Alessandro Marchi presenta Tu non ci credere mai

Martedì 17 luglio alle 18,30

Alessandro Marchi

presenta
Tu non ci credere mai
(edizioni Libromania)

interviene Federico Taddia
 
Anni Trenta. I cicli della terra segnano il tempo al Querceto: poche case sparse, piccoli fazzoletti di terra buona ma dura da coltivare sulle pendici di Monte Sole. Aldo Marchi cresce in quel piccolo mondo tra fatiche nei campi, feste e riti contadini, ma a farlo felice sono le passeggiate solitarie e senza meta nei boschi che ricoprono quel tratto di Appennino tosco-emiliano. Aldo è taciturno come il padre, ha uno spirito libero che lo rende diverso dai fratelli e fa storcere il naso persino a sua madre. Giovane contadino, vive gli anni più drammatici della storia italiana del Novecento: è soldato nell’esercito italiano in Africa, lotta per la sopravvivenza tra bombardamenti e stragi lungo la linea Gotica durante la Seconda guerra mondiale, nel dopoguerra trova un nemico ancora più grande nei medici che trattano come malattia mentale la sua epilessia. In mezzo agli orrori che lo segnano nell’animo e nel corpo, unica luce resta l’amore per Carolina e per i loro figli. Un amore incontaminato che, pur tra sofferenze e delusioni, nutre le sue speranze per il futuro e la sua capacità di resistere all’ignoranza e ai pregiudizi che lo circondano. Tu non ci credere mai è un inno alla libertà e alla resilienza dell’animo umano: un intenso romanzo familiare che restituisce voce e dignità a chi ne era stato ingiustamente privato.

Alessandro Marchi
è nato a Bologna nel 1979, dove si è laureato in Storia Contemporanea. Vive un po’ lì e un po’ a Bruxelles per motivi di lavoro. Ha esordito nella narrativa con Parada Ópera (2009) e Fegato e Cuore (2012). Scrivere lo fa star bene, e questo basta e avanza. Si è classificato primo nell’edizione 2018 del premio ‘Fai viaggiare la tua storia’ con Tu non ci credere mai, la storia romanzata della vita di Aldo Marchi, suo nonno, risultato di un lungo lavoro di scavo documentale e ricostruzione delle memorie familiari.
 
...e questo è l'ultimo incontro prima della pausa estiva!
Noi però siamo qui, con i nostri consigi di lettura, le novità da sfogliare, i classici da recuperare... La libreria, come sempre, non chiude per ferie. Vi aspettiamo.
 
A tutti buona estate e giornate serene!
Cinzia, Manuela, Raffaella, Rita
 

Riccardo Dal Ferro presenta Elogio dell'idiozia. Un maldestro tentativo di farmi capire

Martedì 10 luglio alle 18,00
 
Riccardo Dal Ferro 
presenta
Elogio dell'idiozia. Un maldestro tentativo di farmi capire
(edizioni Tlon)
 
interviene 
Riccardo Vessa 
(scrittore e vlogger)
 
L’idiota è sempre un altro. Aborriamo l’idea di essere noi stessi gli idioti, nonostante le evidenze siano molto spesso contro questa tendenza universale. Eppure, l’idiozia non è una forza distruttiva: non solo essa soggiace come leitmotiv ad ogni nostro comportamento, poiché ognuno di noi è sempre l’idiota di qualcun altro, ma la genialità stessa che ha permesso le grandi conquiste dell’umanità, tanto in campo letterario quanto in quello scientifico, tanto nella filosofia quanto nell’arte, non avrebbe mai potuto toccare le vette raggiunte senza la parte inalienabile di idiozia presente in ogni uomo.

"Elogio dell'idiozia" è un viaggio filosofico e letterario attraverso ciò che oggigiorno aborriamo di più e che rappresenta però il nucleo straordinario di ogni conquista umana. L'idiozia è in fin dei conti ciò che ci ha permesso di pensare, di creare, di comprendere e di sopravvivere in un mondo difficile, e attraverso di essa possiamo essere capiti più a fondo, al fine di non perderci in questo cosmo, solitari e abbandonati alla nostra supposta mancanza di idiozia.

Riccardo Dal Ferro
laureato in Filosofia presso l’Università di Padova, collabora con numerose riviste, cartacee e online, trattando di attualità, filosofia, letteratura, e si occupa di storytelling e copywriting attraverso vari progetti multimediali.
Performer ed autore teatrale, insegna scrittura creativa presso la scuola da lui fondata a Schio (VI) “Accademia Orwell”.
Porta avanti un progetto di divulgazione letteraria e filosofica sul web attraverso il suo canale YouTube.
È autore e interprete di molti monologhi teatrali a sfondo letterario, filosofico e satirico. Inventa la Stand-Up Philosophy, spettacolo satirico a sfondo filosofico che nel 2016 porta in tutta Italia. Nello stesso anno, su invito di Umberto Eco, interviene al Festival della Comunicazione di Camogli con una conferenza dal titolo “Divulgo Ergo Sum”. Nel 2017 fonda la rivista di filosofia pop FiloSoFarSoGood. È direttore della rivista accademica ENDOXA, patrocinata dall’Università di Trieste ed edita da Mimesis.
 
