"L'INVISIBILE DISAGIO"

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"L'INVISIBILE DISAGIO"
Tre incontri dedicati alla scrittura in prosa e in versi "del sociale"

IVAN NOSSA presenta "IL POTERE E LA MAGIA DELLA GRATITUDINE"

Sabato 28 gennaio ore 17,30

IVAN NOSSA
presenta
"IL POTERE E LA MAGIA DELLA GRATITUDINE"
(UNO EDITORI)

ENRICO ANGELO EMILI presenta "LINGUAGGI PER UNA SCUOLA INCLUSIVA"

Mercoledì 25 gennaio alle 18,00

ENRICO ANGELO EMILI
presenta
"LINGUAGGI PER UNA SCUOLA INCLUSIVA"
(edizioni libriliberi)

intervengono:
Gabriele Benassi, Paolo Bonafede, Laura Ferrari, Gaia Germanà, Giovanni Govoni, Luigi Parisi, Alessandro Soriani, Marcella Terrusi, Giulia Zucchini.

Un libro a più voci sull'inclusione, per una scuola che aumenti le competenze e contemporaneamente stimoli le "intelligenze multiple" attraverso proposte didattiche legate all'arte, al teatro, alla musica, alla danza, alla lettura, al gioco e alle nuove tecnologie. Insegnanti, educatori e ricercatori condividono le loro esperienze fornendo indicazioni operative.



"BOLOGNA D'AUTORE" (MORELLINI EDITORE)

Sabato 21 gennaio ore 17,00

"BOLOGNA D'AUTORE"
(MORELLINI EDITORE)

Intervengono gli autori
Massimo Laganà, Loriano Macchiavelli, Valerio Monteventi, Gabriella Kuruvilla, Andrea Cotti
Saranno presenti la curatrice della collana Gabriella Kuruvilla e l'editore Mauro Morellini.

ELISSA PICCININI presenta "RICETTE DA FIABA. Le più gustose (e originali) ricette delle fiabe popolari"

Mercoledì 18 gennaio alle 18,00

ELISSA PICCININI
presenta
"RICETTE DA FIABA. Le più gustose (e originali) ricette delle fiabe popolari"
(Elliot edizioni)

interviene MARILU' OLIVA

Dal pane di Pollicino alla trippa in Pinocchio, dall'insalata di Raperonzolo al pan di Spagna di Hänsel e Gretel... Un ricettario in cui l'arte culinaria si lega alla tradizione letteraria più arcaica, e diventa un viaggio alla scoperta del significato che alcuni alimenti hanno avuto nella storia della fiaba.
L'ispirazione primaria è la favolistica nostrana, dalle Fiabe Italiane in cui Calvino raccolse le più amate storie popolari dalle Langhe alla Sicilia, allo straripante Cunto de li cunti di Giambattista Basile, di recente trasposto al cinema da Matteo Garrone ne Il Racconto dei Racconti. Ci sono però citazioni dalle fiabe russe di Afanasiev, dai fratelli Grimm e da Perrault.

Così, mentre torniamo con la mente a ciò che nell'infanzia ci catturava di orchi e principesse, con le Ricette da fiaba ne riscopriamo il potere evocativo. Perché il cibo, fondamento della vita umana, travalica la semplice necessità alimentare per farsi vero e proprio rito e simbolo di uno stato e condizione esistenziale. Il cibo è strumento rituale, magico passaggio per l'invisibile o prodigioso mezzo per cambiare la realtà.
Che decidiate o meno di mettervi in cucina, la sola lettura riempie la mente: di palazzi di sale e pepe, case che camminano su zampe di gallina e cuoche che, come scrive Basile ne I tre cedri, «trituravano polpette, farcivano capponi e preparavano mille altri bocconi». In un'immaginaria, eterna Cuccagna.


