"L'ARCHIVISTA" di ANNA VALENTINI

VENERDI' 19 NOVEMBRE ore 18,00

ANNA VALENTINI presenta
"L'ARCHIVISTA" (Minerva edizioni)
interviene Giovanni Pirani


ANNA VALENTINI presenta il romanzo giallo "L'ARCHIVISTA", una vicenda nata dalla passione dell'autrice per i documenti storici.

Clara, archivista dell’antica abbazia di Pietrasanta, ritrova una cronaca manoscritta, nascosta in una nicchia del muro quattrocento anni prima. Da quel momento in poi scene di un remoto passato cominciano ad occupare i suoi sogni, con un senso incombente di presagio. Perché la scoperta di un antico libretto la proietta in maniera inquietante in vicende così lontane dal presente? Chi è l’uomo misterioso che compare nei suoi incubi a turbarla? Decisa ad indagare sulle vicende narrate dalla cronaca, Clara insieme a Massimo, intuitivo restauratore, cerca negli antichi documenti dell’archivio la risposta agli enigmi che sconvolgono il suo presente. Un intreccio avvincente, un giallo a cavallo tra presente e passato, una vicenda irreale. In parte. Fino a che punto l’identità di ognuno di noi è debitrice di storie passate?

ANNA VALENTINI è diplomata in pianoforte e laureata al DAMS in discipline musicali. Ama coniugare musica e storia, privilegiando ora la dimensione scientifica, ora quella creativa. E' autrice di pubblicazioni di carattere musicologico e di testi per il teatro musicale, sia in forma classica sia libera. Ne "L'archivista" ha romanzato la sua passione per la ricerca sui documenti antichi, facendoli vivere con efficacia.






"NUVOLE SULL'EQUATORE. Gli italiani dimenticati. Una storia" di Shirin Ramzanali Fazel

MERCOLEDI'17 NOVEMBRE ore 18,00

SHIRIN RAMZANALI FAZEL
presenta il romanzo
NUVOLE SULL'EQUATORE
. Gli italiani dimenticati. Una storia.
(Edizioni Nerosubianco)

Intervengono Fulvio Pezzarossa e Rebecca Hopkins


Mercoledì prossimo vi invitiamo a partecipare ad un incontro davvero particolare, per la natura del romanzo e per la storia dell'autrice.
Shirin Ramzanali Fazel è infatti una scrittrice di origine Somala che in Italia si occupa di intercultura e scritture migranti, e con il suo romanzo ci offre la possibilità di affacciarci sul mondo africano attraverso la lente di chi compendia, nel proprio percorso, la cultura africana e quella europea, ma anche di capire meglio le vicende italiane in Somalia, in un passato recente che in troppi tendono a dimenticare, per quanto siano causa di pesanti conseguenze per molti.

"NUVOLE SULL'EQUATORE" è prevalentamente ambientato nella Mogadiscio degli anni dell’Amministrazione Fiduciaria Italiana in Somalia e segue le trasformazioni della città fino alla presa del potere da parte del generale Siad Barre. Racconta in particolare le vicende della protagonista Giulia, una bambina meticcia che vive l’esperienza dell’abbandono e che trascorre, come molte sue compagne di quell’epoca postcoloniale, una parte della sua vita nelle missioni delle suore della Consolata. Il periodo dell’AFIS della Somalia è caratterizzato dall’incremento delle nascite di questi ragazzi/e che vengono additati da entrambe le comunità (somala e italiana) come portatori di un forte stigma sociale. In un intreccio di culture e di personaggi così diversi tra loro, Giulia rappresenta l’anello di congiunzione, il ponte che unisce due mondi così distanti, rivendicando però con fierezza la sua diversità. Attraverso la sua storia il romanzo rivela un passato poco noto della storia d’Italia.

SHIRIN RAMZANALI FAZEL è nata a Mogadiscio, figlia di padre pakistano e madre somala. Frequenta le scuole italiane in Somalia, e si trasferirà nel 1971 in Italia, dove ora continua a risiedere dopo una vita in giro per il mondo.
La sua scrittura si occupa di temi legati alla diaspora somala e lei stessa sostiene di scrivere sulla Somalia per mantenere viva la memoria storica del suo paese che è in guerra da decenni. Il suo libro "Lontano da Mogadiscio" è stato pubblicato nel 1994 (Datanews-Roma) , il racconto Il segreto di Ommdurmann nel 1995 su “Studi d'Italianistica nell'Africa Australe” e Gabriele e La Spiaggia nel 2008 rispettivamente su “El Ghibli” e “Scritture Migranti”.

