Sabato 2 febbraio alle 17,00
Laura Lecchi
presenta
Vita da social family. Educazione Digitale per genitori nativi 2.0
(Graphot editore)
Oggi è importante essere consapevoli che bisogna dare ai propri figli un'educazione digitale, perché possano proteggersi e non agiscano in modi che potrebbero ledere se stessi o gli altri. I ragazzi sanno che potenzialmente corrono dei rischi, ma non li conoscono tutti, non sanno come possono evitarli e, ancora, non conoscono le conseguenze di certe azioni. L'autrice riflette su cosa possono fare gli adulti, genitori e insegnanti, che ogni giorno sono impegnati nell'educazione dei nativi digitali. Suggerisce come creare un dialogo, come farsi coinvolgere e non escludere dalla vita in rete, così da poter dare ai più giovani un'educazione digitale.
Laura Lecchi,
avvocata e mamma bolognese, ha prima fondato un'associazione Cromosoma 2.0, che si è proposta già nel 2012 di diffondere la cultura digitale tra i ragazzi ma anche tra gli adulti, genitori e docenti, spesso non abbastanza informati.
Per questo è poi uscito anche il libro Vita da Social Family, che presentiamo sabato prossimo: uno strumento indispensabile per chiunque abbia a che fare con i ragazzi del terzo millennio.
Il sito dell'associazione Cromosoma 2.0, per l'educazione all'uso consapevole delle nuove tecnologie è https://www.cromosoma2punto0.com
La grande cecità. Il cambiamento climatico e l'impensabile di Amitav Ghosh
Venerdì 1 febbraio alle 17,30
presentazione di
La grande cecità. Il cambiamento climatico e l'impensabile di Amitav Ghosh
(Neri Pozza)
intervengono
Walter Tega (Professore emerito dell'Università di Bologna)
Gabriele Zanini
(ricercatore ed esperto di cambiamenti climatici, ENEA)
incontro in collaborazione con Gli ecodialoghi di meglio così-solare qualità urbana
Che un’intera area sotto il livello del mare come le Sundarban - l’immenso arcipelago di isole che si stende fra il mare e le pianure del Bengala - possa essere letteralmente cancellata dalla faccia della terra non è cosa da poco.
Mostra che l’impatto accelerato del surriscaldamento globale è giunto ormai a minacciare l’esistenza stessa di numerose zone costiere della terra.
La domanda nasce perciò spontanea.
Come reagisce la cultura e, in modo particolare, la letteratura dinanzi a questo stato di cose?
Amitav Ghosh,
scrittore, giornalista e antropologo indiano si confronta con la cecità che la società ha raggiunto nei confronti del clima e dell’ambiente.
Perché i romanzi parlano così poco del cambiamento climatico?
Perché gli scrittori si stanno rivelando tanto ciechi? Perché la cultura continua a creare nelle persone desideri folli e fuorvianti?
Sono queste le domande che l’autore si pone nel recente libro.
presentazione di
La grande cecità. Il cambiamento climatico e l'impensabile di Amitav Ghosh
(Neri Pozza)
intervengono
Walter Tega (Professore emerito dell'Università di Bologna)
Gabriele Zanini
(ricercatore ed esperto di cambiamenti climatici, ENEA)
incontro in collaborazione con Gli ecodialoghi di meglio così-solare qualità urbana
Che un’intera area sotto il livello del mare come le Sundarban - l’immenso arcipelago di isole che si stende fra il mare e le pianure del Bengala - possa essere letteralmente cancellata dalla faccia della terra non è cosa da poco.
Mostra che l’impatto accelerato del surriscaldamento globale è giunto ormai a minacciare l’esistenza stessa di numerose zone costiere della terra.
La domanda nasce perciò spontanea.
Come reagisce la cultura e, in modo particolare, la letteratura dinanzi a questo stato di cose?
Amitav Ghosh,
scrittore, giornalista e antropologo indiano si confronta con la cecità che la società ha raggiunto nei confronti del clima e dell’ambiente.
Perché i romanzi parlano così poco del cambiamento climatico?
Perché gli scrittori si stanno rivelando tanto ciechi? Perché la cultura continua a creare nelle persone desideri folli e fuorvianti?
Sono queste le domande che l’autore si pone nel recente libro.
Marco Lodi presenta Sogno e poesia
Sabato 26 gennaio alle 17,00
Marco Lodi
presenta
Sogno e poesia
(Carello editore)
intervengono:
Cesario Picca, giornalista e scrittore
Mario Boetti, psicanalista
con la partecipazione degli attori Emanuele Marchesini e Margherita Ferioli
Accompagnamento musicale di Cristina Cremonini e Stefano Sammarchi
"Sogno e poesia sono indubbiamente i due aspetti che maggiormente denotano lo spirito dell’umanità in ciascuno dei suoi ambiti: dalla religione alla filosofia; dalla scienza all’arte.
Non c’è aspetto, manufatto o costruzione umana che non sia intrisa di sogno e di poesia. Non già e non solo perché il sogno, come scrive Freud, è la via règia dell’inconscio. Non già e non solo perché la poesia ha intrinsecamente e etimologicamente quell’aspetto pragmatico del fare. Ma è nell’Ars combinatoria dei due termini che si compie quell’opera di costruzione del verso, distante in ciascun caso da qualunque tentativo di misurazione o catalogazione […]". (Dall’Introduzione di Mario Boetti).
Marco Lodi
vive e lavora a Bologna. Dopo un'adolescenza travagliata approda agli studi classici e si laurea in Lettere moderne con una tesi sul poeta trecentesco comico-realista Cecco Angiolieri. Scrive commedie e coltiva da sempre l'amore per la poesia; è stato attore e regista di una Compagnia di giovani che ha portato in scena testi classici e moderni.
Laureatosi successivamente in Psicologia clinica all'Università di Padova, viene analizzato e formato dal grande psicanalista Franco Fornari, indi si specializza in sessuologia clinica a Bologna; tiene conferenze specialistiche e congressi, partecipa a seminari di studio.
Ha scritto saggi di sessuologia, psicologia clinica e psicanalisi, nonché sei volumi di poesie, e ha partecipato a due antologie con 18 liriche inedite.
Marco Lodi
presenta
Sogno e poesia
(Carello editore)
intervengono:
Cesario Picca, giornalista e scrittore
Mario Boetti, psicanalista
con la partecipazione degli attori Emanuele Marchesini e Margherita Ferioli
Accompagnamento musicale di Cristina Cremonini e Stefano Sammarchi
"Sogno e poesia sono indubbiamente i due aspetti che maggiormente denotano lo spirito dell’umanità in ciascuno dei suoi ambiti: dalla religione alla filosofia; dalla scienza all’arte.
Non c’è aspetto, manufatto o costruzione umana che non sia intrisa di sogno e di poesia. Non già e non solo perché il sogno, come scrive Freud, è la via règia dell’inconscio. Non già e non solo perché la poesia ha intrinsecamente e etimologicamente quell’aspetto pragmatico del fare. Ma è nell’Ars combinatoria dei due termini che si compie quell’opera di costruzione del verso, distante in ciascun caso da qualunque tentativo di misurazione o catalogazione […]". (Dall’Introduzione di Mario Boetti).
Marco Lodi
vive e lavora a Bologna. Dopo un'adolescenza travagliata approda agli studi classici e si laurea in Lettere moderne con una tesi sul poeta trecentesco comico-realista Cecco Angiolieri. Scrive commedie e coltiva da sempre l'amore per la poesia; è stato attore e regista di una Compagnia di giovani che ha portato in scena testi classici e moderni.
Laureatosi successivamente in Psicologia clinica all'Università di Padova, viene analizzato e formato dal grande psicanalista Franco Fornari, indi si specializza in sessuologia clinica a Bologna; tiene conferenze specialistiche e congressi, partecipa a seminari di studio.
Ha scritto saggi di sessuologia, psicologia clinica e psicanalisi, nonché sei volumi di poesie, e ha partecipato a due antologie con 18 liriche inedite.
Elio Cadelo presenta L'oceano degli antichi. l viaggi dei Romani in America
Venerdì 25 gennaio alle 18,00
Elio Cadelo
presenta
L'oceano degli antichi. l viaggi dei Romani in America
(Libreria Editrice Goriziana)
interviene l'archeologa Maria Longhena
Il grande sviluppo tecnologico e scientifico raggiunto dall'antica Roma, che si descrive in questo libro, ebbe importanti applicazioni anche nel mondo della navigazione dove, grazie al lavoro degli archeologi, stanno affiorando tecnologie che mai avremmo immaginato poter essere in possesso dei Romani e che permise loro di dominare i mari e gli oceani. Questo lavoro riporta alla luce parte delle antiche conoscenze scientifiche grazie alle quali Roma poté dominare il mondo grazie anche ad una portentosa scienza della navigazione che solo negli ultimi anni si sta riesaminando con la dovuta attenzione.
Plinio, Tolomeo, Erodoto, Seneca, Diodoro Siculo, Plutarco, Tacito, Virgilio e molti altri autori latini e greci hanno lasciato indizi inequivocabili di viaggi transoceanici confermati oggi da evidenze archeologiche. L'autore ricostruisce la storia delle conoscenze scientifiche che permisero ai Romani, ma non solo a loro, di raggiungere ogni parte del mondo. In particolare essi raggiunsero l'Estremo Oriente e il Nuovo Mondo e le testimonianze di questi viaggi sono oggi esposte nei musei di tutta Europa.
Elio Cadelo,
giornalista, caporedattore e inviato speciale è stato per anni la voce del Giornale Radio Rai per la Scienza e l’Ambiente. Ha lavorato al Corriere della Sera, al Mattino, è stato collaboratore di Panorama, Scienza Duemila, Epoca. Autore e coautore di numerose pubblicazioni, tra cui il più noti Quando i Romani andavano in America. Scienza e conoscenze degli antichi navigatori e Allah e la scienza: un dialogo impossibile? che abbiamo presentato qui in libreria lo scorso anno.
È stato membro del Gruppo di lavoro sulla Informazione e Comunicazione in Biotecnologia del Comitato Nazionale per la Biosicurezza e le Biotecnologie della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Elio Cadelo
presenta
L'oceano degli antichi. l viaggi dei Romani in America
(Libreria Editrice Goriziana)
interviene l'archeologa Maria Longhena
Il grande sviluppo tecnologico e scientifico raggiunto dall'antica Roma, che si descrive in questo libro, ebbe importanti applicazioni anche nel mondo della navigazione dove, grazie al lavoro degli archeologi, stanno affiorando tecnologie che mai avremmo immaginato poter essere in possesso dei Romani e che permise loro di dominare i mari e gli oceani. Questo lavoro riporta alla luce parte delle antiche conoscenze scientifiche grazie alle quali Roma poté dominare il mondo grazie anche ad una portentosa scienza della navigazione che solo negli ultimi anni si sta riesaminando con la dovuta attenzione.