Docente di Lingua e Letteratura Italiana Latina e Greca, Elissa Piccinini ha collaborato per diversi anni con l'Università degli Studi di Parma. Autrice di articoli pubblicati su riviste scientifiche di ambito universitario, scrive per la pagina culturale del quotidiano «Gazzetta di Parma» e suoi articoli sono apparsi in saggi miscellanei e in varie riviste culturali. Nel 2014 con l'editore Ottolibri ha pubblicato il volume "Le sirene esistono. Storia di un mito divenuto simbolo, fiaba, realtà".

presentazione della raccolta poetica di ASHRAF FAYAD "LE ISTRUZIONI SONO ALL'INTERNO"


Sabato 14 gennaio alle 17,00

presentazione della raccolta poetica di
ASHRAF FAYAD
"LE ISTRUZIONI SONO ALL'INTERNO"
(edizioni TERRA D'ULIVI)
MARINA MAZZOLANI dialogherà con i traduttori del libro: GASSID MOHAMMED e SANA DORGHMOUNI

Esattamente un anno fa abbiamo ospitato in libreria l'edizione bolognese dell'evento "Free Ashraf Fayad", una mobiliazione internazionale a sostegno del poeta e artista palestinese condannato a morte in Arabia Saudita.
Dopo la mobilitazione internazionale la pena capitale era stata commutata in 8 anni di carcere e 800 frustate. Ma ora il poeta rischia di essere ricondannato.
Ashraf Fayadh ha 36 anni ed è nato in Arabia Saudita da genitori palestinesi. Nonostante la giovane età, è già un poeta e scrittore affermato nel suo paese di origine, nonché un artista e un curatore d'arte. Fa parte del collettivo di artisti Edge of Arabia e la sua bravura lo ha condotto a curare la mostra Rhizoma alla Biennale di Venezia nel 2013, facendosi portavoce dell'arte saudita all'estero.
Oggi Ashraf Fayad vive in una prigione saudita scontando una pena per apostasia - ripudio totale del proprio credo - diffusione dell'ateismo,per blasfemia contro Dio e il suo profeta,  pur essendosi sempre proclamato di religione islamica.

La vicenda di Ashraf comincia nel 2013 quando un giovane saudita lo denuncia a seguito di una lite.
Rilasciato il giorno dopo viene nuovamente denunciato per aver promosso l'ateismo nel testo "Instructions within" (Le istruzione sono all'interno) che sarà poi al centro dei capi d'accusa mossi dal regime wahhabita.
Si tratta di un'antologia poetica pubblicata a Beirut nel 2008 che, secondo il tribunale di Abha, manca di rispetto al profeta Maometto e minaccia la moralità saudita.
All'interno delle sue poesie si trattano temi scomodi al mondo arabo, come quelli legati alla religione, al consumismo, alla società. Ashraf utilizza il linguaggio coranico modificandolo per esprimere delle metafore forti nei confronti della società.
"Le istruzioni sono all'interno" è finalmente ora disponibile in italiano, grazie alla traduzione dello scrittore iracheno Gassid Mohammed, e di Sana Darghmouni, entrambi docenti all'Università di Bologna.
La decisione di pubblicare l'intero testo in italiano muove anche dalla preoccupazione dei due docenti riguardo l'incolumità di Ashraf: "Dopo l'interesse internazionale scatenatosi agli inizi di quest'anno", spiega Gassid Mohamad, "le luci sulla vicenda si sono spente e sembra che questo buio stia favorendo l'intenzione del governo saudita di ripristinare la pena di morte per Ashraf".
Habib Fayad, il fratello di Ashraf, continua ad inviare testi inediti al professor Gassid, il quale si occupa quotidianamente di tradurli e di promuoverli per far sì che si torni a parlare di questo caso e per "diffondere il diritto alla libertà di espressione per tutti gli scrittori e i poeti arabi che subiscono censura".

lettura di poesie a cura degli allievi del laboratorio di Arte e tecnica della lettura ad alta voce condotto da MAURIZIO CARDILLO

Venerdì 16 dicembre alle 18,30
"NULLA DUE VOLTE.
LEGGERE LA POESIA DI WISLAWA SZYMBORSKA"
lettura di poesie a cura degli allievi del laboratorio di Arte e tecnica della lettura ad alta voce condotto da MAURIZIO CARDILLO

Venerdì, un'occasione per salutarsi e brindare insieme prima delle festività natalizie.

Avremo modo di sentire le splendide poesie di Wislawa Szymborska dalla voce preparata e partecipe dei bravissimi allievi del laboratorio che Maurizio Cardillo ha condotto nelle scorse settimane qui in libreria.