 

GIOVANNI MAZZAFERRO presenta LA DONNA CHE AMAVA I COLORI Mary P. Merrifield

Giovedì 5 luglio alle 18,00

GIOVANNI MAZZAFERRO

presenta
LA DONNA CHE AMAVA I COLORI
Mary P. Merrifield
lettere dall'Italia
(Officina libraria editrice)

interviene ANDREA TARABBIA
 
Mary Philadelphia Merrifield (1804-1889) è nota come ‘la signora delle tecniche artistiche’: a metà dell’Ottocento scoprì, trascrisse e tradusse manoscritti tuttora fondamentali per indagare modalità e materiali con cui gli Antichi Maestri italiani creavano le loro opere. Pubblicò tutto negli Original Treatises on the Arts of Painting (1849), ancor oggi considerati un punto di riferimento imprescindibile per storici dell’arte, restauratori e storici delle tecniche artistiche.

Sfortunatamente, della sua vita sappiamo pochissimo. Di recente, a Brighton, sono state riscoperte trentanove lettere che Mary P. inviò al marito, rimasto a casa, fra 1845 e 1846, nel corso del suo viaggio italiano in cerca di manoscritti. Vengono qui pubblicate per la prima volta in assoluto. Ce la raccontano per quella che realmente fu: una donna straordinaria. Madre di cinque figli, Mary P. parte su incarico del governo inglese assieme al figlio maggiore (appena diciottenne) e setaccia sistematicamente archivi e collezioni private di Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia. È fermamente convinta che l’essere donna sia per lei un vantaggio: restauratori e artisti non la percepiscono come una potenziale concorrente e sono più disponibili a svelare i ‘segreti’ delle tecniche. Nella famiglia Merrifield, peraltro, gli uomini lavorano per le donne: il figlio maggiore trascrive tutti i manoscritti, il marito scrive le introduzioni dei libri della moglie e il terzogenito quattordicenne ne redige gli indici.

Le lettere fanno finalmente luce sul circuito delle conoscenze inglesi della ricercatrice, ma descrivono anche il mondo dell’erudizione e della cultura italiana subito prima dei moti del 1848. Più in generale, si rivelano di estremo interesse per la storia materiale dell’Ottocento italiano: il mondo che viene immortalato da Mary P., con la sincerità che solo le lettere private possono assicurare, è fatto di opere d’arte, ma anche di vivacissime impressioni di viaggio. L’autrice dimostra un occhio attento e curioso, raccontando aspetti del quotidiano difficilmente reperibili altrove.
Tornata in Inghilterra, Merrifield coltiva molte altre passioni, privilegiando i suoi interessi per le scienze naturali. Negli ultimi trent’anni della sua vita si occupa principalmente di alghe, e poco prima di morire ha la soddisfazione di vedersi intestare a suo nome una di esse. Mantiene però sempre inalterato un approccio scientifico alla descrizione della realtà che appare in filigrana anche nelle missive inviate al marito.

Quest’approccio è, probabilmente, la lezione più importante che la vita di Mary Philadelphia Merrifield ci consegna.
È studioso indipendente di fonti di storia dell’arte. Ha fondato e gestisce dal 2013 il blog «Letteratura artistica», che pubblica, in italiano e inglese, recensioni e ricerche in materia. Ha pubblicato Le Belle Arti a Venezia nei manoscritti di Pietro e Giovanni Edwards (Firenze, GoWare 2015) e Il Libro dell’Arte di Cennino Cennini
 

Il boss di New Orleans di Eugenio Saguatti

Mercoledì 4 luglio alle ore 18

Presentazione del progetto editoriale Dana, in occasione della pubblicazione in ebook dell’ultimo volume della collana:
Il boss di New Orleans di Eugenio Saguatti.
 
Ne parleranno l’autore Eugenio Saguatti,
l’editor Beniamino Sidoti e Luca Occhi, autore de Il Caimita (Damster Edizioni) e co-fondatore di Officine Wort. Sarà un’occasione per parlare di letteratura, editoria, e di un giovane strillone di New Orleans che affianca un anziano boss.

Dana è un progetto editoriale di RW Edizioni, curato da Beniamino Sidoti e Barbara Ferraro, per dare risalto a fantasy, fantascienza, supereroi e ogni altra narrativa di genere fantastico e d’avventura. Tra gli autori Dana: Scott Westerfeld, Neil Gaiman, Andrea Pau, Emanuela Valentini, Aaron Starmer.
 

LUCA MORETTI presenta IL CANARO. Magliana 1988: storia di una vendetta

Martedì 3 luglio alle 18,00

LUCA MORETTI

presenta
IL CANARO. Magliana 1988: storia di una vendetta
(Red Star Press edizioni)

interviene
GIANLUCA MOROZZI
 
Il Canaro racconta il dramma cupo e crudo che ha ispirato Matteo Garrone per il suo splendido film Dogman: una pagina nera della cronaca romana degli anni '80. Si tratta dell'omicidio, in seguito ad efferate torture, del criminale e pugile dilettante Giancarlo Ricci, da parte di Pietro De Negri, detto "er Canaro della Magliana", magnificamente interpretato nel film da Marcello Fonte, Palma d'oro al Festival di Cannes come Miglior Attore.

