutto cosa questa rappresenta per i suoi abitanti. Una questione interessante per lo stesso autore che bolognese non è e che si chiede, a distanza di più di dieci anni, se lo diventerà mai. Oggetto di questi scritti è il rapporto con la città di Bologna di un gruppo di persone senza fissa dimora che dormono alla Bolognina (2004-2 006); le pratiche di vita quotidiana di un gruppo di ragazzi di origine straniera che si allenano in una palestra di boxe nella prima periferia bolognese (2007-2010); lo spazio pubblico di Piazza Verdi, ovvero il centro storico della città (2008-2011); un gruppo di ultras del Bologna calcio, i loro immaginari e i loro bisogni (2012-2015). I quattro saggi qui raccolti, in parte inediti, in parte ripensati e riscritti rispetto alla loro versione originale, sono utili all’autore per comporre un unico grande mosaico al fine di rispondere a una domanda che risposte, da un punto di vista scientifico, probabilmente non ha: “Che cosa è Bologna?”
GIUSEPPE SCANDURRA Insegna antropologia culturale e della comunicazione presso il dipartimento di studi umanistici dell’università di Ferrara. È il direttore del Laboratorio di studi urbani dell’università di Ferrara e fa parte del
gruppo di studio transdisciplinare Tracce u rbane; è inoltre membro del Comitato scientifico dell'Istituto Gramsci Emilia-Romagna.
BRUNO RICCIO è Professore Associato di Antropologia culturale e coordinatore scientifico del centro di ricerca MODI (MObilità Diversità Inclusione sociale) presso il Dipartimento di Scienze dell'Educazione dell'Università degli studi di Bologna dove insegna Antropologia culturale e Antropologia dei processi migratori. E' co-fondatore della Società Italiana di Antropologia Applicata (SIAA), e direttore della sezione Antropologia culturale della collana Interculture (casa editrice Junior).
MATILDE CALLARI GALLI è un'antropologa.
Ha insegnato antropologia culturale alla facoltà di Scienze della Formazione dell'Università di Bologna.
È stata senatrice della circoscrizione Bologna II per il Partito Comunista Italiano nella X legislatura, dal 1987 al 1992; per tre anni è stata nel comitato direttivo del Gruppo Comunista del Senato.
È socia dell'Associazione Italiana per le Scienze Etno-Antropologiche.
Ha coordinato il progetto di ricerca Mappe Urbane, promosso dall'associazione "Mappe Urbane". ricerca che indaga, attraverso uno sguardo transdiciplinare, i temi dello spazio urbano e in particolare le trasformazioni fisiche, architettonico-urbanistiche, politiche, socio-culturali del territorio comunale bolognese e non solo. Risultato della ricerca è stata, tra le altre cose, la creazione di un geoblog sulla percezione che gli abitanti hanno del proprio territorio dal titolo "Percorsi emotivi"
Ha anche coordinato il progetto di ricerca Nuove povertà, vecchie povertà, promosso dall'Istituto Gramsci-Emilia-Romagna, Gruppo di ricerca che indaga la formazione di nuove povertà nel contesto bolognese e a livello nazionale.
PAOLO ROVERSI presenta "CARTOLINE DALLA FINE DEL MONDO"
Sabato 10 febbraio alle 17,00
PAOLO ROVERSI
presenta
"CARTOLINE DALLA FINE DEL MONDO"
(Marsilio edizioni)
interviene MARILU' OLIVA
Sabato ospitiamo nuovamente e con p iacere Paolo Roversi, reduce da Nebbiagialla - Suzzara Noir Festival, Appuntamento imperdibile per gli appassionati di giallo e noir di cui è direttore. Ci presenta il suo ultimo romanzo, che vede ancora come protagonista il giornalista e hacker Enrico Radeschi.
Dopo la Confraternita delle ossa, il prequel delle avventure di Enrico Radeschi ambientato nel 2002, Paolo Roversi riporta il suo simpatico personaggio seriale nel presente.
Cartoline dalla fine del mondo prende l’avvio all’arengario di Milano dove un uomo, durante un party dato da una ditta di tecnologie, si accascia senza vita davanti al famoso quadro del Quarto Stato di Pellizza da Volpedo.
La polizia si trova alle prese con una morte misteriosa e con un omicida che, come ulteriore sfida, si inserisce nei circuiti delle telecamere di sicurezza , ruba i filmati dell’omicidio e li diffonde sul web. Il Mamba Nero, così si firma il killer, sembra farsi beffe della polizia.
Le morti si susseguono, sempre con la stessa modalità. Tecnologia e deep web sono lo scenario nel quale bisogna muoversi per risolvere il caso e per scovare il killer hacker serve qualcuno che sia alla sua altezza, anzi, ancora più furbo. Loris Sebastiani, il vice questore seduttore che mastica toscanelli, sa che una sola persona sarebbe in grado di aiutarlo, una persona che però da anni ha fatto perdere le proprie tracce: Enrico Radeschi.
A Sebastiani non rimane altro che partire per andare a scovarlo, anche alle fine del mondo, se servisse.
Così veniamo a scoprire dove è finito Radeschi e cosa ha fatto per nascondersi. Enrico non sembra sorpreso di vedersi apparire davanti il suo amico poliziotto e nemmeno molto contrariato all’idea di tornare a Milano.
Una Milano che gli appare molto diversa, tirata a lucido e messa a nuovo per l’Expo. Riprendere confidenza con la città e scorrazzare per le strade con il suo giallone, la sua mitica Vespa del ’74 , è un attimo.
Radeschi riannoda i fili con il suo passato, ritrova amici vecchi e nuovi , mettendo le sue capacità , il suo intuito e la sua faccia tosta al servizio della polizia. Il segugio di cronaca nera, dotato di fiuto per la notizia, di arguzia e di una bella dose di simpatica faccia tosta, questa volta agisce come consulente della polizia, una sorta di agente scelto per indagare nel deep web, negli angoli bui della rete e battere sul tempo il Mamba Nero.
Cartoline dalla fine del mondo racconta una storia frizzante, spruzzata d'ironia che si snoda tra le vie di Milano e vede come cardine anche le opere di Leonardo da Vinci.
Enrico Radeschi è un personaggio che cresce e che si evolve ma che mantiene ben saldi i principi antichi come l’amicizia. Sono proprio gli amici ad avere un ruolo determinante in questo libro: amici ritrovati e nuove conoscenze che ampliano l’orizzonte delle avventure di questo simp atico e azzeccato personaggio.
E proprio parlando di amici, Paolo Roversi parlerà del suo libro con Marilù Oliva, e noi ci divertiremo a sentirli.
PAOLO ROVERSI è nato nel 1975. Scrittore, giornalista e sceneggiatore, vive a Milano. Con Marsilio, nel 2015 ha pubblicato il dittico Città rossa, due romanzi sulla storia della criminalità milanese degli anni Settanta e Ottanta: Milano criminale e Solo il tempo di morire (premio Selezione Bancarella, premio Garfagnana in giallo). La confraternita delle ossa rappresenta il primo episodio di una serie con protagonista il giornalista hacker Enrico Radeschi che comprende anche i romanzi: La marcia di Radeschi (Mursia), La mano sinistra del diavolo (Mursia, premio Camaiore di Letteratura Gialla 2007), Niente baci alla francese (Mursia) e L’uomo della pianura (Mursia). Gli altri suoi romanzi sono Taccuino di una sbronza (Morellini), PesceMangiaCane (Edizioni Ambiente) e L’ira funesta (R izzoli). I suoi libri sono tradotti in Francia, Spagna, Germania e Stati Uniti. Collabora con quotidiani e riviste ed è autore di soggetti per serie televisive e cortometraggi. È fondatore e direttore del NebbiaGialla Suzzara Noir Festival e del portale MilanoNera. twitter: @paoloroversi
PAOLO ROVERSI
presenta
"CARTOLINE DALLA FINE DEL MONDO"
(Marsilio edizioni)
interviene MARILU' OLIVA
Sabato ospitiamo nuovamente e con p iacere Paolo Roversi, reduce da Nebbiagialla - Suzzara Noir Festival, Appuntamento imperdibile per gli appassionati di giallo e noir di cui è direttore. Ci presenta il suo ultimo romanzo, che vede ancora come protagonista il giornalista e hacker Enrico Radeschi.
Dopo la Confraternita delle ossa, il prequel delle avventure di Enrico Radeschi ambientato nel 2002, Paolo Roversi riporta il suo simpatico personaggio seriale nel presente.
Cartoline dalla fine del mondo prende l’avvio all’arengario di Milano dove un uomo, durante un party dato da una ditta di tecnologie, si accascia senza vita davanti al famoso quadro del Quarto Stato di Pellizza da Volpedo.
La polizia si trova alle prese con una morte misteriosa e con un omicida che, come ulteriore sfida, si inserisce nei circuiti delle telecamere di sicurezza , ruba i filmati dell’omicidio e li diffonde sul web. Il Mamba Nero, così si firma il killer, sembra farsi beffe della polizia.
Le morti si susseguono, sempre con la stessa modalità. Tecnologia e deep web sono lo scenario nel quale bisogna muoversi per risolvere il caso e per scovare il killer hacker serve qualcuno che sia alla sua altezza, anzi, ancora più furbo. Loris Sebastiani, il vice questore seduttore che mastica toscanelli, sa che una sola persona sarebbe in grado di aiutarlo, una persona che però da anni ha fatto perdere le proprie tracce: Enrico Radeschi.
A Sebastiani non rimane altro che partire per andare a scovarlo, anche alle fine del mondo, se servisse.
Così veniamo a scoprire dove è finito Radeschi e cosa ha fatto per nascondersi. Enrico non sembra sorpreso di vedersi apparire davanti il suo amico poliziotto e nemmeno molto contrariato all’idea di tornare a Milano.
Una Milano che gli appare molto diversa, tirata a lucido e messa a nuovo per l’Expo. Riprendere confidenza con la città e scorrazzare per le strade con il suo giallone, la sua mitica Vespa del ’74 , è un attimo.
Radeschi riannoda i fili con il suo passato, ritrova amici vecchi e nuovi , mettendo le sue capacità , il suo intuito e la sua faccia tosta al servizio della polizia. Il segugio di cronaca nera, dotato di fiuto per la notizia, di arguzia e di una bella dose di simpatica faccia tosta, questa volta agisce come consulente della polizia, una sorta di agente scelto per indagare nel deep web, negli angoli bui della rete e battere sul tempo il Mamba Nero.
Cartoline dalla fine del mondo racconta una storia frizzante, spruzzata d'ironia che si snoda tra le vie di Milano e vede come cardine anche le opere di Leonardo da Vinci.
Enrico Radeschi è un personaggio che cresce e che si evolve ma che mantiene ben saldi i principi antichi come l’amicizia. Sono proprio gli amici ad avere un ruolo determinante in questo libro: amici ritrovati e nuove conoscenze che ampliano l’orizzonte delle avventure di questo simp atico e azzeccato personaggio.
E proprio parlando di amici, Paolo Roversi parlerà del suo libro con Marilù Oliva, e noi ci divertiremo a sentirli.
PAOLO ROVERSI è nato nel 1975. Scrittore, giornalista e sceneggiatore, vive a Milano. Con Marsilio, nel 2015 ha pubblicato il dittico Città rossa, due romanzi sulla storia della criminalità milanese degli anni Settanta e Ottanta: Milano criminale e Solo il tempo di morire (premio Selezione Bancarella, premio Garfagnana in giallo). La confraternita delle ossa rappresenta il primo episodio di una serie con protagonista il giornalista hacker Enrico Radeschi che comprende anche i romanzi: La marcia di Radeschi (Mursia), La mano sinistra del diavolo (Mursia, premio Camaiore di Letteratura Gialla 2007), Niente baci alla francese (Mursia) e L’uomo della pianura (Mursia). Gli altri suoi romanzi sono Taccuino di una sbronza (Morellini), PesceMangiaCane (Edizioni Ambiente) e L’ira funesta (R izzoli). I suoi libri sono tradotti in Francia, Spagna, Germania e Stati Uniti. Collabora con quotidiani e riviste ed è autore di soggetti per serie televisive e cortometraggi. È fondatore e direttore del NebbiaGialla Suzzara Noir Festival e del portale MilanoNera. twitter: @paoloroversi
PAROLA DI MAMMA E PAPA' Laboratorio di lettura ad alta voce di libri per bambini rivolto a genitori, nonni, insegnanti
PAROLA DI MAMMA E PAPA'
Laboratorio di lettura ad alta voce di libri per bambini rivolto a genitori, nonni, insegnanti
a cura di ELENA MUSTI
attrice e formatrice, esperta in promozione della lettura, collaboratrice con il progetto Nati per leggere
I vostri figli, nipoti, allievi vi chiedono fiabe, storie e filastrocche?
Avete scoperto il piacere della lettura con i bimbi e
Vorreste imparare qualche trucchetto per re nderla più piacevole?
Ecco quello che fa per voi, mamme, papà, nonni, maestre, educatrici.
"Parola di mamma e papà" è un piccolo Laboratorio di Lettura ad alta voce in cui ci si diverte a scoprire ed esplorare alcune tecniche e strategie per valorizzare la propria voce, e per interpretare storie per bambini. Il tutto partendo però dall'ingrediente essenziale: il piacere di leggere!.
Insieme capiremo come leggere (attraverso giochi ed esercitazioni individuali e corali nei quali sperimentare il potere e ll'espressività della voce e delle parole, come individuare e rendere efficaci il climax e i momenti di suspense, come catturare líattenzione dei piccoli) ma anche cosa leggere ai bambini, come scegliere un libro di qualit‡ in base all'età di chi ascolta,
Durante gli incontri si lavorerà su alcuni testi e generi letterari diversi: racconto, fiaba e filastrocca; si fornirà una bib liografia divisa per fasce d'età e si imbastirà una piccola lettura corale ad opera dei partecipanti da presentare, come piccolo evento finale, in libreria ad un pubblico di bambini.
Insieme capiremo che leggere, giocare, coccolare i bimbi partendo proprio dai libri è un'esperienza entusiasmante, in cui si stabilisce una dimensione di intimità tra chi legge e chi ascolta, in cui si condividono momenti intensi, emozionanti e divertenti, momenti magici che ci fanno crescere tutti insieme.
Quattro incontri per divertirvi a (ri)scoprire il piacere di leggere ed esplorare alcune tecniche e strategie per valorizzare la voce ed interpretare storie per bambini. Insieme capiremo come e cosa leggere ai bambini, e creeremo una lettura corale finale da presentare ad un pubblico.
MODULO DA QUATTRO INCONTRI DI DUE ORE CIASCUNO PIU' UNA LETTURA FINALE AD OPERA DEI PARTECIPANTI E RIVOLTA AD UN PUBBLICO DI BAMBINI
LEZIONE DIMOSTRATIVA GRATUITA
MERCOLEDÏ 14/2/2018 ORE 18
quando:
MERCOLEDÏ 28 FEBBRAIO
MERCOLEDÏ 7-14-21 MARZO 2018
ORE 20/22
LETTURA PUBBLICA FINALE DEI PARTECIPANTI APERTA AL PUBBLICO SABATO 24/3/2018 ORE 17
ELENA MUSTI
Attrice diplomata presso la scuola di teatro di Bologna di A. Galante Garrone, ha lavorato con numerosi teatri italiani.
Dal 1992 affianca alla sua attività di attrice un intenso lavoro di creazione ed interpretazione di Letture Animate, Spettacoli, Narrazioni e Percorsi di Promozione della Lettura in particolare per il mondo dell'infanzia e dell'aolescenza, ma senza tralasciare il settore adulti, presso Biblioteche, Librerie, Teatri, Scuole, Fiera del libro per ragazzi di Bologna.
Esperta in Formazione e Promozione della Lettura, Pedagogia Teatrale e Musicale conduce Laboratori di Teatro, Poesia, Musica e Lettura espressiva rivolti a ragazzi ed adulti e corsi d'aggiornamento per insegnanti, bibliotecari (Progetto Nati per L eggere)
Ha collaborato a lungo con l'attore Maurizio Cardillo, e con musicisti e scrittori di libri per ragazzi.
Ha frequentato il Corso di scrittura per Ragazzi di Bottega Finzioni di Carlo Lucarelli di Bologna e si dedica da alcuni anni alla scrittura di albi illustrati per l'infanzia.