Una leggerezza profondissima. Un'ironia sempre presente. Lo stupore e la meraviglia di fronte al mondo assunti come poetica. Una ferma, netta, gentile voce di donna. Una straordinaria capacità di osservazione dei fenomeni terreni e della quotidianità colti da un punto di vista sorprendente, aereo e nello stesso tempo filosofico.
La vita di persone, animali, oggetti fotografata con nitido sguardo, colta nei momenti più segreti, nella grazia ineffabile dell'incoscienza. Come un ritrattista che sappia immortalare insieme a volti, corpi, paesaggi, anche il sentimento di un'umanità stupita di fronte a quei soggetti.
E' una misteriosa semplicità ciò che ci affascina e ci tocca leggendo la poesia del premio Nobel (1996) per la letteratura Wislawa Szymborska. Uno sguardo sul mondo che non rifugge il dolore, il lutto, la perdita, ma che affronta questi temi sempre con il sorriso sulle labbra, come in un gesto di concreto amore che rende ogni manifestazione umana - gioiosa o malinconica - viva, vicina, presente.

PAOLO PEZZAVENTO presenta "COMPLOTTI E COSPIRAZIONI. DA MUSSOLINI ALL'11 SETTEMBRE"

Mercoledì 14 dicembre alle 18,00
PAOLO PEZZAVENTO
presenta

"COMPLOTTI E COSPIRAZIONI. DA MUSSOLINI ALL'11 SETTEMBRE"
(Capponi editore)

intervengono

Gino Scatasta, Università di Bologna
Alessandra Calanchi, Università di Urbino
Ermelinda Campani, Stanford University
Marco De Angelis, Università Lateranense


Da più parti si è affermato che non conosciamo ancora (e forse non conosceremo mai) la vera storia del nostro paese dal 1943 a pochi anni fa.
Se da un lato, in un paese ossessionato da congiure, segreti, misteri di ogni genere, dal Caso Mattei alle stragi, dal terrorismo alle trame golpiste, riesce difficile non essere d'accordo con questa affermazione, dall'altro c'è da chiedersi se il complottismo, questa singolare forma di paranoia individuale e collettiva, sia un problema unicamente italiano; e se sia da considerare veramente un problema (da risolvere) o un punto di vista (da discutere). L'impressione che si ha infatti è che l'immaginario complottista sia un modo per rintracciare se non altro un chi, un come e un quando per macroeventi la cui grandezza di per sé incute paura.
Nel momento in cui tutte le narrazioni "ufficiali" vengono messe più o meno sistematicamente in dubbio e l'ombra del complotto si allarga su tutto, dalla politica all'economia, dallo sport alla vita quotidiana, è forse giunto il momento di discuterne con vari studiosi provenienti da vari ambiti di ricerca, facendo convergere i punti di vista propri dei diversi ambiti in cui il pensiero complottista si è radicato negli ultimi anni (storia, politica, giornalismo, giustizia, letteratura, cinema, ecc.).

Un tale confronto, per avere valore, dovrà essere il più ampio possibile e dovrà riguardare, per evitare il rischio della polemica strumentale, non solo il nostro ambito nazionale, ma cercare di vedere il problema del complotto in un quadro il più possibile mondiale. Si scoprirà così che un altro grande paese è malato della stessa malattia (se di malattia si tratta): gli Stati Uniti. Una nazione dove l'inquietudine del complotto, covata durante la guerra fredda ed esplosa con l'assassinio di Kennedy, giustamente definito "la Madre di tutti i Complotti", ha portato nel cinema, nella televisione e in letteratura a una vera e propria poetica del complotto.

Perché in effetti se si vuole il problema del complotto è un problema eminentemente narrativo: si tratta di denunciare la falsità della storia ufficiale e rintracciare altre storie che consentano di capire com'è veramente andata. Allora l'uomo del complotto (colui che vi prende attivamente parte) e il complottista (quello che cerca di smascherarlo) si trovano a competere sul terreno del racconto, il primo intento a costruire una falsa storia che nasconda i suoi misfatti, il secondo a ricostruire la vera storia che faccia giustizia della prima. Proprio per raccontare, tracciare e interrogare questa lotta a volte silenziosa e a volte fragorosa abbiamo deciso di proporre ai nostri lettori la Collana di cui questo libro rappresenta il primo volume.
Domenica 11 dicembre alle 17,00

presentazione dell'antologia
"LE 13 PORTE
BOLOGNA: LO ZODIACO DEL DELITTO"

(Damster edizioni - collana #21)

intervengono gli autori:
KATIA BRENTANI, CARMINE CAPUTO, FABRIZIO CAROLLO, ROBERTA DE TOMI, LORENA LUSETTI, LUCA MARTINELLI, ANDREA MASOTTI, FABIO MUNDADORI, LUCA OCCHI, CATIA PIERAGOSTINI, FRANCESCA PANZACCHI, PAOLO PANZACCHI, DAMIAN WILD.