Ecco la storia.
Il 20 febbraio 1988, in una discarica a due passi da via della Magliana, a Roma, viene trovato un corpo carbonizzato e orrendamente mutilato.
Appartiene un ex pugile di 27 anni. Per il suo barbaro assassinio verrà condannato un toelettatore di cani, detto “Er canaro”, a lungo perseguitato e umiliato dalla vittima.
Si compie così la parabola del debole Davide che si rivolta contro Golia il gigante: il più delirante omicidio mai riportato dalle cronache, un delitto senza termini di paragone nella letteratura criminale italiana.
Fin dal primo giorno di carcere il Canaro della Magliana inizia a scrivere un memoriale. Vuole comporre il romanzo della sua vita e consegna le prime pagine al magistrato credendo che tutti debbano sapere come ciò che ha fatto non sia altro che la storia di una giusta vendetta.

Luca Moretti completa le sparute pagine di quel memoriale grazie a una lunga ricerca documentale, all’analisi di tutti gli atti del processo, a interviste fatte nel corso degli anni ai protagonisti e a una rassegna stampa completa e serrata. Il risultato è il libro che avete tra le mani. Tutta la verità sul delitto della Magliana. O, detto in altri termini, tutto ciò che il Canaro avrebbe voluto raccontare in un romanzo che – almeno fino a oggi– non ha terminato di scrivere mai.
 

SERGIO DOMENICHELLI presenta L'ORGOGLIO DEI ZANI

Mercoledì 27 giugno alle 18,00

SERGIO DOMENICHELLI
presenta
L'ORGOGLIO DEI ZANI
(BONOMO EDITORE)
interviene
Roberto Dall'Aglio
letture di
Anna Agostini
Accompagnamento musicale all'organetto di Fiore Stavole
 
Un affresco della vita nella valle dell'Idice dagli anni Cinquanta in poi: il recente dolore della guerra, la povertà, la voglia di riscatto reso possibile dal benessere degli anni Sessanta.
Un romanzo che vuole essere anche testimonianza storica, in cui il passo della Raticosa diventa un manzoniano Resegone, e tutto diventa un seducente "Albero degli zoccoli" che si stenta a credere fosse vita reale appena cinquant'anni fa.
Un passato recente ma apparentemente lontanissimo, che sarebbe bene ricordare.

CARMELO PECORA presenta RESISTERE ERA UN DOVERE. STORIE DI PARTIGIANI E STAFFETTE


Martedì 26 giugno alle 18,00

CARMELO PECORA
presenta
RESISTERE ERA UN DOVERE. STORIE DI PARTIGIANI E STAFFETTE
(CartaCanta editrice)

intervengono
ANNA COCCHI (presidente ANPI Bologna)
ANDREA COTTI (scrittore)
 
Carmelo Pecora ci ha abituato a storie di impegno civile: ha indagato sulla Uno Bianca, su Ustica, sul fatidico 9 maggio '78 che ha unito in un terribile destino Peppino Impastato e Aldo Moro.
Ci presenta ora un libro sul coraggio delle scelte, dando nome e voce ad alcuni partigiani fra la moltitudine di coloro che sono rimasti sconosciuti.

Scegliere da che parte stare dovrebbe essere sempre una prerogativa nella vita di ognuno. In questo libro sono riportate le storie di Roberto Trinelli (Fanfulla), Otello Bandini (Fulmine) e Giuliana Foschi, partigiani e staffette che scelsero di salire in montagna e lottare contro il nazifascismo, per ideali allora preclusi quali la libertà e la giustizia. Uomini e donne che misero in gioco le proprie giovani vite per offrire un futuro e un’Italia migliore a sé stessi e agli altri. Un filo conduttore che narra i fatti salienti della seconda guerra mondiale focalizzando gli avvenimenti accaduti tra Reggio Emilia, Forlì e Cervia in storie e racconti che rimangono validi per tutto il nostro Paese. Otello aveva un sogno, poter volare. Giuliana era giovane e tenace. Roberto, decise di arruolarsi nella Polizia Partigiana e, dopo varie peripezie, venne trasferito a Enna, così distante dalla sua Reggio Emilia e, seppure lontano dai suoi affetti, da “combattente”, iniziò una nuova vita. Storie semplici per non dimenticare chi ha lottato per la Libertà.
 
Carmelo Pecora è un ex Ispettore Capo della Polizia Scientifica, che da anni dedica il suo tempo alla conservazione della memoria dei fatti salienti della nostra storia repubblicana attraverso romanzi e reading, nelle scuole e ovunque sia possibile. 

