Ferdinando Molteni presenta Banana Republic 1979

Sabato 23 marzo alle 17,00

Ferdinando Molteni
presenta
Banana Republic 1979
Dalla-De Gregori e il tour della svolta
(edizioni Vololibero)

interverrà Ricky Portera (chitarrista del tour e di Lucio Dalla)
conduce l'incontro il giornalista Gianni Gherardi


Questo libro contiene la storia vera di una piccola rivoluzione italiana chiamata Banana Republic. Un tour che cambierà per sempre la storia della musica dal vivo in Italia. Francesco De Gregori aveva ricominciato a cantare da poco. La ferita del “processo” del Palalido del 1976 cominciava appena a rimarginarsi. Lucio Dalla era al massimo del successo e della fama. L’anno che verrà aveva stregato tutti e i suoi dischi erano i più venduti. All’inizio del 1979 i due decidono di intraprendere una tournée negli stadi. La progettano insieme a uno staff di produttori, tecnici e musicisti mai visto fino ad allora in Italia. È un azzardo, dicono in molti. Ci sono gli “autoriduttori”, quelli che tirano le molotov sul palco, la violenza politica che, proprio nei concerti, trova una delle sue valvole di sfogo. Ma loro vanno avanti. E cominciano, in una sera nuvolosa del giugno 1979, al campo sportivo di Savona.

Qui si racconta la genesi e i retroscena di quel concerto e dello storico tour, attraverso i documenti dell’epoca e le parole dei protagonisti. Che non furono soltanto Dalla e De Gregori, ma anche Ron, che rilanciò una carriera musicale, e quelli che, qualche anno dopo, diventeranno gli Stadio. Le storie nascoste, le curiosità, le canzoni, le liti e le amicizie, le miserie e la grandezza di un tour che fu visto da seicentomila persone, di un disco che scalò le classifiche e di un film che arrivò nelle sale cinematografiche per consolare chi, quei concerti, non li aveva visti.
Un inserto a colori raccoglie le foto della prima data realizzate da Roberto Villa. Mentre all’interno il volume ospita immagini di Bruno Caserio e Valeria Bissacco.

Ferdinando Molteni

è giornalista, saggista, docente e musicista che si occupa, da molti anni, di canzone d’autore italiana. Laureato all’Università di Genova, tiene regolarmente lectures e corsi presso istituzioni culturali e università negli Stati Uniti (New York University, Stony Brook University, Saint Joseph’s University in Philadelphia, University of Illinois), in Argentina e Uruguay, in Francia e Italia. Tra i suoi libri recenti: Controsole. Fabrizio De André e Crêuza de mä (Arcana, Roma 2011) e L’ultimo giorno di Luigi Tenco (Giunti, Firenze 2015). Ha scritto anche per il teatro e la televisione.

Loreta Minutilli presenta Elena di Sparta

Venerdì 22 marzo alle 18,00

Loreta Minutilli
presenta
Elena di Sparta
(Baldini+Castoldi)
ne parla con Raffaella Garruccio

Un romanzo d'esordio finalista al prestigioso premio Calvino, una nuova voce che merita tutta la nostra attenzione.
«Se la bellezza era davvero potere, perché non potevo far nulla senza consultare qualcuno che fosse sopra di me? Non riuscii tuttavia a maledire la mia bellezza. Non lo feci mai. Mi piaceva essere bella e non mi biasimo per questo. Qualsiasi ragazza al mondo, allora come oggi, avrebbe venduto la propria anima pur di essere me»
Elena di Sparta, la più bella del mondo, rivendica il diritto di tutte le donne di esprimersi non rimanendo imprigionate nel proprio corpo.
Quando, dopo dieci anni e dopo il famoso assedio di Troia da parte dei Greci, Elena viene riportata in patria, Menelao ha solo una domanda da farle: perché? Perché ha deciso di scatenare una guerra?
La risposta di Elena è semplice. Le sembrava l’unico modo per dimostrare a tutti l’esistenza di Elena di Sparta, l’unico modo che aveva di essere ascoltata.
«Racconta, allora», le dice Menelao.
Ed Elena comincia a raccontare.