Presenta SARA MAGNOLI
letture di DEBORA POMETTI, con accompagnamento alla chitarra di ROMANO ROMANI

Una raccolta di racconti su Bologna e le sue porte, racconti che non potranno lasciare tranquillo chi li legge.

E' noto che la pianta della città ha  una relazione profonda con l'astrologia.
Non solo la città ha ospitato  fino al XVII secolo una rinomatissima cattedra di astrologia, ma è costruita in base a norme astrologiche. Infatti l'assetto del suo grande centro storico richiama alla mente un cerchio zodiacale. La pianta di Bologna è a forma radiale e dal suo cuore, Piazza Maggiore, si dipartono 12 strade che conducono alle sue 12 porte, di cui 10 ancora esistenti (2 furono demolite nel 1910). Dodici sono i segni zodiacali, come 12 sono le porte che, a distanze regolari,si  trovano lungo i viali: ogni porta richiama un segno zodiacale e ne riporta le caratteristiche.
Tuttavia un tempo c'era una porta anche fra quelle di San Felice e di Sant'Isaia, al Pratello. Fu chiusa nel 1445 dai Bentivoglio, per impedire che arrivassero aiuti ai Canetoli e ai Ghisilieri, che volevano ribellarsi al dominio bentivolesco ed avevano, per questo, appena ucciso Annibale.
La porta non fu mai più riaperta.
Ma ancora si può vederne la traccia, per chi passa dai viali, all'altezza della Grada...

"Leggete e scoprite il vostro futuro. Unitevi a questo girotondo di morte, guardate le tredici porte stringere Bologna nel loro abbraccio letale. Tredici porte per le tredici costellazioni dello zodiaco, che con la loro luce oscura vi sveleranno gli oroscopi di sangue scritti in veri astrologi del delitto: storie così nere e buie che nemmeno gli astri sapranno rischiarare.
Leggete e scoprite il vostro futuro, perchè presto potreste non averne più uno..."

PIERSANDRO PALLAVICINI presenta "LA CHIMICA DELLA BELLEZZA"

Sabato 10 dicembre alle 17,00

PIERSANDRO PALLAVICINI
presenta
"LA CHIMICA DELLA BELLEZZA"
(Feltrinelli editore)

interviene VINCENZO BALZANI
modera SERGIO ROSSI

Molte risate, qualche lacrima, figlie che fanno tenerezza e bassotti che si intrufolano su per i pantaloni. In forma di purissima commedia, il senso della vita per uno scienziato.

Massimo Galbiati, professore di chimica di una tranquilla università di provincia, e Virginio de Raitner, suo inossidabile ex collega ultracentenario, corrono verso la Svizzera a bordo di una vecchia Jaguar coupé, in compagnia di un bassotto fonofobico e mordace. Non è che si conoscano molto. Massimo è solitario, orgoglioso, non lecca i piedi a nessuno, tantomeno al vecchio professore, ed è stato uno dei migliori scienziati italiani nel campo della chimica che era d'avanguardia fino a dieci anni fa. Ma de Raitner lo ha convocato a sorpresa per farsi accompagnare a Locarno, verso un convegno avvolto nella più completa discrezione: e tu vuoi non andare? Vuoi non suscitare l'invidia feroce di tutto il dipartimento? Poi, quando il congresso inizia, Massimo scopre che è strapieno di premi Nobel e che gli speaker sono gli scienziati di grido di quella sua stessa vecchia, amata chimica ormai non più d'avanguardia. Una chimica sospinta da una scienza che sta scomparendo, quella della ricerca pura, guidata dalla bellezza della conoscenza, dalla meraviglia della scoperta. E il super-ottuagenario che c'entra? Ma è l'ospite d'onore! I privilegi e l'immenso potere di de Raitner, i Nobel riuniti in segreto, la chiamata di Massimo a fargli da accompagnatore: è tutto un mistero. Che si dipana sulle dolci acque del lago, in bilico tra la Grande Storia della chimica del Novecento e un'amicizia che nasce tra il professore che ha cinquant'anni e quello che ne ha più di cento.
Ma la bellezza cura. La bellezza lenisce il dolore, distende gli animi, allontana la paura della morte. E la bellezza non è solo un tramonto sul mare, un sorriso sul volto di vostra figlia, un quadro di David Hockney o un film di Fellini. La bellezza è anche una sintesi inimmaginabile progettata da un genio e realizzata nel suo laboratorio.