Ha raggiunto la notorietà con Gli infedeli – Storie e domande della Uno bianca (2014, ed.Zona).
Il suo sito è www.carmelopecora.it
 

presentazione della rivista WALDEN

Lunedì 25 giugno alle 18,00

presentazione della rivista
WALDEN
intervengono
ANTONIO PORTANOVA e NICOLO' RUBBI
 
In un periodo storico in cui, nonostante la quantità di informazioni a disposizione sia cresciuta esponenzialmente, il pericolo del pensiero unico è dietro l'angolo, la nascita di una nuova rivista - e dunque di una nuova voce - è una notizia da accogliere con grande favore e attenzione. Ancor di più se il risultato è davvero eccellente, sia per l'alto livello degli interventi sia sotto il profilo grafico, come potrà appurare chi sarà dei nostri lunedì prossimo.
Vi invitiamo pertanto a salutare la nuova nata che ci verrà presentata da alcuni dei suoi redattori, Antonio Portanova e Nicolò Rubbi.
La sensibilità dell'opinione pubblica riguardo i grandi problemi ambientali è cresciuta molto nel corso degli ultimi trent'anni, tuttavia ancora adesso questi argomenti restano troppo spesso appannaggio di esperti, addetti ai lavori, appassionati.
Ma non è possibile trovare soluzioni efficaci se non si parte dalla consapevolezza che è indispensabile costruire un modello nuovo di società in cui l'uomo e le sue attività non siano più in contrasto con il mondo naturale, ma imparino ad esserne parte integrante. Urge una radicale messa in discussione dell'attuale modello di sviluppo, con l'obiettivo di riappropriarci di ciò che un malinteso concetto di progresso sta togliendo non solo all'ambiente naturale, ma in definitiva all'uomo stesso.

Da queste premesse nasce l'idea del magazine Walden, dedicato ai temi dell'ecologia, della sostenibilità dello sviluppo, del pensiero ambientale. Una rivista cartacea a periodicità semestrale, in cui le parole e le immagini pubblicate avranno lo scopo di aiutare il lettore a fermarsi, riflettere, porre e porsi domande, aprire interrogativi e generare dubbi.
 

SALVATORE ZEOLA presenta NON E' UN PAESE PER RICCHI

Sabato 23 giugno alle 17,30

SALVATORE ZEOLA
presenta
NON E' UN PAESE PER RICCHI
(Pendragon edizioni)

interviene ELENA BELLISTRACCI
 
I Mangiaforte sono quel che si dice una famiglia perfetta: possiedono astuzia, fascino, soldi e il futuro al loro orizzonte si annuncia ancora più dorato del presente. Vittorio, il capofamiglia, è in rampa di lancio per la carica di sindaco nella ricca Bologna. A seguito di uno scandalo sessuale, però, per lui e sua moglie Maria Concetta, detta Macy, le porte dell'alta società si chiuderanno inesorabilmente. Saranno quindi costretti a ritentare una nuova corsa elettorale a Rocca Acripante, l'ingovernabile paese del Meridione da cui proviene la prorompente Macy, scaltra arrampicatrice sociale poco incline al low profile. Per far tornare a brillare la propria stella, i Mangiaforte dovranno bussare alla porta della gente che hanno sempre snobbato e tenuto a debita distanza: i famigerati Altri, diventati improvvisamente l'ago della bilancia della loro sopravvivenza sociale. Non sarà semplice perché, tra nemici giurati e finti alleati, i Mangiaforte scopriranno che ogni albero, per quanto florido e rigoglioso sia, non può separarsi dalle sue radici che, proprio come l'erba cattiva, non muoiono mai. Una saga familiare in cui intrighi e pregiudizi vanno di pari passo con l'ironia.
 
Salvatore Zeola
classe 1985, giramondo e viveur, colleziona esperienze in ambito giornalistico (Vogue.it), radiofonico (Fashion FM) e televisivo (Italia 1, Sky Fox Sports). Ha esordito con il romanzo Zuppa di Cuori. L'amore non è mai una minestra riscaldata (Pendragon, 2015).
 

PATRIZIA DEBICKE VAN DER NOOT presenta L'ORO DEI MEDICI

Mercoledì 20 giugno alle 18,00

PATRIZIA DEBICKE VAN DER NOOT
presenta
L'ORO DEI MEDICI
(edizioni Tea)

interviene la scrittrice ELISELLE
 
Patrizia Debicke Van Der Noot ci racconta le contraddizioni di un'epoca e di una famiglia tra splendore e decadenza, cultura e capacità senza scrupoli.

Granducato di Toscana, 1597. L'Italia è ormai caduta in mano agli eserciti stranieri, ma fastosa è la sua cultura e floridi i suoi commerci oltre i confini. L'Europa ne riconosce e ne ammira lo splendore e l'eccellenza. I banchieri più potenti al servizio dei sovrani europei sono italiani, genovesi e fiorentini. Firenze è uno stato ricchissimo sotto la guida di un'illustre famiglia di mercanti e banchieri: i Medici. Il loro oro fa invidia a tanti e, chi non riesce ad averlo in prestito, tenta di sottrarlo in modo subdolo e illecito. Organizzando, ad esempio, un orrendo ricatto nei confronti del granduca Ferdinando I. Ricatto di cui verrà subito a conoscenza il fratellastro di Ferdinando, don Giovanni de' Medici, geniale architetto, ingegnere, poeta e musicista, nonché comandante della flotta granducale e amante delle belle donne. Così, tra Livorno, Firenze e Ajaccio, in bettole malfamate e in ville aristocratiche, Don Giovanni, insieme al fidato capo della polizia del Granducato, condurrà un'indagine che lo porterà a scoprire i mandanti e ad affrontarli in un'epica battaglia navale al largo delle coste toscane.
 