Fin da piccola l’idea di essere considerata una dea le era parso qualcosa di grandioso, presto quella pura illusione si infrange. Teseo la rapisce e la stupra, quando Castore e Polluce, suoi fratelli, vanno a riprendersela viene data in sposa a Menelao e diventa la regina di Sparta. Ma Elena non si accontenta e decide di fuggire con Paride verso Troia, città in cui le donne contano quanto gli uomini, in cui possono scegliersi i mariti. Presto però si rende conto che anche lì il suo parere non è richiesto.
Elena racconta non per ammettere colpe né per giustificarsi. Non vuole essere compresa o perdonata, lo fa perché la sua storia, quella di una donna prigioniera del proprio corpo o identificata con esso agli occhi degli uomini, possa infine uscire dalle sue viscere e trovare pace.

Loreta Minutilli
è nata nel 1995 in provincia di Bari, dove ha conseguito la laurea triennale in Fisica. Il suo racconto L’universo accanto si è classificato tra i cinque finalisti del Premio Campiello Giovani 2015.
Il romanzo Elena di Sparta è stato uno dei nove finalisti della XXXI Edizione del Premio Calvino.
Vive a Bologna dove studia Astrofisica.

Giuseppe Civati presenta Liliana Segre. Il mare nero dell'indifferenza

Mercoledì 20 marzo alle 18,00

Giuseppe Civati
presenta
Liliana Segre. Il mare nero dell'indifferenza
(People edizioni)

interviene Ilaria Bonaccorsi

I fascisti tolsero Liliana Segre da scuola, i nazisti la portarono ad Auschwitz, gli altri si girarono dall'altra parte: lei lo racconta da decenni per conservare la memoria dell’Olocausto nelle nuove generazioni, e adesso lo fa in un nuovo libro a cura di Pippo Civati che presentiamo mercoledì alla presenza del curatore.

Liliana Segre. Il mare nero dell’indifferenza è il libro che parla della sua vita e del suo impegno per evitare che ciò che accadde negli anni Trenta e Quaranta si ripeta.
Lo ha pubblicato People, la casa editrice fondata qualche mese fa da Pippo Civati (che è anche il curatore del volume) con Stefano Catone e Francesco Foti. Parte del ricavato delle vendite sarà destinata a finanziare la Fondazione Memoriale della Shoah di Milano.
Tutto il libro è stato costruito a partire da interviste e interventi di Segre, dal suo lungo, ininterrotto racconto pubblico.
Risulta evidente il pericolo che l’odio trovi la strada per arrivare a tutti, per dilagare, per diventare un’abitudine. Un odio che si trasforma, attraverso il megafono della propaganda, in un filtro con cui selezionare le persone, per dividerle e per espellerne alcune dalla comunità.

Sono «parole d’odio che diventano dittatura e poi sterminio», come Segre ha dichiarato a Marco Damilano. L’importanza delle parole sta tutta in questa affermazione, perché – ammonisce – la democrazia finisce piano piano: «Ho la paura della perdita della democrazia, perché io so cos’è la non democrazia. La democrazia si perde pian piano, nell’indifferenza generale, perché fa comodo non schierarsi, e c’è chi grida più forte e tutti dicono: ci pensa lui»
«Il punto iniziale e la paura principale per me è l’indifferenza. È più comoda, è una scelta che è una non scelta, è un richiamo fantastico, è una sirena irresistibile. Sono spariti i grandi ideali, le persone sono molto meno politicizzate. È più facile aderire a gruppi nei quali c’è qualcuno che decide al posto tuo. Questo vale per quasi tutti, salvo che per i pochi che si sono opposti, come al tempo della mia infanzia. Quei pochi sono sempre stati una minoranza assoluta». L’indifferenza è impunita: «E come si fa a prendersela con gli indifferenti? Ti possono sempre rispondere che non hanno fatto nulla»

Andrea Pagani presenta Il cammino di Bloom Sentieri simbolici nella Dublino di Joyce

Venerdì 15 marzo alle 18,00

Andrea Pagani
presenta
Il cammino di Bloom
Sentieri simbolici nella Dublino di Joyce

(Pàtron editore)

interviene Gian Mario Anselmi (professore di Letteratura Italiana, Università di Bologna) Letture di Sara Costantini (a frequent Dubliner)

Esiste una figura “misteriosa” che vagabonda nella città di Dublino, giovedì 16 giugno 1904, nella mappa letteraria dell’Ulisse di James Joyce: si tratta di un curioso personaggio vestito con un macintosh marrone, al quale, per un bizzarro equivoco, viene dato appunto il nome di Mr McIntosh.
Di chi si tratta?
Il saggio di Andrea Pagani, grazie ad un’analisi dettagliata delle occorrenze testuali dell’Ulisse e delle corrispondenze con altre opere di Joyce (le Lettere, il poemetto in prosa Giacomo Joyce, ed ovviamente Gente di Dublino e Dedalus), entra nel complesso ingranaggio del capolavoro joyciano attraverso una porta laterale, secondaria, nascosta, e si interroga sulla identità di tale Mr McIntosh, personaggio in apparenza irrilevante, che fa capolino nel libro come comparsa incidentale, ma che in realtà instaura un fondamentale, decisivo rapporto con gli altri protagonisti dell’opera, Leopold Bloom, Stephen Dedalus, Molly Bloom.

