IVAN NOSSA presenta "IL POTERE E LA MAGIA DELLA GRATITUDINE"

Sabato 28 gennaio ore 17,30

IVAN NOSSA
presenta
"IL POTERE E LA MAGIA DELLA GRATITUDINE"
(UNO EDITORI)

"Essere grati è una delle chiavi fondamentale per vivere una vita ricca di gioia e amore ed in questo libro vi racconto come tutto ciò può accadere.

Io ho fatto della gratitudine una caratteristica fondamentale di ogni momento della mia vita, riuscendo a trasformare radicalmente la mia visione dell'universo, il mio approccio alla vita e di conseguenza il mondo intero.

Coraggio! Seguitemi..."
Ivan Nossa

Ivan Nossa, dopo la laurea diventa imprenditore nel campo delle lingue straniere. In seguito la sua passione per la scrittura lo porta a diventare giornalista, interessandosi ai campi della musica e della crescita personale. Si diverte anche a scrivere poesie ed a comporre testi di canzoni, ma la passione principale diventa ben presto la crescita personale e spirituale. Grazie all'incontro con Joe Vitale (star del best seller mondiale The Secret) ne segue i corsi sulla Legge dell'Attrazione conseguendo l'attestato di "Advanced Law of Attraction Practitioner". Realizza in seguito uno dei suoi sogni diventando co-autore del suo best seller "The Midas Touch", che lo scorso anno è uscito in traduzione italiana con il titolo "Trasforma in oro tutto ciò che tocchi".

ENRICO ANGELO EMILI presenta "LINGUAGGI PER UNA SCUOLA INCLUSIVA"

Mercoledì 25 gennaio alle 18,00

ENRICO ANGELO EMILI
presenta
"LINGUAGGI PER UNA SCUOLA INCLUSIVA"
(edizioni libriliberi)

intervengono:
Gabriele Benassi, Paolo Bonafede, Laura Ferrari, Gaia Germanà, Giovanni Govoni, Luigi Parisi, Alessandro Soriani, Marcella Terrusi, Giulia Zucchini.

"Insegnare è come tessere fili di ordito e fili di trama, che tengono tutto insieme, tutto collegato a formare il tessuto finale. (...) Sapendo che, spesso, il filo che dà la bellezza e quello che dà la forza sono diversi; è nella sapienza della tessitura che ognuno dà senso all'altro e lo completa" (Graziella Roda).

Il libro, rivolto a docenti ed educatori, evidenzia come nel mondo della scuola debbano trovare maggior spazio differenti, ma integrati, linguaggi e forme di mediazione a supporto di processi inclusivi e pratiche didattiche personalizzate.

Un libro a più voci sull'inclusione, per una scuola che aumenti le competenze e contemporaneamente stimoli le "intelligenze multiple" attraverso proposte didattiche legate all'arte, al teatro, alla musica, alla danza, alla lettura, al gioco e alle nuove tecnologie. Insegnanti, educatori e ricercatori condividono le loro esperienze fornendo indicazioni operative.
 



"BOLOGNA D'AUTORE" (MORELLINI EDITORE)

Sabato 21 gennaio ore 17,00
"BOLOGNA D'AUTORE"
(MORELLINI EDITORE)