Alcune notizie sugli interlocutori che mercoledì dialogheranno con Shirin Ramzanali Fazel

REBECCA HOPKINS insegna presso la John Hopkins University a Bologna. Ha conseguito il dottorato in letteratura comparata presso la University of California, Los Angeles (USA) e si occupa della letteratura migrante in lingua italiana ed inglese.

FULVIO PEZZAROSSA insegna Sociologia della Letteratura all'Ateneo bolognese. Si occupa da tempo della promozione e dell'analisi critica dei testi prodotti in italiano dalle figure uscite dai movimenti migratori. Ha promosso incontri, seminari e convegni in materia, ed inoltre dirige la rivista specializzata "Scritture Migranti".











"Ipazia, un diavoletto, e molti libri" di Costanza Savini

SABATO 13 NOVEMBRE ore 18,00

COSTANZA SAVINI
presenta
"Ipazia, un diavoletto, e molti libri"
(Ianieri Edizioni)

conduce l'incontro il professor GIORGIO CELLI

letture a cura di Federica Rotelli, sarà presente Susanna De Paolis, autrice dell'illustrazione di copertina, di cui è in corso una mostra in libreria



Ipazia è una bambina che frequenta la V B ed è innamorata dei libri.
Il suo nome rimanda a Ipazia di Alessandria, la grande scienziata e filosofa, divenuta nel tempo un simbolo non solo della emancipazione della donna, ma di rivincita per tutte quelle donne e quelle bambine che tanto hanno dovuto faticare per trovare la propria strada nella vita ed integrarsi nel mondo.
L'Ipazia della nostra storia pensa che il proprio nome non sia frutto del caso, ma faccia della scienziata un nume a cui ispirarsi, anche e proprio per la fatica che fa a trovare il proprio posto nel mondo. Qui non c'è la biblioteca di Alessandria, ma l'armadio dei libri scolastici, da cui Ipazia attinge con avidità, assorbendone le storie e la saggezza. La bambina è accompagnata sempre nelle sue peripezie da una figura immaginaria, metà diavolo e metà angelo, suo spirito guida nelle letture e nelle avventure scolastiche.

Dopo molto tempo in cui i libri saranno per Ipazia davvero l'unica compagnia, l'amore per la lettura farà sì che l'amico immaginario venga sostituito da un amico vero, con cui condividere libri e avventure.
Un racconto che ci ricorda quanto da bambini si sappia ancora sognare, e amare i personaggi dei libri in maniera appassionata e totale. Una lettura che non potevamo non consigliare.

COSTANZA SAVINI è autrice di romanzi e di racconti collocati nell'ambito di un realismo magico che si muove tra un'infanzia ritrovata e una maturità visionaria consapevole del mistero e della bellezza che si nascondono nelle cose. La sua poetica è concepire la letteratura come un viaggio che va ai confini dell'inconoscibile.
Aperta, inoltre ai problemi dell'infanzia e dell'adolescenza, soprattutto quando segnata da una difficile integrazione sociale, ha pensato da sempre di impiegare la letteratura, il teatro e le arti in genere come mezzo di comunicazione privilegiato in grado di superare le barriere psicologiche facendo ricorso ai poteri liberatori dell'immaginazione.















LE ALTRE IMMAGINI DI QUESTO INCONTRO
SONO DISPONIBILI A QUESTO LINK
(clicca!)

"SENZA VIA D'USCITA. L'ULTIMA INDAGINE DEL COMMISSARIO COLAJACONO" di Franco Foschi e Guido Leotta

SABATO 6 NOVEMBRE ore 18,00

FRANCO FOSCHI e GUIDO LEOTTA
presentano il loro nuovo giallo
"SENZA VIA D'USCITA. L'ULTIMA INDAGINE DEL COMMISSARIO COLAJACONO"
(Mobydick editore)

Incontriamo nuovamente Franco Foschi e Guido Leotta, con un nuovo capitolo dei loro gialli a quattro mani. Dopo "Un inverno dispari", uscito nel 2002, e "Il tempo è un cerchio infinito e paziente", del 2005, eccoci a leggere "SENZA VIA D'USCITA".