Il lavoro di Pagani, una specie di detection ermeneutica, segue le traiettorie, i movimenti, gli incroci dei personaggi, la generale toponomastica dell’Ulisse, nella convinzione che ogni spostamento rivesta un segreto profondo significato simbolico (è noto, infatti, che l’autore nella composizione dell’opera tenesse costantemente aperta la pianta di Dublino e facesse muovere i suoi personaggi secondo una logica precisa).
Lo svelamento di tali rapporti letterari e umani fra i personaggi permette una riflessione più ampia sulle ragioni strutturali che sorreggono l’Ulisse, e anche sui collegamenti fra il romanzo di Joyce e i coevi libri di Marcel Proust e Virginia Woolf.

Andrea Pagani
allievo di Gian Mario Anselmi ed Ezio Raimondi, è docente di Letteratura Italiana e Storia, collaboratore di Zanichelli, presidente dell’associazione culturale “Ippogrifo. Vivere la scrittura”, membro del comitato scientifico del “Centro Studi Camporesi”. Per gli editori Bononia University Press, Olschki, Longo, Panini, Mandragora, Bacchilega, Babbomorto ha pubblicato una ventina di saggi storico-letterari sul Cinque-Seicento (Tasso, Basile, Garzoni) e sul Novecento (Calvino, Proust, Buzzati). È autore anche (per Pendragon, Ponte Vecchio, Mobydick) di sette romanzi.

Sito ufficiale: www.andreapagani.com


Milvia Comastri presenta Sangue di Giuda

Giovedì 14 marzo alle 18,00

Milvia Comastri
presenta
Sangue di Giuda
(Giraldi editore)

interviene Marilù Oliva

Tre generazioni, quattro donne legate da legami famigliari, ma isolate una dall’altra, anche se vivono nella stessa casa. Segreti inconfessabili e rancori hanno creato muri che pare impossibile abbattere.
Forse sarà la fuga da casa della quattordicenne Mira che riuscirà a far crollare queste barriere. Forse, dopo tanti anni, sulle macerie di quei muri si potrà costruire un nuovo edificio.

Milvia Comastri ha pubblicato tre raccolte di racconti: Donne, ricette, ritorni e abbandoni (Pendragon 2005), Colazione con i Modena City Ramblers (Historica 2012), Squilibri
(AntonioTombolini Editore 2014) e suoi contributi sono presenti in molte antologie. Questo è il suo primo romanzo.

Sangue di Giuda, perché mi sono messa a pensare a tutto questo? Sangue di Giuda... E’ da lui che ho imparato a dire così. Mi diceva: Sangue di Giuda, non ho mai avuto una donna come te... Mi diceva: Celeste io con te impazzisco, sangue di Giuda.
E come non sono riuscita a liberarmi di nessuna cosa che mi porti a lui, anche questo modo di dire, mi è rimasto dentro”.

Giacomo Casti presenta Sardi, Italiani? Europei Tredici conversazioni sulla Sardegna e le sue identità

Mercoledì 13 marzo alle 18,00

Giacomo Casti
presenta
Sardi, Italiani? Europei
Tredici conversazioni sulla Sardegna e le sue identità
(Meltemi edizioni)

Intervengono Otto Gabos (fumettista e docente all'Accademia di Belle Arti di Bologna) Giovanni Mundula e Franco Arba (Circolo Sardegna Bologna)
L'evento è in collaborazione con il Circolo Sardegna Bologna

Antropologia pop? Può darsi. Tentativo di auto-etno-analisi? Anche. Trattatello cultural-esistenziale sotto forma dialogica? Perché no. Ciò che è certo è che queste conversazioni, registrate e trascritte tra il 2014 e il 2017, vanno nella direzione opposta alla lamentela, alla recriminazione sterile, al rimpianto. Dall’indipendenza dell’Isola al problema della lingua e della cultura sarda, dalla questione generazionale alle utopie e le distopie possibili nel proprio luogo, Casti contribuisce, in dialogo con tredici scrittori, intellettuali e artisti sardi, a una riflessione collettiva su cosa significhi essere, oggi, sardi, italiani, europei.