Plinio, Tolomeo, Erodoto, Seneca, Diodoro Siculo, Plutarco, Tacito, Virgilio e molti altri autori latini e greci hanno lasciato indizi inequivocabili di viaggi transoceanici confermati oggi da evidenze archeologiche. L'autore ricostruisce la storia delle conoscenze scientifiche che permisero ai Romani, ma non solo a loro, di raggiungere ogni parte del mondo. In particolare essi raggiunsero l'Estremo Oriente e il Nuovo Mondo e le testimonianze di questi viaggi sono oggi esposte nei musei di tutta Europa.
Elio Cadelo,
giornalista, caporedattore e inviato speciale è stato per anni la voce del Giornale Radio Rai per la Scienza e l’Ambiente. Ha lavorato al Corriere della Sera, al Mattino, è stato collaboratore di Panorama, Scienza Duemila, Epoca. Autore e coautore di numerose pubblicazioni, tra cui il più noti Quando i Romani andavano in America. Scienza e conoscenze degli antichi navigatori e Allah e la scienza: un dialogo impossibile? che abbiamo presentato qui in libreria lo scorso anno.
È stato membro del Gruppo di lavoro sulla Informazione e Comunicazione in Biotecnologia del Comitato Nazionale per la Biosicurezza e le Biotecnologie della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Roberto Casadio presenta Senza identità. Tre donne, una storia
Roberto Casadio
presenta
Senza identità. Tre donne, una storia
(Maglio editore)
intervengono
Alessandra Calanchi e Sergio Rossi
La vita a volte è strana. Tre donne, che vivono nella stessa città ma appartengono a universi distinti, come galassie remote destinate a non sfiorarsi mai, vengono a trovarsi in rotta di collisione a causa di un evento drammatico e imprevedibile. Ma chi sono le protagoniste di questo angoscioso scenario?
Lidia è una ragazza decisa, ha scelto un mestiere difficile e vuole procedere senza concedere sconti a nessuno, soprattutto a se stessa.
Giuliana è una donna matura e forte, ma gli anni spesi a combattere una battaglia troppe volte persa hanno lasciato un segno.
Pamela è una giovane disperata. Qualcuno potrà aiutarla a uscire dall’incubo in cui è precipitata?
Tutto è cominciato quella notte… all’inizio pareva una serata come tante… ma entrare nel miglior ristorante della città era sempre il momento più difficile…
Roberto Casadio,
bolognese trapiantato in campagna da vent’anni, ha pubblicato con Alberto Perdisa Editore cinque romanzi gialli nei quali è sempre presente uno strano detective: Ronny, un immigrato clandestino, all’apparenza un barbone, ma con grandi doti investigative.
L’autore ha pubblicato anche dei racconti. Le storie oscillano tra il noir e il poliziesco, talora con un tocco di horror o di fantastico, ma tutte accomunate dal “mistero”.
Anche questo romanzo, pur non essendo etichettabile come un giallo classico, non deluderà gli amanti di quella vasta area letteraria che indaga i risvolti meno limpidi della realtà che ci circonda.
Laboratorio di MAURIZIO CARDILLO: SPOON RIVER 2019 leggere la poesia di Edgar Lee Masters
SPOON RIVER 2019 leggere la poesia di Edgar Lee Masters
laboratorio di arte e tecnica della lettura ad alta voce condotto da Maurizio Cardillo
con la musica dal vivo di David Sarnelli, fisarmonicista
in libreria il martedì sera, dal 5 febbraio al 26 marzo prossimi.
Un laboratorio di lettura poetica vicino al cuore, ai pensieri, all’immaginazione di chiunque abbia voglia di emozionarsi, arricchito dall’intenso accompagnamento musicale alla fisarmonica di David Sarnelli (presente in tre incontri e alla lettura finale).
L’Antologia di Spoon River è uno dei libri di poesia più letti e più amati di ogni tempo.
Le voci di coloro che “dormono sulla collina” traboccano di umanità, di sentimenti ed emozioni umane: amore, odio, rimpianto, allegria, desolazione, gelosia, invidia, gioia di vivere; in una parola, di passione.
Questa passione è al centro del percorso laboratoriale. La grande bellezza del verso libero di Edgar Lee Masters viene affidata alla verità espressiva di ciascun partecipante.
Per ottenere questo risultato il laboratorio punta, nel corso dei primi quattro incontri, ad una analisi accurata dei testi e dei suoi sotterranei percorsi narrativi; al riconoscimento dello stile di Masters, improntato alla chiarezza e all’estrema concisione; all’emersione dei significati ancora oggi pregnanti dell’Antologia: la denuncia del conformismo, dell’ipocrisia e l’affermazione di uno slancio universale verso la pienezza di vita.
Gli incontri dal quinto all’ottavo sono di conseguenza dedicati alla ricerca e all’affinamento di abilità espressive del dire poetico, anche in relazione alla musica intesa non come semplice accompagnamento ma come voce dialogante con la lettura. Non mancheranno echi ed accenni dal celebre disco di Fabrizio De André “Non al denaro non all’amore né al cielo”, ispirato – come è noto – a Spoon River.
Non è necessaria alcuna precedente esperienza. Il laboratorio è aperto a tutte le persone motivate che abbiano compiuto diciotto anni.
Quando: Otto martedì sera, dalle ore 20.00 alle ore 22.00: 05,12, 19, 26 febbraio - 05, 12, 19, 26 marzo 2019.
Lettura finale aperta al pubblico in libreria, con l’accompagnamento musicale di David Sarnelli, sabato 30 marzo 2019 alle ore 17.00.
Dove: Presso la Libreria Ubik Irnerio, via Irnerio 27, Bologna.
Info e Iscrizioni: Libreria Ubik Irnerio 051.251050 – bologna@ubiklibri.it
Maurizio Cardillo 328.9383778 mauriziocardillo@libero.it
Come: Per partecipare al laboratorio è indispensabile essere in possesso di una copia del libro Antologia di Spoon River, di Edgar Lee Masters, edizione Einaudi, traduzione di Fernanda Pivano, euro 14,00.
Attenzione: per ovvi motivi di uniformità del materiale è ammessa soltanto la traduzione di Fernanda Pivano!
Maurizio Cardillo,
siciliano, è attore, autore, regista, formatore. Laureato al Dams e diplomato alla Scuola di Teatro di Bologna, fonda da sempre la sua ricerca teatrale su una personale contaminazione tra letteratura, comicità, poesia. Ha realizzato spettacoli come autore/attore, ispirandosi ai suoi autori culto: Robert Walser, Giuseppe Berto, Thomas Bernhard. E’ stato diretto da Elio De Capitani, Gigi Dall’Aglio, Marco Bernardi, Luigi Gozzi, Nanni Garella, Andrea Adriatico, Renato Carpentieri, Elena Bucci, Paolo Billi e altri. Collabora attualmente, o ha collaborato recentemente, con Le Belle Bandiere, Agorà di Elena Di Gioia, ErosAntEros, Ert, Tra un Atto e l’Altro, Società dei Concerti di Parma, Pietro Piva, Bruno Stori, Filippo Pagotto. Conduce da molti anni percorsi di conoscenza e approfondimento della poesia e della sua lettura ad alta voce.
laboratorio di arte e tecnica della lettura ad alta voce condotto da Maurizio Cardillo
con la musica dal vivo di David Sarnelli, fisarmonicista
in libreria il martedì sera, dal 5 febbraio al 26 marzo prossimi.
Un laboratorio di lettura poetica vicino al cuore, ai pensieri, all’immaginazione di chiunque abbia voglia di emozionarsi, arricchito dall’intenso accompagnamento musicale alla fisarmonica di David Sarnelli (presente in tre incontri e alla lettura finale).
L’Antologia di Spoon River è uno dei libri di poesia più letti e più amati di ogni tempo.
Le voci di coloro che “dormono sulla collina” traboccano di umanità, di sentimenti ed emozioni umane: amore, odio, rimpianto, allegria, desolazione, gelosia, invidia, gioia di vivere; in una parola, di passione.
Questa passione è al centro del percorso laboratoriale. La grande bellezza del verso libero di Edgar Lee Masters viene affidata alla verità espressiva di ciascun partecipante.
Per ottenere questo risultato il laboratorio punta, nel corso dei primi quattro incontri, ad una analisi accurata dei testi e dei suoi sotterranei percorsi narrativi; al riconoscimento dello stile di Masters, improntato alla chiarezza e all’estrema concisione; all’emersione dei significati ancora oggi pregnanti dell’Antologia: la denuncia del conformismo, dell’ipocrisia e l’affermazione di uno slancio universale verso la pienezza di vita.
Gli incontri dal quinto all’ottavo sono di conseguenza dedicati alla ricerca e all’affinamento di abilità espressive del dire poetico, anche in relazione alla musica intesa non come semplice accompagnamento ma come voce dialogante con la lettura. Non mancheranno echi ed accenni dal celebre disco di Fabrizio De André “Non al denaro non all’amore né al cielo”, ispirato – come è noto – a Spoon River.
Non è necessaria alcuna precedente esperienza. Il laboratorio è aperto a tutte le persone motivate che abbiano compiuto diciotto anni.
Quando: Otto martedì sera, dalle ore 20.00 alle ore 22.00: 05,12, 19, 26 febbraio - 05, 12, 19, 26 marzo 2019.
Lettura finale aperta al pubblico in libreria, con l’accompagnamento musicale di David Sarnelli, sabato 30 marzo 2019 alle ore 17.00.
Dove: Presso la Libreria Ubik Irnerio, via Irnerio 27, Bologna.
Info e Iscrizioni: Libreria Ubik Irnerio 051.251050 – bologna@ubiklibri.it
Maurizio Cardillo 328.9383778 mauriziocardillo@libero.it
Come: Per partecipare al laboratorio è indispensabile essere in possesso di una copia del libro Antologia di Spoon River, di Edgar Lee Masters, edizione Einaudi, traduzione di Fernanda Pivano, euro 14,00.
Attenzione: per ovvi motivi di uniformità del materiale è ammessa soltanto la traduzione di Fernanda Pivano!