Intervengono gli autori
Massimo Laganà, Loriano Macchiavelli, Valerio Monteventi, Gabriella Kuruvilla, Andrea Cotti
Saranno presenti la curatrice della collana Gabriella Kuruvilla e l'editore Mauro Morellini.
Associata all'immagine di uno stile di vita disincantato e rilassato, luogo dove godersi i piaceri della vita, Bologna attrae l'immaginario collettivo di tutta Italia e forse di tutto il mondo.
Dalle ville sui colli alle fabbriche dismesse, dalla borghesia progressista alla cultura alternativa dei centri sociali, dalla sacralità della quasi millenaria Alma Mater Studiorum alla frenesia delle serate alcoliche, Bologna è un concentrato di energie e di opposti, che accoglie ricordi e quotidianità, frustrazioni e speranze.
Dodici scrittori indagano e descrivono le sue tante anime e sfaccettature, ognuno con il proprio stile e punto di vista, dando voce a residenti, universitari, turisti, clochard e migranti, attraverso racconti ambientati nel passato, nel presente ma anche in un immaginario futuro: dalle atmosfere medievali si passa a un ipotetico scenario postbellico, senza dimenticare il contesto contemporaneo. Per restituire l'immagine di una città complessa, fuori dai cliché, vissuta a qualsiasi ora del giorno e della notte, fatta di intensi e vitali chiaroscuri, di vicende storiche e di altre che aspettavano di essere narrate.
Gli autori sono Andrea Cotti, Marcello Fois, Otto Gabos, Deborah Gambetta, Gabriella Kuruvilla, Massimo Laganà, Claudio Lolli, Loriano Macchiavelli, Valerio Monteventi, Gianluca Morozzi, Giampiero Rigosi, Gianluca Vittorio.

Questo gruppo di illustri scrittori racconta gli angoli meno conosciuti della città ma, nel contempo, più vissuti dai bolognesi.
Quartieri popolari, come Cirenaica e Bolognina, o luoghi dalla forte valenza sociale, come la Casa dei Risvegli, o, ancora, di cultura alternativa, come il TPO o il Link. In una mescolanza di generi dal giallo alla cronaca allo stile più surreale, secondo le caratteristiche distintive di ciascun autore.

"Bologna d'autore" è la quarta uscita di una collana curata da Gabriella Kuruvilla, "Città d'autore", di cui già esistono Monaco, Roma e Milano d'autore.
Una serie di racconti che sono insieme piccoli viaggi, itinerari urbani dove lo scrittore conduce, attraverso il proprio stile letterario e la propria penna, lungo i luoghi che ci vuole raccontare.
Così la collana "Città d'autore" guadagna la doppia accezione di libro e guida, leggibile sia da seduti per il suo alto valore narrativo, sia per le vie della città, utilizzandolo come strumento di escursione per conoscere aspetti meno noti ma più poetici.

ELISSA PICCININI presenta "RICETTE DA FIABA. Le più gustose (e originali) ricette delle fiabe popolari"

Mercoledì 18 gennaio alle 18,00

ELISSA PICCININI
presenta
"RICETTE DA FIABA. Le più gustose (e originali) ricette delle fiabe popolari"
(Elliot edizioni)

interviene MARILU' OLIVA

Dal pane di Pollicino alla trippa in Pinocchio, dall'insalata di Raperonzolo al pan di Spagna di Hänsel e Gretel... Un ricettario in cui l'arte culinaria si lega alla tradizione letteraria più arcaica, e diventa un viaggio alla scoperta del significato che alcuni alimenti hanno avuto nella storia della fiaba.
L'ispirazione primaria è la favolistica nostrana, dalle Fiabe Italiane in cui Calvino raccolse le più amate storie popolari dalle Langhe alla Sicilia, allo straripante Cunto de li cunti di Giambattista Basile, di recente trasposto al cinema da Matteo Garrone ne Il Racconto dei Racconti. Ci sono però citazioni dalle fiabe russe di Afanasiev, dai fratelli Grimm e da Perrault.

Così, mentre torniamo con la mente a ciò che nell'infanzia ci catturava di orchi e principesse, con le Ricette da fiaba ne riscopriamo il potere evocativo. Perché il cibo, fondamento della vita umana, travalica la semplice necessità alimentare per farsi vero e proprio rito e simbolo di uno stato e condizione esistenziale. Il cibo è strumento rituale, magico passaggio per l'invisibile o prodigioso mezzo per cambiare la realtà.
Che decidiate o meno di mettervi in cucina, la sola lettura riempie la mente: di palazzi di sale e pepe, case che camminano su zampe di gallina e cuoche che, come scrive Basile ne I tre cedri, «trituravano polpette, farcivano capponi e preparavano mille altri bocconi». In un'immaginaria, eterna Cuccagna.