Per informazioni e iscrizioni: libreria Irnerio Ubik
Laboratorio di lettura ad alta voce di libri per bambini rivolto a genitori, nonni, insegnanti
a cura di ELENA MUSTI
attrice e formatrice, esperta in promozione della lettura, collaboratrice con il progetto Nati per leggere
I vostri figli, nipoti, allievi vi chiedono fiabe, storie e filastrocche?
Avete scoperto il piacere della lettura con i bimbi e
Vorreste imparare qualche trucchetto per re nderla più piacevole?
Ecco quello che fa per voi, mamme, papà, nonni, maestre, educatrici.
"Parola di mamma e papà" è un piccolo Laboratorio di Lettura ad alta voce in cui ci si diverte a scoprire ed esplorare alcune tecniche e strategie per valorizzare la propria voce, e per interpretare storie per bambini. Il tutto partendo però dall'ingrediente essenziale: il piacere di leggere!.
Insieme capiremo come leggere (attraverso giochi ed esercitazioni individuali e corali nei quali sperimentare il potere e ll'espressività della voce e delle parole, come individuare e rendere efficaci il climax e i momenti di suspense, come catturare líattenzione dei piccoli) ma anche cosa leggere ai bambini, come scegliere un libro di qualit‡ in base all'età di chi ascolta,
Durante gli incontri si lavorerà su alcuni testi e generi letterari diversi: racconto, fiaba e filastrocca; si fornirà una bib liografia divisa per fasce d'età e si imbastirà una piccola lettura corale ad opera dei partecipanti da presentare, come piccolo evento finale, in libreria ad un pubblico di bambini.
Insieme capiremo che leggere, giocare, coccolare i bimbi partendo proprio dai libri è un'esperienza entusiasmante, in cui si stabilisce una dimensione di intimità tra chi legge e chi ascolta, in cui si condividono momenti intensi, emozionanti e divertenti, momenti magici che ci fanno crescere tutti insieme.
Quattro incontri per divertirvi a (ri)scoprire il piacere di leggere ed esplorare alcune tecniche e strategie per valorizzare la voce ed interpretare storie per bambini. Insieme capiremo come e cosa leggere ai bambini, e creeremo una lettura corale finale da presentare ad un pubblico.
MODULO DA QUATTRO INCONTRI DI DUE ORE CIASCUNO PIU' UNA LETTURA FINALE AD OPERA DEI PARTECIPANTI E RIVOLTA AD UN PUBBLICO DI BAMBINI
LEZIONE DIMOSTRATIVA GRATUITA
MERCOLEDÏ 14/2/2018 ORE 18
quando:
MERCOLEDÏ 28 FEBBRAIO
MERCOLEDÏ 7-14-21 MARZO 2018
ORE 20/22
LETTURA PUBBLICA FINALE DEI PARTECIPANTI APERTA AL PUBBLICO SABATO 24/3/2018 ORE 17
ELENA MUSTI
Attrice diplomata presso la scuola di teatro di Bologna di A. Galante Garrone, ha lavorato con numerosi teatri italiani.
Dal 1992 affianca alla sua attività di attrice un intenso lavoro di creazione ed interpretazione di Letture Animate, Spettacoli, Narrazioni e Percorsi di Promozione della Lettura in particolare per il mondo dell'infanzia e dell'aolescenza, ma senza tralasciare il settore adulti, presso Biblioteche, Librerie, Teatri, Scuole, Fiera del libro per ragazzi di Bologna.
Esperta in Formazione e Promozione della Lettura, Pedagogia Teatrale e Musicale conduce Laboratori di Teatro, Poesia, Musica e Lettura espressiva rivolti a ragazzi ed adulti e corsi d'aggiornamento per insegnanti, bibliotecari (Progetto Nati per L eggere)
Ha collaborato a lungo con l'attore Maurizio Cardillo, e con musicisti e scrittori di libri per ragazzi.
Ha frequentato il Corso di scrittura per Ragazzi di Bottega Finzioni di Carlo Lucarelli di Bologna e si dedica da alcuni anni alla scrittura di albi illustrati per l'infanzia.
Per informazioni e iscrizioni: libreria Irnerio Ubik
LEONARDO VERONESI e GIORGIA PIZZIRANI presentano "NON ABBIAMO TENUTO CONTO DEGLI ZOMBIE"
Sabato 3 febbraio alle 17,00
LEONARDO VERONESI e GIORGIA PIZZIRANI
presentano
"NON ABBIAMO TENUTO CONTO DEGLI ZOMBIE"
(La Carmelina edizioni)
Introduce l’editore FEDERICO FELLONI,
ne parla con gli autori MARCO DONDARINI
con la partecipazione di MAURIZIO GRANO.
"Non abbiamo tenuto conto degli Zombie" nasce dall'incontro tra il musicista Leonardo Veronesi e la scrittrice Giorgia Pizzirani. Partendo dal recente album di Leonardo Veronesi “Non hai tenuto conto degli zombie”, il raccontarsi di Leonardo, vita e carriera artistica, si intreccia con i racconti surreali, ispirati ai testi delle canzoni, che Giorgia crea esplorando sé e gli altri con occhi attenti e indagatori.
Il libro, con la prefazione di Gianluca Morozzi, si completa con i testi integrali dei brani citati nella narrazione e le testimonianze di musicisti e scrittori (Manuel Maverna – Music Map; Marco Dondarini e Davide Dalfiume – Comici di Zelig; Paolo De Grandis – Conduttore radiofonico e scrittore; Stefano Bottoni – Ideatore di Buskers Festival; Patrizia Benetti – Scrittrice noir; Silvia Bottoni – Performer e coreografa).
Il libro è un dialogo a due voci: Leonardo Veronesi ha scritto frammenti di vita e aneddoti che hanno portato alla creazione dei brani da lui composti, e che Giorgia Pizzirani ha scelto per trasformarli in racconti. Idealmente si è partiti dall’album di Veronesi per sviluppare il progetto in ogni direzione possibile e anche il libro come l’album vede al centro il concetto di “Zombie” percepito fuori e dentro di noi. Tutti noi rischiamo di diventare Zombie ogni volta che usiamo male la nostra capacità di comprendere il mondo. Però esiste un antidoto o delle “parole magiche” come la capacità di dire “ho sbagliato”: l’autocritica e la comprensione degli eventi senza utilizzare preconcetti.
Veronesi, alla sua prima prova letteraria, si definisce “una specie di Forrest Gump che seduto sulla panchina della fermata del tram dei desideri racconta se stesso”. In Veronesi autore prevale l’ironia applicata al quotidiano con i suoi continui imprevisti, e si affianca a pensieri più profondi sulla fede, i valori, l’amicizia, la musica, le donne, la famiglia, gli affetti, il lavoro, la vita e la morte.
In parallelo la Pizzirani propone racconti che parlano di normali e diversi, ma ciascuno dei lettori può scegliere chi è; chi tra i personaggi fa parte di uno schieramento e chi dell’altro non è dato saperlo dall’alto.
Un libro interattivo che coinvolgerà anche il lettore fin dalle prime pagine, sia attraverso la richiesta di esperienze simili che saranno raccolte e pubblicate in un “sequel” sia per la possibilità di scaricare gratuitamente per chi acquista il libro la musica di Veronesi dal suo sito con una password che sarà indicata nel libro. Musica creata appositamente per chi leggerà il libro che aiuta a costruire un mondo in cui lasciar entrare le parole e musica tratta dal suo repertorio live.
Una presentazione originale in cui i comici Marco Dondarini e Maurizio Grano cercheranno di contrastare a modo loro gli “Zombie” descritti da Leonardo Veronesi e Giorgia Pizzirani…
Le biografie:
Giorgia Pizzirani (1984, come l’omonimo libro di Orwell), laurea specialistica in Editoria e giornalismo a Urbino, lavora come scouter e traduttrice. Con le Edizioni La Carmelina ha pubblicato Per miglia e miglia (2015) ed Enikesen – L’uomo oltre la vittoria (2016).
Leonardo Veronesi, cantautore originale che in modo ironico canta un quotidiano che per quanto rientri in uno schema di normalità ha sempre un margine di imprevedibilità. Ha pubblicato vari album tra cui l'ultimo "Non hai tenuto conto degli Zombie", che ha ispirato questo libro, in cui in modo schietto e sincero si racconta e ci racconta la vita, con sottofondo di note intervallate a pensieri.
Marco Dondarini, comico bolognese dal talento innato, è protagonista di Zelig Off.
Monologhista e comico dalla presenza scenica atipica, è attratto da situazioni assurde, da piccole e grandi contraddizioni della società moderna.
Una comicità, la sua, costituita da battute spiazzanti che avidamente cercano stupore, da espressioni a volte timide in altre rabbiose, da ritmi rallentati e inaspettate riprese.
Maurizio Grano veste spesso i panni del famoso playboy della Riviera Romagnola "Romeo Landuzzi", il personaggio che lo ha reso celebre. Comico bolognese d.o.c., ha esordito in trasmissioni televisive prodotte dalle emittenti locali dell'Emilia Romagna, per poi partecipare a programmi nazionali. E' stato premiato come miglior cabarettista alla terza edizione del trofeo "Ciak si ride".
LEONARDO VERONESI e GIORGIA PIZZIRANI
presentano
"NON ABBIAMO TENUTO CONTO DEGLI ZOMBIE"
(La Carmelina edizioni)
Introduce l’editore FEDERICO FELLONI,
ne parla con gli autori MARCO DONDARINI
con la partecipazione di MAURIZIO GRANO.
"Non abbiamo tenuto conto degli Zombie" nasce dall'incontro tra il musicista Leonardo Veronesi e la scrittrice Giorgia Pizzirani. Partendo dal recente album di Leonardo Veronesi “Non hai tenuto conto degli zombie”, il raccontarsi di Leonardo, vita e carriera artistica, si intreccia con i racconti surreali, ispirati ai testi delle canzoni, che Giorgia crea esplorando sé e gli altri con occhi attenti e indagatori.
Il libro, con la prefazione di Gianluca Morozzi, si completa con i testi integrali dei brani citati nella narrazione e le testimonianze di musicisti e scrittori (Manuel Maverna – Music Map; Marco Dondarini e Davide Dalfiume – Comici di Zelig; Paolo De Grandis – Conduttore radiofonico e scrittore; Stefano Bottoni – Ideatore di Buskers Festival; Patrizia Benetti – Scrittrice noir; Silvia Bottoni – Performer e coreografa).
Il libro è un dialogo a due voci: Leonardo Veronesi ha scritto frammenti di vita e aneddoti che hanno portato alla creazione dei brani da lui composti, e che Giorgia Pizzirani ha scelto per trasformarli in racconti. Idealmente si è partiti dall’album di Veronesi per sviluppare il progetto in ogni direzione possibile e anche il libro come l’album vede al centro il concetto di “Zombie” percepito fuori e dentro di noi. Tutti noi rischiamo di diventare Zombie ogni volta che usiamo male la nostra capacità di comprendere il mondo. Però esiste un antidoto o delle “parole magiche” come la capacità di dire “ho sbagliato”: l’autocritica e la comprensione degli eventi senza utilizzare preconcetti.
Veronesi, alla sua prima prova letteraria, si definisce “una specie di Forrest Gump che seduto sulla panchina della fermata del tram dei desideri racconta se stesso”. In Veronesi autore prevale l’ironia applicata al quotidiano con i suoi continui imprevisti, e si affianca a pensieri più profondi sulla fede, i valori, l’amicizia, la musica, le donne, la famiglia, gli affetti, il lavoro, la vita e la morte.
In parallelo la Pizzirani propone racconti che parlano di normali e diversi, ma ciascuno dei lettori può scegliere chi è; chi tra i personaggi fa parte di uno schieramento e chi dell’altro non è dato saperlo dall’alto.
Un libro interattivo che coinvolgerà anche il lettore fin dalle prime pagine, sia attraverso la richiesta di esperienze simili che saranno raccolte e pubblicate in un “sequel” sia per la possibilità di scaricare gratuitamente per chi acquista il libro la musica di Veronesi dal suo sito con una password che sarà indicata nel libro. Musica creata appositamente per chi leggerà il libro che aiuta a costruire un mondo in cui lasciar entrare le parole e musica tratta dal suo repertorio live.
Una presentazione originale in cui i comici Marco Dondarini e Maurizio Grano cercheranno di contrastare a modo loro gli “Zombie” descritti da Leonardo Veronesi e Giorgia Pizzirani…
Le biografie:
Giorgia Pizzirani (1984, come l’omonimo libro di Orwell), laurea specialistica in Editoria e giornalismo a Urbino, lavora come scouter e traduttrice. Con le Edizioni La Carmelina ha pubblicato Per miglia e miglia (2015) ed Enikesen – L’uomo oltre la vittoria (2016).
Leonardo Veronesi, cantautore originale che in modo ironico canta un quotidiano che per quanto rientri in uno schema di normalità ha sempre un margine di imprevedibilità. Ha pubblicato vari album tra cui l'ultimo "Non hai tenuto conto degli Zombie", che ha ispirato questo libro, in cui in modo schietto e sincero si racconta e ci racconta la vita, con sottofondo di note intervallate a pensieri.
Marco Dondarini, comico bolognese dal talento innato, è protagonista di Zelig Off.
Monologhista e comico dalla presenza scenica atipica, è attratto da situazioni assurde, da piccole e grandi contraddizioni della società moderna.
Una comicità, la sua, costituita da battute spiazzanti che avidamente cercano stupore, da espressioni a volte timide in altre rabbiose, da ritmi rallentati e inaspettate riprese.
Maurizio Grano veste spesso i panni del famoso playboy della Riviera Romagnola "Romeo Landuzzi", il personaggio che lo ha reso celebre. Comico bolognese d.o.c., ha esordito in trasmissioni televisive prodotte dalle emittenti locali dell'Emilia Romagna, per poi partecipare a programmi nazionali. E' stato premiato come miglior cabarettista alla terza edizione del trofeo "Ciak si ride".
L'ULTIMO LETTORE Incontri a cura di NICOLO' RUBBI
il lunedì alle 17,30, dal 26 febbraio al 9 aprile:
L'ULTIMO LETTORE
un'introduzione alla letteratura spagnola e ispanoamericana, tra prosa e poesia
Incontri a cura di NICOLO' RUBBI
Spesso si ironizza sulla lingua dei nostri cugini più prossimi, ne si scimmiotta la parlata nell’ironica illusione che basti aggiungere una ‘s’ in coda di parola per ricrearne suono e senso. Lo stesso destino siamo soliti riservare ai parenti d’oltreoceano, quelli che abitano il cono Sud della Americhe.
C’è molta vicinanza, certo, di grammatica e di clima, ma anche di luoghi poetici, d’influenze letterarie, di strategie narrative; e molta, moltissima diversità, scaturita da una riflessione su radici proprie e uniche, da tradizioni relig iose e culturali.
Ogni due settimane – il lunedì, presso la libreria IRNERIO UBIK – racconteremo un autore, parleremo del rapporto tra vita e opera, tra pensiero e letteratura, leggendo passi da diverse opere e appoggiandoci a celebri (e meno celebri) testi di commento, nella speranza di offrire tanto una lettura onesta del poeta o del prosatore in questione, quanto di guadagnare alcune tecniche di lettura comparata universali.
IL CALENDARIO:
- lunedì 26 febbraio alle 17,30: JORGE LUIS BORGES
- lunedì 12 marzo alle 17,30: JULIO CORTAZAR
- lunedì 26 marzo alle 17,30: RICARDO PIGLIA
- lunedì 9 aprile alle 17,30: FEDERICO GARCIA LORCA
gli incontri sono tutti gratuiti e a ingresso libero
Nicolò Rubbi
è dottorando di ricerca in letterature comparate presso l’Università degli Studi di Trento, dove si occupa prevalentemente di studi comparatistici in area spagnola e ispanoame ricana.
L'ULTIMO LETTORE
un'introduzione alla letteratura spagnola e ispanoamericana, tra prosa e poesia
Incontri a cura di NICOLO' RUBBI
Spesso si ironizza sulla lingua dei nostri cugini più prossimi, ne si scimmiotta la parlata nell’ironica illusione che basti aggiungere una ‘s’ in coda di parola per ricrearne suono e senso. Lo stesso destino siamo soliti riservare ai parenti d’oltreoceano, quelli che abitano il cono Sud della Americhe.