Piersandro Pallavicini è un romanziere raffinato, profondo e sagace. Che in più, in quest'ultima prova, ha avuto un fiuto straordinario: nel suo romanzo dice «Negli ultimi anni c'è stata una deriva detestabile che ha condotto all'assegnazione del Nobel per studi che hanno a che fare più con la biologia, la fisica, la tecnologia che non con la pura bellezza della nostra disciplina. Ci sono rappresentanti di un'intera generazione di chimici che meriterebbero il premio e ancora non l'hanno ricevuto». Ed ecco che l'Accademia reale svedese lo ha accontentato.
I tre vincitori del Nobel 2016 per la Chimica - Sauvage, Stoddard e Feringa, premiati per aver concepito la più piccola macchina molecolare del mondo - sono in fondo anche i protagonisti del romanzo di Pallavicini. Ma il loro lavoro è stato reso possibile solo grazie al contributo  fondamentale di Vincenzo Balzani, che abbiamo la fortuna di avere come professore emerito all'Università di Bologna. In molti si sono stupiti che non sia andato a lui il massimo riconoscimento dell'Accademia svedese.
La sua immotivata esclusione dal premio Nobel, secondo una lettera-appello pubblicata da "Scienza in rete", il portale del Gruppo 2003 per la ricerca, che raccoglie i più importanti scienziati italiani (sottoscritta anche dal rettore dell'Alma Mater e dal presidente del Cnr), è "un infausto risultato figlio dell'indebolimento della ricerca di base italiana"
Sabato il professor Balzani ci farà l'onore di essere dei nostri, per conversare con Piersandro Pallavicini della "Chimica della bellezza" (e della bellezza della chimica, probabilmente).

Dice Piersandro Pallavicini: "La narrativa va così. Spesso nei romanzi lo scrittore sana le proprie personali ferite, governa il mondo con le parole e lo porta dove vorrebbe fosse andato, insomma compensa i torti subiti, riguadagna le amicizie perdute, fa sbocciare gli amori falliti. Scrivere La chimica della bellezza è stato un atto d'amore verso il mio lavoro e la purezza della ricerca, ma anche il modo di compensare, con l'immaginazione, uno scienziato e un tipo di chimica che avrei voluto non ripiegata nell'ombra ma sugli allori".

PIERSANDRO PALLAVICINI è nato a Vigevano, ed è docente all'Università di Pavia, dove svolge ricerche nel campo della nanochimica inorganica.
Con Feltrinelli ha pubblicato i romanzi Madre nostra che sarai nei cieli (2002), Atomico dandy (2005), African inferno (2009), Romanzo per signora (2012) Una commedia italiana (2014; vincitore del Cortona Mix Prize 2014 e finalista al premio Città di Vigevano 2014). Collabora con "TuttoLibri", supplemento culturale de "La Stampa".
Lo trovate su Facebook (facebook.com/piersandro.pallavicini) e su Twitter (twitter.com/Piersandropalla).

MAURO CORTICELLI presenta il romanzo "PRIGIONIERI"

Sabato 3 dicembre alle 17,00

MAURO CORTICELLI
presenta il romanzo
"PRIGIONIERI"
(Pendragon editore)

intervengono
ALBERTO BORTOLOTTI e
NICCOLO' ROCCO DI TORREPADULA


Sabato pomeriggio incontriamo Mauro Corticelli, ex cestista bolognese con la passione per la scrittura.
Carlo Moretti, alle prese con il fallimento della sua attività commerciale e del suo matrimonio, turbato da un nuovo amore apparentemente impossibile, trova il diario scritto da uno zio, nonché omonimo. Quella che sembra una semplice raccolta di memorie sugli anni di prigionia negli Stati Uniti durante la Seconda guerra mondiale si rivela un documento in grado di sconvolgere la vita del protagonista e la storia della sua famiglia. Carlo decide così di varcare l'oceano per scoprire la verità. Ma l'avventura americana, che riserverà non poche sorprese, si trasformerà inevitabilmente in un viaggio dentro se stesso.