Docente di Lingua e Letteratura Italiana Latina e Greca, Elissa Piccinini ha collaborato per diversi anni con l'Università degli Studi di Parma. Autrice di articoli pubblicati su riviste scientifiche di ambito universitario, scrive per la pagina culturale del quotidiano «Gazzetta di Parma» e suoi articoli sono apparsi in saggi miscellanei e in varie riviste culturali. Nel 2014 con l'editore Ottolibri ha pubblicato il volume "Le sirene esistono. Storia di un mito divenuto simbolo, fiaba, realtà".

presentazione della raccolta poetica di ASHRAF FAYAD "LE ISTRUZIONI SONO ALL'INTERNO"


Sabato 14 gennaio alle 17,00

presentazione della raccolta poetica di
ASHRAF FAYAD
"LE ISTRUZIONI SONO ALL'INTERNO"
(edizioni TERRA D'ULIVI)
MARINA MAZZOLANI dialogherà con i traduttori del libro: GASSID MOHAMMED e SANA DORGHMOUNI

Esattamente un anno fa abbiamo ospitato in libreria l'edizione bolognese dell'evento "Free Ashraf Fayad", una mobiliazione internazionale a sostegno del poeta e artista palestinese condannato a morte in Arabia Saudita.
Dopo la mobilitazione internazionale la pena capitale era stata commutata in 8 anni di carcere e 800 frustate. Ma ora il poeta rischia di essere ricondannato.
Ashraf Fayadh ha 36 anni ed è nato in Arabia Saudita da genitori palestinesi. Nonostante la giovane età, è già un poeta e scrittore affermato nel suo paese di origine, nonché un artista e un curatore d'arte. Fa parte del collettivo di artisti Edge of Arabia e la sua bravura lo ha condotto a curare la mostra Rhizoma alla Biennale di Venezia nel 2013, facendosi portavoce dell'arte saudita all'estero.
Oggi Ashraf Fayad vive in una prigione saudita scontando una pena per apostasia - ripudio totale del proprio credo - diffusione dell'ateismo,per blasfemia contro Dio e il suo profeta,  pur essendosi sempre proclamato di religione islamica.

La vicenda di Ashraf comincia nel 2013 quando un giovane saudita lo denuncia a seguito di una lite.
Rilasciato il giorno dopo viene nuovamente denunciato per aver promosso l'ateismo nel testo "Instructions within" (Le istruzione sono all'interno) che sarà poi al centro dei capi d'accusa mossi dal regime wahhabita.
Si tratta di un'antologia poetica pubblicata a Beirut nel 2008 che, secondo il tribunale di Abha, manca di rispetto al profeta Maometto e minaccia la moralità saudita.
All'interno delle sue poesie si trattano temi scomodi al mondo arabo, come quelli legati alla religione, al consumismo, alla società. Ashraf utilizza il linguaggio coranico modificandolo per esprimere delle metafore forti nei confronti della società.
"Le istruzioni sono all'interno" è finalmente ora disponibile in italiano, grazie alla traduzione dello scrittore iracheno Gassid Mohammed, e di Sana Darghmouni, entrambi docenti all'Università di Bologna.
La decisione di pubblicare l'intero testo in italiano muove anche dalla preoccupazione dei due docenti riguardo l'incolumità di Ashraf: "Dopo l'interesse internazionale scatenatosi agli inizi di quest'anno", spiega Gassid Mohamad, "le luci sulla vicenda si sono spente e sembra che questo buio stia favorendo l'intenzione del governo saudita di ripristinare la pena di morte per Ashraf".
Habib Fayad, il fratello di Ashraf, continua ad inviare testi inediti al professor Gassid, il quale si occupa quotidianamente di tradurli e di promuoverli per far sì che si torni a parlare di questo caso e per "diffondere il diritto alla libertà di espressione per tutti gli scrittori e i poeti arabi che subiscono censura".

lettura di poesie a cura degli allievi del laboratorio di Arte e tecnica della lettura ad alta voce condotto da MAURIZIO CARDILLO

Venerdì 16 dicembre alle 18,30
"NULLA DUE VOLTE.
LEGGERE LA POESIA DI WISLAWA SZYMBORSKA"
lettura di poesie a cura degli allievi del laboratorio di Arte e tecnica della lettura ad alta voce condotto da MAURIZIO CARDILLO

Venerdì, un'occasione per salutarsi e brindare insieme prima delle festività natalizie.