C’è molta vicinanza, certo, di grammatica e di clima, ma anche di luoghi poetici, d’influenze letterarie, di strategie narrative; e molta, moltissima diversità, scaturita da una riflessione su radici proprie e uniche, da tradizioni relig iose e culturali.
Ogni due settimane – il lunedì, presso la libreria IRNERIO UBIK – racconteremo un autore, parleremo del rapporto tra vita e opera, tra pensiero e letteratura, leggendo passi da diverse opere e appoggiandoci a celebri (e meno celebri) testi di commento, nella speranza di offrire tanto una lettura onesta del poeta o del prosatore in questione, quanto di guadagnare alcune tecniche di lettura comparata universali.
IL CALENDARIO:
- lunedì 26 febbraio alle 17,30: JORGE LUIS BORGES
- lunedì 12 marzo alle 17,30: JULIO CORTAZAR
- lunedì 26 marzo alle 17,30: RICARDO PIGLIA
- lunedì 9 aprile alle 17,30: FEDERICO GARCIA LORCA
gli incontri sono tutti gratuiti e a ingresso libero
Nicolò Rubbi
è dottorando di ricerca in letterature comparate presso l’Università degli Studi di Trento, dove si occupa prevalentemente di studi comparatistici in area spagnola e ispanoame ricana.
DANIEL TARNOPOLSKY presenta "BETINA SIN APARECER. Storia intima del caso Tarnopolsky"
Venerdì 9 febbraio alle 18,00
DANIEL TARNOPOLSKY
presenta
"BETINA SIN APARECER. Storia intima del caso Tarnopolsky"
(Qudu edizioni)
Intervengono:
LUCA MOZZACHIODI, critico
FABIO CANTONI, storico
PATRIZIA DUGHERO, editrice.
Saluti di FEDERICA MAZZONI, consigliere comunale
Venerdì ospitiamo in libreria, con emozione, Daniel Tarnopolsky, in Europa per raccontare la sua storia e tenere i riflettori accesi sulla storia di sua sorella e di centinaia di altre persone scomparse in Argentina.
Aveva solo 18 anni quando i militari irruppero nella sua casa a Buenos Aires e portarono via i suoi genitori. Poi sequestrarono sua sorella di 15 anni e sua cognata.
Suo fratello Sergio stava facendo il servizio militare nella ESMA e non riapparve più.
In una notte, quella del 15 giugno 1976, Daniel perse tutta la sua famiglia e si ritrovò solo. Riuscì a scampare all'appuntamento con la morte perchè non era in casa.
In questo libro egli affianca alla sua voce, e a quella della nonna, la voce poetica di sua sorella Betina, in un'ossessiva e commovente ricerca di colei che immagina in un limbo di oblio, non morta ma uccisa nell'animo del suo torturatore.
Oltre ai parenti e agli amici verrà sostenuto da una solida fiducia nella religiosità, attraverso lo studio dell'ebraismo, della musica e del canto che lo portera nno a specializzarsi in psicomotricità e musicoterapia.
Nel 2004 la sua battaglia processuale lo condusse a una vittoria senza precedenti nei confronti dell'ammiraglio Massera, con la conseguente donazione di quanto ottenuto per risarcimento alle Abuelas de Plaza de Mayo.
Non è solo la storia di un esilio strenuo, prima in Cile, poi in Israele e in Francia, fino al "desesilio" in Argentina, quanto una narrazione che apre nuovi confini alla ricerca di memoria, verità e giustizia, contrapponendosi ai temi dell'attuale negazionismo dilagante, attraverso un racconto puntuale di ciò che è stato.
Una narrazione avvincente che ti prende e non ti lascia andare neanche dopo il finale.
Arricchito dalle numerose fotografie dell'archivio dell'autore, il libro è impreziosito in copertina e all'interno dalle immagini di Angela Pryor.
La prefazione è di Vera Vigevani Jarach.
DANIEL TARNOPOLSKY
presenta
"BETINA SIN APARECER. Storia intima del caso Tarnopolsky"
(Qudu edizioni)
Intervengono:
LUCA MOZZACHIODI, critico
FABIO CANTONI, storico
PATRIZIA DUGHERO, editrice.
Saluti di FEDERICA MAZZONI, consigliere comunale
Venerdì ospitiamo in libreria, con emozione, Daniel Tarnopolsky, in Europa per raccontare la sua storia e tenere i riflettori accesi sulla storia di sua sorella e di centinaia di altre persone scomparse in Argentina.
Aveva solo 18 anni quando i militari irruppero nella sua casa a Buenos Aires e portarono via i suoi genitori. Poi sequestrarono sua sorella di 15 anni e sua cognata.
Suo fratello Sergio stava facendo il servizio militare nella ESMA e non riapparve più.
In una notte, quella del 15 giugno 1976, Daniel perse tutta la sua famiglia e si ritrovò solo. Riuscì a scampare all'appuntamento con la morte perchè non era in casa.
In questo libro egli affianca alla sua voce, e a quella della nonna, la voce poetica di sua sorella Betina, in un'ossessiva e commovente ricerca di colei che immagina in un limbo di oblio, non morta ma uccisa nell'animo del suo torturatore.
Oltre ai parenti e agli amici verrà sostenuto da una solida fiducia nella religiosità, attraverso lo studio dell'ebraismo, della musica e del canto che lo portera nno a specializzarsi in psicomotricità e musicoterapia.
Nel 2004 la sua battaglia processuale lo condusse a una vittoria senza precedenti nei confronti dell'ammiraglio Massera, con la conseguente donazione di quanto ottenuto per risarcimento alle Abuelas de Plaza de Mayo.
Non è solo la storia di un esilio strenuo, prima in Cile, poi in Israele e in Francia, fino al "desesilio" in Argentina, quanto una narrazione che apre nuovi confini alla ricerca di memoria, verità e giustizia, contrapponendosi ai temi dell'attuale negazionismo dilagante, attraverso un racconto puntuale di ciò che è stato.
Una narrazione avvincente che ti prende e non ti lascia andare neanche dopo il finale.
Arricchito dalle numerose fotografie dell'archivio dell'autore, il libro è impreziosito in copertina e all'interno dalle immagini di Angela Pryor.
La prefazione è di Vera Vigevani Jarach.
GIORGIA BORAGINI presenta "TIPI DA BAR"
GIORGIA BORAGINI
presenta
"TIPI DA BAR"
(Prospero editore)
interviene Raffaella Garruccio
Una raccolta di racconti sulla quatidianità.
In Tipi da bar s'intersecano le vite di vari personaggi colti nelle conseguenze estreme e grottesche della quotidianità.
Tutto il mondo è teatro: al bancone di un bar, talvolta reale, talvolta immaginario, si incrociano i destini più strani e spiazzanti.
I personaggi entrano in scena per pochi attimi: lo spazio di un racconto; ma spesso e volentieri tornano alla ribalta per raccogliere più fischi che applausi.
Giorgia Boragini
è nata a Bologna nel 1970. Vive e lavora in quel di Brescia. Laureata in Giurisprudenza per necessità, accanita lettrice per passione, frequenta con impegno discontinuo laboratori di scrittura creativa. Il suo primo romanzo, Il copio ne del delitto (Liberedizioni), si è aggiudicato il secondo posto al concorso "Manerba in Giallo" (2011). Collabora con la rivista letteraria online Inkroci.
Tutto il mondo è teatro: al bancone di un bar, talvolta reale, talvolta immaginario, si incrociano i destini più strani e spiazzanti. I personaggi entrano in scena per pochi attimi: lo spazio di un racconto; ma spesso e volentieri tornano alla ribalta per raccogliere più fischi che applausi.
SILVIA DI GIACOMO presenta "LO STATO DI DIO"
Sabato 20 gennaio alle 17,00
SILVIA DI GIACOMO
presenta
"LO STATO DI DIO"
(Foschi edizioni)
interviene GIANLUCA MOROZZI
Concludiamo la settimana con Silvia Di GIacomo e il suo inquietante romanzo distopico.
È l'undici maggio del 2031 nel Nuovo Stato Pontificio d'Italia. Da tre anni, in seguito a un sanguinoso attentato in cui ha perso la vita il Santo Padre, gli italiani hanno rinunciato alla Repubblica per uno stato confessionale cattolico. Intanto l'Europa brucia sotto sanguinosi attacchi islamisti. I flussi migratori muovono folle di di sperati e bambini profughi si trovano a vivere soli per le strade delle città. Nello stivale il nuovo potere costituito impone le sue leggi e mina le libertà personali. La convivenza è negata, l'omosessualità perseguitata e la libertà di ricerca scientifica annullata. Il divorzio non esiste più e l'aborto è vietato e severamente punito. La donna è relegata al ruolo di procreatrice con l'obbligo per le spose di sottoporsi a test coercitivi di fertilità. In questo contesto un giudice, imprigionato come nemico della giustizia ecclesiastica, riflette sulla nuova condizione del suo Paese mentre la sua compagna ha adibito un vecchio casale ad albergo dell'amore libero. Qui alcune coppie di amanti si nascondono dall'oscurantismo restauratore.
Silvia Di Giacomo vive e lavora come gemmologa a Bologna.
Esordisce nel 2015 con il racconto "Autoritratto all'inferno", pubblicato nell'antologia "Cadute", edita da Fernandel.
Questo è il suo romanzo d'esordio.
SILVIA DI GIACOMO
presenta
"LO STATO DI DIO"
(Foschi edizioni)
interviene GIANLUCA MOROZZI
Concludiamo la settimana con Silvia Di GIacomo e il suo inquietante romanzo distopico.
È l'undici maggio del 2031 nel Nuovo Stato Pontificio d'Italia. Da tre anni, in seguito a un sanguinoso attentato in cui ha perso la vita il Santo Padre, gli italiani hanno rinunciato alla Repubblica per uno stato confessionale cattolico. Intanto l'Europa brucia sotto sanguinosi attacchi islamisti. I flussi migratori muovono folle di di sperati e bambini profughi si trovano a vivere soli per le strade delle città. Nello stivale il nuovo potere costituito impone le sue leggi e mina le libertà personali. La convivenza è negata, l'omosessualità perseguitata e la libertà di ricerca scientifica annullata. Il divorzio non esiste più e l'aborto è vietato e severamente punito. La donna è relegata al ruolo di procreatrice con l'obbligo per le spose di sottoporsi a test coercitivi di fertilità. In questo contesto un giudice, imprigionato come nemico della giustizia ecclesiastica, riflette sulla nuova condizione del suo Paese mentre la sua compagna ha adibito un vecchio casale ad albergo dell'amore libero. Qui alcune coppie di amanti si nascondono dall'oscurantismo restauratore.
Silvia Di Giacomo vive e lavora come gemmologa a Bologna.
Esordisce nel 2015 con il racconto "Autoritratto all'inferno", pubblicato nell'antologia "Cadute", edita da Fernandel.
Questo è il suo romanzo d'esordio.
MIRELLA SANTAMATO presenta "INIZIAZIONE SEGRETA ALLA FELICITA'"
Venerdì 19 gennaio alle 18,00
MIRELLA SANTAMATO
presenta
"INIZIAZIONE SEGRETA ALLA FELICITA'"
(infinito edizioni)
interviene SERENELLA GATTI LINARES
Venerdì incontriamo nuovamente Mirella Santamato, che avevamo ospitato tempo fa per presentare "Quando Troia era solo una città".
In questo ultimo saggio l'autrice parla delle fiabe, che non sono "roba per bambini", ma hanno al loro interno un nucleo di verità, tanto che possono iniziarci alla felicità!
Attraverso una rilettura originale e innovativa delle più grandi Fiabe della nostra cultura, l’autrice mostra i segreti nascosti di queste storie antiche che hanno sfidato i millenni.
Come mai le narrazioni negative del mondo sono state considerate vere e addirittura sacre (come la Bibbia e i Testi sacri), mentre i racconti positivi, definiti "Fiabe", altrettanto antichi e che affondano le proprie radici all'origine dell'umanità, sono state bollate come racconti semplicistici e infantili e dunque da considerarsi falsi?
Ognuno di noi si scontra quotidianamente con i propri “Lupi Cattivi” o con le proprie “Matrigne malvagie”, ma le fiabe ci insegnano a uscire da questi meccanismi negativi, per potere finalmente incontrare anche Principi Buoni e Fate Madrine. Attraverso potenti metafore, il nostro stesso vivere quotidiano può trasformarsi, grazie alla consapevolezza insita in queste grandi Storie.
Esse sono rimaste indelebili nei secoli perché nascondono il segreto della trasformazione, per aiutarci ad uscire dalle Trappole Invisibili e per insegnarci a vivere "felici e contenti".
Mirella Santamato, scrittrice, poeta e giornalista, ha collaborato per anni con alcuni settimanali e mensili a diffusione nazionale. Ha vinto numerosi premi di poesia, ha partecipato a vari programmi Rai e Mediaset.
Conduce seminari di riequilibrio tra le energie maschili e femminili e di ricerca della felicità. Tiene conferenze ed incontri in tutta Italia.
MIRELLA SANTAMATO
presenta
"INIZIAZIONE SEGRETA ALLA FELICITA'"
(infinito edizioni)
interviene SERENELLA GATTI LINARES
Venerdì incontriamo nuovamente Mirella Santamato, che avevamo ospitato tempo fa per presentare "Quando Troia era solo una città".
In questo ultimo saggio l'autrice parla delle fiabe, che non sono "roba per bambini", ma hanno al loro interno un nucleo di verità, tanto che possono iniziarci alla felicità!
Attraverso una rilettura originale e innovativa delle più grandi Fiabe della nostra cultura, l’autrice mostra i segreti nascosti di queste storie antiche che hanno sfidato i millenni.
Come mai le narrazioni negative del mondo sono state considerate vere e addirittura sacre (come la Bibbia e i Testi sacri), mentre i racconti positivi, definiti "Fiabe", altrettanto antichi e che affondano le proprie radici all'origine dell'umanità, sono state bollate come racconti semplicistici e infantili e dunque da considerarsi falsi?
Ognuno di noi si scontra quotidianamente con i propri “Lupi Cattivi” o con le proprie “Matrigne malvagie”, ma le fiabe ci insegnano a uscire da questi meccanismi negativi, per potere finalmente incontrare anche Principi Buoni e Fate Madrine. Attraverso potenti metafore, il nostro stesso vivere quotidiano può trasformarsi, grazie alla consapevolezza insita in queste grandi Storie.
Esse sono rimaste indelebili nei secoli perché nascondono il segreto della trasformazione, per aiutarci ad uscire dalle Trappole Invisibili e per insegnarci a vivere "felici e contenti".
Mirella Santamato, scrittrice, poeta e giornalista, ha collaborato per anni con alcuni settimanali e mensili a diffusione nazionale. Ha vinto numerosi premi di poesia, ha partecipato a vari programmi Rai e Mediaset.
Conduce seminari di riequilibrio tra le energie maschili e femminili e di ricerca della felicità. Tiene conferenze ed incontri in tutta Italia.
FRANCESCA CAPELLI incontra le classi della scuola primaria per presentare "IL LETTORE DI PENSIERI"
Giovedì 18 gennaio
FRANCESCA CAPELLI
incontra le classi della scuola primaria per presentare
"IL LETTORE DI PENSIERI"
(Raffaello edizioni)
gli incontri si terranno alle 9,15 e 10,45 (con la scuola primaria Ercolani) e 14,00 (con la Scuola primaria Acri)
... e con chiunque vorrà partecipare!
Giovedì Francesca Capelli affronterà in libreria un tour de force: tre classi della scuola primaria per parlare del suo ultimo libro dedicato nientemeno che ai neuroni specchio!
Non è facile parlare di sistema nervoso, neuroni, neuroni specchio, encefalo, tac…
Lo fa benissimo Francesca Capelli con questo delizioso racconto, condito di ironia e buon gusto, che prende le mosse da una partita di calcio. Nel momento più importante della gara, infatti, il giovane e goffo portiere Mario Bianchi prevede la traiettoria precisa in cui andrà a finire la palla e… para il rigore.
Come ha intuito quel tiro?
Grazie ai neuroni specchio il nostro cervello intuisce i pensieri e le intenzioni altrui. Una delle tante capacità straordinarie della nostra mente.
L'autrice giovedì ne parle rà con tre classi della scuola primaria, in una maratona che, nelle nostre intenzioni e in quelle dell'autrice, vuole seminare curiosità e voglia di leggere e studiare le scienze, che possono essere, se ben raccntate, una grande avventura e un gran divertimento.