Mauro Corticelli è nato nel 1973 a Bologna e vive a Sala Bolognese. Si occupa da sempre di logistica, ma le sue grandi passioni sono i libri gialli, la pallacanestro, i viaggi e la musica leggera. Il suo esordio narrativo è avvenuto con Nescafé Frappé (Panesi edizioni, 2014), dopo il quale ha pubblicato con Pendragon il noir Hannover Dream (2014)

In dicembre la libreria sarà aperta tutti i giorni, anche la domenica e nei giorni festivi, fino a sabato 24.
Gli orari di apertura saranno i seguenti:
per i giorni festivi: il 4, l'8 e l'11 dicembre con orario 10-13,30/14,30-19,30  mentre domenica 18 l'apertura sarà dalle 10 alle 19,30 con orario continuato; nei giorni feriali manterremo il nostro consueto orario di apertura, dalle 9,00 alle 19,30.


ENRICO SIBILLA presenta il romanzo "IL LIBRO DEI BAMBINI SOLI"

Venerdì 2 dicembre alle 18,00

ENRICO SIBILLA
presenta il romanzo
"IL LIBRO DEI BAMBINI SOLI"
(editore Il Saggiatore)

interviene BRUNO GIORGINI
Venerdì un romanzo di esordio, "Il libro dei Bambini Soli" di Enrico Sibilla, che raggiunge vertici inaspettati anche per i palati più raffinati.

Chiunque è stato un bambino solo. Sono stati vissuti attimi verticali, sotto un sole abbacinante o in una tenebra incerta, in cui il mondo ha assunto una prospettiva radicale, colpendo come un fato i piccoli cuccioli di uomo, questi antesignani degli adulti che con gli adulti non hanno nulla a che fare, poiché la loro natura è più angelica e demonica che umana.

Gli attimi decisivi dell'infanzia hanno iscritto in ognuno un graffito interiore che la letteratura conosce bene, avendone da sempre fatto un feticcio e tentato di vendicarli: il buio in uno scantinato da attraversare vincendo l'orrore, la desolazione della bambola rotta, il ludibrio crudele dei coetanei, la nascita di chi è venuto dopo e ha distrutto la primogenitura, la punizione incomprensibile. Si potrebbe andare avanti all'infinito e, in effetti, la narrazione lo fa. Come accade con il libro di Enrico Sibilla, che per episodi progressivi disegna la geometria implacabile dell'iniziazione alla vita, convocando l'intero immaginario da cui emergono le nostre generazioni. Che si tratti di una chiesa in cui si celebra una comunione o dell'arena in cui il circo mostra la verità dello spettacolo universale o del tavolo a cui si consuma il pasto (quel cibo, che ognuno sa avere segnato quegli anni) o del campo da gioco in cui si è sbagliata irrimediabilmente la prodezza atletica - qualunque elemento è perentorio, qualunque situazione vive in una luce priva di sfumature, qualunque personaggio è memorabile, qualunque parola è squadrata e decisiva.

Tutto è carico di senso in modo definitivo: il bambino è in effetti il protagonista del realismo magico, il più intenso e veridico, il più fatale e concluso. Come in un Antipinocchio o in un Libro Cuore rinnovato e implacabile, nel profumo di matite temperate e di carta per abbecedario, si danno in questi capitoli i momenti originari e destinali, in cui la storia sembra cristallizzarsi, una metopa dopo l'altra, una vignetta dopo l'altra, un pomeriggio dopo l'altro.

Grazie a una prosa originale e magnetica, fitta di parentele con la migliore tradizione letteraria italiana, attraverso ritmi sorprendenti e rivelazioni subitanee Sibilla struttura un paese dei balocchi sublime e conclusivo, la fortezza della solitudine da cui scaturisce il mito e in cui prende rifugio ogni lettore.

ENRICO SIBILLA è nato a Milano nel 1969. È traduttore, paroliere e autore per la radio, la televisione e il web. Questo è il suo primo libro.