Maurizio Cardillo,
siciliano, è attore, autore, regista, formatore. Laureato al Dams e diplomato alla Scuola di Teatro di Bologna, fonda da sempre la sua ricerca teatrale su una personale contaminazione tra letteratura, comicità, poesia. Ha realizzato spettacoli come autore/attore, ispirandosi ai suoi autori culto: Robert Walser, Giuseppe Berto, Thomas Bernhard. E’ stato diretto da Elio De Capitani, Gigi Dall’Aglio, Marco Bernardi, Luigi Gozzi, Nanni Garella, Andrea Adriatico, Renato Carpentieri, Elena Bucci, Paolo Billi e altri. Collabora attualmente, o ha collaborato recentemente, con Le Belle Bandiere, Agorà di Elena Di Gioia, ErosAntEros, Ert, Tra un Atto e l’Altro, Società dei Concerti di Parma, Pietro Piva, Bruno Stori, Filippo Pagotto. Conduce da molti anni percorsi di conoscenza e approfondimento della poesia e della sua lettura ad alta voce.
Simone Tempia presenta Un anno con Lloyd 365 giorni in compagnia di un maggiordomo immaginario
Venerdì 18 gennaio alle 18,00
Simone Tempia
presenta
Un anno con Lloyd
365 giorni in compagnia di un maggiordomo immaginario
(Rizzoli Lizard)
Un nuovo appuntamento con i dialoghi tra un uomo spaesato e la sua coscienza in livrea, nati dalla straordinaria fantasia di Simone Tempia e dal bisogno che si trova in ognuno di noi di avere sempre accanto un amico con cui cercare di risolvere tutti i dubbi della propria esistenza.
Avevamo ospitato Simone Tempia due anni fa, nel 2017, per presentare Vita con Lloyd, un libro di enorme successo scaturito dalla seguitissima pagina Facebook nata nel 2014.
Da allora, il maggiordomo Sir è entrato nella vita di molti, diventando un compagno presente e attento, pronto a rispondere a tutte le domande che gli vengono poste, e che spesso riflettono pensieri e insicurezze di tutti noi.
Con Un anno con Lloyd, Simone Tempia ritorna con una nuova selezione dei dialoghi surreali, agrodolci e delicatamente profondi che lo hanno reso celebre.
«Lloyd, che fine hai fatto?»
«Mettevo ordine tra i suoi pensieri, sir»
«Lo sai che non avrò mai la testa a posto!»
«Ma potrebbe avere posto nella testa, sir.»
«Per avere altri pensieri?»
«O per dare spazio a chi li merita, sir»
Un libro ricco di inediti che accompagnerà i suoi lettori giorno dopo giorno, stagione dopo stagione, regalando una quotidiana pillola di ironica saggezza. 365 lampi di genio e dolcezza (366, contando il 29 febbraio) per riconciliarsi con il mondo ogni volta che ci sentiamo fuori posto.
Simone Tempia
all’età di 14 anni ha pensato che tutto quello che voleva fare nella vita era scrivere. Ha creato la pagina Facebook Vita con Lloyd: ogni giorno pubblica un dialogo tra Sir, l'uomo che pone interrogativi, ed il maggiordomo Lloyd, che suggerisce invece spunti di riflessione e soluzioni. Da qui nascono i libri Vita con Lloyd (Rizzoli 2016) e In viaggio con Lloyd (Rizzoli 2017), e l'ultimo nato Un anno con Lloyd che presenteremo la prossima settimana.
Simone Tempia
presenta
Un anno con Lloyd
365 giorni in compagnia di un maggiordomo immaginario
(Rizzoli Lizard)
Un nuovo appuntamento con i dialoghi tra un uomo spaesato e la sua coscienza in livrea, nati dalla straordinaria fantasia di Simone Tempia e dal bisogno che si trova in ognuno di noi di avere sempre accanto un amico con cui cercare di risolvere tutti i dubbi della propria esistenza.
Avevamo ospitato Simone Tempia due anni fa, nel 2017, per presentare Vita con Lloyd, un libro di enorme successo scaturito dalla seguitissima pagina Facebook nata nel 2014.
Da allora, il maggiordomo Sir è entrato nella vita di molti, diventando un compagno presente e attento, pronto a rispondere a tutte le domande che gli vengono poste, e che spesso riflettono pensieri e insicurezze di tutti noi.
Con Un anno con Lloyd, Simone Tempia ritorna con una nuova selezione dei dialoghi surreali, agrodolci e delicatamente profondi che lo hanno reso celebre.
«Lloyd, che fine hai fatto?»
«Mettevo ordine tra i suoi pensieri, sir»
«Lo sai che non avrò mai la testa a posto!»
«Ma potrebbe avere posto nella testa, sir.»
«Per avere altri pensieri?»
«O per dare spazio a chi li merita, sir»
Un libro ricco di inediti che accompagnerà i suoi lettori giorno dopo giorno, stagione dopo stagione, regalando una quotidiana pillola di ironica saggezza. 365 lampi di genio e dolcezza (366, contando il 29 febbraio) per riconciliarsi con il mondo ogni volta che ci sentiamo fuori posto.
Simone Tempia
all’età di 14 anni ha pensato che tutto quello che voleva fare nella vita era scrivere. Ha creato la pagina Facebook Vita con Lloyd: ogni giorno pubblica un dialogo tra Sir, l'uomo che pone interrogativi, ed il maggiordomo Lloyd, che suggerisce invece spunti di riflessione e soluzioni. Da qui nascono i libri Vita con Lloyd (Rizzoli 2016) e In viaggio con Lloyd (Rizzoli 2017), e l'ultimo nato Un anno con Lloyd che presenteremo la prossima settimana.
Mara Mussoni presenta Cancro, la linea di partenza per la tua rinascita
Martedì 15 gennaio alle 18,00
Mara Mussoni
presenta
Cancro, la linea di partenza per la tua rinascita
(Verdechiaro edizioni)
Un libro che parte da una storia di cancro, ma non parla di cancro.
Mara Mussoni, dopo una doppia esperienza di malattia, ha elaborato un metodo che vuole essere di sostegno non solamente a chi è malato di cancro, ma per chiunque si trovi ad affrontare una situazione estremamente complicata della propria vita.
Un libro per tutti, tutti coloro che vogliono rinascere dentro per guarire fuori. La sola medicina è necessaria ma non basta, occorre prendere la responsabilità della cura, partendo da se stessi.
"L’esperienza del mio primo cancro in giovane età – a soli 18 anni – mi ha insegnato che nei momenti difficili della vita, anche se spesso siamo circondati da tante persone, in realtà siamo soli. Mi ha insegnato che se si vuole ottenere qualcosa o anche “solo” vivere meglio, bisogna rimboccarsi le maniche e darsi da fare. Il mio secondo cancro – esattamente 20 anni dopo – inoltre mi ha insegnato che non si finisce mai di imparare e che a volte bisogna arrivare al fondo, per poter risalire e rinascere nuovamente. Il mio percorso di crescita personale mi ha portata alla consapevolezza che cambiare, o anche semplicemente migliorare, si può, partendo da piccoli passi quotidiani, che porteranno inevitabilmente a grandi conquiste future.
Questo libro è il frutto dei miei studi e della mia conoscenza in campo olistico/umano, parla dei 23 punti di forza, che ogni essere umano, senza distinzione di età, sesso o razza, ha e invita con semplici ma efficaci esercizi pratici a prendersi la responsabilità della propria vita, soprattutto in un momento difficile, come quello della malattia. Un libro pratico-teorico, in realtà, utile a tutti coloro che credono che il cambiamento non è solo una fase naturale dell’esistenza, ma un atteggiamento costruttivo della propria evoluzione. Perché il cancro non è un punto di arrivo, ma la linea di partenza per la tua rinascita!"
Il sito di Mara Musson è www.cancercoach.it
Mara Mussoni
presenta
Cancro, la linea di partenza per la tua rinascita
(Verdechiaro edizioni)
Un libro che parte da una storia di cancro, ma non parla di cancro.
Mara Mussoni, dopo una doppia esperienza di malattia, ha elaborato un metodo che vuole essere di sostegno non solamente a chi è malato di cancro, ma per chiunque si trovi ad affrontare una situazione estremamente complicata della propria vita.
Un libro per tutti, tutti coloro che vogliono rinascere dentro per guarire fuori. La sola medicina è necessaria ma non basta, occorre prendere la responsabilità della cura, partendo da se stessi.
"L’esperienza del mio primo cancro in giovane età – a soli 18 anni – mi ha insegnato che nei momenti difficili della vita, anche se spesso siamo circondati da tante persone, in realtà siamo soli. Mi ha insegnato che se si vuole ottenere qualcosa o anche “solo” vivere meglio, bisogna rimboccarsi le maniche e darsi da fare. Il mio secondo cancro – esattamente 20 anni dopo – inoltre mi ha insegnato che non si finisce mai di imparare e che a volte bisogna arrivare al fondo, per poter risalire e rinascere nuovamente. Il mio percorso di crescita personale mi ha portata alla consapevolezza che cambiare, o anche semplicemente migliorare, si può, partendo da piccoli passi quotidiani, che porteranno inevitabilmente a grandi conquiste future.
Questo libro è il frutto dei miei studi e della mia conoscenza in campo olistico/umano, parla dei 23 punti di forza, che ogni essere umano, senza distinzione di età, sesso o razza, ha e invita con semplici ma efficaci esercizi pratici a prendersi la responsabilità della propria vita, soprattutto in un momento difficile, come quello della malattia. Un libro pratico-teorico, in realtà, utile a tutti coloro che credono che il cambiamento non è solo una fase naturale dell’esistenza, ma un atteggiamento costruttivo della propria evoluzione. Perché il cancro non è un punto di arrivo, ma la linea di partenza per la tua rinascita!"
Il sito di Mara Musson è www.cancercoach.it
Antonio Alleva presenta Ultime corrispondenze dal villaggio
Sabato 12 gennaio alle 17,00
Antonio Alleva
presenta
Ultime corrispondenze dal villaggio
(edizioni Il Ponte del Sale)
intervengono Loredana Magazzeni e l'editore Marco Munaro.
Letture di Serenella Gatti Linares
In Ultime corrispondenze dal villaggio Antonio Alleva porta a termine una trilogia della sottrazione al caos contemporaneo iniziata vent'anni prima con Le farfalle di Bartleby. Il villaggio a cui si fa riferimento nel titolo del libro, è il suo paese natale, Nocella di Campli (TE), tana d'amore, culla e buen retiro, in cui trovare silenzio e scrittura, ma anche dialogo con l'altrove.
Non è un’annotazione scontata "perché la periferia, la marginalità, è condizione, nel caso di Alleva, di eccentricità e originalità", come nota Sebastiano Aglieco. La lingua che il poeta indaga, con incursioni e riflessioni sul dialetto "non è quella di una provincia culturale, ma, piuttosto, è attraversata da echi lontani, da contaminazioni e auscultazioni che portano letteralmente il lettore verso altre geografie, altre contemporaneità".