Francesca Capelli è nata a Bologna, ma ha vissuto a Madrid, Milano e Firenze prima di approdare a Buenos Aires. È giornalista professionista, specializzata in temi scientifici. Per Raffaello ha pubblicato, in questa collana, il romanzo “Il cacciatore di aria”, che avevamo presentato in libreria nel 2016.
FRANCESCA CAPELLI
incontra le classi della scuola primaria per presentare
"IL LETTORE DI PENSIERI"
(Raffaello edizioni)
gli incontri si terranno alle 9,15 e 10,45 (con la scuola primaria Ercolani) e 14,00 (con la Scuola primaria Acri)
... e con chiunque vorrà partecipare!
Giovedì Francesca Capelli affronterà in libreria un tour de force: tre classi della scuola primaria per parlare del suo ultimo libro dedicato nientemeno che ai neuroni specchio!
Non è facile parlare di sistema nervoso, neuroni, neuroni specchio, encefalo, tac…
Lo fa benissimo Francesca Capelli con questo delizioso racconto, condito di ironia e buon gusto, che prende le mosse da una partita di calcio. Nel momento più importante della gara, infatti, il giovane e goffo portiere Mario Bianchi prevede la traiettoria precisa in cui andrà a finire la palla e… para il rigore.
Come ha intuito quel tiro?
Grazie ai neuroni specchio il nostro cervello intuisce i pensieri e le intenzioni altrui. Una delle tante capacità straordinarie della nostra mente.
L'autrice giovedì ne parle rà con tre classi della scuola primaria, in una maratona che, nelle nostre intenzioni e in quelle dell'autrice, vuole seminare curiosità e voglia di leggere e studiare le scienze, che possono essere, se ben raccntate, una grande avventura e un gran divertimento.
Francesca Capelli è nata a Bologna, ma ha vissuto a Madrid, Milano e Firenze prima di approdare a Buenos Aires. È giornalista professionista, specializzata in temi scientifici. Per Raffaello ha pubblicato, in questa collana, il romanzo “Il cacciatore di aria”, che avevamo presentato in libreria nel 2016.
NANDO MAINARDI presenta "L'IMPORTANTE E' ESAGERARE. STORIA DI ENZO JANNACCI"
Mercoledì 17 gennaio alle 18,00
NANDO MAINARDI
presenta
"L'IMPORTANTE E' ESAGERARE. STORIA DI ENZO JANNACCI"
(Vololibero edizioni)
intervengono
GIANNI GHERARDI e TONI VERONAMercoledì, grazie a Nando Mainardi, l'occasione per ricordare il grande Enzo Jannacci,
L’importante è esagerare non è soltanto il titolo di una canzone: è una dichiarazione di guerra, una confessione esistenziale. Di certo Enzo Jannacci - il suo autore e interprete - è stato il cantautore più esagerato della storia della canzone, in grado di unire opposti normalmente inconciliabili: la tristezza e l’allegria, la tragedia e la farsa, la disperazione e la leggerezza. Coerentissimo dal punto di vista poetico, eppure ogni volta in grado di spiazzare e stupire. Popolare, eppure anticonformista e distante dai gusti e dalle preferenze del grande pubblico. Con la sua aria stranita, Jannacci ha saputo cantare come nessun altro gli ultimi della pista: i barboni, i tossici, le puttane, i telegrafisti dal cuore urgente, quelli che aspe ttano il tram, le donne che passano tristi serate in latteria, gli uomini a metà. È apparso sulla scena con la freschezza di un Buster Keaton nato dalle parti di Lambrate e con la genialità di un Gilbert Bécaud appena dimesso dal neurodeliri; se n’è andato con un’ultima, meravigliosa e definitiva interpretazione di El portava i scarp del tennis. Una storia artistica unica e irripetibile, che merita di essere conosciuta ed esplorata.
Nando Mainardi è nato nel 1972 a Fiorenzuola d'Arda (Piacenza), dove risiede. Attualmente lavora nel campo della comunicazione e della formazione. Nel 2012 ha pubblicato il libro Enzo Jannacci. Il genio del contropiede e nel 2014 Ossessione Calcio. Storie di football e nostalgie. Per Vololibero ha pubblicato nel 2016 La magnifica illusione. Giorgio Gaber e gli anni 70. Ha collaborato con diverse testate giornalistiche e radiofoniche, occupandosi di politica, canzoni e calcio.
Con l'autor e interverranno GIANNI GHERARDI, giornalista, e TONI VERONA, titolare di "Ala Bianca", l'ultima etichetta di Enzo Jannacci.
NANDO MAINARDI
presenta
"L'IMPORTANTE E' ESAGERARE. STORIA DI ENZO JANNACCI"
(Vololibero edizioni)
intervengono
GIANNI GHERARDI e TONI VERONAMercoledì, grazie a Nando Mainardi, l'occasione per ricordare il grande Enzo Jannacci,
L’importante è esagerare non è soltanto il titolo di una canzone: è una dichiarazione di guerra, una confessione esistenziale. Di certo Enzo Jannacci - il suo autore e interprete - è stato il cantautore più esagerato della storia della canzone, in grado di unire opposti normalmente inconciliabili: la tristezza e l’allegria, la tragedia e la farsa, la disperazione e la leggerezza. Coerentissimo dal punto di vista poetico, eppure ogni volta in grado di spiazzare e stupire. Popolare, eppure anticonformista e distante dai gusti e dalle preferenze del grande pubblico. Con la sua aria stranita, Jannacci ha saputo cantare come nessun altro gli ultimi della pista: i barboni, i tossici, le puttane, i telegrafisti dal cuore urgente, quelli che aspe ttano il tram, le donne che passano tristi serate in latteria, gli uomini a metà. È apparso sulla scena con la freschezza di un Buster Keaton nato dalle parti di Lambrate e con la genialità di un Gilbert Bécaud appena dimesso dal neurodeliri; se n’è andato con un’ultima, meravigliosa e definitiva interpretazione di El portava i scarp del tennis. Una storia artistica unica e irripetibile, che merita di essere conosciuta ed esplorata.
Nando Mainardi è nato nel 1972 a Fiorenzuola d'Arda (Piacenza), dove risiede. Attualmente lavora nel campo della comunicazione e della formazione. Nel 2012 ha pubblicato il libro Enzo Jannacci. Il genio del contropiede e nel 2014 Ossessione Calcio. Storie di football e nostalgie. Per Vololibero ha pubblicato nel 2016 La magnifica illusione. Giorgio Gaber e gli anni 70. Ha collaborato con diverse testate giornalistiche e radiofoniche, occupandosi di politica, canzoni e calcio.
Con l'autor e interverranno GIANNI GHERARDI, giornalista, e TONI VERONA, titolare di "Ala Bianca", l'ultima etichetta di Enzo Jannacci.
IL MIO CUORE INTERMINABILE - Laboratorio condotto da Maurizio Cardillo
IL MIO CUORE INTERMINABILE
Leggere la poesia di Pablo Neruda
Laboratorio di arte e tecnica della lettura ad alta voce condotto da
Maurizio Cardillo
Laboratorio di arte e tecnica della lettura ad alta voce condotto da
Maurizio Cardillo
Il mio cuore interminabileè un laboratorio rivolto a tutti coloro che vogliono avvicinare con occhi nuovi gli strumenti espressivi della poesia, trasformandoli in esperienza personale e condivisa. Assenza di giudizio, collaborazione, gioco e ascolto profondo sono l’orizzonte sul quale il laboratorio si disegna. Non esistono lettori bravi o meno bravi: esiste soltanto la capacità di mettersi in gioco per cercare la propria voce poetica. Per ognuno vale la stessa regola: partire da sé per arrivare alla poesia come arte vicina alla persona. Da questo orizzonte ciascun lettore, e il gruppo nel suo insieme, viene portato a una conoscenza attenta del verso, delle sue forme, musica, ritmo, figure.
La lettura finale in libreria, aperta a un piccolo pubblico, costituisce l’emozionante esperienza collettiva dove ciascuno può vivere l’incontro tra le propria personalità e le coinvolgenti parole di uno dei più grandi poeti di tutti i tempi.
PABLO NERUDA: poeta dalla vita avventurosa, esule, agitatore politico, cantore appassionato di tutte le vicende umane, sia quelle più intime che quelle sociali. Celebre già in vita, premio Nobel per la Letteratura nel 1971, il suo mito non accenna a sfumare. Gabriel Garcia Marquez lo ha definito “Il più grande poeta del ventesimo secolo, in qualsiasi lingua”. I suoi temi prediletti sono l’amore sensuale e spirituale, la realtà degli oppressi e dei diseredati di tutto il mondo, la natura, ma anche gli oggetti umili e silenziosi che usiamo tutti i giorni, spesso ignari della loro bellezza. I suoi versi semplici eppure vibranti trasmettono una visione del mondo ricca di incanto e amore per la giustizia, nella quale ciascuno si può riconoscere. Neruda, per il quale “la poesia è un atto d’amore” scolpisce nelle sue liriche immagini indimenticabili. Il suo sentimento del mondo è colorato da tinte drammatiche, sempre illuminate però dall’amore per la vita; i suoi versi, come scrisse Garcia Lorca, “sembrano scritti, più che con l’inchiostro, con il sangue”.
QUANDO - Cinque martedì sera, dalle ore 20.00 alle ore 22.00: 16, 23, 30 gennaio - 06, 13 febbraio 2018 - Lettura finale aperta al pubblico in libreria, sabato 17 febbraio 2017 alle ore 17.30
INFO e ISCRIZIONI - Libreria Ubik Irnerio 051.251050 - bologna@ubiklibri.it
Maurizio Cardillo 328.9383778 - mauriziocardillo@libero.it
MAURIZIO CARDILLO, siciliano, è attore, autore, regista, formatore. Laureato al Dams e diplomato alla Scuola di Teatro di Bologna, fonda da sempre la sua ricerca teatrale su un personale crossover tra dramma, letteratura, comicità, poesia. Ha realizzato spettacoli come autore/attore, ispirandosi ai suoi autori culto: R. Walser, G. Berto, T. Bernhard. E’ stato diretto da Elio De Capitani, Gigi Dall’Aglio, Marco Bernardi, Luigi Gozzi, Nanni Garella, Andrea Adriatico, Renato Carpentieri, Elena Bucci, Paolo Billi e altri. Collabora attualmente con ErosAntEros, Ert, Le Belle Bandiere, Tra un Atto e l’Altro, Società dei Concerti di Parma, Agorà, Pietro Piva, Bruno Stori, Filippo Pagotto. Conduce da molti anni percorsi di conoscenza e approfondimento della poesia e della sua lettura ad alta voce.
La lettura finale in libreria, aperta a un piccolo pubblico, costituisce l’emozionante esperienza collettiva dove ciascuno può vivere l’incontro tra le propria personalità e le coinvolgenti parole di uno dei più grandi poeti di tutti i tempi.
PABLO NERUDA: poeta dalla vita avventurosa, esule, agitatore politico, cantore appassionato di tutte le vicende umane, sia quelle più intime che quelle sociali. Celebre già in vita, premio Nobel per la Letteratura nel 1971, il suo mito non accenna a sfumare. Gabriel Garcia Marquez lo ha definito “Il più grande poeta del ventesimo secolo, in qualsiasi lingua”. I suoi temi prediletti sono l’amore sensuale e spirituale, la realtà degli oppressi e dei diseredati di tutto il mondo, la natura, ma anche gli oggetti umili e silenziosi che usiamo tutti i giorni, spesso ignari della loro bellezza. I suoi versi semplici eppure vibranti trasmettono una visione del mondo ricca di incanto e amore per la giustizia, nella quale ciascuno si può riconoscere. Neruda, per il quale “la poesia è un atto d’amore” scolpisce nelle sue liriche immagini indimenticabili. Il suo sentimento del mondo è colorato da tinte drammatiche, sempre illuminate però dall’amore per la vita; i suoi versi, come scrisse Garcia Lorca, “sembrano scritti, più che con l’inchiostro, con il sangue”.
QUANDO - Cinque martedì sera, dalle ore 20.00 alle ore 22.00: 16, 23, 30 gennaio - 06, 13 febbraio 2018 - Lettura finale aperta al pubblico in libreria, sabato 17 febbraio 2017 alle ore 17.30
INFO e ISCRIZIONI - Libreria Ubik Irnerio 051.251050 - bologna@ubiklibri.it
Maurizio Cardillo 328.9383778 - mauriziocardillo@libero.it
MAURIZIO CARDILLO, siciliano, è attore, autore, regista, formatore. Laureato al Dams e diplomato alla Scuola di Teatro di Bologna, fonda da sempre la sua ricerca teatrale su un personale crossover tra dramma, letteratura, comicità, poesia. Ha realizzato spettacoli come autore/attore, ispirandosi ai suoi autori culto: R. Walser, G. Berto, T. Bernhard. E’ stato diretto da Elio De Capitani, Gigi Dall’Aglio, Marco Bernardi, Luigi Gozzi, Nanni Garella, Andrea Adriatico, Renato Carpentieri, Elena Bucci, Paolo Billi e altri. Collabora attualmente con ErosAntEros, Ert, Le Belle Bandiere, Tra un Atto e l’Altro, Società dei Concerti di Parma, Agorà, Pietro Piva, Bruno Stori, Filippo Pagotto. Conduce da molti anni percorsi di conoscenza e approfondimento della poesia e della sua lettura ad alta voce.
Sergio Rossi presenta "DAL BIG BANG ALLE ONDE GRAVITAZIONALI: PERCHE' RACCONTARE LA SCIENZA AI BAMBINI DAI 7 AI 99 ANNI"
Sabato 16 dicembre alle 17,00
"DAL BIG BANG ALLE ONDE GRAVITAZIONALI:
PERCHE' RACCONTARE LA SCIENZA AI BAMBINI DAI 7 AI 99 ANNI"
SERGIO ROSSI
presenta i suoi più recenti libri:
"IL BIG BANG E LA NASCITA DELL'UNIVERSO" (edizioni EL, età 7+) e
"EINSTEIN L'AVEVA CAPITO: LA SCOPERTA DELLE ONDE GRAVITAZIONALI" (edizioni Feltrinelli, età 12+)
ne parleranno con l'autore:
PIETRO BASSI, editor e divulgatore scientifico e
BENIAMINO SIDOTI, scrittore, addomesticatore di concetti ed esalatore di sapidità.
L'ultimo incontro del 2017, prima della pausa per le feste natalizie, è tra amici.
Ospitiamo nuovamente Sergio Rossi, che ha recentemente dato alle stampe due libri che hanno come comune denominatore la divulgazione scientifica.
Partendo da "Il big Bang e la nascita dell'universo" e "Einstein l'aveva capito", parleremo con Pietro Bassi e Beniamono Sidoti di come e perchè raccontare la scienza oggi, in quali spazi (i nuovi media, i giornali, i libri...) e con quale linguaggio.
Il progresso scientifico a cui stiamo assistendo negli ultimi anni ha dell'incredibile.
Teorie che sembravano fantascientifiche si sono rivelate non solo verosimili, ma anche dimostrabili; le onde gravitazionali che Albert Einstein a veva ipotizzato nella sua teoria della relatività generale sono state realmente individuate nel 2015 e sono valse agli studiosi che le hanno "viste" il nobel per la fisica di quest'anno.
La teoria del big bang - un nome dato per scherno, e invece del tutto calzante - vede descrizioni sempre più accurate e vicine al punto zero.
Si avverte sempre di più l'esigenza, anche per chi ha una formazione lontana da quella scientifica, o non l'ha ancora, di capire meglio e di più cosa sta davvero accadendo, cosa si sta scoprendo.
E l'importanza di una buona divulgazione scientifica - cioè rigorosa, sul piano scientifico, e gradevole e addirittura divertente, su quello narrativo, è fondamentale.
E, in questo ambito, la formazione degli scienziati di domani -o anche solo dei cittadini- è fondamentale.
Sergio Rossi, storico del fumetto e scrittore per ragazzi, si è recentemente ricordato di avere una laurea in fisica, e ha unito i suoi talenti per scrivere due libri che raccontano ai ragazzi -e agli adulti che hanno voglia di imparare) il big bang, per i ragazzi della scuola primaria- e l'importanza della scoperta delle onde gravitazionali per ragazzi dai 12 anni in su.