Avremo modo di sentire le splendide poesie di Wislawa Szymborska dalla voce preparata e partecipe dei bravissimi allievi del laboratorio che Maurizio Cardillo ha condotto nelle scorse settimane qui in libreria.

Una leggerezza profondissima. Un'ironia sempre presente. Lo stupore e la meraviglia di fronte al mondo assunti come poetica. Una ferma, netta, gentile voce di donna. Una straordinaria capacità di osservazione dei fenomeni terreni e della quotidianità colti da un punto di vista sorprendente, aereo e nello stesso tempo filosofico.
La vita di persone, animali, oggetti fotografata con nitido sguardo, colta nei momenti più segreti, nella grazia ineffabile dell'incoscienza. Come un ritrattista che sappia immortalare insieme a volti, corpi, paesaggi, anche il sentimento di un'umanità stupita di fronte a quei soggetti.
E' una misteriosa semplicità ciò che ci affascina e ci tocca leggendo la poesia del premio Nobel (1996) per la letteratura Wislawa Szymborska. Uno sguardo sul mondo che non rifugge il dolore, il lutto, la perdita, ma che affronta questi temi sempre con il sorriso sulle labbra, come in un gesto di concreto amore che rende ogni manifestazione umana - gioiosa o malinconica - viva, vicina, presente.

PAOLO PEZZAVENTO presenta "COMPLOTTI E COSPIRAZIONI. DA MUSSOLINI ALL'11 SETTEMBRE"

Mercoledì 14 dicembre alle 18,00
PAOLO PEZZAVENTO
presenta

"COMPLOTTI E COSPIRAZIONI. DA MUSSOLINI ALL'11 SETTEMBRE"
(Capponi editore)

intervengono

Gino Scatasta, Università di Bologna
Alessandra Calanchi, Università di Urbino
Ermelinda Campani, Stanford University
Marco De Angelis, Università Lateranense


Da più parti si è affermato che non conosciamo ancora (e forse non conosceremo mai) la vera storia del nostro paese dal 1943 a pochi anni fa.
Se da un lato, in un paese ossessionato da congiure, segreti, misteri di ogni genere, dal Caso Mattei alle stragi, dal terrorismo alle trame golpiste, riesce difficile non essere d'accordo con questa affermazione, dall'altro c'è da chiedersi se il complottismo, questa singolare forma di paranoia individuale e collettiva, sia un problema unicamente italiano; e se sia da considerare veramente un problema (da risolvere) o un punto di vista (da discutere). L'impressione che si ha infatti è che l'immaginario complottista sia un modo per rintracciare se non altro un chi, un come e un quando per macroeventi la cui grandezza di per sé incute paura.
Nel momento in cui tutte le narrazioni "ufficiali" vengono messe più o meno sistematicamente in dubbio e l'ombra del complotto si allarga su tutto, dalla politica all'economia, dallo sport alla vita quotidiana, è forse giunto il momento di discuterne con vari studiosi provenienti da vari ambiti di ricerca, facendo convergere i punti di vista propri dei diversi ambiti in cui il pensiero complottista si è radicato negli ultimi anni (storia, politica, giornalismo, giustizia, letteratura, cinema, ecc.).

Un tale confronto, per avere valore, dovrà essere il più ampio possibile e dovrà riguardare, per evitare il rischio della polemica strumentale, non solo il nostro ambito nazionale, ma cercare di vedere il problema del complotto in un quadro il più possibile mondiale. Si scoprirà così che un altro grande paese è malato della stessa malattia (se di malattia si tratta): gli Stati Uniti. Una nazione dove l'inquietudine del complotto, covata durante la guerra fredda ed esplosa con l'assassinio di Kennedy, giustamente definito "la Madre di tutti i Complotti", ha portato nel cinema, nella televisione e in letteratura a una vera e propria poetica del complotto.