Conversazioni con Giulio Angioni, Francesco Abate, Michela Murgia, Gigliola Sulis, Omar Onnis, Alexandra Porcu, Frantziscu Medda Arrogalla, Alessandro Spedicati Diablo, Jacopo Cullin, Pinuccio Sciola, Giancarlo Biffi , Elena Ledda, Marcello Fois

Cecilia Lavopa presenta Noir all'improvviso

Martedì 12 marzo alle 18,00

Cecilia Lavopa
presenta
Noir all'improvviso
(I buoni cugini editore)

intervengono Alessandro Berselli e Marilù Oliva

Cecilia Lavopa è nota agli appassionati come il cuore e la testa di Contorni di Noir, un blog dedicato alla letteratura di genere tra i più importati e interessanti in Italia.
Avendo letto noir per anni e avendone parlato con estrema precisione e competenza, ha ora deciso di scriverlo; ecco duque Noir all’improvviso, una raccolta di quindici racconti nerissimi, in cui l’autrice, partendo da situazioni di ordinaria quotidianità, da vite comuni e abituali, analizza e descrive il lato oscuro dell’essere umano, le paure, i disagi e i pensieri occulti più reconditi, fino a condurre il lettore a epiloghi sorprendenti e impressionanti.

Cristina, Ester, Michele, Irene. Solo alcuni nomi di gente comune descritta in scene di vita ordinaria che all'improvviso si trova catapultata in un terribile incubo. Quindici racconti neri, quindici storie che nascondono il male che si annida dove meno te lo aspetti. Atmosfere di pericolo, di disagio e di paura fanno da sfondo alle vicende nelle quali anche il lettore potrà immedesimarsi, in un crescendo di suspense e di orrore.

"Questo libro è un gioiello, un esordio strepitoso, perché – ponendo in successione quindici inquietanti tasselli noir – ci dà uno spaccato attendibile della nostra società, degli stati d’animo che ci agitano, delle paure più profonde che ci attanagliano, dei rancori e dei dispetti che ammorbano l’aria. E lo fa mettendo in scena personaggi che calzano a pennello nei ruoli stabiliti: da questi emergono, in ogni parabola, il lato oscuro degli uomini e quelle ombre talvolta così nascoste che soltanto quando escono allo scoperto rivelano la propria portata malefica. Ma a quel punto, ormai, è troppo tardi".
(Marilù Oliva)

Valerio Monteventi presenta Ruggine, meccanica e libertà

Lunedì 11 marzo alle 17,30

Valerio Monteventi
presenta
Ruggine, meccanica e libertà
(Edizioni Alegre)

intervengono
Martina Lo Cascio, Franco Berardi Bifo, Wu Ming 1, fra' Benito Fusco

42 anni fa, l'11 marzo 1977, lo studente Francesco Lorusso veniva ucciso in via Mascarella, 37 dalla pallottola di un carabiniere: un episodio drammatico che ha segnato profondamente la storia della nostra città.
Lunedì 11 marzo in libreria ospiteremo Valerio Monteventi, un protagonista che quei giorni li ha vissuti, con il suo ultimo libro in cui racconta un percorso importante della sua vita tra "Ruggine, meccanica e libertà".

Così Valerio Monteventi ha parlato del suo libro:


"Un giorno mi capitò di ascoltare uno di quei maestri della meccanica che ritengono la loro disciplina ferrosa un insieme di principi usciti dai cassoni di truciolo delle officine di mezzo mondo: un'arte che si è arricchita, nel corso del tempo, attraverso una cultura "multietnica", fatta di alluminio, ferro, acciaio e bronzo, e impigliata nella riccia argentea degli scarti di lavorazione.
Quel simpatico signore era uno di quei metalmeccanici che usano le loro mani come "attrezzi" e che possiedono un inestimabile patrimonio di "sapienza manuale" , ma, al tempo stesso, possiedono una lingua affilata che non manda a dire le cose per delega: "Nel '68 si parlò, tra le tante cose che andavano rivoluzionate, anche di rivoluzione dei rapporti di coppia. Non ci fu nessuno, però, che si azzardò a rivoluzionare la coppia conica e il suo sistema di trasmissione di motricità che, messo a punto all'inizio, a differenza dell'amore, è molto meno vulnerabile... Se nella vita, per far funzionare bene una coppia ci vuole una buona affinità di pelle, in meccanica, il pignone e la corona diventano una coppia conica ideale se la loro spessorazione viene fatta a regola d'arte"
Di questa "arte", fatta di cianfrinature, blu di prussia, truschini, lapidelli e lappatrici parla il mio libro Ruggine, meccanica e libertà.
Insieme agli arnesi, alle macchine e ai tanti tipi di metalli, parla anche degli operai che con queste cose ci convivono tutti i giorni e cercano o di non rimanerne schiacciati o di maneggiarle con perizia e genialità.
Ma in queste 300 pagine, abbastanza rumorose, si ritrovano anche la ruggine e le scorie. E si parla pure di quell'idea di scarti che si è spostata dagli oggetti agli esseri umani. Sono storie di uomini vinti nella guerra quotidiana per la sopravvivenza e di vite ormai esaurite che non reclama più nessuno. Ma c'è la passione e la costanza di chi cerca di ridare tempo a coloro che avevano già consumato il tempo delle loro esistenze".

Il libro Ruggine, meccanica e libertà è il primo volume della nuova collana di letteratura Working Class diretta dallo scrittore toscano Alberto Prunetti (suoi i romanzi "Amianto" e "108 metri").

Ha scritto nella quarta di copertina Alberto Prunetti:

"Dalla fabbrica alla galera, andata e ritorno. Due luoghi che si somigliano, un percorso tipico di tante scritture working class. In fondo i proletari un tempo potevano permettersi di scrivere solo se andavano in prigione: il tempo morto del lavoro poteva allora convertirsi in scrittura.
Valerio Monteventi racconta in autofiction un percorso carico di consapevolezza politica: figlio di operai vicini al Partito comunista italiano, cresciuto col mito della classe operaia, entra da studente universitario in fabbrica. Critica il lavoro salariato dall'interno smontando il mito del "chi non lavora non mangia" coltivato dalla generazione dei padri. La repressione dei primi anni Ottanta lo porta, con una falsa accusa, nelle patrie galere. Ne esce con un'assoluzione e si lancia nella politica e nel lavoro sociale, spingendo a testa bassa come un giocatore di rugby. Fino a quando il suo nuovo lavoro lo riporta dentro la prigione, stavolta come tutor di un gruppo di giovani detenuti che imparano da vecchi maestri di meccanica l'arte del tornio e della fresa. Vecchi con le mani d'oro, capaci di fare gli scarpini di metallo a un moscerino. Ad ascoltarli lima alla mano giovani proletari, spesso immigrati, costretti a imparare un mestiere e rapidi a percorrere ogni strada possibile per la libertà. La ruggine da un lato e il disco tagliente della mola dall'altro: quando si incontrano sul testo, liberano scintille".



Andrea Venturini presenta La salita

Sabato 9 marzo alle 17,00

Andrea Venturini

presenta
La salita
(Augh! edizioni)

interviene Alessandro Castellari
letture a cura di Valentina Rosa
 
Più che da un filo conduttore, i racconti presenti in questo libro sono uniti dalla direzione che seguono i protagonisti: essa conduce a una salita, un ostacolo a volte apparentemente insormontabile. È possibile accettare che il proprio nido d’amore venga messo all’asta? Può un uomo, privo di risorse e contatti in terra straniera, innamorarsi di una prostituta? E nel caso di Fausto Predolin, ciclista caduto in disgrazia, è possibile riprendersi dalle accuse infamanti di una stampa spietata e superficiale?
A volte la salita si presenta sotto forma di dilemmi etici, come nel caso di Gonzalo Obregón, non troppo entusiasta di piegarsi alla “corsa all’oro” in una Cuba che si avvicina al capitalismo; nel caso del dottor Petralia, solo in tarda età arriva – dal passato – una spinta che permette di oltrepassare il grigiore di un’esistenza quasi solitaria. In ogni caso si evidenzia la grande umanità che lega uomini e donne lontani nel tempo e nello spazio.
 
Andrea Venturini
è nato a Cremona e, dopo aver vissuto a Londra, Barcellona e Bruxelles, dal 2018 risiede a Milano. Giornalista praticante, scrive per “ppi Europe”. Ha pubblicato su diverse testate italiane ed estere tra cui “Financial Times” e “La Vanguardia”. La salita è la sua prima pubblicazione.
 

W Le donne. Dalla Divina Commedia di Dante Alighieri a L'alba di un nuovo giorno di Alberto e Giorgio Ripa.