Antonio Alleva
è nato e vive a Nocella di Campli (TE). Ha pubblicato Le farfalle di Bartleby (Tracce 1998, Camaiore Proposta 1999), Reportages dal villaggio, in 7 poeti del Premio Montale 2000 (Crocetti 2001) e La tana e il microfono (Joker 2006), ed è presente in antologie, riviste, volumi collettivi.
Antonio Alleva
presenta
Ultime corrispondenze dal villaggio
(edizioni Il Ponte del Sale)
intervengono Loredana Magazzeni e l'editore Marco Munaro.
Letture di Serenella Gatti Linares
In Ultime corrispondenze dal villaggio Antonio Alleva porta a termine una trilogia della sottrazione al caos contemporaneo iniziata vent'anni prima con Le farfalle di Bartleby. Il villaggio a cui si fa riferimento nel titolo del libro, è il suo paese natale, Nocella di Campli (TE), tana d'amore, culla e buen retiro, in cui trovare silenzio e scrittura, ma anche dialogo con l'altrove.
Non è un’annotazione scontata "perché la periferia, la marginalità, è condizione, nel caso di Alleva, di eccentricità e originalità", come nota Sebastiano Aglieco. La lingua che il poeta indaga, con incursioni e riflessioni sul dialetto "non è quella di una provincia culturale, ma, piuttosto, è attraversata da echi lontani, da contaminazioni e auscultazioni che portano letteralmente il lettore verso altre geografie, altre contemporaneità".
Antonio Alleva
è nato e vive a Nocella di Campli (TE). Ha pubblicato Le farfalle di Bartleby (Tracce 1998, Camaiore Proposta 1999), Reportages dal villaggio, in 7 poeti del Premio Montale 2000 (Crocetti 2001) e La tana e il microfono (Joker 2006), ed è presente in antologie, riviste, volumi collettivi.
Dianella Bardelli presenta 1968
Venerdì 11 gennaio alle 18,00
Dianella Bardelli
presenta
1968
(edizioni Parallelo 45)
interviene Bruno Giorgini
Ambientato nella Bologna del '68 narra la vita quotidiana di una giovane studentessa fuori sede di nome Marina che fa politica attiva in un collettivo studentesco, torna spesso nella sua piccola cittˆà di provincia per farsi coccolare dalla famiglia, per mantenersi legge libri presso un'associazione di ciechi, e "per caso" è coinvolta in qualcosa in cui mai avrebbe pensato di trovarsi. Una mattina infatti, durante una pausa dal lavoro, si affaccia alla finestra dell'associazione e vede qualcosa che la sconvolge.
Dianella Bardelli
ha pubblicato vari romanzi tra cui Il bardo psichedelico di Neal incentrato sulla mitica figura di Neal Cassady, protagonista del romanzo di Jack Kerouac Sulla strada e Verso Kathmandu alla ricerca della felicitˆà sui giovani che andavano in Nepal negli anni '70.
Aggiorna alcuni blog di scrittura:
http://lascrittura.altervista.org/
https://poesiaprosaspontanea.wordpress.com/
http://solohaiku.altervista.org/
Dianella Bardelli
presenta
1968
(edizioni Parallelo 45)
interviene Bruno Giorgini
Ambientato nella Bologna del '68 narra la vita quotidiana di una giovane studentessa fuori sede di nome Marina che fa politica attiva in un collettivo studentesco, torna spesso nella sua piccola cittˆà di provincia per farsi coccolare dalla famiglia, per mantenersi legge libri presso un'associazione di ciechi, e "per caso" è coinvolta in qualcosa in cui mai avrebbe pensato di trovarsi. Una mattina infatti, durante una pausa dal lavoro, si affaccia alla finestra dell'associazione e vede qualcosa che la sconvolge.
Dianella Bardelli
ha pubblicato vari romanzi tra cui Il bardo psichedelico di Neal incentrato sulla mitica figura di Neal Cassady, protagonista del romanzo di Jack Kerouac Sulla strada e Verso Kathmandu alla ricerca della felicitˆà sui giovani che andavano in Nepal negli anni '70.
Aggiorna alcuni blog di scrittura:
http://lascrittura.altervista.org/
https://poesiaprosaspontanea.wordpress.com/
http://solohaiku.altervista.org/
Titti Mercuri presenta La vita insegna e io prendo disappunti (memorie di una Pazza)
Mercoledì 9 gennaio alle 18,00
Titti Mercuri
presenta
La vita insegna e io prendo disappunti
(memorie di una Pazza)
- Rubbettino editore -
interviene Roberto Uberti
Se è vero che il vino buono sta nelle botti piccole, è altrettanto vero che molta saggezza sta in poche parole: è ciò che accade nell’antica arte degli aforismi, di cui Cristina “Titti” Mercuri, al secolo @sonopazzaio o La Pazza, è una vestale di sicuro e brioso talento. Nella raccolta che presentiamo mercoledì trovano posto i calembour, le arguzie, i pinnacoli verbali di Titti, in un intreccio sorprendente di idee, riflessioni e perline di saggezza: giusto per non dimenticare che, in fondo, anche la vita sta in una botte piccola. O in botte di fortuna.
In La vita insegna e prendo disappunti si passa dal “medium” di Twitter, dove le frasi compaiono in una timeline (mordi e fuggi) e si intrecciano con retweet e menzioni di altri tweet, al “medium” del libro, dove le frasi sono fissate per sempre sulla pagina e si ricombinano e prendono un senso nuovo nella successione dei capitoli (in questo caso cinque), creando una specie di filo narrativo (e anche dialogico) in cui La Pazza racconta se stessa, insegnandoci che “se qualcosa non quadra, dipende da cosa cerchi”.
Ciò che pervade questo libro è senz'altro un uso sapiente del linguaggio (nella sua combinazione di significato e significante) attraverso cui l'autrice inventa e crea calembour, arguzie, nonsense e artefatti verbali che ci permettono di ritrovare la libertà e il piacere di giocare con le parole alla ricerca di un senso e una verità nuova, al di là della logica e degli abituali e logori schemi della nostra realtà.
A fine lettura, tra un sorriso e l’altro, il lettore scopre di aver guardato il mondo da una finestra sorprendente (quella finestra che uno scopre all’improvviso e gli sembra di guardare tutto quanto da una prospettiva insolita e straordinaria), e in questo percorso illogico (dove gli appunti si fanno “disappunti”) scopre una diversa logica delle cose, capace di generare nuove domande, ma anche nuove risposte.
Cristina “Titti” Mercuri,
imprenditrice con il gusto per i calembour, giocando dice sempre cose serissime. Ventriloqua di se stessa, fa parlare e sparlare il suo alter ego, “la Pazza” (@sonopazzaio su twitter). Nel 2016 ha ricevuto la Menzione d’onore al Premio Internazionale “Torino in Sintesi”, organizzato dall’Aipla – Associazione Italiana per l’Aforisma – presieduta dalla scrittrice e giornalista Anna Antolisei.
Titti Mercuri
presenta
La vita insegna e io prendo disappunti
(memorie di una Pazza)
- Rubbettino editore -
interviene Roberto Uberti
Se è vero che il vino buono sta nelle botti piccole, è altrettanto vero che molta saggezza sta in poche parole: è ciò che accade nell’antica arte degli aforismi, di cui Cristina “Titti” Mercuri, al secolo @sonopazzaio o La Pazza, è una vestale di sicuro e brioso talento. Nella raccolta che presentiamo mercoledì trovano posto i calembour, le arguzie, i pinnacoli verbali di Titti, in un intreccio sorprendente di idee, riflessioni e perline di saggezza: giusto per non dimenticare che, in fondo, anche la vita sta in una botte piccola. O in botte di fortuna.
In La vita insegna e prendo disappunti si passa dal “medium” di Twitter, dove le frasi compaiono in una timeline (mordi e fuggi) e si intrecciano con retweet e menzioni di altri tweet, al “medium” del libro, dove le frasi sono fissate per sempre sulla pagina e si ricombinano e prendono un senso nuovo nella successione dei capitoli (in questo caso cinque), creando una specie di filo narrativo (e anche dialogico) in cui La Pazza racconta se stessa, insegnandoci che “se qualcosa non quadra, dipende da cosa cerchi”.
Ciò che pervade questo libro è senz'altro un uso sapiente del linguaggio (nella sua combinazione di significato e significante) attraverso cui l'autrice inventa e crea calembour, arguzie, nonsense e artefatti verbali che ci permettono di ritrovare la libertà e il piacere di giocare con le parole alla ricerca di un senso e una verità nuova, al di là della logica e degli abituali e logori schemi della nostra realtà.
A fine lettura, tra un sorriso e l’altro, il lettore scopre di aver guardato il mondo da una finestra sorprendente (quella finestra che uno scopre all’improvviso e gli sembra di guardare tutto quanto da una prospettiva insolita e straordinaria), e in questo percorso illogico (dove gli appunti si fanno “disappunti”) scopre una diversa logica delle cose, capace di generare nuove domande, ma anche nuove risposte.
Cristina “Titti” Mercuri,
imprenditrice con il gusto per i calembour, giocando dice sempre cose serissime. Ventriloqua di se stessa, fa parlare e sparlare il suo alter ego, “la Pazza” (@sonopazzaio su twitter). Nel 2016 ha ricevuto la Menzione d’onore al Premio Internazionale “Torino in Sintesi”, organizzato dall’Aipla – Associazione Italiana per l’Aforisma – presieduta dalla scrittrice e giornalista Anna Antolisei.
Giovanna Maccari presenta Baci Sparsi
Martedì 8 gennaio alle 18,00
Giovanna Maccari
presenta
Baci Sparsi
(Segmenti edizioni)
interviene Gianluca Morozzi
Nella Parigi degli anni 50, Margot è una giovane donna con una vita all’apparenza serena e stabile. Svolge un lavoro che ama presso una casa editrice, è legata alle amicizie di sempre ed è sposata con il primo uomo di cui si è innamorata.
Una malattia l’ha costretta, durante l’infanzia, a una condizione di semi isolamento, fatta eccezione per Gerard, suo unico amico autentico trasferitosi in Cina all’età di dieci anni e con cui intratterrà un fitto rapporto epistolare. Sarà l’improvviso rientro dell’amico a rimettere in discussione la vita della protagonista facendola riflettere sulle scelte fatte e sull’importanza di rischiare per la propria felicità e quando ci si incammina lungo una nuova strada, anche l’universo potrebbe muoversi in quella direzione.
Giovanna Maccari
è nata nel 1975 in provincia di Treviso dove ha conseguito il diploma di Liceo Classico per poi laurearsi in Giurisprudenza presso l’Ateneo di Bologna.