Perché in effetti se si vuole il problema del complotto è un problema eminentemente narrativo: si tratta di denunciare la falsità della storia ufficiale e rintracciare altre storie che consentano di capire com'è veramente andata. Allora l'uomo del complotto (colui che vi prende attivamente parte) e il complottista (quello che cerca di smascherarlo) si trovano a competere sul terreno del racconto, il primo intento a costruire una falsa storia che nasconda i suoi misfatti, il secondo a ricostruire la vera storia che faccia giustizia della prima. Proprio per raccontare, tracciare e interrogare questa lotta a volte silenziosa e a volte fragorosa abbiamo deciso di proporre ai nostri lettori la Collana di cui questo libro rappresenta il primo volume.
Domenica 11 dicembre alle 17,00

presentazione dell'antologia
"LE 13 PORTE
BOLOGNA: LO ZODIACO DEL DELITTO"

(Damster edizioni - collana #21)

intervengono gli autori:
KATIA BRENTANI, CARMINE CAPUTO, FABRIZIO CAROLLO, ROBERTA DE TOMI, LORENA LUSETTI, LUCA MARTINELLI, ANDREA MASOTTI, FABIO MUNDADORI, LUCA OCCHI, CATIA PIERAGOSTINI, FRANCESCA PANZACCHI, PAOLO PANZACCHI, DAMIAN WILD.


Presenta SARA MAGNOLI
letture di DEBORA POMETTI, con accompagnamento alla chitarra di ROMANO ROMANI

Una raccolta di racconti su Bologna e le sue porte, racconti che non potranno lasciare tranquillo chi li legge.

E' noto che la pianta della città ha  una relazione profonda con l'astrologia.
Non solo la città ha ospitato  fino al XVII secolo una rinomatissima cattedra di astrologia, ma è costruita in base a norme astrologiche. Infatti l'assetto del suo grande centro storico richiama alla mente un cerchio zodiacale. La pianta di Bologna è a forma radiale e dal suo cuore, Piazza Maggiore, si dipartono 12 strade che conducono alle sue 12 porte, di cui 10 ancora esistenti (2 furono demolite nel 1910). Dodici sono i segni zodiacali, come 12 sono le porte che, a distanze regolari,si  trovano lungo i viali: ogni porta richiama un segno zodiacale e ne riporta le caratteristiche.
Tuttavia un tempo c'era una porta anche fra quelle di San Felice e di Sant'Isaia, al Pratello. Fu chiusa nel 1445 dai Bentivoglio, per impedire che arrivassero aiuti ai Canetoli e ai Ghisilieri, che volevano ribellarsi al dominio bentivolesco ed avevano, per questo, appena ucciso Annibale.
La porta non fu mai più riaperta.
Ma ancora si può vederne la traccia, per chi passa dai viali, all'altezza della Grada...

"Leggete e scoprite il vostro futuro. Unitevi a questo girotondo di morte, guardate le tredici porte stringere Bologna nel loro abbraccio letale. Tredici porte per le tredici costellazioni dello zodiaco, che con la loro luce oscura vi sveleranno gli oroscopi di sangue scritti in veri astrologi del delitto: storie così nere e buie che nemmeno gli astri sapranno rischiarare.
Leggete e scoprite il vostro futuro, perchè presto potreste non averne più uno..."

PIERSANDRO PALLAVICINI presenta "LA CHIMICA DELLA BELLEZZA"

Sabato 10 dicembre alle 17,00

PIERSANDRO PALLAVICINI
presenta
"LA CHIMICA DELLA BELLEZZA"
(Feltrinelli editore)

interviene VINCENZO BALZANI
modera SERGIO ROSSI

Molte risate, qualche lacrima, figlie che fanno tenerezza e bassotti che si intrufolano su per i pantaloni. In forma di purissima commedia, il senso della vita per uno scienziato.