Patrizia Debicke van der Noot,
nata a Firenze, bilingue, grazie a una nonna alsaziana e agli studi compiuti all'università di Grenoble, ha sempre viaggiato molto e vive tra l'Italia e il Lussemburgo. Autrice di romanzi storici e di thriller, ha pubblicato numerosi libri. Il suo sito è www.patriziadebicke.com
 
Con l'autrice converserà Eliselle, che con il suo nome vero, Elisa Guidelli, ha firmato "Il romanzo di Matilda" (Meridiano Zero), un romanzo sulla splendida e sfaccettata figura di Matilde di Canossa.

EFFETTO SERRA, EFFETTO GUERRA di Gramennos Mastrojeni e Antonello Pasini.

Martedì 19 giugno alle 18,00

per la rassegna
GLI ECODIALOGHI DI MEGLIOCOSI' - SOLARE QUALITA' URBANA
presentazione di
EFFETTO SERRA, EFFETTO GUERRA
di Gramennos Mastrojeni e Antonello Pasini.
(Chiarelettere edizioni)

Con l'autore ANTONELLO PASINI ne parlano ALESSANDRA TESTONI e ARRIGO PALLOTTI.

Modera l'incontro GABRIELE ZANINI.
 
Vedere il problema dell’immigrazione e dei conflitti dalla parte del clima. Una prospettiva inedita.
Quanto i cambiamenti climatici influiscono sulle migrazioni e sulle crisi internazionali? Più il deserto avanza più le ondate migratorie aumentano. Più cresce il pericolo di guerre.
Un analista diplomatico (Grammenos Mastrojeni) e un fisico del clima (Antonello Pasini) indicano la strada per gestire cooperativamente il futuro che ci aspetta e che sarà segnato dalla rivoluzione climatica già in atto.
Continue ondate migratorie aprono scenari a cui non eravamo preparati, e paiono il preludio a esodi di interi popoli. Le aree dove questi sommovimenti si originano hanno tutte qualcosa in comune: il clima che cambia, il deserto che avanza e che sottrae terreno alle colture mettendo in ginocchio le economie locali.
Clima e guerre, clima e terrorismo. È difficile tracciare una precisa concatenazione di cause ed effetti fra il riscaldamento globale e i singoli eventi che ci hanno traumatizzato recentemente, ma una cosa è ormai certa: il clima che cambia contribuisce al disagio e all’aumento della povertà di intere popolazioni, esposte più facilmente ai richiami del terrorismo e del fanatismo. In tutto questo, l’Italia è in prima linea: lo sanno bene a Lampedusa. Per questo un climatologo e un diplomatico – così lontani, così vicini – hanno preso la penna giungendo alle stesse conclusioni: se abbandoniamo i più poveri da soli alle prese col cambiamento climatico, non solo facciamo finta di non capire ciò che ci insegnano la moderna scienza del clima e
l’analisi geopolitica – che siamo tutti sulla stessa barca e che i problemi sono interconnessi e hanno una dinamica globale –, ma lasciamo anche crescere un bubbone di conflittualità che prima o poi raggiungerà pure noi; i primi migranti del clima lo sanno bene.
Prendere coscienza dei rischi di un clima impazzito può favorire un’operazione di pace, integrazione e giustizia di portata inedita.

GRAMMENOS MASTROJENI
è un diplomatico italiano. Coordinatore per l’ambiente della Cooperazione allo sviluppo, partecipa ai negoziati internazionali su clima, terre, biodiversità, acqua e oceani. Insegna Ambiente e Geostrategia in vari atenei. Da una ventina d’anni concentra la sua attenzione sui cambiamenti climatici del pianeta. Per Chiarelettere ha pubblicato “L’arca di Noè” (2015, due edizioni).

ANTONELLO PASINI,
fisico climatologo del Cnr e autore di molte pubblicazioni specialistiche, insegna Fisica del clima a Roma Tre e Sostenibilità ambientale - aspetti scientifici all’Università Gregoriana di Roma. Vicepresidente della Società italiana per le scienze del clima, è anche un attivo divulgatore. Ha vinto recentemente il premio nazionale di divulgazione scientifica con il blog “Il Kyoto fisso” per la rivista “Le Scienze”.

ALESSANDRA TESTONI
è esperta di aiuti umanitari e migrazioni nei territori del Sahel-West Africa, Corno d'Africa e Medio Oriente.

ARRIGO PALLOTTI
è del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell'Università di Bologna.
Gabriele Zanini è ricercatore Enea.

ROBERTO DE LUCA presenta IL MARESCIALLO INDAGA. Dieci casi per De Robertis

Lunedì 18 giugno alle 18,00

ROBERTO DE LUCA
presenta
IL MARESCIALLO INDAGA. Dieci casi per De Robertis
(Pendragon editore)

interviene
LUCA CROVI
 
Un nuovo libro di Roberto De Luca, carabiniere-scrittore che svolge servizio a Bologna, e che giunge così al suo terzo romanzo.
Anche qui troviamo il personaggio che ha creato, il maresciallo De Robertis, alter ego dell'autore che ci fa immergere con dovizia di particolari nella vita di una caserma di provincia, come quella in cui esercita il nostro protagonista in qualità comandante in carica della caserma di Castello San Petronio (nome di fantasia per un paesino nei dintorni di Bologna).
Questa volta De Robertis si dovrà occupare di sbarchi di immigrati e conseguente traffico di minori, baby gang, stalking, terrorismo e baby squillo... In questo pot-pourri di fiori marci, si sviluppano dieci storie i cui protagonisti assoluti sono gli orrori che quotidianamente si ascoltano attraverso i notiziari. A raccontarli, alla sua maniera, il maresciallo De Robertis e lo fa come sempre cercando in ogni caso il lato umano, prediligendo l'istinto dello sbirro alla tecnologia e riuscendo a mettere a nudo le debolezze di una societàˆ fragile e corrotta, con persone pronte a tutto pur di soddisfare la loro sete di denaro.
 