Così, tra una caccia alle onde che sembra la marcatura a zona del calcio moderno, e l'universo disegnato come un puzzle a cui stiamo per mettere l'ultima tesserina, capiamo anche noi un po' di più, e intanto ci siamo divertiti.
Un pomeriggio che non vi farà rimpiangere Quark!
"DAL BIG BANG ALLE ONDE GRAVITAZIONALI:
PERCHE' RACCONTARE LA SCIENZA AI BAMBINI DAI 7 AI 99 ANNI"
SERGIO ROSSI
presenta i suoi più recenti libri:
"IL BIG BANG E LA NASCITA DELL'UNIVERSO" (edizioni EL, età 7+) e
"EINSTEIN L'AVEVA CAPITO: LA SCOPERTA DELLE ONDE GRAVITAZIONALI" (edizioni Feltrinelli, età 12+)
ne parleranno con l'autore:
PIETRO BASSI, editor e divulgatore scientifico e
BENIAMINO SIDOTI, scrittore, addomesticatore di concetti ed esalatore di sapidità.
L'ultimo incontro del 2017, prima della pausa per le feste natalizie, è tra amici.
Ospitiamo nuovamente Sergio Rossi, che ha recentemente dato alle stampe due libri che hanno come comune denominatore la divulgazione scientifica.
Partendo da "Il big Bang e la nascita dell'universo" e "Einstein l'aveva capito", parleremo con Pietro Bassi e Beniamono Sidoti di come e perchè raccontare la scienza oggi, in quali spazi (i nuovi media, i giornali, i libri...) e con quale linguaggio.
Il progresso scientifico a cui stiamo assistendo negli ultimi anni ha dell'incredibile.
Teorie che sembravano fantascientifiche si sono rivelate non solo verosimili, ma anche dimostrabili; le onde gravitazionali che Albert Einstein a veva ipotizzato nella sua teoria della relatività generale sono state realmente individuate nel 2015 e sono valse agli studiosi che le hanno "viste" il nobel per la fisica di quest'anno.
La teoria del big bang - un nome dato per scherno, e invece del tutto calzante - vede descrizioni sempre più accurate e vicine al punto zero.
Si avverte sempre di più l'esigenza, anche per chi ha una formazione lontana da quella scientifica, o non l'ha ancora, di capire meglio e di più cosa sta davvero accadendo, cosa si sta scoprendo.
E l'importanza di una buona divulgazione scientifica - cioè rigorosa, sul piano scientifico, e gradevole e addirittura divertente, su quello narrativo, è fondamentale.
E, in questo ambito, la formazione degli scienziati di domani -o anche solo dei cittadini- è fondamentale.
Sergio Rossi, storico del fumetto e scrittore per ragazzi, si è recentemente ricordato di avere una laurea in fisica, e ha unito i suoi talenti per scrivere due libri che raccontano ai ragazzi -e agli adulti che hanno voglia di imparare) il big bang, per i ragazzi della scuola primaria- e l'importanza della scoperta delle onde gravitazionali per ragazzi dai 12 anni in su.
Così, tra una caccia alle onde che sembra la marcatura a zona del calcio moderno, e l'universo disegnato come un puzzle a cui stiamo per mettere l'ultima tesserina, capiamo anche noi un po' di più, e intanto ci siamo divertiti.
Un pomeriggio che non vi farà rimpiangere Quark!
PASQUALE BARILE presenta "IMHOTEP L'architetto dell'eternità"
Venerdì 15 dicembre alle 18,00
PASQUALE BARILE
presenta
"IMHOTEP L'architetto dell'eternità"
(Enigma edizioni)
interviene l'archeologa
MARIA LONGHENA
Venerdì Pasquale Barile ci porta lontano nello spazio e nel tempo, nell'Egitto dei faraoni.
Menfi, Egitto, 2600 a.C., Imhotep, Grande Sacerdote di Eliopoli, muore; i sacerdoti detentori della sacra arte di Anubis preparano il suo corpo per il lungo viaggio verso il regno di Osiride.
Cairo, Egitto, 12 gennaio 1959, nelle acque del Nilo viene ritrovato il cadavere di un archeologo con in tasca un biglietto su cui c’è scritto: ho paura. Sembra la trama dell’ultimo romanzo di James Rollins, ma sono solo alcuni degli eventi collegati alla figura di Imhotep, antico sacerdote che da 4500 anni continua a far parlare di sé. Eppure di lui si sa pochissimo: le statuette lo raffigurano seduto con un foglio di papiro srotolato sulle gambe e la testa calva; gli antichi testi lo definiscono medico, letterato, architetto, astronomo e mago; nel corso dei secoli edifici sacri furono innalzati in suo onore in tutto l’Egitto, da Menfi all’Isola di Philae. I più grandi archeologi del secolo scorso hanno dedicato la loro vita alla ricerca della tomba di Imhotep, e qualcuno ha anche pagato un prezzo salato, rimettendoci la vita stessa. Troppo poco per un semplice sacerdote che gli antichi egizi veneravano come il Figlio di Ptah. Le sue intuizioni hanno ispirato l’intera conoscenza occidentale, dalle eresie del primo cristianesimo alle teorie rivoluzionarie dello gnosticismo di Giordano Bruno. Rispolverando antichi reperti, frugando tra papiri e vecchi codici e analizzando le nuove scoperte archeologiche, l’autore del libro cerca di ricostruire la singolare storia di Imhotep e della sua ascesa nell’Olimpo degli dei. Una storia diversa dalle altre, una storia su cui dev’essere ancora scritta la parola fine.
Pasquale Barile, egittologo freelance e scrittore, si occupa di lingue antiche e genesi della civiltà. Fondatore e presidente della Ancient World Society e di HistoryLab, svolge un’intensa attivit&agr ave; di ricerca, divulgazione e didattica della storia. Ha curato l’allestimento delle cornici elettroniche presso il Museo della Preistoria “Luigi Donini” di San Lazzaro di Savena (BO). Vive a Bologna.
PASQUALE BARILE
presenta
"IMHOTEP L'architetto dell'eternità"
(Enigma edizioni)
interviene l'archeologa
MARIA LONGHENA
Venerdì Pasquale Barile ci porta lontano nello spazio e nel tempo, nell'Egitto dei faraoni.
Menfi, Egitto, 2600 a.C., Imhotep, Grande Sacerdote di Eliopoli, muore; i sacerdoti detentori della sacra arte di Anubis preparano il suo corpo per il lungo viaggio verso il regno di Osiride.
Cairo, Egitto, 12 gennaio 1959, nelle acque del Nilo viene ritrovato il cadavere di un archeologo con in tasca un biglietto su cui c’è scritto: ho paura. Sembra la trama dell’ultimo romanzo di James Rollins, ma sono solo alcuni degli eventi collegati alla figura di Imhotep, antico sacerdote che da 4500 anni continua a far parlare di sé. Eppure di lui si sa pochissimo: le statuette lo raffigurano seduto con un foglio di papiro srotolato sulle gambe e la testa calva; gli antichi testi lo definiscono medico, letterato, architetto, astronomo e mago; nel corso dei secoli edifici sacri furono innalzati in suo onore in tutto l’Egitto, da Menfi all’Isola di Philae. I più grandi archeologi del secolo scorso hanno dedicato la loro vita alla ricerca della tomba di Imhotep, e qualcuno ha anche pagato un prezzo salato, rimettendoci la vita stessa. Troppo poco per un semplice sacerdote che gli antichi egizi veneravano come il Figlio di Ptah. Le sue intuizioni hanno ispirato l’intera conoscenza occidentale, dalle eresie del primo cristianesimo alle teorie rivoluzionarie dello gnosticismo di Giordano Bruno. Rispolverando antichi reperti, frugando tra papiri e vecchi codici e analizzando le nuove scoperte archeologiche, l’autore del libro cerca di ricostruire la singolare storia di Imhotep e della sua ascesa nell’Olimpo degli dei. Una storia diversa dalle altre, una storia su cui dev’essere ancora scritta la parola fine.
Pasquale Barile, egittologo freelance e scrittore, si occupa di lingue antiche e genesi della civiltà. Fondatore e presidente della Ancient World Society e di HistoryLab, svolge un’intensa attivit&agr ave; di ricerca, divulgazione e didattica della storia. Ha curato l’allestimento delle cornici elettroniche presso il Museo della Preistoria “Luigi Donini” di San Lazzaro di Savena (BO). Vive a Bologna.
ANDREA CAPOZUCCA presenta "IL TRANELLO e la soluzione matematica"
Giovedì 14 dicembre alle 18,00
ANDREA CAPOZUCCA
presenta
"IL TRANELLO e la soluzione matematica"
(Giaconi editore)
intervengono
ALESSANDRA CALANCHI
GIAN ITALO BISCHI
Giovedì un romanzo per ragazzi che unisce il fantastico, la storia e la matematica in un crogiuolo davvero interessante.
Silvia ama la vita del collegio, ideale per sopire gli incubi e i ricordi dei bombardamenti. Ma la tranquillità finisce quando Andrea, garzone nel castello di famiglia, le rivela che suo padre, il duca Duino, è scomparso misteriosamente. Per impedire allora che il mani ero venga venduto i due ragazzi, fra intrighi e scambi di persona, di giorno fingono che il duca sia ancora al suo posto; di notte indagano su cosa possa essergli accaduto davvero. Per ritrovare suo padre Silvia dovrà imparare a vedere ciò che all'apparenza è invisibile. In un vortice di colpi di scena, statue animate, draghi parlanti e grandi personaggi del passato, affronterà un percorso straordinario nella Magica Dimensione della Matematica e forse capirà che è inutile rimuovere il passato senza tentare prima di comprenderlo. Età di lettura: da 10 anni.
Andrea Capozucca è docente di matematica e fisica presso il liceo di Recanati.
Attualmente impegnato presso l’università di Urbino con un progetto di ricerca in scienza della complessità, lavora da oltre dieci anni nel campo della divulgazione, del publicengagement e del science outreach.
È, inoltre, cantante e autore.
ANDREA CAPOZUCCA
presenta
"IL TRANELLO e la soluzione matematica"
(Giaconi editore)
intervengono
ALESSANDRA CALANCHI
GIAN ITALO BISCHI
Giovedì un romanzo per ragazzi che unisce il fantastico, la storia e la matematica in un crogiuolo davvero interessante.
Silvia ama la vita del collegio, ideale per sopire gli incubi e i ricordi dei bombardamenti. Ma la tranquillità finisce quando Andrea, garzone nel castello di famiglia, le rivela che suo padre, il duca Duino, è scomparso misteriosamente. Per impedire allora che il mani ero venga venduto i due ragazzi, fra intrighi e scambi di persona, di giorno fingono che il duca sia ancora al suo posto; di notte indagano su cosa possa essergli accaduto davvero. Per ritrovare suo padre Silvia dovrà imparare a vedere ciò che all'apparenza è invisibile. In un vortice di colpi di scena, statue animate, draghi parlanti e grandi personaggi del passato, affronterà un percorso straordinario nella Magica Dimensione della Matematica e forse capirà che è inutile rimuovere il passato senza tentare prima di comprenderlo. Età di lettura: da 10 anni.
Andrea Capozucca è docente di matematica e fisica presso il liceo di Recanati.
Attualmente impegnato presso l’università di Urbino con un progetto di ricerca in scienza della complessità, lavora da oltre dieci anni nel campo della divulgazione, del publicengagement e del science outreach.
È, inoltre, cantante e autore.
ANTONIO SGOBBA presenta "? IL PARADOSSO DELL'IGNORANZA DA SOCRATE A GOOGLE"
Mercoledì 13 dicembre alle 18,00
ANTONIO SGOBBA
presenta
"? IL PARADOSSO DELL'IGNORANZA DA SOCRATE A GOOGLE"
(edizioni Il Saggiatore)
interviene il giornalista
FRANCESCO SATTA
Anche mercoledì rimaniamo su un tema di bruciante attualità, per quanto da un punto di vista differente. "?" è un'indagine sull'infinita possibilità di sfumature che colorano il concetto di «ignoranza» – tra cavalieri che lottano contro gli ignoranti e ignoranti che diventano i signori del mondo – per scoprire il paradosso più antico di sempre.
Chi ha inventato Internet? Google è Dio? Perché le persone non mi vogliono? Cosa mangiano le tartarughe? Perché i gatti hanno paura dei cetrioli? Ridi pure, lettore: queste domande le hai poste proprio tu, e un programma di analisi ora le sta condividendo con il mondo intero.
Mentre pensi di svelare sempre più i segreti del pianeta grazie a qualche rivista scientifica, squaderni i risultati delle ultime elezioni e condividi su Facebook i tuoi aggiornamenti, una mappa satellitare sa perfettamente dove ti trovi, con chi sei, cosa stai facendo, ti fotografa quando all’alba attraversi le strisce pedonali con il tuo pigiama setoso e le buste della spesa in mano. Hai lo sguardo sereno, lettore. Non sai che ti stiamo guardando. Tu sei Prometeo, eroico profanatore del fuoco. Sei il fratello spirituale di Friedrich Nietzsche. Se fossi un personaggio di Game of Thrones saresti il Guardiano della Notte Jon Snow, il paladino che lotta con tutte le s ue forze per fendere la cortina di ignoranza che aleggia sulla sua vita.
Eppure non sai che non sei tu a conoscere il mondo, ma è il mondo a conoscere tutto di te. È il paradosso dell’ignoranza: non sapremo mai cosa esattamente non sappiamo, e sappiamo solamente ciò che pensiamo di sapere.
Antonio Sgobba è un giornalista e lavora in Rai. Dal 2011 al 2016 è stato il responsabile delle pagine culturali di IL, mensile del Sole 24 ore. Ha collaborato con la Lettura del Corriere della Sera, Wired, Pagina 99 e altre testate.
ANTONIO SGOBBA
presenta
"? IL PARADOSSO DELL'IGNORANZA DA SOCRATE A GOOGLE"
(edizioni Il Saggiatore)
interviene il giornalista
FRANCESCO SATTA
Anche mercoledì rimaniamo su un tema di bruciante attualità, per quanto da un punto di vista differente. "?" è un'indagine sull'infinita possibilità di sfumature che colorano il concetto di «ignoranza» – tra cavalieri che lottano contro gli ignoranti e ignoranti che diventano i signori del mondo – per scoprire il paradosso più antico di sempre.
Chi ha inventato Internet? Google è Dio? Perché le persone non mi vogliono? Cosa mangiano le tartarughe? Perché i gatti hanno paura dei cetrioli? Ridi pure, lettore: queste domande le hai poste proprio tu, e un programma di analisi ora le sta condividendo con il mondo intero.
Mentre pensi di svelare sempre più i segreti del pianeta grazie a qualche rivista scientifica, squaderni i risultati delle ultime elezioni e condividi su Facebook i tuoi aggiornamenti, una mappa satellitare sa perfettamente dove ti trovi, con chi sei, cosa stai facendo, ti fotografa quando all’alba attraversi le strisce pedonali con il tuo pigiama setoso e le buste della spesa in mano. Hai lo sguardo sereno, lettore. Non sai che ti stiamo guardando. Tu sei Prometeo, eroico profanatore del fuoco. Sei il fratello spirituale di Friedrich Nietzsche. Se fossi un personaggio di Game of Thrones saresti il Guardiano della Notte Jon Snow, il paladino che lotta con tutte le s ue forze per fendere la cortina di ignoranza che aleggia sulla sua vita.
Eppure non sai che non sei tu a conoscere il mondo, ma è il mondo a conoscere tutto di te. È il paradosso dell’ignoranza: non sapremo mai cosa esattamente non sappiamo, e sappiamo solamente ciò che pensiamo di sapere.
Antonio Sgobba è un giornalista e lavora in Rai. Dal 2011 al 2016 è stato il responsabile delle pagine culturali di IL, mensile del Sole 24 ore. Ha collaborato con la Lettura del Corriere della Sera, Wired, Pagina 99 e altre testate.
FRANCESCO PIANTONI presenta "PER UN'ETICA DELL'OSPITALITA'"
Martedì 12 dicembre alle 18,00
FRANCESCO PIANTONI
presenta
"PER UN'ETICA DELL'OSPITALITA'"
edizioni Qiqajon
intervengono:
-Don FABRIZIO MANDREOLI
Insegnante della Facoltà Teologica dell'Emilia Romagna
- Prof. MAURIZIO BERGAMASCHI
coordinatore del Corso di Laurea in Servizio all'Università di Bologna
modera:
MAURO SARTI giornalista del Redattore Sociale
Martedì un libro che nasce nell'ambito della comunità di Bose a cui la casa editrice Qiqajon appartiene, e che ci porta a riflettere su come comportarci di fronte allo straniero che chiede soccorso alle nostre frontiere, sollecitandoci a riscoprire le radici culturali dell'ospitalità.