Massimo Galbiati, professore di chimica di una tranquilla università di provincia, e Virginio de Raitner, suo inossidabile ex collega ultracentenario, corrono verso la Svizzera a bordo di una vecchia Jaguar coupé, in compagnia di un bassotto fonofobico e mordace. Non è che si conoscano molto. Massimo è solitario, orgoglioso, non lecca i piedi a nessuno, tantomeno al vecchio professore, ed è stato uno dei migliori scienziati italiani nel campo della chimica che era d'avanguardia fino a dieci anni fa. Ma de Raitner lo ha convocato a sorpresa per farsi accompagnare a Locarno, verso un convegno avvolto nella più completa discrezione: e tu vuoi non andare? Vuoi non suscitare l'invidia feroce di tutto il dipartimento? Poi, quando il congresso inizia, Massimo scopre che è strapieno di premi Nobel e che gli speaker sono gli scienziati di grido di quella sua stessa vecchia, amata chimica ormai non più d'avanguardia. Una chimica sospinta da una scienza che sta scomparendo, quella della ricerca pura, guidata dalla bellezza della conoscenza, dalla meraviglia della scoperta. E il super-ottuagenario che c'entra? Ma è l'ospite d'onore! I privilegi e l'immenso potere di de Raitner, i Nobel riuniti in segreto, la chiamata di Massimo a fargli da accompagnatore: è tutto un mistero. Che si dipana sulle dolci acque del lago, in bilico tra la Grande Storia della chimica del Novecento e un'amicizia che nasce tra il professore che ha cinquant'anni e quello che ne ha più di cento.
Ma la bellezza cura. La bellezza lenisce il dolore, distende gli animi, allontana la paura della morte. E la bellezza non è solo un tramonto sul mare, un sorriso sul volto di vostra figlia, un quadro di David Hockney o un film di Fellini. La bellezza è anche una sintesi inimmaginabile progettata da un genio e realizzata nel suo laboratorio.

Piersandro Pallavicini è un romanziere raffinato, profondo e sagace. Che in più, in quest'ultima prova, ha avuto un fiuto straordinario: nel suo romanzo dice «Negli ultimi anni c'è stata una deriva detestabile che ha condotto all'assegnazione del Nobel per studi che hanno a che fare più con la biologia, la fisica, la tecnologia che non con la pura bellezza della nostra disciplina. Ci sono rappresentanti di un'intera generazione di chimici che meriterebbero il premio e ancora non l'hanno ricevuto». Ed ecco che l'Accademia reale svedese lo ha accontentato.
I tre vincitori del Nobel 2016 per la Chimica - Sauvage, Stoddard e Feringa, premiati per aver concepito la più piccola macchina molecolare del mondo - sono in fondo anche i protagonisti del romanzo di Pallavicini. Ma il loro lavoro è stato reso possibile solo grazie al contributo  fondamentale di Vincenzo Balzani, che abbiamo la fortuna di avere come professore emerito all'Università di Bologna. In molti si sono stupiti che non sia andato a lui il massimo riconoscimento dell'Accademia svedese.
La sua immotivata esclusione dal premio Nobel, secondo una lettera-appello pubblicata da "Scienza in rete", il portale del Gruppo 2003 per la ricerca, che raccoglie i più importanti scienziati italiani (sottoscritta anche dal rettore dell'Alma Mater e dal presidente del Cnr), è "un infausto risultato figlio dell'indebolimento della ricerca di base italiana"
Sabato il professor Balzani ci farà l'onore di essere dei nostri, per conversare con Piersandro Pallavicini della "Chimica della bellezza" (e della bellezza della chimica, probabilmente).

Dice Piersandro Pallavicini: "La narrativa va così. Spesso nei romanzi lo scrittore sana le proprie personali ferite, governa il mondo con le parole e lo porta dove vorrebbe fosse andato, insomma compensa i torti subiti, riguadagna le amicizie perdute, fa sbocciare gli amori falliti. Scrivere La chimica della bellezza è stato un atto d'amore verso il mio lavoro e la purezza della ricerca, ma anche il modo di compensare, con l'immaginazione, uno scienziato e un tipo di chimica che avrei voluto non ripiegata nell'ombra ma sugli allori".