Venerdì 8 marzo alle 17,30

W Le donne
Dalla Divina Commedia di Dante Alighieri a L'alba di un nuovo giorno di Alberto e Giorgio Ripa.
Omaggio alla figura femminile nel corso dei secoli

a cura di
CRISTINA PASSARO e TOMMASO BIANCO
con la partecipazione straordinaria di
Aristotele Bianco
.

Interverranno: Alberto Ripa e Giorgio Ripa
Siamo abituati da sempre a dare corpo alla figura della donna attraverso un nome e un cognome che, per qualche motivo, ci sono rimasti impressi nella memoria.
Questa volta celebriamo il femminile attraverso le varie categorie della conoscenza, con un breve excursus tra le pagine di chi ne ha reso indimenticabile il profilo.
la Divina Commedia e L'alba di un nuovo giorno sono gli estremi.
In mezzo, un viaggio tra storia, scienza, arte, musica, letteratura e lingue, accompagnato dalla lettura di alcune pagine emblematiche di categoria
Ad impreziosire il pomeriggio, oltre agli attori Cristina Passaro, Aristotele e Tommaso Bianco, creatori ed animatori del nostro 8 marzo di quest'anno, la presenza di Alberto Ripa e Giorgio Ripa, che parleranno del loro ultimo thriller L'alba di un nuovo giorno.
Alberto Ripa e Giorgio Ripa sono due gemelli nati a Milano nel 1962 dopo aver frequentato le stesse scuole si sono laureati lo stesso giorno con la stessa votazione all’Università Statale di Milano in Chimica e per loro la creazione di un romanzo giallo equivale alla sintesi di una perfetta molecola organica. L’alba di un nuovo giorno è il loro quinto thriller che segue i successi dei precedenti romanzi con cui hanno conquistato una vasta schiera di lettori e ammiratori.

In questo nuovo romanzo il cadavere di una ragazzina è ritrovato nel fossato della Torre di Londra: indossa un tutu, ha un indice mozzato e in bocca ha una fotografia della Danza macabra di Clusone, con un messaggio in latino. Accanto al corpo ci sono un carillon e un tappeto persiano. La grafologa Bianca Valenti riconosce la grafia del Latin Killer, il vecchio nemico dell'ispettore dell'Interpol Allievi, scappato ancora alla cattura. Comincia così una nuova indagine per Tobia Allievi e la terminologa Domitilla Di Mauro, un intrigante labirinto lessicale tra i monumenti di Londra, la storia dell'Inghilterra, l'eccidio di Rovetta del 1945, i segreti di un partigiano e le note di una malinconica sinfonia.

VIE Festival Presentazione del libro F. Perdere le cose

Giovedì 7 marzo ore 18.30
in collaborazione con
VIE Festival

Presentazione del libro F. Perdere le cose
Saranno presenti gli autori e interpreti della compagnia Kepler 452In collaborarione con ERT - Emilia Romagna Teatro
In attesa del debutto della nuova produzione ERT di Kepler-452, un’indagine lungo la direttrice della via Emilia in cerca di quello che sta scomparendo e dell’umanità nascosta, presentazione della drammaturgia dello spettacolo pubblicata nella collana Linea di ERT e Luca Sossella editore.
Con la collana Linea, ERT Fondazione insieme a Luca Sossella editore vuole portare il teatro oltre la scena per riapprodare alla pagina, al libro, al suo permanere al di làˆ dell'effimero proprio di ogni spettacolo.
 

Valeria Babini presenta Parole Armate. Le grandi scrittrici del Nocevento italiano tra resistenza ed emancipazione

Mercoledì 6 marzo alle 18,00

Valeria Babini

presenta
Parole Armate.
Le grandi scrittrici del Nocevento italiano tra resistenza ed emancipazione

(edizioni La Tartaruga)