Roberto De Luca
vive in Toscana, sull'Appennino. A diciotto anni si è arruolato nell'Arma dei Carabinieri, per la quale ora svolge servizio a Bologna. Con l'editore Pendragon ha già pubblicato "Insospettabili ombre" e "Adrenalina di Porco".
 
Ospite speciale per intervistare Roberto De Luca sarà LUCA CROVI, uno dei massimi esperti del giallo che abbiamo in Italia.
 

TOMMASO NENCIONI presenta I GIOVANI SALVERANNO L'ITALIA. COME COME SBARAZZARCI DELLE OLIGARCHIE E RIPRENDERCI IL FUTURO

Sabato 16 giugno alle 17,00

TOMMASO NENCIONI
presenta
I GIOVANI SALVERANNO L'ITALIA.
COME COME SBARAZZARCI DELLE OLIGARCHIE E RIPRENDERCI IL FUTURO

(Imprimatur edizioni)

interverrà
SILVIA GOLA
evento organizzato in collaborazione con l'associazione culturale SENSO COMUNE
 
Perché questo libro?
Perché sono i giovani ad avvertire più gravemente gli effetti nefasti delle politiche liberiste e ad essere meno protetti da un welfare che è stato progressivamente smantellato. Sono loro a non portare i germi di culture politiche ormai infeconde e piene di nostalgia. Sono loro a poter sfruttare meglio di chiunque altro il momento populista, grazie a un maggior coraggio e una comprensione più adeguata delle sfide del futuro.
 
L'Italia vive una lunga fase di involuzione, fatta di un impoverimento collettivo e una deriva oligarchica. A farne maggiormente le spese sono i giovani: precarizzati, calpestati e derisi, privati di una prospettiva esistenziale degna di tal nome. Nel frattempo, anche tra le generazioni precedenti lo smottamento economico che vive il Paese si traduce in una vulnerabilità sociale intollerabile e un bisogno sempre maggiore di protezione, mentre poche centinaia di famiglie continuano ad arricchirsi a dismisura. Ma forse non tutto è perduto. Con questo libro a metà tra il pamphlet e l'analisi minuziosa, tredici giovani cercano di tracciare una via per riprendersi ciò che è loro: il proprio futuro.
Per una proposta politica che rimetta al centro bisogni e aspirazioni di chi è rimasto inascoltato.
 
Senso Comune
è un’associazione-movimento che nasce nel novembre 2016. Il suo obiettivo? Quello di avviare una politica autonoma dai desideri delle oligarchie politiche ed economiche che hanno portato l’Italia nel profondo della crisi che viviamo. Una politica che stia dalla parte di chi, in questa Italia maltrattata, non ha più una parte: la gente comune.
Gli autori Samuele Mazzolini, Michelangela Di Giacomo, Tommaso Nencioni, Stefano Bartolini, Enrico Padoan, Raffaele Bazurli, Irene Romiti, Letizia Nocera, Marcello Gisondi, Simone Gasperin, Stefano Poggi, Thomas Fazi, Paolo Gerbaudo fanno parte di Senso Comune.
www.senso-comune.it
 

MARIA ANTONIETTA. UNA REGINA BAMBINA CHE VA OLTRE IL SUO TEMPO. di Ida Von Duringsfeld

Venerdì 15 giugno alle 18,00
presentazione di

MARIA ANTONIETTA. UNA REGINA BAMBINA CHE VA OLTRE IL SUO TEMPO.
di Ida Von Duringsfeld
(MGS PRESS)

Interverranno
ALICE MORTALI e ILARIA VAROTTI.
 