La tradizione greca classica (Omero e le tragedie) e la Bibbia si sono interrogate a lungo su questo tema. Per l’uomo forse è inevitabile trovarsi tra due fuochi: reclamato dalle leggi umane e concrete da un lato e contemporaneamente dalla Legge divina e inappellabile dall’altro. In questo conflitto abbiamo un solo criterio di orientamento: la nostra responsabilità civile ed etica. Scegliere di essere ospitale per l’uomo di oggi significa saper interpretare i fatti del mondo, ma soprattutto saper conoscere se stesso e i meccanismi della propria costruzione identitaria, per recuperare un’esperienza etica capace di aprire le frontiere e schiudere nuovi orizzonti. È benedetto lo straniero perché ci impone di alzare lo sguardo da modelli economici disumani, per impegnarci a immaginare nuovi modi e forme dello stare assieme.
Piantoni Francesco (Padova 1984), laureato in filosofia, lavora da oltre dieci anni in una cooperativa sociale di Bologna nel campo delle migrazioni, dei servizi di prossimità e dell’accoglienza sociale.
Al termine dell'incontro è previsto un aperitivo offerto dalla cooperativa sociale La Piccola Carovana.
FRANCESCO PIANTONI
presenta
"PER UN'ETICA DELL'OSPITALITA'"
edizioni Qiqajon
intervengono:
-Don FABRIZIO MANDREOLI
Insegnante della Facoltà Teologica dell'Emilia Romagna
- Prof. MAURIZIO BERGAMASCHI
coordinatore del Corso di Laurea in Servizio all'Università di Bologna
modera:
MAURO SARTI giornalista del Redattore Sociale
Martedì un libro che nasce nell'ambito della comunità di Bose a cui la casa editrice Qiqajon appartiene, e che ci porta a riflettere su come comportarci di fronte allo straniero che chiede soccorso alle nostre frontiere, sollecitandoci a riscoprire le radici culturali dell'ospitalità.
La tradizione greca classica (Omero e le tragedie) e la Bibbia si sono interrogate a lungo su questo tema. Per l’uomo forse è inevitabile trovarsi tra due fuochi: reclamato dalle leggi umane e concrete da un lato e contemporaneamente dalla Legge divina e inappellabile dall’altro. In questo conflitto abbiamo un solo criterio di orientamento: la nostra responsabilità civile ed etica. Scegliere di essere ospitale per l’uomo di oggi significa saper interpretare i fatti del mondo, ma soprattutto saper conoscere se stesso e i meccanismi della propria costruzione identitaria, per recuperare un’esperienza etica capace di aprire le frontiere e schiudere nuovi orizzonti. È benedetto lo straniero perché ci impone di alzare lo sguardo da modelli economici disumani, per impegnarci a immaginare nuovi modi e forme dello stare assieme.
Piantoni Francesco (Padova 1984), laureato in filosofia, lavora da oltre dieci anni in una cooperativa sociale di Bologna nel campo delle migrazioni, dei servizi di prossimità e dell’accoglienza sociale.
Al termine dell'incontro è previsto un aperitivo offerto dalla cooperativa sociale La Piccola Carovana.
SANTO TRIOLO presenta il suo romanzo "UNA NOTA STONATA"
Sabato 9 dicembre dalle 10 alle 12,30
firmacopie in libreria di
SANTO TRIOLO
che presenta il suo romanzo
"UNA NOTA STONATA"
(il giovane Holden edizioni)
Sabato mattina dalle 10 alle 12,30 sarà presente in libreria Santo Triolo, poliziotto, scrittore e sceneggiatore teatrale, che dialogherà coi lettori presentanto a chi lo vorrà il suo più recente romanzo, "Una nota stonata".
Eccone in breve la trama:
Al taciturno e ostinato ispettore Iarach viene affidata, mesi dopo l’efferato omicidio, l’indagine sulla morte del professor Bertoni. Uomo solitario, poco amato, sospetto di avere una predilezione per i ragazzi. Riesaminando gli indizi, l’ispettore si convince di avere scoperto chi è l’assassino, ma come riuscire a provarlo quando il malcostume imperante gli sbarra la strada? Quando impunità e omertà regnano sovrane? Nel silenzio dei suoi pensieri, nel gorgo del s uo monologo interiore il poliziotto ci irretisce in un’appassionante caccia alla prova. Attraverso le strade e le piazze di una torbida Bologna ci conduce alla inaspettata soluzione finale.
Un giallo d’atmosfera, una perfetta ricostruzione di indagine.
Il talento di Santo Triolo sta soprattutto nella sua indomita vocazione a penetrare nel cuore della natura umana, riuscendo a vedere con spietata chiarezza i risvolti più intimi e nascosti degli uomini, a catturare i vizi, istinti segreti e morbosi, a trasformare resoconti di polizia in avventure, non c’è pagina in cui non si avverta, non si intuisca, la vita, con le stagioni, i sapori, gli odori. Sa costruire il clima giusto, l’atmosfera che il lettore non dimenticherà più: piova o tiri vento, o ci sia nebbia, non c’è possibilità che chi legge sia sopraffatto dalla noia o colto dalla distrazione. Triolo lo conduce per mano dove vuole, anzi lo tiene in pugno , sino alla fine.
Santo Triolo, nato in Sicilia, risiede a Bologna.
Fino al 2012 in servizio presso la Squadra Mobile della Questura di Bologna con l'incarico di responsabile operativo di una Squadra Antidroga.
Ha promosso e realizzato la rappresentazione teatrale di "Senza fissa dimora in Centrale", presso Teatro Testoni di Bologna, con interpreti poliziotti e tossicodipendenti. Ha organizzato i convegni "Poliziotti tra emergenze e solidarietà" e "Contro il femminicidio".
firmacopie in libreria di
SANTO TRIOLO
che presenta il suo romanzo
"UNA NOTA STONATA"
(il giovane Holden edizioni)
Sabato mattina dalle 10 alle 12,30 sarà presente in libreria Santo Triolo, poliziotto, scrittore e sceneggiatore teatrale, che dialogherà coi lettori presentanto a chi lo vorrà il suo più recente romanzo, "Una nota stonata".
Eccone in breve la trama:
Al taciturno e ostinato ispettore Iarach viene affidata, mesi dopo l’efferato omicidio, l’indagine sulla morte del professor Bertoni. Uomo solitario, poco amato, sospetto di avere una predilezione per i ragazzi. Riesaminando gli indizi, l’ispettore si convince di avere scoperto chi è l’assassino, ma come riuscire a provarlo quando il malcostume imperante gli sbarra la strada? Quando impunità e omertà regnano sovrane? Nel silenzio dei suoi pensieri, nel gorgo del s uo monologo interiore il poliziotto ci irretisce in un’appassionante caccia alla prova. Attraverso le strade e le piazze di una torbida Bologna ci conduce alla inaspettata soluzione finale.
Un giallo d’atmosfera, una perfetta ricostruzione di indagine.
Il talento di Santo Triolo sta soprattutto nella sua indomita vocazione a penetrare nel cuore della natura umana, riuscendo a vedere con spietata chiarezza i risvolti più intimi e nascosti degli uomini, a catturare i vizi, istinti segreti e morbosi, a trasformare resoconti di polizia in avventure, non c’è pagina in cui non si avverta, non si intuisca, la vita, con le stagioni, i sapori, gli odori. Sa costruire il clima giusto, l’atmosfera che il lettore non dimenticherà più: piova o tiri vento, o ci sia nebbia, non c’è possibilità che chi legge sia sopraffatto dalla noia o colto dalla distrazione. Triolo lo conduce per mano dove vuole, anzi lo tiene in pugno , sino alla fine.
Santo Triolo, nato in Sicilia, risiede a Bologna.
Fino al 2012 in servizio presso la Squadra Mobile della Questura di Bologna con l'incarico di responsabile operativo di una Squadra Antidroga.
Ha promosso e realizzato la rappresentazione teatrale di "Senza fissa dimora in Centrale", presso Teatro Testoni di Bologna, con interpreti poliziotti e tossicodipendenti. Ha organizzato i convegni "Poliziotti tra emergenze e solidarietà" e "Contro il femminicidio".
CARLO BRACCINI presenta "JIHAD ROMA"
Venerdì 8 dicembre alle 17,00
CARLO BRACCINI
presenta
"JIHAD ROMA"
(Casini editore)
intervengono
ALESSANDRA SELMI e MASSIMO CARPEGNA
Venerdì il romanzo di Carlo Braccini, giornalista di lungo corso, attualmente direttore del canale 148 di Sky Italia "Automoto TV".
Jihad Roma è lo sguardo di uno scrittore di finzione, un romanzo sulla guerra civile che sta squassando il nostro mondo e anche la città che Caput Mundi, per l’autore Carlo Braccini, lo è in tutto. Anche nei sentimenti - il personaggio di Angela è uno di quei “ruoli” femminili che raramente troviamo nei romanzi italiani -, nelle visioni distopiche, come nelle ideologie che stanno strozzando la civiltà.
Carlo Braccini non dice dove sia il bene e il male e nei suoi protagonisti, quattro moschettieri alla deriva, divisi da tutto ma uniti da una determinazione emotiva straordinaria, trova il motore di una guerra sotterranea che solo apparentemente non ha coinvolto (ancora) Roma.
Divise e stereotipi vengono mescolati e traditi, credi religiosi ed emozioni si mixano in una rapsodia politica, sociale, emozionale. Braccini guardando a un futuro prossimo ci mostra il presente, come nelle figure contrapposte e complement ari di Haamid e Amjad, potentissime e umane: a volte la finzione abbatte più muri della politica, la creatività arriva dove nessuno ha il coraggio di andare.
CARLO BRACCINI
presenta
"JIHAD ROMA"
(Casini editore)
intervengono
ALESSANDRA SELMI e MASSIMO CARPEGNA
Venerdì il romanzo di Carlo Braccini, giornalista di lungo corso, attualmente direttore del canale 148 di Sky Italia "Automoto TV".
Jihad Roma è lo sguardo di uno scrittore di finzione, un romanzo sulla guerra civile che sta squassando il nostro mondo e anche la città che Caput Mundi, per l’autore Carlo Braccini, lo è in tutto. Anche nei sentimenti - il personaggio di Angela è uno di quei “ruoli” femminili che raramente troviamo nei romanzi italiani -, nelle visioni distopiche, come nelle ideologie che stanno strozzando la civiltà.
Carlo Braccini non dice dove sia il bene e il male e nei suoi protagonisti, quattro moschettieri alla deriva, divisi da tutto ma uniti da una determinazione emotiva straordinaria, trova il motore di una guerra sotterranea che solo apparentemente non ha coinvolto (ancora) Roma.
Divise e stereotipi vengono mescolati e traditi, credi religiosi ed emozioni si mixano in una rapsodia politica, sociale, emozionale. Braccini guardando a un futuro prossimo ci mostra il presente, come nelle figure contrapposte e complement ari di Haamid e Amjad, potentissime e umane: a volte la finzione abbatte più muri della politica, la creatività arriva dove nessuno ha il coraggio di andare.
MATTEO STRUKUL presenta "I MEDICI. DECADENZA DI UNA FAMIGLIA"
Mercoledì 6 dicembre alle 18,00
MATTEO STRUKUL
presenta
"I MEDICI. DECADENZA DI UNA FAMIGLIA"
(Newton Compton editore)
interviene MARILU' OLIVA
Mercoledì avremo il piacere di ospitare un vecchio amico, Matteo Strukul, scrittore italiano rivelazione dell'anno che ha scalato le classifiche con la sua serie storica "I Medici", grazie alla quale ha vinto quest'anno il premio Bancarella.
Ci presenta mercoledì prossimo "Decadenza di una famiglia", il quarto e conclusivo romanzo della saga, che nel frattempo è stata tradotta in 11 paesi tenendo incollati alle pagine decine di migliaia di lettori.
In questa ultima parte della saga siamo nella Parigi del diciassettesimo secolo e Maria de’ Medici, da poco sposa di Enrico IV di Borbone, si trova ben presto a fare i conti c on le mire rapaci di Henriette d’Entragues. Con un documento scritto, Enrico stesso ha promesso alla propria favorita di prenderla in moglie, e ora quel foglio è l’arma con la quale ricattarlo. Ma non è l’unica minaccia: un’altra arriva da un gruppo di nobili che cospirano per rovesciare il trono. Avvertendo che le sorti proprie e del re sono sempre più critiche, Maria decide allora di affidarsi a Mathieu Laforge, spia e sicario abilissimo, capace di sventare più di una congiura. Ma la regina non sa ancora che il suo destino sarà segnato dalla lotta costante contro coloro che vogliono la fine del suo regno. Quando Enrico IV di Borbone muore, vittima dell’ennesimo complotto, all’orizzonte si profila, inarrestabile, l’ascesa di un astro di prima grandezza della politica francese: il cardinale di Richelieu. Sarà proprio lui, dopo la morte del re, ad acquisire un potere sempre maggiore, tradendo colei ch e più di chiunque altro ne aveva favorito la fortuna: Maria de’ Medici.
Matteo Strukul è laureato in giurisprudenza e dottore di ricerca in diritto europeo, e ha pubblicato diversi romanzi di successo (La giostra dei fiori spezzati, La ballata di Mila, Regina nera, Cucciolo d’uomo, I Cavalieri del Nord, Il sangue dei baroni). Le sue opere sono in corso di pubblicazione in dieci lingue e opzionate per il cinema. Nel 2016 ha pubblicato con la Newton Compton il primo romanzo della saga sui Medici, Una dinastia al potere, vincitore del Premio Bancarella 2017. Sono seguiti Un uomo al potere e Una regina al potere. Scrive per le pagine culturali del «Venerdì di Repubblica» e vive insieme a sua moglie Silvia fra Padova, Berlino e la Transilvania. Il suo sito internet è www.matteostrukul.com
MATTEO STRUKUL
presenta
"I MEDICI. DECADENZA DI UNA FAMIGLIA"
(Newton Compton editore)
interviene MARILU' OLIVA
Mercoledì avremo il piacere di ospitare un vecchio amico, Matteo Strukul, scrittore italiano rivelazione dell'anno che ha scalato le classifiche con la sua serie storica "I Medici", grazie alla quale ha vinto quest'anno il premio Bancarella.
Ci presenta mercoledì prossimo "Decadenza di una famiglia", il quarto e conclusivo romanzo della saga, che nel frattempo è stata tradotta in 11 paesi tenendo incollati alle pagine decine di migliaia di lettori.
In questa ultima parte della saga siamo nella Parigi del diciassettesimo secolo e Maria de’ Medici, da poco sposa di Enrico IV di Borbone, si trova ben presto a fare i conti c on le mire rapaci di Henriette d’Entragues. Con un documento scritto, Enrico stesso ha promesso alla propria favorita di prenderla in moglie, e ora quel foglio è l’arma con la quale ricattarlo. Ma non è l’unica minaccia: un’altra arriva da un gruppo di nobili che cospirano per rovesciare il trono. Avvertendo che le sorti proprie e del re sono sempre più critiche, Maria decide allora di affidarsi a Mathieu Laforge, spia e sicario abilissimo, capace di sventare più di una congiura. Ma la regina non sa ancora che il suo destino sarà segnato dalla lotta costante contro coloro che vogliono la fine del suo regno. Quando Enrico IV di Borbone muore, vittima dell’ennesimo complotto, all’orizzonte si profila, inarrestabile, l’ascesa di un astro di prima grandezza della politica francese: il cardinale di Richelieu. Sarà proprio lui, dopo la morte del re, ad acquisire un potere sempre maggiore, tradendo colei ch e più di chiunque altro ne aveva favorito la fortuna: Maria de’ Medici.