Da sempre appassionata di letteratura nel 2011 ha frequentato un Corso di Scrittura Creativa tenuto dallo scrittore Gianluca Morozzi.
Ama raccontare soprattutto storie di donne che dal 2016 pubblica per le riviste della Casa Editrice Quadratum ma ha dato anche il suo contributo con un racconto per l’antologia Capodanno Bastardo: A bastard new year per Damster edizioni.
Baci sparsi è il suo primo romanzo.
Giovanna Maccari
presenta
Baci Sparsi
(Segmenti edizioni)
interviene Gianluca Morozzi
Nella Parigi degli anni 50, Margot è una giovane donna con una vita all’apparenza serena e stabile. Svolge un lavoro che ama presso una casa editrice, è legata alle amicizie di sempre ed è sposata con il primo uomo di cui si è innamorata.
Una malattia l’ha costretta, durante l’infanzia, a una condizione di semi isolamento, fatta eccezione per Gerard, suo unico amico autentico trasferitosi in Cina all’età di dieci anni e con cui intratterrà un fitto rapporto epistolare. Sarà l’improvviso rientro dell’amico a rimettere in discussione la vita della protagonista facendola riflettere sulle scelte fatte e sull’importanza di rischiare per la propria felicità e quando ci si incammina lungo una nuova strada, anche l’universo potrebbe muoversi in quella direzione.
Giovanna Maccari
è nata nel 1975 in provincia di Treviso dove ha conseguito il diploma di Liceo Classico per poi laurearsi in Giurisprudenza presso l’Ateneo di Bologna.
Da sempre appassionata di letteratura nel 2011 ha frequentato un Corso di Scrittura Creativa tenuto dallo scrittore Gianluca Morozzi.
Ama raccontare soprattutto storie di donne che dal 2016 pubblica per le riviste della Casa Editrice Quadratum ma ha dato anche il suo contributo con un racconto per l’antologia Capodanno Bastardo: A bastard new year per Damster edizioni.
Baci sparsi è il suo primo romanzo.
Buon Jólabókaflóð a tutti!
Buon Jólabókaflóð a tutti!No, non siamo impazzite...
Jólabókaflóð letteralmente vuol dire “inondazione di libri per Natale” e definisce la meravigliosa tradizione islandese di regalarsi libri per poi trascorrere la notte di Natale a leggerli insieme, mangiando cioccolato e sorseggiano la tradizionale jólabland, la birra natalizia senza alcool.
Si tratta di un’usanza risalente alla Seconda guerra mondiale, quando le rigide restrizioni in vigore limitavano l’importazione di molti beni provenienti dall’estero. In questo modo i libri prodotti e stampati in Islanda divennero il regalo di Natale per eccellenza.
La carta era una delle poche materie facilmente reperibile anche in tempi di guerra, così gli islandesi si ritrovarono a condividere libri in ogni occasione, accrescendo l’amore per la lettura tra la popolazione e tramandando la passione per la lettura alle generazioni seguenti fino ai giorni nostri.
Da quegli anni, lo scambio e il dono di libri è diventata una tradizione rappresentativa delle feste natalizie, anche perché l’Islanda è oggi uno dei paesi in cui si legge di più al mondo (8 all'anno per ogni abitante). Non solo, è anche il paese con più libri pubblicati pro capite: pare che un islandese su dieci ne abbia scritto e pubblicato almeno uno.
Dunque, buon Jólabókaflóð a tutti, uno dei modi migliori si possa immaginare per stare bene, e chissà che Babbo Natale non porti in regalo un viaggio in Islanda ai nostri governanti, affinchè comprendano l'importanza della lettura e della cultura, e la finanzino di conseguenza...
E soprattutto, buon Natale a tutte e tutti!
Cinzia, Manuela, Raffaella, Rita
Leggere tra le rughe di una scrittrice: Colette
Giovedì 27 dicembre alle 17,30
Leggere tra le rughe di una scrittrice: Colette
conversazione con Chiara Carlino a cura di Silvana Strocchi
in collaborazione con l'Associazione Culturale Teatro Poesia
Nelle sale cinematografiche è in proiezione in questi giorni Colette, film che racconta la prima parte della vita della grande scrittrice francese.
Giovedì approfitteremo del passaggio a Bologna di Chiara Carlino - traduttrice e studiosa di Colette, che vive a Bruxelles - per approfondire un'opera poco conosciuta dell'artista, La stella del Vespro, pubblicata per la prima volta nel 1946 e uscito nel 2015 per l'editore Del Vecchio in una raffinata edizione, presente in libreria.
In questa raccolta si racconta un’inedita e struggente Colette, lungo frammenti scritti con la cura e la sofisticatezza a cui ormai ha abituato i suoi lettori e di cui è diventata maestra: gli avvenimenti e le osservazioni della vita quotidiana: i capricci di primavera; i viavai del compagno; le visite che riceve; le audizioni per la riduzione teatrale de La Seconde; l’impegno a raccogliere tutte le sue opere per il progetto Oeuvre complète per l’editore Le Fleuron; l’Académie Française. Ormai immobilizzata dalla vecchiaia, dal peso e dall’artrosi, osserva il cielo, il succedersi al giorno della luna o del vespro nel quadrato ritagliato dalle finestre della sua grande casa a Palais–Royal. Leggiamo una Colette malinconica e meditativa, chiusa nel suo appartamento, in cui riceve, mangia, scrive e legge: evoca i ricordi dai tempi della guerra, medita sulla sua condizione di invalidità e i suoi nuovi rapporti con il mondo da scrittrice “nota e riconosciuta” e, amabilmente, conversa con le sue care presenze, con gli esseri da lei sempre amati – appassionatamente o teneramente.
Una Colette sul viale del tramonto, e pur sempre indomita.
Un modo per ricordare una donna libera, i cui libri sono stati letti e tradotti in ogni parte del mondo, nonché prima donna, in Francia, a ricevere le esequie di Stato, alla sua morte, dopo che la Chiesa cattolica ne rifiutò i funerali religiosi.
Chiara Carlino
è dottoranda in letteratura francese presso l'Université Libre de Bruxelles, dove sta ultimando una tesi sui rapporti tra invecchiamento e scrittura nell'opera Colette, scrittrice di cui è specialista. Parallelamente alla sua attività di ricerca, si dedica all'insegnamento dell'italiano e del francese a studenti ed adulti stranieri in Belgio. È autrice delle voci "Italie", "D'Annunzio", "Primoli" e "Anna de Noailles" del Dictionnaire Colette (Éditions Classiques Garnier, ottobre 2018) e della nota biobliografica "Colette o l'arte della rinascita" a La Stella del Vespro (Del Vecchio Editore, 2015).
Nel corso dell'incontro verrà proiettato il cortometraggio "Colette" di Yannick Bellon, e si parlerà anche del film in produzione "La Gatta" di Silvana Strocchi.
Leggere tra le rughe di una scrittrice: Colette
conversazione con Chiara Carlino a cura di Silvana Strocchi
in collaborazione con l'Associazione Culturale Teatro Poesia
Nelle sale cinematografiche è in proiezione in questi giorni Colette, film che racconta la prima parte della vita della grande scrittrice francese.
Giovedì approfitteremo del passaggio a Bologna di Chiara Carlino - traduttrice e studiosa di Colette, che vive a Bruxelles - per approfondire un'opera poco conosciuta dell'artista, La stella del Vespro, pubblicata per la prima volta nel 1946 e uscito nel 2015 per l'editore Del Vecchio in una raffinata edizione, presente in libreria.
In questa raccolta si racconta un’inedita e struggente Colette, lungo frammenti scritti con la cura e la sofisticatezza a cui ormai ha abituato i suoi lettori e di cui è diventata maestra: gli avvenimenti e le osservazioni della vita quotidiana: i capricci di primavera; i viavai del compagno; le visite che riceve; le audizioni per la riduzione teatrale de La Seconde; l’impegno a raccogliere tutte le sue opere per il progetto Oeuvre complète per l’editore Le Fleuron; l’Académie Française. Ormai immobilizzata dalla vecchiaia, dal peso e dall’artrosi, osserva il cielo, il succedersi al giorno della luna o del vespro nel quadrato ritagliato dalle finestre della sua grande casa a Palais–Royal. Leggiamo una Colette malinconica e meditativa, chiusa nel suo appartamento, in cui riceve, mangia, scrive e legge: evoca i ricordi dai tempi della guerra, medita sulla sua condizione di invalidità e i suoi nuovi rapporti con il mondo da scrittrice “nota e riconosciuta” e, amabilmente, conversa con le sue care presenze, con gli esseri da lei sempre amati – appassionatamente o teneramente.
Una Colette sul viale del tramonto, e pur sempre indomita.
Un modo per ricordare una donna libera, i cui libri sono stati letti e tradotti in ogni parte del mondo, nonché prima donna, in Francia, a ricevere le esequie di Stato, alla sua morte, dopo che la Chiesa cattolica ne rifiutò i funerali religiosi.
Chiara Carlino
è dottoranda in letteratura francese presso l'Université Libre de Bruxelles, dove sta ultimando una tesi sui rapporti tra invecchiamento e scrittura nell'opera Colette, scrittrice di cui è specialista. Parallelamente alla sua attività di ricerca, si dedica all'insegnamento dell'italiano e del francese a studenti ed adulti stranieri in Belgio. È autrice delle voci "Italie", "D'Annunzio", "Primoli" e "Anna de Noailles" del Dictionnaire Colette (Éditions Classiques Garnier, ottobre 2018) e della nota biobliografica "Colette o l'arte della rinascita" a La Stella del Vespro (Del Vecchio Editore, 2015).
Nel corso dell'incontro verrà proiettato il cortometraggio "Colette" di Yannick Bellon, e si parlerà anche del film in produzione "La Gatta" di Silvana Strocchi.
Ariston tour dediche di Sara Colaone sul graphic novel Ariston
dalle 13,00 alle 14,30
Ariston tour
dediche di Sara Colaone sul graphic novel Ariston (Oblomov edizioni, 2018)
Armata di carta, pastelli e bicicletta, Sara Colaone (Gran Guinigi 2017 come Miglior disegnatrice, si è da poco conclusa la sua mostra personale a Lucca Comics & Games) dedica il nuovo fumetto Ariston (Oblomov edizioni) nelle librerie indipendenti del centro di Bologna, scegliendo di fare un piccolo tour per incontrare con calma i lettori e regalare un disegno originale su ogni copia di Ariston.
L'autrice sarà da noi alle 13, poi alle 18 alla libreria Trame e alle 19,30 alla libreria Modo Infoshop.