PIERSANDRO PALLAVICINI è nato a Vigevano, ed è docente all'Università di Pavia, dove svolge ricerche nel campo della nanochimica inorganica.
Con Feltrinelli ha pubblicato i romanzi Madre nostra che sarai nei cieli (2002), Atomico dandy (2005), African inferno (2009), Romanzo per signora (2012) Una commedia italiana (2014; vincitore del Cortona Mix Prize 2014 e finalista al premio Città di Vigevano 2014). Collabora con "TuttoLibri", supplemento culturale de "La Stampa".
Lo trovate su Facebook (facebook.com/piersandro.pallavicini) e su Twitter (twitter.com/Piersandropalla).

MAURO CORTICELLI presenta il romanzo "PRIGIONIERI"

Sabato 3 dicembre alle 17,00

MAURO CORTICELLI
presenta il romanzo
"PRIGIONIERI"
(Pendragon editore)

intervengono
ALBERTO BORTOLOTTI e
NICCOLO' ROCCO DI TORREPADULA


Sabato pomeriggio incontriamo Mauro Corticelli, ex cestista bolognese con la passione per la scrittura.
Carlo Moretti, alle prese con il fallimento della sua attività commerciale e del suo matrimonio, turbato da un nuovo amore apparentemente impossibile, trova il diario scritto da uno zio, nonché omonimo. Quella che sembra una semplice raccolta di memorie sugli anni di prigionia negli Stati Uniti durante la Seconda guerra mondiale si rivela un documento in grado di sconvolgere la vita del protagonista e la storia della sua famiglia. Carlo decide così di varcare l'oceano per scoprire la verità. Ma l'avventura americana, che riserverà non poche sorprese, si trasformerà inevitabilmente in un viaggio dentro se stesso.

Mauro Corticelli è nato nel 1973 a Bologna e vive a Sala Bolognese. Si occupa da sempre di logistica, ma le sue grandi passioni sono i libri gialli, la pallacanestro, i viaggi e la musica leggera. Il suo esordio narrativo è avvenuto con Nescafé Frappé (Panesi edizioni, 2014), dopo il quale ha pubblicato con Pendragon il noir Hannover Dream (2014)

In dicembre la libreria sarà aperta tutti i giorni, anche la domenica e nei giorni festivi, fino a sabato 24.
Gli orari di apertura saranno i seguenti:
per i giorni festivi: il 4, l'8 e l'11 dicembre con orario 10-13,30/14,30-19,30  mentre domenica 18 l'apertura sarà dalle 10 alle 19,30 con orario continuato; nei giorni feriali manterremo il nostro consueto orario di apertura, dalle 9,00 alle 19,30.


ENRICO SIBILLA presenta il romanzo "IL LIBRO DEI BAMBINI SOLI"

Venerdì 2 dicembre alle 18,00

ENRICO SIBILLA
presenta il romanzo
"IL LIBRO DEI BAMBINI SOLI"
(editore Il Saggiatore)

interviene BRUNO GIORGINI
Venerdì un romanzo di esordio, "Il libro dei Bambini Soli" di Enrico Sibilla, che raggiunge vertici inaspettati anche per i palati più raffinati.

Chiunque è stato un bambino solo. Sono stati vissuti attimi verticali, sotto un sole abbacinante o in una tenebra incerta, in cui il mondo ha assunto una prospettiva radicale, colpendo come un fato i piccoli cuccioli di uomo, questi antesignani degli adulti che con gli adulti non hanno nulla a che fare, poiché la loro natura è più angelica e demonica che umana.