Matteo Strukul è laureato in giurisprudenza e dottore di ricerca in diritto europeo, e ha pubblicato diversi romanzi di successo (La giostra dei fiori spezzati, La ballata di Mila, Regina nera, Cucciolo d’uomo, I Cavalieri del Nord, Il sangue dei baroni). Le sue opere sono in corso di pubblicazione in dieci lingue e opzionate per il cinema. Nel 2016 ha pubblicato con la Newton Compton il primo romanzo della saga sui Medici, Una dinastia al potere, vincitore del Premio Bancarella 2017. Sono seguiti Un uomo al potere e Una regina al potere. Scrive per le pagine culturali del «Venerdì di Repubblica» e vive insieme a sua moglie Silvia fra Padova, Berlino e la Transilvania. Il suo sito internet è www.matteostrukul.com
PAOLO BROGI presenta '68. Ce n'est qu'un début... storie di un mondo in rivolta.
Martedì 5 dicembre alle 18,00
PAOLO BROGI
presenta
'68. Ce n'est qu'un début... storie di un mondo in rivolta.
(Edizioni Imprimatur)
intervengono
BRUNO GIORGINI e FRANCO TRAVAGLINI
Martedì il giornalista Paolo Brogi ci presenta il suo libro sul '68, di cui il prossimo anno si farà di certo un gran parlare, in occasione del cinquantesimo anniversario...
Un anno che ha segnato il mondo intero e che a mezzo secolo di distanza fa ancora parlare di sé, ripercorso in un caleidoscopio di situazioni con la voce dei suoi protagonisti, attraverso una raccolta minuziosa di preziosi frammenti e immagini, con storie inedite e testimonianze di chi c'era.
L’occupazione di Palazzo Campana a Torino, il Vietnam Kongress a Berlino, la Columbia University e i Weathermen negli Stati Uniti, i contadini e gli studenti giapponesi a Narita, i cattolici dell’Isolotto a Firenze e la scuola di Barbiana, il contro-quaresimale a Tr ento, le comuni, il liceo Parini occupato a Milano e il Mamiani a Roma, gli scontri e i ferimenti alla Sapienza, la scoperta che alla Fiat si può scioperare, gli operai di Latina che si ritrovano cantando Azzurro, quelli della Bicocca in lotta contro il cottimo e quelli dell’Henraux che scaricano blocchi di marmo in mezzo alle strade, gli Uccelli di architettura a Roma, i terremotati del Belice caricati dalla polizia, la contestazione al Festival di Venezia, la quattro giorni di Chicago, i roghi umani a Varsavia contro l’imperialismo russo, Valdagno e la statua di Marzotto buttata giù, il Maggio francese, i braccianti ammazzati ad Avola, le manifestazioni in Brasile, la strage di Tlatelolco, la Scala, la Bussola e tanto ancora. Con 250 minibiografie di chi c’era, la cronistoria e un tributo alle vittime del ’68. Con foto di Uliano Lucas, Silvio Pasquarelli e Sergio Gattai.
Paolo Brogi, giornalista, nel ’68 era a Pisa. Ha lavorato a «Reporter», «L’Europeo», «Il Corriere della Sera». Ha un blog, www.brogi.info. Tra le sue ultime pubblicazioni per Imprimatur: Uomini e donne del Sud (2012), Eroi e poveri diavoli della Grande Guerra (2014), Ho avuto un’idea (2015) e Impiccateli! (2016).
PAOLO BROGI
presenta
'68. Ce n'est qu'un début... storie di un mondo in rivolta.
(Edizioni Imprimatur)
intervengono
BRUNO GIORGINI e FRANCO TRAVAGLINI
Martedì il giornalista Paolo Brogi ci presenta il suo libro sul '68, di cui il prossimo anno si farà di certo un gran parlare, in occasione del cinquantesimo anniversario...
Un anno che ha segnato il mondo intero e che a mezzo secolo di distanza fa ancora parlare di sé, ripercorso in un caleidoscopio di situazioni con la voce dei suoi protagonisti, attraverso una raccolta minuziosa di preziosi frammenti e immagini, con storie inedite e testimonianze di chi c'era.
L’occupazione di Palazzo Campana a Torino, il Vietnam Kongress a Berlino, la Columbia University e i Weathermen negli Stati Uniti, i contadini e gli studenti giapponesi a Narita, i cattolici dell’Isolotto a Firenze e la scuola di Barbiana, il contro-quaresimale a Tr ento, le comuni, il liceo Parini occupato a Milano e il Mamiani a Roma, gli scontri e i ferimenti alla Sapienza, la scoperta che alla Fiat si può scioperare, gli operai di Latina che si ritrovano cantando Azzurro, quelli della Bicocca in lotta contro il cottimo e quelli dell’Henraux che scaricano blocchi di marmo in mezzo alle strade, gli Uccelli di architettura a Roma, i terremotati del Belice caricati dalla polizia, la contestazione al Festival di Venezia, la quattro giorni di Chicago, i roghi umani a Varsavia contro l’imperialismo russo, Valdagno e la statua di Marzotto buttata giù, il Maggio francese, i braccianti ammazzati ad Avola, le manifestazioni in Brasile, la strage di Tlatelolco, la Scala, la Bussola e tanto ancora. Con 250 minibiografie di chi c’era, la cronistoria e un tributo alle vittime del ’68. Con foto di Uliano Lucas, Silvio Pasquarelli e Sergio Gattai.
Paolo Brogi, giornalista, nel ’68 era a Pisa. Ha lavorato a «Reporter», «L’Europeo», «Il Corriere della Sera». Ha un blog, www.brogi.info. Tra le sue ultime pubblicazioni per Imprimatur: Uomini e donne del Sud (2012), Eroi e poveri diavoli della Grande Guerra (2014), Ho avuto un’idea (2015) e Impiccateli! (2016).
Paura sotto la pelle - Evento alla Salaborsa
Venerdì 1 dicembre e sabato 2 dicembre
vi invitiamo a partecipare a una iniziativa che si terrà in Biblioteca Salaborsa nell'auditorium Biagi: noi saremo lì curando la vendita dei libri degli autori presenti.
Paura sotto la pelle è Il primo evento bolognese sulla paura: come si coniuga, in parole e immagini, e come si trasmette dalle parole alle immagini. Tra narrativa, fumetti, fiction e cinema.
Alcuni tra i più noti scrittori, sceneggiatori, registi e critici cinematografici di settore analizzeranno il processo di generazione della paura, nel lettore e nello spettatore.
L’evento nasce da un’idea di Giusy Giulianini, sviluppata poi in progetto con lo scrittore-sceneggiatore Diego Collaveri, il critico cinematografico Giovanni Modica e lo scrittore e appassionato cinefilo Fabio Mundadori, che a questo fine hanno dato vita al LABORATORIO DELLA CONTROREALTA’.
Il pomeriggio dell’1 dicembre sarà articolato in tre sessioni - La paura attraverso le parole, La sceneggiatura come scrittura di frontiera tra parole e immagini, La paura nel fumetto, che coniuga parole e immagini – durante le quali interverranno in qualità di relatori: Angela Capobianchi (La paura nel giallo contemporaneo di gusto classico), Andrea Carlo Cappi (La paura tra avventura e spionaggio), Roberto Carboni (Il noir come romanzo sociale), Piera Carlomagno (La cronaca nera come ispirazione della narrativa), Patrizia Debicke (Il giallo di gusto storico), Romano De Marco (La paura metropolitana), Enrico Luceri (La paura nel giallo classico), Luca Martinelli (Sherlock Holmes, un mito che non tramonta), Paolo Roversi (Un editore tra le infinite sfumature della paura); Gianluca Morozzi (Il rapporto tra parole e immagini nel fumetto della paura), Claudio Chiaverotti (Il fascino della paur a negli eroi dei fumetti, da Morgan Lost a Dylan Dog); Biagio Proietti (La sceneggiatura originale o l’adattamento da romanzo nella grande stagione degli sceneggiati televisivi). Opinionisti speciali delle tre sessioni saranno il Prof Luigi Weber, docente universitario di Letteratura contemporanea, la scrittrice e opinionista televisiva Maria Silvia Avanzato, oltre agli scrittori Fabio Mundadori e Diego Collaveri e al critico cinematografico Giovanni Modica.
Il pomeriggio del 2 dicembre sarà dedicato alla sessione La paura attraverso le immagini, durante la quale interverranno in qualità di relatori: Erica Arosio e Alessandro Berselli (Il cinema come fonte d’ispirazione per la narrativa), Giuseppe Cozzolino (La scrittura cinematografica nell’esperienza di Noir factory), Roberto D’Antona (Il nuovo gusto dell’horror), Pupi e Antonio Avati (Gli strumenti dello sceneggiatore e del regista per trasmettere la paura; Un classico: La casa da lle finestre che ridono; Il signor diavolo, un gusto immutato per l’horror). Opinionisti speciali della sessione saranno – oltre al Prof Luigi Weber, Maria Silvia Avanzato, Fabio Mundadori, Diego Collaveri e Giovanni Modica – i critici cinematografici Giuseppe Cozzolino e Luca Servini.
L’evento sarà condotto da Giusy Giulianini, blogger e organizzatrice di eventi culturali incentrati sulla narrativa crime.
vi invitiamo a partecipare a una iniziativa che si terrà in Biblioteca Salaborsa nell'auditorium Biagi: noi saremo lì curando la vendita dei libri degli autori presenti.
Paura sotto la pelle è Il primo evento bolognese sulla paura: come si coniuga, in parole e immagini, e come si trasmette dalle parole alle immagini. Tra narrativa, fumetti, fiction e cinema.
Alcuni tra i più noti scrittori, sceneggiatori, registi e critici cinematografici di settore analizzeranno il processo di generazione della paura, nel lettore e nello spettatore.
L’evento nasce da un’idea di Giusy Giulianini, sviluppata poi in progetto con lo scrittore-sceneggiatore Diego Collaveri, il critico cinematografico Giovanni Modica e lo scrittore e appassionato cinefilo Fabio Mundadori, che a questo fine hanno dato vita al LABORATORIO DELLA CONTROREALTA’.
Il pomeriggio dell’1 dicembre sarà articolato in tre sessioni - La paura attraverso le parole, La sceneggiatura come scrittura di frontiera tra parole e immagini, La paura nel fumetto, che coniuga parole e immagini – durante le quali interverranno in qualità di relatori: Angela Capobianchi (La paura nel giallo contemporaneo di gusto classico), Andrea Carlo Cappi (La paura tra avventura e spionaggio), Roberto Carboni (Il noir come romanzo sociale), Piera Carlomagno (La cronaca nera come ispirazione della narrativa), Patrizia Debicke (Il giallo di gusto storico), Romano De Marco (La paura metropolitana), Enrico Luceri (La paura nel giallo classico), Luca Martinelli (Sherlock Holmes, un mito che non tramonta), Paolo Roversi (Un editore tra le infinite sfumature della paura); Gianluca Morozzi (Il rapporto tra parole e immagini nel fumetto della paura), Claudio Chiaverotti (Il fascino della paur a negli eroi dei fumetti, da Morgan Lost a Dylan Dog); Biagio Proietti (La sceneggiatura originale o l’adattamento da romanzo nella grande stagione degli sceneggiati televisivi). Opinionisti speciali delle tre sessioni saranno il Prof Luigi Weber, docente universitario di Letteratura contemporanea, la scrittrice e opinionista televisiva Maria Silvia Avanzato, oltre agli scrittori Fabio Mundadori e Diego Collaveri e al critico cinematografico Giovanni Modica.
Il pomeriggio del 2 dicembre sarà dedicato alla sessione La paura attraverso le immagini, durante la quale interverranno in qualità di relatori: Erica Arosio e Alessandro Berselli (Il cinema come fonte d’ispirazione per la narrativa), Giuseppe Cozzolino (La scrittura cinematografica nell’esperienza di Noir factory), Roberto D’Antona (Il nuovo gusto dell’horror), Pupi e Antonio Avati (Gli strumenti dello sceneggiatore e del regista per trasmettere la paura; Un classico: La casa da lle finestre che ridono; Il signor diavolo, un gusto immutato per l’horror). Opinionisti speciali della sessione saranno – oltre al Prof Luigi Weber, Maria Silvia Avanzato, Fabio Mundadori, Diego Collaveri e Giovanni Modica – i critici cinematografici Giuseppe Cozzolino e Luca Servini.
L’evento sarà condotto da Giusy Giulianini, blogger e organizzatrice di eventi culturali incentrati sulla narrativa crime.
ANDREA MALOSSINI presenta "LE TORRI DI BOLOGNA" e "LE CHIAVI DEL TEMPO"
Sabato 2 dicembre alle 17,00
ANDREA MALOSSINI
presenta
"LE TORRI DI BOLOGNA" e "LE CHIAVI DEL TEMPO"
(edizioni I libri di Emil)
intervengono
ROBERTO COLOMBARI, scrittore
MATTEO GIOVANARDI, proprietario della Torre Prendiparte
Sabato ospiteremo Andrea Malossini, che ci presenta ben due libri di ambientazione bolognese, un saggio e un romanzo.
"Le torri di Bologna" ci racconta le torri cittadine, esistenti o scomparse, in una guida ricca di aneddoti e curiosità.
Il sottotitolo è suggestivo: Guida alle torri medievali bolognesi da visitare o immaginare.
Maestose e secolari, nascoste in altri edifici o perdute per sempre, le torri di Bologna sprigionano ancora tutto il loro fascino, mute testimoni delle lotte che infiammarono il Basso Medioevo italiano. Erette tra l’XI e il XIII secolo, ognuna di esse è legata indissolubilmente alla storia di Bologna, fatta di intrighi e di lotte di potere tra fazioni guelfe e
ghibelline, e a quella dei suoi committenti, con un insospettabile fardello di leggende sanguinose e
amori tragici. Un patrimonio architettonico che ha reso Bologna una città unica al mondo e che
merita di essere riscoperto e preservato.
La guida è corredata da un ricco apparato di immagini a colori e di informazioni pratiche sulle torri aperte al pubblico.
La gu ida propone le schede delle 22 torri medievali di Bologna ancora visibili, delle due torri-
campanili e dei quattro torresotti superstiti (28 schede in totale). Sono inoltre descritte brevemente
altre 66 tra torri scomparse, per le quali si hanno fonti attestate sulla loro esistenza o ne sono visibili
i resti.
"Le chiavi del tempo" è invece un curioso romanzo ambientato nella Bologna a cavallo fra Duecento e Novecento sotto le torri di Bologna.
Arturo Brunelli, ventenne nato nel 1217, si ritrova nella Bologna del 1977 - durante la rivolta
studentesca - dopo un viaggio temporale di 740 anni. Una trentina d’anni dopo la moglie Christine
e il figlio Jacopo viaggeranno nel tempo nel senso opposto, giungendo nel 1271, in una Bologna in
piena guerra civile, tormentata dagli scontri tra guelfi e ghibellini.
Il varco per questi salti temporali sono le porte delle torri di Bologna, illuminate dalla magica lapis specularis e dal misterioso benvenuto: Ostium non Hostium.
La storia si svolge sullo sfondo degli eventi che trasformarono Bologna tra il 1271 e il 1273: la guerra tra Bologna e Venezia e poi contro Forlì; le imprese alchemiche di San Tommaso d’Aquino; la morte di re Enzo; la poesia del Guinizzelli; la caccia dell’Inquisizione agli eretici; le imprese dei personaggi danteschi Piero di Pier da Medicina, Taddeo Alderotti, e dei frati gaudenti Catalano di Guido di Donna Ostia, Loderingo degli Andalò, nonché del malvagio Bombologno Mussolini.
Arturo tornerà nel 1273 per ritrovare il suo passato e per rivivere il futuro che aveva già vissuto: una
lotta contro il tempo per mettersi in salvo con la sua famiglia e ritornare nella Bologna del XX secolo.
Andrea Malossini è giornalista, scrittore e autore tv; esperto di tradizioni popolari e appassionato di storia medievale, ha pubblicato una ventina di libri per gli editori Garzanti, A.V allardi, e Area51 Publishing, sui temi della stregoneria, della superstizione e dei santi, nonché dizionari tematici.
ANDREA MALOSSINI
presenta
"LE TORRI DI BOLOGNA" e "LE CHIAVI DEL TEMPO"
(edizioni I libri di Emil)
intervengono
ROBERTO COLOMBARI, scrittore
MATTEO GIOVANARDI, proprietario della Torre Prendiparte
Sabato ospiteremo Andrea Malossini, che ci presenta ben due libri di ambientazione bolognese, un saggio e un romanzo.
"Le torri di Bologna" ci racconta le torri cittadine, esistenti o scomparse, in una guida ricca di aneddoti e curiosità.
Il sottotitolo è suggestivo: Guida alle torri medievali bolognesi da visitare o immaginare.