Questa volta il commissario VIncenzo Colajacono cede all'ennesimo invito del figlio minore, che da tempo vive in Irlanda e vuole che il padre si prenda una vacanza dalle pigre giornate di neo-pensionato. E il commissario seppur recalcitrante va, ed al suo arrivo trova quiete, musica ed omeriche bevute ma, come spesso accade, niente è come appare. O come lo si è sognato. Non saranno solo la falsità e il cinismo - o il rosso del sangue - a metterlo su una strada senza via d'uscita. Lo aspetta un'indagine crudele, quella legata ai moti del cuore, agli affetti più intimi e probabilmente più misteriosi.
Da due autori ben conosciuti ai lettori bolognesi, ed in particolare agli affezionati della libreria Irnerio, la garanzia di un pomeriggio interessante.

Gli autori

FRANCO FOSCHI è nato a Bologna, dove esercita la professione di medico pediatra. Ha pubblicato libri di narrativa, poesia e saggistica con Mobydick, Hobby&Work, Todaro, Perdisa, Passigli e Sironi.
GUIDO LEOTTA, contastorie e musico, è nato a Faenza. Di recente ha festeggiato i vent'anni del Faxtet - bluejazz quintet in cui suona sax e flauto - con l'uscita dell'album Coffee Break.








"IO SONO DORIAN DUM" di Fabio Mundadori

VENERDI' 5 NOVEMBRE ore 18,00

FABIO MUNDADORI
presenta la raccolta di racconti
"IO SONO DORIAN DUM" (edizioni Ego)

Un incontro in collaborazione con l'associazione Vitruvio.

Presenteremo in libreria il volume di Fabio Mundadori, una raccolta di racconti noir. E poichè uno di questi è ambientato ai Bagni di Mario, la grande cisterna cinquecentesca situata alle porte di Bologna che serviva per l'approvigionamento di acque per la fontana del Nettuno, la serata proseguirà proprio ai Bagni di Mario: per chi vorrà ci sarà un reading presso la cisterna, cui seguirà una visita guidata. Il costo della visita è di 5 euro, gratuito per chi acquista il volume in libreria.

C’è una luce che scontorna i confini e dà un senso di sospensione alle cose in un preciso momento del giorno, cioè quando gli ultimi bagliori del sole si stanno spegnendo per dar spazio alla notte: è appena dopo il crepuscolo. A questa luce si ispirano le dodici storie noir raccontate da Fabio Mundadori in “Io sono Dorian Dum”. Racconti di omicidi misteriosi, di creature oscure, di lucida pazzia.

Eppure calati in una realtà così quotidiana da far apparire tutto plausibile. Il merito di questo libro, oltre ad una scrittura briosa ed accattivante, è il fatto che lo scrittore riesce a dare un’ambientazione nostrana e riconoscibile a storie sull’orlo dell’impossibile. Il racconto di apertura “347” parte da un numero di telefono scritto in un bagno di una discoteca e una voce che dice “Questa è la segreteria telefonica del cellulare di Dorian Dum. Se ascoltate questo messaggio sono già morto” per proseguire in una Bologna sotterranea ed antica, lontana dalla solarità per la quale questa città è conosciuta.

Il noir e il fantasy sono ottimi strumenti per indagare sugli aspetti della vita che sfuggono alla logica: le coincidenze, ad esempio, come nel racconto “Trentanove” il cui protagonista si troverà legato a doppia mandata a questo numero, o le paure che scaturiscono dall’inconscio e materializzano forme tenebrose come in “Zolfo”. Mundadori si muove bene in questi mondi, e riesce a mantenere il lettore in questa luce crepuscolare senza mai fargli fare quel salto confortante verso una realtà solo immaginaria.

Nato a Bologna nel 1966, Fabio Mundadori vive a Latina. Da sempre appassionato di letteratura fantasy e gialli, in questo libro ci dà la sua personale interpretazione del noir.

http://www.fabiomundadori.it/