E se non arrivate in tempo, una copia di Ariston firmata vi aspetterà in libreria fino a quando potrete passare.
Se poi non potete essere presenti ma volete comunque una copia personalizzata con il nome del destinatario, fatecelo sapere entro lunedì alle 13,00: Sara ve le preparerà, e noi le terremo da parte per voi.
Potrete fare regali unici e irripetibili!
Ariston è il nuovo romanzo grafico di Sara Colaone e Luca de Santis, già autori con Francesco Satta di Leda, uscito con Coconino Press nel 2016.
L'Ariston apre nel 1955, un albergo nuovo di zecca sulla Riviera Adriatica. Il boom economico sta arrivando anche qui, dove il turismo non c'è mai stato.
Stranieri e nuovi benestanti a divertirsi sulle spiagge e, dietro le quinte dell'accoglienza, gente che lavora sodo. Ariston è il luogo dove si incrociano le loro storie.
Ritratto corale dell'Italia del dopoguerra, Ariston è soprattutto il luogo dove si consuma la vita di Renata, proprietaria dell'albergo e protagonista di una "Casa di Bambola" adriatica dove, come nel celebre testo di Ibsen, la donna esiste solo nello sguardo degli uomini –marito, figlio, clienti – che la vorrebbero a immagine dei propri desideri.
Ma Renata è diversa: in cucina, mentre conta ossessivamente le stoviglie e attraverso scene suggestive che raccontano il suo smarrimento, scopriamo lentamente il suo segreto, che la spingerà verso l'inevitabile punto di rottura e al colpo di scena finale. L’hotel Ariston è dunque un luogo reale, ma anche un ritratto dell’Italia e dei suoi vizi, che nel trentennio fra Dopoguerra, boom economico e inizio della crisi degli anni ’70, vede l’intrecciarsi delle storie di donne lontane dalla prima linea.
Donne che ogni giorno, con le proprie parole e azioni, debbono confermare il proprio ruolo sociale e politico.
Donne che, se non hanno libertà di scelta, si ribellano e se la prendono.
Danilo Masotti firmerà copie del suo ultimo libro Buonanotte piccoli umarells
Domenica 16 dicembre alle 11,30
incontro con
Danilo Masotti che firmerà copie del suo ultimo libro
Buonanotte piccoli umarells
(Pendragon Edizioni)
L'illustratore Mauro "Squiz" Daviddi realizza caricature del pubblico partecipante
Un'incursione irriverente nel mondo delle favole, con l'ironia che sempre contraddistingue lo stile di Danilo Masotti.
Così, Cappuccetto Rosso diventa Cappuccetto Grosso, un bambino un po' tondo che indossa una felpa nera col cappuccio con su scritto disagio; poi ci sono puzzole burlone, donnole troppo belle, galline canterine (ma stonate), mosche fighette che non amano la cacca, gazze oneste e ghiri mangiamobili. I poveretti vivono nel nostro mondo e hanno a che fare, proprio come noi, con le insidie grottesche del mondo contemporaneo e i suoi dis-agi.
Di solito, alla fine di una favola ci domandiamo: "E cosa succede dopo?". Beh, qui è possibile saperlo. Almeno per i quattro anni successivi alla fine della storia. Che è già qualcosa.
Domenica, la possibilità di chiacchierare con Danilo Masotti, e farsi personalizzare da Mauro "Squiz" Daviddi i volumi acquistati con caricature che renderanno unico il libro.
Cantieri in libreria non ce ne sono (giusto qualche traccia delle perdite dal soffitto), ma abbiamo i Lego, se volete potete costruirne uno.
Come dice Masotti: un evento abbastanza bello, e poi è gratis... vi aspettiamo.
incontro con
Danilo Masotti che firmerà copie del suo ultimo libro
Buonanotte piccoli umarells
(Pendragon Edizioni)
L'illustratore Mauro "Squiz" Daviddi realizza caricature del pubblico partecipante
Un'incursione irriverente nel mondo delle favole, con l'ironia che sempre contraddistingue lo stile di Danilo Masotti.
Così, Cappuccetto Rosso diventa Cappuccetto Grosso, un bambino un po' tondo che indossa una felpa nera col cappuccio con su scritto disagio; poi ci sono puzzole burlone, donnole troppo belle, galline canterine (ma stonate), mosche fighette che non amano la cacca, gazze oneste e ghiri mangiamobili. I poveretti vivono nel nostro mondo e hanno a che fare, proprio come noi, con le insidie grottesche del mondo contemporaneo e i suoi dis-agi.
Di solito, alla fine di una favola ci domandiamo: "E cosa succede dopo?". Beh, qui è possibile saperlo. Almeno per i quattro anni successivi alla fine della storia. Che è già qualcosa.
Domenica, la possibilità di chiacchierare con Danilo Masotti, e farsi personalizzare da Mauro "Squiz" Daviddi i volumi acquistati con caricature che renderanno unico il libro.
Cantieri in libreria non ce ne sono (giusto qualche traccia delle perdite dal soffitto), ma abbiamo i Lego, se volete potete costruirne uno.
Come dice Masotti: un evento abbastanza bello, e poi è gratis... vi aspettiamo.
Valerio Evangelisti presenta Il fantasma di Eymerich e Alberto Sebastiani presenta Nicolas Eymerich. Il lettore e l'immaginario in Valerio Evangelisti
Sabato 15 dicembre alle 12,30Scrivere Eymerich, leggere Eymerich
Valerio Evangelisti presenta Il fantasma di Eymerich (Mondadori) e Alberto Sebastiani presenta Nicolas Eymerich. Il lettore e l'immaginario in Valerio Evangelisti (Odoya)
interviene Jadel Andreetto
in collaborazione con l'associazione i 94 Savena
L'occasione era troppo ghiotta, e ne abbiamo approfittato.
Sono usciti quasi contemporaneamente Il fantasma di Eymerich, ultimo del ciclo ideato da Valerio Evangelisti dedicato all'inquisitore Nicolas Eymerich, e un saggio sul suo lavoro scritto da Alberto Sebastiani, Nicolas Eymerich, Il lettore e l'immaginrio in Valerio Evangelisti.
Li abbiamo invitati per parlarsi a quattr'occhi, presentando il proprio lavoro coordinati da Jadel Andreetto... un incontro da non perdere.
Con Il Fantasma di Eymerich, nuovo capitolo della saga, ripresa nel 2017 con Eymerich risorge, Valerio Evangelisti regala un’altra straordinaria avventura all’inquisitore amato dai lettori di tutto il mondo, e si conferma un autentico fuoriclasse del romanzo fantastico.
1378. Evaso dalla prigione in cui il re d’Aragona lo aveva fatto rinchiudere, Eymerich raggiunge Roma, dove papa Gregorio XI ha trasferito la sede pontificia. Gregorio sta morendo, e attorno a lui inizia la contesa che condurrà al Grande Scisma d’Occidente. L’inquisitore si accorge che le risse tra cardinali nascondono dell’altro: un culto pagano bizzarro e dimenticato è risorto dall’oblio e ha contagiato l’alto clero. Solo la proverbiale spietatezza di Eymerich, alle prese con un fantasma che gli è identico, saprà averne ragione.In un’epoca più prossima alla nostra, ma futura, la repubblica di Catalogna è l’unico Stato europeo che si è mantenuto neutrale in un conflitto mondiale devastante. Vi trova rifugio lo scienziato Marcus Frullifer, portatore di teorie capaci di sconvolgere la fisica e la nozione di tempo. Solo che la Catalogna non è lo Stato perfetto che lui crede. Ciò non gli impedisce di costruire l’astronave Malpertuis, mossa da forze psichiche, che appare in Nicolas Eymerich, inquisitore, il primo romanzo del ciclo.
In un futuro lontanissimo, l’umanità si sta evolvendo in qualcosa d’altro. Si muove oltre i limiti fisici conosciuti nel passato, e si trova a ridosso del Punto Omega, l’estremo dell’universo teorizzato dal gesuita Teilhard de Chardin e da alcuni scienziati moderni. Un misterioso Magister, di leggendaria memoria, regola l’ultimo sospiro del genere umano. Ma sarà davvero l’ultimo, in un cosmo spiraliforme?
Il fantasma di Eymerich è il tredicesimo romanzo del ciclo dedicato all’inquisitore domenicano uscito dalla penna di Valerio Evangelisti. Anche ammesso non sia, come probabile, l’ultimo della serie, siamo giunti al punto in cui l’opera di Evangelisti può essere valutata nel complesso e inserita nell’alveo delle grandi narrazioni popolari italiane. Si assume volenterosamente il compito di tentare questa operazione un grande estimatore del suo lavoro: Alberto Sebastiani, conosciuto tra l'altro come firma di Robinson.
La tesi di questo libro di narratologia è molto semplice: tutta l’opera di Evangelisti è coesa, omogenea e ricchissima di rimandi, in pratica un unico grande romanzo. Non solo. Sebastiani ci conduce attraverso le miriadi di avventure narrate da Evangelisti ⎼ ciclo di Eymerich, ciclo Messicano, ciclo del Metallo, ciclo dei Pirati, ciclo Americano e trilogia del Sole dell’avvenire e testi spuri ⎼ ricomponendo il grande mosaico del loro senso complessivo. La storia e la fantascienza rappresentano un campo di battaglia nell’ambito della produzione di immaginario romanzesco. Rinarrare il passato e prospettare il futuro divengono così atti politici più che eminentemente estetici, modalità di riappropriazione.
È anche in quest’ottica che emerge il più importante dei cicli della narrazione: la saga dell’inquisitore Eymerich. Sebastiani dipana meticolosamente i livelli della narrazione all’interno delle opere che vanno da Nicolas Eymerich, inquisitore al sopracitato Il fantasma di Eymerich (che ha letto in anteprima), ne approfondisce le fonti, indica le numerosissime influenze ⎼ con rimandi esplicitati da un singolo nome, roba da far impazzire il fandom ⎼ descrive i personaggi principali tramite l’incidenza di alcuni aggettivi e attività e infine spiega perché un inquisitore che si è meritato il nomignolo di “San Malvagio” è destinato a far innamorare il lettore. Non per niente gli aficionados della saga sono una comunità attiva e numerosa…
Per parafrasare uno dei titoli dei libri di Valerio Evangelisti, Sebastiani tratta l'Opera evangelistiana come One Big Novel e la inserisce a pieno titolo all’interno della storia del romanzo popolare, che sia fantascientifico, storico, western o “di avventura”. Un intelligente e affascinante tributo al Salgari del nostro tempo.