Una regale rosa nuziale, ecco cos’era quando l’Austria la consegnò alla Francia. Anche i francesi ne rimasero incantati: la trovarono così bella che non se la sarebbero più lasciata sfuggire”. Con queste parole Ida von Düringsfeld ci presenta la “sua” Maria Antonietta: una delicata e affascinante fanciulla appena quattordicenne, giunta in Francia per sposare il futuro Luigi XVI. Un destino che sembrava essere stato benedetto dagli dei e che invece, appena vent’anni anni dopo, si tramuterà in un vero e proprio incubo dal tragico epilogo.
Amata, odiata, idolatrata, oltraggiata: se per i contemporanei Maria Antonietta fu il capro espiatorio di tutti i mali della Francia del XVIII secolo, simbolo stesso della cupidigia e delle ingiustizie sociali, per gli autori ottocenteschi si trasformò nella Martire della Rivoluzione, la “regina-santa” vittima innocente del più vile (ed inutile) dei regicidi.
Ma chi era davvero Maria Antonietta di Francia? In queste pagine, scritte nella seconda metà dell’800, l’autrice tedesca ripercorre le vicende umane di un personaggio complesso, accattivante, universale, un’icona che ancora oggi incuriosisce, seduce e divide le coscienze.
Un racconto puntuale e circostanziato che inizia nel 1770 con l’arrivo pieno di speranze alla corte di Versailles, il matrimonio male assortito (e consumato dopo ben 7 anni) con un giovane principe cupo, timidissimo e così diverso dalla sua esuberante sposa e poi gli intrighi di corte, gli eccessi, le spese folli, l’ossessiva ricerca di affetto e di approvazione, l’agognata maternità, l’isolamento dalla corte, il montare del malcontento popolare e il dilagare delle idee rivoluzionarie fino alla toccante narrazione degli ultimi tragici anni, la prigionia, la vedovanza, il processo, la ghigliottina.

La Düringsfeld fa rivivere il personaggio Maria Antonietta in tutto il suo straordinario, articolato fascino senza tempo: la fragile “rosa nuziale” giunta in Francia ancora bambina diviene l’immortale regina simbolo del rococò, della decadenza e della fine dell’ancien régime perché, come scriverà cinquant’anni dopo uno dei suoi biografi più famosi, Stefan Zweig “il destino l’ha posta simbolica Regina di questo secolo, poiché con esso viva la sua vita e muoia la sua morte”.
 

ANDREA LORENZONI presenta PIUMA

Mercoledì 13 giugno alle 18,00

ANDREA LORENZONI
presenta
PIUMA
(Arcipelago Itaca edizioni)

intervengono
DANIELE BARBIERI e SERGIO ROTINO
 
Ecco come ci presenta "Piuma" Paolo Pittorri sulla rivista on line Yawp:
"Piuma è una raccolta luminosa, leggera e cieca, una ragazza che canta. Si presenta come un teatro e un giardino segreto dove internamente appaiono amori, nature e città. La raccolta si apre con un «occhio di bue sul soffitto» che spesso tramuta in sole e presenta involontariamente tutte le poesie. I personaggi, i paesaggi, le situazioni, gli incontri nella natura, gli amori non corrisposti che marciano per le strade e le campagne bolognesi, oppure altrove, possiedono una forte solitudine che li spinge ad ogni costo a cambiarsi, ad evolversi senza essere notati se non dal poeta. Sono versi asciutti, senza punti e maiuscole, una poesia dimessa e naïf, insomma, sincera. L’aria che si respira è soffice, delicata e sola, e quindi rattrista. Piuma è una caccia al tesoro in un cammino che diventa ispirazione, pensiero e timore. Proprio questa promenade rende questa raccolta simile al piombo, osservabile soprattutto nei versi lunghi dove il poeta sembra lasciarsi andare ad una misura e a un peso differente".

Andrea Lorenzoni 
è poeta e cantautore e vive a Bologna.
Lavora come insegnante di sostegno nella Scuola Primaria, fa parte del gruppo di poesia “Lo Spazio Esposto” e nel 2012 ha pubblicato il libro di versi Parlo dentro per le edizioni Prufrock spa.
Nel 2017 è uscito il suo album di canzoni Mondo Club.
 

PIERGIORGIO PULIXI presenta LO STUPORE DELLA NOTTE


Martedì 12 maggio alle 18,00

PIERGIORGIO PULIXI 
presenta
LO STUPORE DELLA NOTTE
(Nero Rizzoli)

interviene
ALBERTO SEBASTIANI
 
Torniamo ad ospitare con grande piacere Piergiorgio Pulixi, che ci presenta il suo ultimo romanzo appena uscito, Lo stupore della notte, in cui esplora gli oscuri rovesci delle strutture di pubblica sicurezza.
 
La storia è ambientata in una Milano in cui l’eroina scorre a fiumi e nelle strade impazzano le gang di latinos.
 
La protagonista è Rosa Lopez, un commissario che non si dimentica facilmente. È tenace, determinata ed è consapevole che a volte è necessario scendere a compromessi per salvare una situazione. La ricordano ancora in Calabria, dove si è fatta le ossa nella guerra alle cosche. Non la dimenticano oggi, a Milano. Lettere minatorie e proiettili nella cassetta della posta sono “il premio” per una carriera che l’ha condotta ai vertici dell’Antiterrorismo.
Ma dietro la scorza da superpoliziotta, Rosa nasconde un profondo senso di colpa: il suo compagno è in coma, vittima di un attentato. Intanto, una minaccia incombe sulla città: la più perfida delle menti criminali ha ordito un piano di morte. Lo chiamano il Maestro e insegna l’arte della guerra. Per fermarlo, Rosa scivolerà in una spirale di ricatti, tradimenti e vendette.
 
Piergiorgio Pulixi
ha fatto parte del Collettivo di scrittura Sabot creato da Massimo Carlotto ed è autore del ciclo poliziesco di Biagio Mazzeo iniziato con Una brutta storia (E/O), e della serie thriller I Canti del male (E/O).
 