intervengono
Emanuela Giampaoli
e Alba Piolanti
Parole armate di Valeria Babini ricostruisce una pagina della storia d’Italia ancora poco nota, seguendo alcune scrittrici italiane, tra cui Anna Banti, Maria Bellonci, Alba de Céspedes e Natalia Ginzburg, e ricostruendo il ruolo che hanno svolto durante la Resistenza e nell’immediato dopoguerra, continuando a combattere con l’arma della parola per una democrazia capace di calarsi fin dentro la relazione tra i due sessi.
Un racconto avvincente che intreccia storia,letteratura e vita femminile. La Guerra di Liberazione, cui in Italia non è certo mancata la partecipazione civile, ha aperto la speranza di un futuro migliore, tutto da costruire (o ricostruire), donne e uomini insieme. In quella straordinaria stagione dell’Italia, anche le donne hanno partecipato alla Resistenza, prendendo in mano la loro vita e combattendo nei modi più diversi. Hanno sostituito gli uomini nel lavoro, hanno sostenuto le famiglie, hanno offerto solidarietà, rifugio e cura ai partigiani.
Pur essendo attive e partecipi, non tutte hanno imbracciato le armi. Alcune di loro hanno scritto, parlato alla radio, istigato al sabotaggio, alla rivolta contro il nazifascismo: insomma hanno usato le parole come armi. La comunicazione è stata la loro trincea.
Valeria Babini
è docente al Dipartimento di Filosofia di Bologna dove dal 2013 al 2016 ha dato vita a un Corso istituzionale sulla violenza contro le donne, si è occupata di storia delle scienze umane e di storia delle donne. Tra i suoi libri: La donna nelle scienze dell’uomo (con Annamaria Tagliavini e Fernanda Minuz, 1986), Una «donna nuova». Il femminismo scientifico di Maria Montessori (con Luisa Lama, 2000), Il caso Murri. Una storia italiana (2004). Più recentemente ha pubblicato Liberi tutti. Manicomi e psichiatri in Italia: una storia del Novecento (2009), e curato Italian Sexualities Uncovered, 1789-1914 (con Chiara Beccalossi e Lucy Riall, 2015) e Lasciatele vivere. Voci sulla violenza contro le donne (2017).
 

Antonio Paolacci e Paola Ronco presentano Nuvole Barocche

Sabato 2 marzo alle 17,00

Antonio Paolacci e Paola Ronco
presentano
Nuvole Barocche
(Edizioni Piemme)

intervengono
Vincenzo Branà e Alberto Sebastiani

Una nuova coppia letteraria di autori (che però in libreria conosciamo molto bene) per un personaggio, Paolo Nigra, difficile da dimenticare e a cui ci si affeziona con una rapidità sorprendente.
Una penna leggera che sottende un lavoro sapiente, mille rimandi letterari e musicali che moltiplicano i piani di lettura.
Le Nuvole Barocche meritano attenzione.

È sabato mattina e Genova si sta risvegliando da una notte di tempesta gelida. La pioggia ha smesso di cadere e il vento che soffia da est inizia a diradare le nubi lasciando intravedere i colori dell'aurora. Ma non è il cielo ad attirare l'attenzione di un uomo in tenuta da jogging, quanto piuttosto un cumulo di stracci che giace sulla passeggiata a qualche decina di metri da lui. Mezz'ora dopo, il Porto Antico è invaso da poliziotti e agenti della Scientifica. Il ragazzo è riverso a terra, il volto tumefatto, indosso un cappotto rosa shocking con cui, la sera prima, non era passato inosservato alla festa che si teneva lì vicino a sostegno delle unioni civili. Si tratta di Andrea Pittaluga, studente universitario della Genova bene e nipote di un famoso architetto.
Quando arriva sul posto in sella alla sua Guzzi, il vicequestore aggiunto Paolo Nigra ha già detto addio alla sua giornata di riposo e messo su la proverbiale faccia da poker che lo rende imperscrutabile anche ai suoi più stretti collaboratori.

Quarant'anni, gay dichiarato, nel constatare il feroce accanimento sulla vittima Nigra fatica a non pensare a un'aggressione omofoba. Negli ultimi tempi non sono mancati episodi preoccupanti, da questo punto di vista. I primi sospettati, però, hanno un alibi e la polizia arranca nel tentativo di trovare altre piste. Nigra è a mani vuote, una condizione che non gli dà pace. Lo sa bene Rocco, il suo compagno, che ne sconta il malumore, sentendosi rinfacciare per l'ennesima volta la scelta di tenere nascosta la loro relazione.
Il rischio che, questa volta, la giustizia debba rimanere senza un colpevole è reale. A meno di sospendere il giudizio e accettare il fatto che a dominare il destino degli uomini non sia altro che il caos.

Antonio Paolacci
(Maratea, 1974) e Paola Ronco (Torino, 1976) vivono a Genova e sono compagni di vita. Entrambi hanno già all'attivo diverse pubblicazioni, ma Nuvole barocche, che inaugura la serie di Paolo Nigra, è il loro primo romanzo scritto a quattro mani.