Essere ogni cosa Leggere la poesia di Mariangela Gualtieri saggio finale degli allievi del laboratorio di arte e tecnica della lettura ad alta voce condotto da Maurizio Cardillo
Giovedì 13 dicembre alle 18,30
Essere ogni cosa
Leggere la poesia di Mariangela Gualtieri
saggio finale degli allievi del laboratorio di arte e tecnica della lettura ad alta voce condotto da Maurizio Cardillo
Lunedì 12 si concluderà il laboratorio che Maurizio Cardillo sta conducendo su Bestia di gioia, raccolta poetica di Mariangela Gualtieri i cui versi verranno letti giovedì per suggellare la fine del percorso; siete tutti invitati a godere della bellezza della lettura finale in libreria, aperta al pubblico, che costituisce l’emozionante esperienza collettiva dove ciascuno può vivere l’incontro tra le propria personalità e le coinvolgenti parole di una delle più note poetesse italiane contemporanee.
Mariangela Gualtieri. Una poesia che scaturisce dall’oralità, dalla parola che risuona nello spazio misterioso e millenario del dire e dell’ascolto.
Fondatrice del Teatro Valdoca, di cui è da sempre attrice e drammaturga, la poetessa coniuga nei suoi versi, con vibrante energia, l’identificazione assoluta con la natura e l’interrogazione alla trascendenza.
La sua parola sembra emergere dal silenzio per celebrare il principio vitale del respiro, del pulsare di ogni forma visibile e invisibile di esistenza.
La sua poesia è prima di tutto azione, gesto, atto. Un atto che pare fondarsi sull’attenzione amorevole alle cose, in una continua tensione verso l’essenzialità, verso il nucleo pulsante e potente della vita in tutte le sue manifestazioni.
Questa vibrante ricerca è veicolata dalla sua lingua magica, ricca di echi arcaici del dialetto romagnolo, all’interno di una ricerca stilistica attenta e in continuo dialogo con la tradizione ed il presente.
Una poesia perfetta per la lettura condivisa ad alta voce; una poesia per nulla consolante, a tratti bellicosa, capace, come ogni vera poesia, di svelare ad ognuno la forza misteriosa e irriducibile dell’essere.
Dell’essere, del saper essere, nell’amore, ogni cosa.
Maurizio Cardillo,
siciliano, è attore, autore, regista, formatore. Laureato al Dams e diplomato alla Scuola di Teatro di Bologna, fonda da sempre la sua ricerca teatrale su una personale contaminazione tra letteratura, comicità, poesia. Ha realizzato spettacoli come autore/attore, ispirandosi ai suoi autori culto: Robert Walser, Giuseppe Berto, Thomas Bernhard. E’ stato diretto da Elio De Capitani, Gigi Dall’Aglio, Marco Bernardi, Luigi Gozzi, Nanni Garella, Andrea Adriatico, Renato Carpentieri, Elena Bucci, Paolo Billi e altri. Collabora attualmente, o ha collaborato recentemente, con Le Belle Bandiere, Agorà di Elena Di Gioia, ErosAntEros, Ert, Tra un Atto e l’Altro, Società dei Concerti di Parma, Pietro Piva, Bruno Stori, Filippo Pagotto. Conduce da molti anni percorsi di conoscenza e approfondimento della poesia e della sua lettura ad alta voce.
Essere ogni cosa
Leggere la poesia di Mariangela Gualtieri
saggio finale degli allievi del laboratorio di arte e tecnica della lettura ad alta voce condotto da Maurizio Cardillo
Lunedì 12 si concluderà il laboratorio che Maurizio Cardillo sta conducendo su Bestia di gioia, raccolta poetica di Mariangela Gualtieri i cui versi verranno letti giovedì per suggellare la fine del percorso; siete tutti invitati a godere della bellezza della lettura finale in libreria, aperta al pubblico, che costituisce l’emozionante esperienza collettiva dove ciascuno può vivere l’incontro tra le propria personalità e le coinvolgenti parole di una delle più note poetesse italiane contemporanee.
Mariangela Gualtieri. Una poesia che scaturisce dall’oralità, dalla parola che risuona nello spazio misterioso e millenario del dire e dell’ascolto.
Fondatrice del Teatro Valdoca, di cui è da sempre attrice e drammaturga, la poetessa coniuga nei suoi versi, con vibrante energia, l’identificazione assoluta con la natura e l’interrogazione alla trascendenza.
La sua parola sembra emergere dal silenzio per celebrare il principio vitale del respiro, del pulsare di ogni forma visibile e invisibile di esistenza.
La sua poesia è prima di tutto azione, gesto, atto. Un atto che pare fondarsi sull’attenzione amorevole alle cose, in una continua tensione verso l’essenzialità, verso il nucleo pulsante e potente della vita in tutte le sue manifestazioni.
Questa vibrante ricerca è veicolata dalla sua lingua magica, ricca di echi arcaici del dialetto romagnolo, all’interno di una ricerca stilistica attenta e in continuo dialogo con la tradizione ed il presente.
Una poesia perfetta per la lettura condivisa ad alta voce; una poesia per nulla consolante, a tratti bellicosa, capace, come ogni vera poesia, di svelare ad ognuno la forza misteriosa e irriducibile dell’essere.
Dell’essere, del saper essere, nell’amore, ogni cosa.
Maurizio Cardillo,
siciliano, è attore, autore, regista, formatore. Laureato al Dams e diplomato alla Scuola di Teatro di Bologna, fonda da sempre la sua ricerca teatrale su una personale contaminazione tra letteratura, comicità, poesia. Ha realizzato spettacoli come autore/attore, ispirandosi ai suoi autori culto: Robert Walser, Giuseppe Berto, Thomas Bernhard. E’ stato diretto da Elio De Capitani, Gigi Dall’Aglio, Marco Bernardi, Luigi Gozzi, Nanni Garella, Andrea Adriatico, Renato Carpentieri, Elena Bucci, Paolo Billi e altri. Collabora attualmente, o ha collaborato recentemente, con Le Belle Bandiere, Agorà di Elena Di Gioia, ErosAntEros, Ert, Tra un Atto e l’Altro, Società dei Concerti di Parma, Pietro Piva, Bruno Stori, Filippo Pagotto. Conduce da molti anni percorsi di conoscenza e approfondimento della poesia e della sua lettura ad alta voce.
Paola Rambaldi presenta Brisa
Martedì 11 dicembre alle 18,00
Paola Rambaldi
presenta
Brisa
(edizioni del Gattaccio)
interviene Marilù Oliva
letture di Gabriele Via
Settembre 1956. Gorino.
Un posto dove non succede mai niente.
Col Luna Park, per la festa del patrono, arrivano in paese la bella del Tiro a segno e l’affascinante Eoppas, un cantante dell’ultimo Festival di Sanremo, venuto apposta a dare manforte a I cavedani di Gorino, lo scalcinato complesso composto da: Primino, Tunaia, Buio e il Principe, che, per mancanza di soldi, si sposta per balere con un carro funebre ed è costretto a esercitarsi in un magazzino di casse da morto.
Dopo un’esaltante nottata, trascorsa tra Luna Park e feste danzanti, alle prime luci dell’alba la bottegaia del paese, Smamaréla, si accorge della sparizione del figlio Lucianino, il dodicenne più bello e più stronzo di Gorino.
Per far luce sul mistero verrà interpellata, Brisa, la stria, così soprannominata perché ripete continuamente Brisa (Non farlo), che ha il dono di vedere le disgrazie.
Due anni prima un altro bambino ha fatto una brutta fine e anche in quel caso i primi a essere sospettati erano stati Romildo e Romeo, tristemente noti per la loro passione per la carne molto giovane, ma stavolta c’entreranno per davvero?
Nel giro di una settimana altre inspiegabili disgrazie si abbatteranno una dopo l’altra sul paesino di pescatori e i carabinieri di Goro, Scerbo e Bellugi, dovranno fare del loro meglio per venirne a capo.
Brisa non è sposata, sorride poco, ha un occhio di un colore e uno di un altro, una treccia lunga lunga, un accenno di baffi. Se passa la treccia su una foto vede il futuro di chi c’è nella foto. Come per quella delle nozze dell’amica Smamaréla: le raccomandò di tenere lontano suo marito dai fucili, ma lui non volle ascoltarla e morì in un incidente di caccia. Da allora Brisa non ha più voluto toccare le sue foto, come se avesse visto qualcos’altro che non vuole raccontare.
Neanche Grace Kelly sarà felice. L’ha visto in una foto.
Così dicono. Con Brisa non si sa mai. Con Brisa non si discute.
Dimenticavamo: Brisa ama i fucili.
Paola Rambaldi
è originaria di Argenta, trasloca spesso e attualmente vive a Castello di Serravalle.
Impiegata per quasi trent'anni in una multinazionale dell'informatica, ha costantemente concentrato il pensiero sulle proprie fantasie noir tardivamente riportate su carta.
Ha pubblicato Tredici storie di Adriatico (Edizioni del Gattaccio, 2014), Bassa e nera (Pontegobbo), La fudréra (REM) e decine di racconti in riviste e antologie (Elliot, Pendragon, MobyDick, Sperling & Kupfer, Laurum, Zona, Felici, Stampa alternativa, Echos, Edizioni della Sera e molti altri).
Scrive di cinema nella rubrica “La schermitrice” su Thriller Magazine e di libri su “Libroguerriero”.
Brisa è il suo primo romanzo.
Paola Rambaldi
presenta
Brisa
(edizioni del Gattaccio)
interviene Marilù Oliva
letture di Gabriele Via
Settembre 1956. Gorino.
Un posto dove non succede mai niente.
Col Luna Park, per la festa del patrono, arrivano in paese la bella del Tiro a segno e l’affascinante Eoppas, un cantante dell’ultimo Festival di Sanremo, venuto apposta a dare manforte a I cavedani di Gorino, lo scalcinato complesso composto da: Primino, Tunaia, Buio e il Principe, che, per mancanza di soldi, si sposta per balere con un carro funebre ed è costretto a esercitarsi in un magazzino di casse da morto.
Dopo un’esaltante nottata, trascorsa tra Luna Park e feste danzanti, alle prime luci dell’alba la bottegaia del paese, Smamaréla, si accorge della sparizione del figlio Lucianino, il dodicenne più bello e più stronzo di Gorino.
Per far luce sul mistero verrà interpellata, Brisa, la stria, così soprannominata perché ripete continuamente Brisa (Non farlo), che ha il dono di vedere le disgrazie.
Due anni prima un altro bambino ha fatto una brutta fine e anche in quel caso i primi a essere sospettati erano stati Romildo e Romeo, tristemente noti per la loro passione per la carne molto giovane, ma stavolta c’entreranno per davvero?