 

CANNIBALI e RE presenta CRONACHE RIBELLI

Sabato 9 giugno alle 17,00

CANNIBALI e RE
presenta
CRONACHE RIBELLI

intervengono MATTEO MINELLI e MICHELE POMPEI
 
Cannibali e Re nasce nell’aprile 2016 dall’incontro di un gruppo di ragazzi, aventi una formazione storico e/o politologica e che hanno deciso di mettersi insieme per portare avanti un progetto che promuovesse una narrazione della storia radicalmente differente, in contesti diversi da quelli in cui opera solitamente la storia: l’accademia e il mondo editoriale.
Il loro intento, sin dall’inizio, era promuovere non più una storia fine a se stessa, emozionante dal punto di vista stilistico. Non la storia di principi, generali, monarchi di epoche più o meno remote, ma che fosse la Storia di chi ha sofferto, di chi è morto per permettere all’umanità di evolvere nel suo cammino millenario.

La loro pagina facebook ha fin da subito un riscontro sorprendente (ad oggi conta più di 100.000 followers) senza dubbio grazie anche all'idea di scrivere post di facile comprensione, in un linguaggio non cattedratico, legata alla scelta di democratizzazione del sapere e della cultura.
Il loro progetto è giunto a concretezza con la pubblicazione di un Almanacco, Cronache Ribelli, che presenteremo sabato in libreria; circa 250 storie, di cui 70 inedite, nuova e accattivante veste grafica. Una scelta estremamente particolare, nata per andare incontro alle due principali esigenze del gruppo: da un lato creare qualcosa di familiare per chi segue la pagina, dall’altro spostare oltre il lavoro.

I singoli e le moltitudini raccontati nelle sue pagine non sono gli attori della Grande Storia, sono uomini comuni e straordinari. Comuni perché nella perenne trincea della Storia si sono ritrovati a guardare il campo di battaglia tra i reticolati del filo spinato e non su una mappa nelle retrovie. Straordinari perché disertori di quelle numerose guerre che la società cercava di imporgli e protagonisti dell’unico conflitto che vale la pena combattere: quello per l’emancipazione collettiva.
Il testo, impreziosito da dodici illustrazioni di Aurora Stano, e impaginato artisticamente da Marcella Foschi, graphic design, è articolato su una struttura nella quale ad ogni giorno o gruppo di giorni si accompagna un microstoria (dalla lunghezza variabile). L’Almanacco, di circa duecentocinquanta pagine, contiene altrettante storie e una bibliografia finale affinché, volendo, ognuno possa cercare ulteriori informazioni sulle vicende che lo hanno appassionato.
 
 

MICHELA TURRA presenta LA DONNA FANTASMA

Venerdì 8 giugno alle 18,00

MICHELA TURRA
presenta
LA DONNA FANTASMA
(Booksprint edizioni)

intervengono
PINA LALLI e GIULIA MASSINI
 
Una vacanza capitata quasi per caso, in compagnia di tre amici che presto se ne vanno lasciandola sola in un castello-albergo di montagna: Patrizia si ritrova in un luogo sconosciuto alle prese con la propria inquietudine esistenziale e con un abbandono sentimentale da poco subito. Il contatto con la natura e l’amore per la scrittura la portano a un flusso di coscienza ininterrotto che esprime nelle pagine di un diario, occasione di bilancio rispetto a rapporti avuti, ma anche insolubile interrogazione riguardo alla condizione umana, alla confusione onirica e alla solitudine. Temi che Patrizia ritrova anche in un altro diario, letto casualmente a Venezia in un bar, il diario di Valeria, con cui la protagonista cerca di colmare lo scarto tra la propria interiorità e il reale. Scenario che contribuisce a modellare gli eventi, la città lagunare, teatro di un amore prima platonico poi reale, tra passione, malesseri profondi e fantasia.
 
Michela Turra, scrittrice e giornalista, è nata e vive a Bologna. Laureata in Scienze politiche, ha pubblicato sei romanzi. Direttrice della rivista di poesia “Le Voci della luna”, è del 2009 la sua raccolta di poesie “Domicilio conosciuto”, e testi poetici suoi sono presenti in antologie e riviste. Per il teatro ha scritto opere rappresentate in spazi bolognesi e a Roma, e ha pubblicato l’atto unico “Vino rosso sulla neve”. Ha lavorato per importanti quotidiani e periodici, si occupa di critica d’arte e opera nella scuola.
Pina Lalli, sociologa, è vicepresidente della Scuola di Scienze politiche
Giulia Massini è scrittrice e attrice

PATRIZIA TOMBA presenta il romanzo IL PUNTASPILLI

Mercoledì 6 giugno alle 18,00

PATRIZIA TOMBA
presenta il romanzo
IL PUNTASPILLI
(Aletti editore)

interviene GIAMPAOLO BORGHI
 
Dal Sessantotto alla riscoperta delle idee eterne.
La fragilità di Marisa, tenero residuato bellico del Sessantotto e la maestà scultorea di Platone, in un continuo contrappunto di amore-odio.
 
Patrizia Tomba scrisse il suo primo racconto a 5 anni, sotto gli occhi increduli dei nonni, che stavano giocando a briscola.
Da allora, salvo interruzioni per lo studio, il lavoro o gli scacchi, ha continuato fino ad oggi.