Maestose e secolari, nascoste in altri edifici o perdute per sempre, le torri di Bologna sprigionano ancora tutto il loro fascino, mute testimoni delle lotte che infiammarono il Basso Medioevo italiano. Erette tra l’XI e il XIII secolo, ognuna di esse è legata indissolubilmente alla storia di Bologna, fatta di intrighi e di lotte di potere tra fazioni guelfe e
ghibelline, e a quella dei suoi committenti, con un insospettabile fardello di leggende sanguinose e
amori tragici. Un patrimonio architettonico che ha reso Bologna una città unica al mondo e che
merita di essere riscoperto e preservato.
La guida è corredata da un ricco apparato di immagini a colori e di informazioni pratiche sulle torri aperte al pubblico.
La gu ida propone le schede delle 22 torri medievali di Bologna ancora visibili, delle due torri-
campanili e dei quattro torresotti superstiti (28 schede in totale). Sono inoltre descritte brevemente
altre 66 tra torri scomparse, per le quali si hanno fonti attestate sulla loro esistenza o ne sono visibili
i resti.
"Le chiavi del tempo" è invece un curioso romanzo ambientato nella Bologna a cavallo fra Duecento e Novecento sotto le torri di Bologna.
Arturo Brunelli, ventenne nato nel 1217, si ritrova nella Bologna del 1977 - durante la rivolta
studentesca - dopo un viaggio temporale di 740 anni. Una trentina d’anni dopo la moglie Christine
e il figlio Jacopo viaggeranno nel tempo nel senso opposto, giungendo nel 1271, in una Bologna in
piena guerra civile, tormentata dagli scontri tra guelfi e ghibellini.
Il varco per questi salti temporali sono le porte delle torri di Bologna, illuminate dalla magica lapis specularis e dal misterioso benvenuto: Ostium non Hostium.
La storia si svolge sullo sfondo degli eventi che trasformarono Bologna tra il 1271 e il 1273: la guerra tra Bologna e Venezia e poi contro Forlì; le imprese alchemiche di San Tommaso d’Aquino; la morte di re Enzo; la poesia del Guinizzelli; la caccia dell’Inquisizione agli eretici; le imprese dei personaggi danteschi Piero di Pier da Medicina, Taddeo Alderotti, e dei frati gaudenti Catalano di Guido di Donna Ostia, Loderingo degli Andalò, nonché del malvagio Bombologno Mussolini.
Arturo tornerà nel 1273 per ritrovare il suo passato e per rivivere il futuro che aveva già vissuto: una
lotta contro il tempo per mettersi in salvo con la sua famiglia e ritornare nella Bologna del XX secolo.
Andrea Malossini è giornalista, scrittore e autore tv; esperto di tradizioni popolari e appassionato di storia medievale, ha pubblicato una ventina di libri per gli editori Garzanti, A.V allardi, e Area51 Publishing, sui temi della stregoneria, della superstizione e dei santi, nonché dizionari tematici.
ROBERTO MARCHESINI presenta "TECNOSFERA. PROIEZIONI PER UN FUTURO POSTUMANO"
Mercoledì 29 novembre alle 18,00
ROBERTO MARCHESINI
presenta
"TECNOSFERA. PROIEZIONI PER UN FUTURO POSTUMANO"
(Castelvecchi editore)
interviene GABRIELE SCARDOVI
Mercoledì abbiamo il piacere di incontrare nuovamente Roberto Marchesini, che ci presenta il suo saggio più recente.
La tecnosfera è un'entità sfuggente, magmatica, imprevedibile.
Se fosse vero che l'essere umano ha il controllo sull'evoluzione della tecnica, la fantascienza dovrebbe essere una finestra sul futuro e l'innovazione portare a compimento il suo dettato visionario o, al limite, essere temporaneamente fermata dal gap realizzativo. Ma non è così.
Dopo il saggio post-human (2002), l'etologo e filosofo Roberto Marchesini torna ad affrontare il nostro rapporto con la tecnologia.
Ne parlerà con GABRIELE SCARDOVI, Life Member del Clare Hall College della University of Cambridge (UK).
Roberto Marchesini è nato a Bologna nel 1959. Fin da piccolo è affascinato dalla natura e dagli animali; collaborando con l’etologo Giorgio Celli, studia le interazioni sociali degli imenotteri con l’ausilio della macrofotografia. Osservando la natura, Marchesini propone nuovi modelli interpretativi del comportamento animale. Alla fine degli anni Ottanta si iscrive alla facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Bologna, con l’intento di studiare il rapporto tra la natura e l’uomo da un punto di vista filosofico. In seguito sviluppa percorsi didattici dedicati ai bambini. A metà degli anni Novanta fonda, assieme alla sua collaboratrice Sabrina Golfetto, la casa editrice Apeiron, con l’obiettivo di divulgare nuove teorie sul mondo animale che superino i concetti dell’antropocentrismo. Nello stesso periodo diventa vegetariano. Nel 1997 fonda a Bologna, sempre con Sabrina Golfetto, la Scuola di Interazione Uomo-Animale. Autore di oltre 40 volumi e di oltre un centinaio di saggi, Roberto Marchesini si è anche dedicato alla narrativa e all’arte.
ROBERTO MARCHESINI
presenta
"TECNOSFERA. PROIEZIONI PER UN FUTURO POSTUMANO"
(Castelvecchi editore)
interviene GABRIELE SCARDOVI
Mercoledì abbiamo il piacere di incontrare nuovamente Roberto Marchesini, che ci presenta il suo saggio più recente.
La tecnosfera è un'entità sfuggente, magmatica, imprevedibile.
Se fosse vero che l'essere umano ha il controllo sull'evoluzione della tecnica, la fantascienza dovrebbe essere una finestra sul futuro e l'innovazione portare a compimento il suo dettato visionario o, al limite, essere temporaneamente fermata dal gap realizzativo. Ma non è così.
Dopo il saggio post-human (2002), l'etologo e filosofo Roberto Marchesini torna ad affrontare il nostro rapporto con la tecnologia.
Ne parlerà con GABRIELE SCARDOVI, Life Member del Clare Hall College della University of Cambridge (UK).
Roberto Marchesini è nato a Bologna nel 1959. Fin da piccolo è affascinato dalla natura e dagli animali; collaborando con l’etologo Giorgio Celli, studia le interazioni sociali degli imenotteri con l’ausilio della macrofotografia. Osservando la natura, Marchesini propone nuovi modelli interpretativi del comportamento animale. Alla fine degli anni Ottanta si iscrive alla facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Bologna, con l’intento di studiare il rapporto tra la natura e l’uomo da un punto di vista filosofico. In seguito sviluppa percorsi didattici dedicati ai bambini. A metà degli anni Novanta fonda, assieme alla sua collaboratrice Sabrina Golfetto, la casa editrice Apeiron, con l’obiettivo di divulgare nuove teorie sul mondo animale che superino i concetti dell’antropocentrismo. Nello stesso periodo diventa vegetariano. Nel 1997 fonda a Bologna, sempre con Sabrina Golfetto, la Scuola di Interazione Uomo-Animale. Autore di oltre 40 volumi e di oltre un centinaio di saggi, Roberto Marchesini si è anche dedicato alla narrativa e all’arte.
"L'ORIGINALE DI GIORGIA E ALTRI RACCONTI" di PAOLO ZANOTTI
Martedì 28 novembre alle 19,00
"L'ORIGINALE DI GIORGIA E ALTRI RACCONTI"
di PAOLO ZANOTTI
(edizioni Pendragon - collana I Chiodi)
intervengono
NICOLA BARILLI, MATTEO MARCHESINI, ALBERTO SEBASTIANI
Una settimana ricca di incontri interessanti e, nel caso del primo incontro di martedì, anche carichi di emozione.
Paolo Zanotti, scomparso prematuramente nel 2012, è stato subito riconosciuto come uno degli scrittori più significativi e promettenti della nuova narrativa italiana. I suoi romanzi, Bambini bonsai e Il testamento Disney, avevano suscitato un consenso unanime per la straordinaria invenzione fantastica unita a un realismo minuzioso, e per la sapienza con cui accostavano apocalisse e leggerezza. Ma nella forma breve va visto un lascito non meno importante. Ognuno dei racconti contenuti nella raccolta che presentiamo martedì costituisce infatti per stile e originalità di sguardo un mondo a parte: si va dalla fulminante fantaecologia di Bambini bonsai (racconto generatore dell’omonimo romanzo, pioniere della climate fiction italiana), alla straziante elegia di La cella geo grafica, fino a quell’imprendibile, aerea descrizione della «natura dell’amore collettivo» che è L’originale di Giorgia. E al centro restano i temi dominanti dell’opera di Zanotti: i sortilegi dell’infanzia, le amicizie di gruppo, gli amori e le illusioni della giovinezza.
Paolo Zanotti (1971-2012) è stato scrittore, saggista, ricercatore, editor, docente universitario, insegnante di scrittura creativa. Come narratore, ha esordito pubblicando diversi racconti sulle riviste «Il Caffè illustrato», «Nuova Prosa» e nell’antologia Best off (minimum fax 2005). Il suo primo romanzo, Bambini bonsai (Ponte alle Grazie), è del 2010, mentre nel 2013 è uscito, sempre per lo stesso editore, Il testamento Disney.
"L'ORIGINALE DI GIORGIA E ALTRI RACCONTI"
di PAOLO ZANOTTI
(edizioni Pendragon - collana I Chiodi)
intervengono
NICOLA BARILLI, MATTEO MARCHESINI, ALBERTO SEBASTIANI
Una settimana ricca di incontri interessanti e, nel caso del primo incontro di martedì, anche carichi di emozione.
Paolo Zanotti, scomparso prematuramente nel 2012, è stato subito riconosciuto come uno degli scrittori più significativi e promettenti della nuova narrativa italiana. I suoi romanzi, Bambini bonsai e Il testamento Disney, avevano suscitato un consenso unanime per la straordinaria invenzione fantastica unita a un realismo minuzioso, e per la sapienza con cui accostavano apocalisse e leggerezza. Ma nella forma breve va visto un lascito non meno importante. Ognuno dei racconti contenuti nella raccolta che presentiamo martedì costituisce infatti per stile e originalità di sguardo un mondo a parte: si va dalla fulminante fantaecologia di Bambini bonsai (racconto generatore dell’omonimo romanzo, pioniere della climate fiction italiana), alla straziante elegia di La cella geo grafica, fino a quell’imprendibile, aerea descrizione della «natura dell’amore collettivo» che è L’originale di Giorgia. E al centro restano i temi dominanti dell’opera di Zanotti: i sortilegi dell’infanzia, le amicizie di gruppo, gli amori e le illusioni della giovinezza.
Paolo Zanotti (1971-2012) è stato scrittore, saggista, ricercatore, editor, docente universitario, insegnante di scrittura creativa. Come narratore, ha esordito pubblicando diversi racconti sulle riviste «Il Caffè illustrato», «Nuova Prosa» e nell’antologia Best off (minimum fax 2005). Il suo primo romanzo, Bambini bonsai (Ponte alle Grazie), è del 2010, mentre nel 2013 è uscito, sempre per lo stesso editore, Il testamento Disney.
ADELE DESIDERI presenta "La figlia della memoria"
Sabato 25 alle 18,00
ADELE DESIDERI
presenta
"La figlia della memoria"
(Moretti&Vitali)
interviene Cinzia Demi.
Sono in corso le celebrazioni in occasione del centenario della Rivoluzione d'Ottobre, e leggere Vladimir Majakovskij è il nostro modo per partecipare.
Majakovskij: una fucina di immagini potenti. Di versi impetuosi, colorati, sensuali.
Un poeta rivoluzionario che scrive e declama teatralmente la rivoluzione della sua poesia.
Un gigante della letteratura che deliberatamente trasforma, moltiplica, iperbolizza la sua autobiografia, anche a partire dalla grande belle zza del suo corpo, della sua figura.
Vladimir Vladimirovic Majakovskij è capace di trasmutarsi in tutto ciò che lo circonda: si incarna continuamente in città, piazze, strade, caffè… in cielo, sole, mare, alberi, vento, fulmini, stelle, tuoni… Al centro del suo provocatorio discorso due parole – Amore e Rivoluzione.
Majakovskij non è soltanto passionale, è la Passione stessa fattasi poesia.
Sabato l'ultimo incontro del ciclo curato da Cinzia Demi, "Memoria e ricordo": tre incontri di narrativa sulla memoria quale fonte inesauribile di ricordo, e sostegno inconscio e ineludibile al passare del tempo, al nostro sopravviere alle gioie e ai dolori.
Incontreremo Adele Desideri, che ci presenterà il suo "La figlia della memoria".
E' la storia di Andreina, che si sente amata ma non compresa dal padre, il quale pare preferire la sorella Tude, un po’ tarchiata e anche cattiv a. Andreina si sente, inoltre, trascurata dalla madre, che - tormentata dalla depressione e da un nevrotico narcisismo - spesso non è in grado di occuparsi delle figlie con la dovuta tenerezza: le allontana, insofferente alla loro presenza.
Sin dalla nascita, Andreina “sente” di non essere desiderata. Ancora in fasce, viene ricoverata sotto la tenda a ossigeno per riprendersi da una polmonite: questa esperienza diventa, per la protagonista, il paradigma dell’abbandono della madre e, poi, di molti di coloro ai quali con il passare degli anni si attacca e dai quali chiede amore, quasi sempre non corrisposto, almeno non come lei si aspetterebbe. La nota critica di Franco Loi e la prefazione di Davide Rondoni attribuiscono a questa storia una legittimità letteraria di riuscito valore. Loi accenna a una capacità di “distacco” progressivo dagli eventi negativi che accompagnano la crescita. Rondoni parla di “racconto di una carnal ità irraggiungibile per tutta la vita".
Ne parleremo sabato, con Cinzia Demi.
ADELE DESIDERI
presenta
"La figlia della memoria"
(Moretti&Vitali)
interviene Cinzia Demi.
Sono in corso le celebrazioni in occasione del centenario della Rivoluzione d'Ottobre, e leggere Vladimir Majakovskij è il nostro modo per partecipare.
Majakovskij: una fucina di immagini potenti. Di versi impetuosi, colorati, sensuali.
Un poeta rivoluzionario che scrive e declama teatralmente la rivoluzione della sua poesia.
Un gigante della letteratura che deliberatamente trasforma, moltiplica, iperbolizza la sua autobiografia, anche a partire dalla grande belle zza del suo corpo, della sua figura.
Vladimir Vladimirovic Majakovskij è capace di trasmutarsi in tutto ciò che lo circonda: si incarna continuamente in città, piazze, strade, caffè… in cielo, sole, mare, alberi, vento, fulmini, stelle, tuoni… Al centro del suo provocatorio discorso due parole – Amore e Rivoluzione.
Majakovskij non è soltanto passionale, è la Passione stessa fattasi poesia.
Sabato l'ultimo incontro del ciclo curato da Cinzia Demi, "Memoria e ricordo": tre incontri di narrativa sulla memoria quale fonte inesauribile di ricordo, e sostegno inconscio e ineludibile al passare del tempo, al nostro sopravviere alle gioie e ai dolori.
Incontreremo Adele Desideri, che ci presenterà il suo "La figlia della memoria".
E' la storia di Andreina, che si sente amata ma non compresa dal padre, il quale pare preferire la sorella Tude, un po’ tarchiata e anche cattiv a. Andreina si sente, inoltre, trascurata dalla madre, che - tormentata dalla depressione e da un nevrotico narcisismo - spesso non è in grado di occuparsi delle figlie con la dovuta tenerezza: le allontana, insofferente alla loro presenza.
Sin dalla nascita, Andreina “sente” di non essere desiderata. Ancora in fasce, viene ricoverata sotto la tenda a ossigeno per riprendersi da una polmonite: questa esperienza diventa, per la protagonista, il paradigma dell’abbandono della madre e, poi, di molti di coloro ai quali con il passare degli anni si attacca e dai quali chiede amore, quasi sempre non corrisposto, almeno non come lei si aspetterebbe. La nota critica di Franco Loi e la prefazione di Davide Rondoni attribuiscono a questa storia una legittimità letteraria di riuscito valore. Loi accenna a una capacità di “distacco” progressivo dagli eventi negativi che accompagnano la crescita. Rondoni parla di “racconto di una carnal ità irraggiungibile per tutta la vita".
Ne parleremo sabato, con Cinzia Demi.
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