Nel giro di una settimana altre inspiegabili disgrazie si abbatteranno una dopo l’altra sul paesino di pescatori e i carabinieri di Goro, Scerbo e Bellugi, dovranno fare del loro meglio per venirne a capo.
Brisa non è sposata, sorride poco, ha un occhio di un colore e uno di un altro, una treccia lunga lunga, un accenno di baffi. Se passa la treccia su una foto vede il futuro di chi c’è nella foto. Come per quella delle nozze dell’amica Smamaréla: le raccomandò di tenere lontano suo marito dai fucili, ma lui non volle ascoltarla e morì in un incidente di caccia. Da allora Brisa non ha più voluto toccare le sue foto, come se avesse visto qualcos’altro che non vuole raccontare.
Neanche Grace Kelly sarà felice. L’ha visto in una foto.
Così dicono. Con Brisa non si sa mai. Con Brisa non si discute.
Dimenticavamo: Brisa ama i fucili.
Paola Rambaldi
è originaria di Argenta, trasloca spesso e attualmente vive a Castello di Serravalle.
Impiegata per quasi trent'anni in una multinazionale dell'informatica, ha costantemente concentrato il pensiero sulle proprie fantasie noir tardivamente riportate su carta.
Ha pubblicato Tredici storie di Adriatico (Edizioni del Gattaccio, 2014), Bassa e nera (Pontegobbo), La fudréra (REM) e decine di racconti in riviste e antologie (Elliot, Pendragon, MobyDick, Sperling & Kupfer, Laurum, Zona, Felici, Stampa alternativa, Echos, Edizioni della Sera e molti altri).
Scrive di cinema nella rubrica “La schermitrice” su Thriller Magazine e di libri su “Libroguerriero”.
Brisa è il suo primo romanzo.
Alessio Romano e Ale di Blasio presentano Una stanza tutta per loro. Cinquantuno donne della letteratura italiana
Domenica 9 dicembre alle 17,30
Alessio Romano e Ale di Blasio
presentano
Una stanza tutta per loro
Cinquantuno donne della letteratura italiana
(Avagliano editore)
intervengono
Annarita Briganti, Marilù Oliva e Grazia Verasani
modera
Erika Zini
Durante l'incontro verrà inaugurata la mostra di alcune fotografie presenti nel volume, che rimarrà in libreria fino a fine anno.
Chi può misurare il fervore e la violenza del cuore di un poeta quando questo si trova prigiorniero e intrappolato nel corpo di una donna?
(Virginia Woolf)
Libro fotografico dedicato alle scrittrici e ai luoghi dove amano lavorare, Una stanza tutta per loro è un volume che colleziona i ritratti di molte autrici italiane nei luoghi in cui sono solite scrivere: in uno studio pieno di libri, al tavolo di una cucina, sulla panchina di un parco, nel vagone di un treno, in una biblioteca pubblica, sul bordo di una piscina, in un bar affollato.
Il libro è il risultato di un’indagine condotta da Alessio Romano, scrittore e docente alla scuola Holden, e Ale Di Blasio, fotografo, insieme a ciascuna scrittrice, nel tentativo di esplorare e raccontare le figure femminili della letteratura italiana contemporanea e le loro stanze tutte per sé, quegli spazi in cui non solo lavorano e scrivono, ma si esprimono liberamente.
Non poteva mancare, in chiusura al volume, una breve riflessione su un tema molto discusso nel mondo letterario: esiste o meno, e se sì che cos’è, una letteratura femminile italiana, con date caratteristiche? Ogni scrittrice dice la sua, offrendo opinioni e punti di vista tutt’altro che prevedibili, confrontandosi su un tema che le riguarda tutte in una coralità di voci femminili.
Di condizione femminile nel mondo dell’editoria e della scrittura si sente parlare sempre più spesso, e ci si chiede se le donne, nel mondo della scrittura, vengono prese sul serio al pari degli uomini. Non si tratta di un fenomeno recente quanto si potrebbe pensare: era il 1924 quando Virginia Woolf diede alla luce il celebre saggio Una stanza tutta per sé, manifesto del femminismo in campo letterario. Ma quali sono, oggi, gli spazi della scrittura femminile?
Cercheremo di rispondere con Annarita Briganti, Marilù Oliva e Grazia Verasani, da sempre attente alla declinazione femminile della scrittura.
Le scrittrici presenti nel testo:
Licia Troisi, Lidia Ravera, Rosella Postorino, Teresa Ciabatti, Wanda Marasco, Veronica Raimo, Melissa Panarello, Marilù Oliva, Simona Sparaco, Flavia Piccinni, Francesca Serafini, Federica De Paolis, Nadia Terranova, Alessandra Racca, Sandra Petrignani, Francesca Scotti, Antonella Lattanzi, Gaia Manzini, Caterina Bonvicini, Camilla Costanzo, Francesca Bonafini, Chiara Barzini, Annarita Briganti, Silvia Cossu, Alessandra Montrucchio, Francesca Bertuzzi, Loredana Lipperini, Francesca Genti, Carmela Scotti, Camilla Baresani, Gaja Lombardi Cenciarelli, Elena Varvello, Lorenza Gentile, Eleonora Sottili, Grazia Verasani, Yasmin Incretolli, Angela Nanetti, Daniela D'Angelo, Alessandra Sarchi, Patrizia Rinaldi, Lidia Riviello, Giulia Blasi, Francesca d'Aloja, Giusi Marchetta, Carmen Pellegrino, Paola Barbato, Vivian Lamarque, Barbara Alberti, Maura Chiulli e Donatella Di Pietrantonio.
Ale Di Blasio (Atri, 1990)
ha studiato Cinema e Spettacolo presso La Sapienza a Roma e si è laureato con una tesi sul fenomeno di Instagram e la fotografia istantanea digitale.
Attualmente lavora a Milano come fotografo freelance.
Alessio Romano (Pescara, 1978)
ha esordito nel 2006 con Paradise for all (Fazi), un giallo ambientato alla Scuola Holden dove ha studiato Tecniche della Narrazione. E' autore di Solo sigari quando è festa (Bompiani 2015) e curatore de Gli stonati. Manifesto letterario per la legalizzazione della cannabis (Neo Edizioni 2017). Il suo ultimo libro è D'amore e baccalˆà (EDT 2018) dedicato alla cittˆà di Lisbona.
Alessio Romano e Ale di Blasio
presentano
Una stanza tutta per loro
Cinquantuno donne della letteratura italiana
(Avagliano editore)
intervengono
Annarita Briganti, Marilù Oliva e Grazia Verasani
modera
Erika Zini
Durante l'incontro verrà inaugurata la mostra di alcune fotografie presenti nel volume, che rimarrà in libreria fino a fine anno.
Chi può misurare il fervore e la violenza del cuore di un poeta quando questo si trova prigiorniero e intrappolato nel corpo di una donna?
(Virginia Woolf)
Libro fotografico dedicato alle scrittrici e ai luoghi dove amano lavorare, Una stanza tutta per loro è un volume che colleziona i ritratti di molte autrici italiane nei luoghi in cui sono solite scrivere: in uno studio pieno di libri, al tavolo di una cucina, sulla panchina di un parco, nel vagone di un treno, in una biblioteca pubblica, sul bordo di una piscina, in un bar affollato.
Il libro è il risultato di un’indagine condotta da Alessio Romano, scrittore e docente alla scuola Holden, e Ale Di Blasio, fotografo, insieme a ciascuna scrittrice, nel tentativo di esplorare e raccontare le figure femminili della letteratura italiana contemporanea e le loro stanze tutte per sé, quegli spazi in cui non solo lavorano e scrivono, ma si esprimono liberamente.
Non poteva mancare, in chiusura al volume, una breve riflessione su un tema molto discusso nel mondo letterario: esiste o meno, e se sì che cos’è, una letteratura femminile italiana, con date caratteristiche? Ogni scrittrice dice la sua, offrendo opinioni e punti di vista tutt’altro che prevedibili, confrontandosi su un tema che le riguarda tutte in una coralità di voci femminili.
Di condizione femminile nel mondo dell’editoria e della scrittura si sente parlare sempre più spesso, e ci si chiede se le donne, nel mondo della scrittura, vengono prese sul serio al pari degli uomini. Non si tratta di un fenomeno recente quanto si potrebbe pensare: era il 1924 quando Virginia Woolf diede alla luce il celebre saggio Una stanza tutta per sé, manifesto del femminismo in campo letterario. Ma quali sono, oggi, gli spazi della scrittura femminile?
Cercheremo di rispondere con Annarita Briganti, Marilù Oliva e Grazia Verasani, da sempre attente alla declinazione femminile della scrittura.
Le scrittrici presenti nel testo:
Licia Troisi, Lidia Ravera, Rosella Postorino, Teresa Ciabatti, Wanda Marasco, Veronica Raimo, Melissa Panarello, Marilù Oliva, Simona Sparaco, Flavia Piccinni, Francesca Serafini, Federica De Paolis, Nadia Terranova, Alessandra Racca, Sandra Petrignani, Francesca Scotti, Antonella Lattanzi, Gaia Manzini, Caterina Bonvicini, Camilla Costanzo, Francesca Bonafini, Chiara Barzini, Annarita Briganti, Silvia Cossu, Alessandra Montrucchio, Francesca Bertuzzi, Loredana Lipperini, Francesca Genti, Carmela Scotti, Camilla Baresani, Gaja Lombardi Cenciarelli, Elena Varvello, Lorenza Gentile, Eleonora Sottili, Grazia Verasani, Yasmin Incretolli, Angela Nanetti, Daniela D'Angelo, Alessandra Sarchi, Patrizia Rinaldi, Lidia Riviello, Giulia Blasi, Francesca d'Aloja, Giusi Marchetta, Carmen Pellegrino, Paola Barbato, Vivian Lamarque, Barbara Alberti, Maura Chiulli e Donatella Di Pietrantonio.
Ale Di Blasio (Atri, 1990)
ha studiato Cinema e Spettacolo presso La Sapienza a Roma e si è laureato con una tesi sul fenomeno di Instagram e la fotografia istantanea digitale.
Attualmente lavora a Milano come fotografo freelance.
Alessio Romano (Pescara, 1978)
ha esordito nel 2006 con Paradise for all (Fazi), un giallo ambientato alla Scuola Holden dove ha studiato Tecniche della Narrazione. E' autore di Solo sigari quando è festa (Bompiani 2015) e curatore de Gli stonati. Manifesto letterario per la legalizzazione della cannabis (Neo Edizioni 2017). Il suo ultimo libro è D'amore e baccalˆà (EDT 2018) dedicato alla cittˆà di Lisbona.
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