Bartolomeo Bellanova incontra i lettori e firmerà copie del volume La storia scartata

Sabato 2 marzo dalle 10 alle 13,00
Bartolomeo Bellanova
incontra i lettori e firmerà copie del volume
La storia scartata
(edizioni Terra d'ulivi)

Libero, un uomo di mezza età, assillato da tanti dubbi sul futuro di questa società malata, cade in una serie di sogni che diventano incubi ed entra in un convoglio di nubi attraverso cui si apre la Storia che non è stata, quella che forse avrebbe potuto essere. Presto la beatitudine in Terra, che il protagonista osserva e vive in sogno, finisce e il ritorno nella Storia reale è durissimo. Nel viaggio doloroso attraverso le ingiustizie e le malvagità che si perpetuano nei secoli, Libero è preso per mano da vari personaggi storici, più o meno noti, insieme ai quali riflette sull'oblio da parte dell'uomo della sua condizione di libertà, sulla sua mancanza di coraggio e sulla sua collaborazione con il sistema di sfruttamento mondiale: l'Impero. Un sistema di potere che determina le condizioni di vita e di morte dell'uomo e che lo sta conducendo verso il capolinea della propria specie. Il risveglio riserverà al protagonista situazioni peggiori di quelle immaginate nei suoi incubi notturni.

VIE Festival

Venerdì 1 marzo alle 17,30

in occasione del
VIE Festival

Presentazione dei libri Menelao // Aristotele
(Luca Sossella editore)
con Davide Carnevali e con Michele Dell’Utri e Teatrino Giullare
Evento in collaborazione con ERT



Iniziamo con grande piacere la collaborazione con VIE Festival, con questo incontro ed un altro in programma il prossimo 7 marzo.

VIE è un festival internazionale di teatro e danza che rivolge lo sguardo alla contemporaneità, che esplora le zone di contatto in cui interagiscono diverse forme di arte scenica.
Artisti internazionali (da Belgio, Cina, Francia, Germania, Grecia, Messico, Ungheria, Uruguay, USA/UK) e italiani, nuove rivelazioni e protagonisti di fama ormai indiscussa della scena teatrale, conducono gli spettatori a percorrere le differenti “vie” del teatro e della danza, “vie” artistiche, geografiche e dell’anima, che si intersecano interagendo tra loro.
In questa 14a edizione l’intreccio e l’interazione si fanno più forti e si arricchiscono della presenza della seconda edizione di Atlas of Transition Biennale, negli stessi giorni a Bologna. Due sguardi, due percorsi che pur nella loro autonomia si intrecciano e coesistono, offrendo orizzonti più ampi allo spettatore.

Venerdì in libreria veranno presentati i volumi Menelao e Aristotele invita Velázquez a colazione e gli prepara uova e (Francis) Bacon – progetto Classroomplay – di Davide Carnevali. Due volumi, per due testi, per due spettacoli prodotti da ERT e programmati a VIE, di uno dei più importanti drammaturghi italiani, qui di casa come a Berlino e Barcellona. Due lavori parte della collana Linea, pubblicata da ERT e Luca Sossella editore.

Menelao ha debuttato in prima assoluta al Teatro Arena del Sole di Bologna, dove è in programmazione da sabato 16 febbraio a domenica 3 marzo, portato in scena da Teatrino Giullare. Propone una lucida riflessione sul concetto di “tragico” nella contemporaneità, attraverso la rilettura di uno dei miti più noti legati alla casa degli Atridi.

Per questo testo Davide Carnevali ha ricevuto una menzione speciale della giuria alla prima edizione del Premio Platea (2016), con questa motivazione: «il Menelao di Carnevali è un uomo in piena depressione. Tornato da Troia e riacquisita la moglie Elena, proprio quando dovrebbe sentirsi pienamente soddisfatto, si trova invece preda di angosce e infelicità. La mitologia greca viene abilmente intrecciata all’attualità e al mondo contemporaneo per sondare gli eterni meccanismi del desiderio».

I libri presentati venerdì appartengono alla collana Linea, con cui ERT Fondazione insieme a Luca Sossella editore vuole portare il teatro oltre la scena per riapprodare alla pagina, al libro, al suo permanere al di lˆà dell'effimero proprio di ogni spettacolo.
I due testi di Davide Carnevali, drammaturgo e regista a un tempo, creatore scenico e di parole, colgono al meglio il senso di questa piccola missione.

Per il programma completo di VIE FESTIVAL
https://www.viefestival.com/vie2019/