Gli attimi decisivi dell'infanzia hanno iscritto in ognuno un graffito interiore che la letteratura conosce bene, avendone da sempre fatto un feticcio e tentato di vendicarli: il buio in uno scantinato da attraversare vincendo l'orrore, la desolazione della bambola rotta, il ludibrio crudele dei coetanei, la nascita di chi è venuto dopo e ha distrutto la primogenitura, la punizione incomprensibile. Si potrebbe andare avanti all'infinito e, in effetti, la narrazione lo fa. Come accade con il libro di Enrico Sibilla, che per episodi progressivi disegna la geometria implacabile dell'iniziazione alla vita, convocando l'intero immaginario da cui emergono le nostre generazioni. Che si tratti di una chiesa in cui si celebra una comunione o dell'arena in cui il circo mostra la verità dello spettacolo universale o del tavolo a cui si consuma il pasto (quel cibo, che ognuno sa avere segnato quegli anni) o del campo da gioco in cui si è sbagliata irrimediabilmente la prodezza atletica - qualunque elemento è perentorio, qualunque situazione vive in una luce priva di sfumature, qualunque personaggio è memorabile, qualunque parola è squadrata e decisiva.

Tutto è carico di senso in modo definitivo: il bambino è in effetti il protagonista del realismo magico, il più intenso e veridico, il più fatale e concluso. Come in un Antipinocchio o in un Libro Cuore rinnovato e implacabile, nel profumo di matite temperate e di carta per abbecedario, si danno in questi capitoli i momenti originari e destinali, in cui la storia sembra cristallizzarsi, una metopa dopo l'altra, una vignetta dopo l'altra, un pomeriggio dopo l'altro.

Grazie a una prosa originale e magnetica, fitta di parentele con la migliore tradizione letteraria italiana, attraverso ritmi sorprendenti e rivelazioni subitanee Sibilla struttura un paese dei balocchi sublime e conclusivo, la fortezza della solitudine da cui scaturisce il mito e in cui prende rifugio ogni lettore.

ENRICO SIBILLA è nato a Milano nel 1969. È traduttore, paroliere e autore per la radio, la televisione e il web. Questo è il suo primo libro.

DAVIDE PAPPALARDO presenta il romanzo BUONASERA (SIGNORINA)

lunedì 21 novembre alle 18,00

DAVIDE PAPPALARDO
presenta il romanzo
BUONASERA (SIGNORINA)
-Eclissi editrice-

interviene ALESSANDRO BERSELLI

"Buonasera (signorina)" è un giallo ambientato a Milano nei primi anni '70.
Il protagonista, l'ex poliziotto Libero Russo, invece di affrontare l'azione, quando può scappa. Investigatore privato come Marlowe e Sam Spade, Russo è proprio l'opposto dei duri dell'hard boiled.

Milano. La notte del 23 dicembre 1970, il gangster Jo Le Maire, rientrando a casa dopo una serata trascorsa in giro tra i locali notturni, trova il suo braccio destro in una pozza di sangue, trafitto da ventisette coltellate.
Libero Russo, uno scalcagnato investigatore privato ex poliziotto, che vive nella sua bicocca nel quartiere Isola in compagnia solo del suo gatto, della malinconia e delle canzoni di Fred Buscaglione, viene accusato del delitto.
I suoi ex superiori, a causa di un episodio poco chiaro avvenuto l'anno prima, vogliono la sua testa e non vedono l'ora di sbatterlo in cella per l'omicidio.
Braccato da quelli che fino a poco tempo prima erano suoi colleghi e aiutato solo da un suo vecchio compagno di squadra e da un'amica prostituta, Russo si ritrova in mezzo a complicate indagini, che lo porteranno a immergersi nella melma del mondo della droga, dei night milanesi e della follia.

DAVIDE PAPPALARDO è da sempre appassionato di storiacce di bulli, pupe, pistole e delitti.
Nel 2015 ha pubblicato il suo primo romanzo, "Milano Pastis" (editrice Nerocromo) e la raccolta di racconti "La versione di Mitridate" (Zona Contemporanea)

Presentazione del SEMINARIO VI di JACQUES LACAN "Il desiderio e la sua interpretazione"

Sabato 19 novembre alle 17,30

Presentazione del SEMINARIO VI di JACQUES LACAN
"Il desiderio e la sua interpretazione"

(Einaudi editore)

Interverrà
ANTONIO DI CIACCIA
psicoanalista della Scuola Lacaniana di Psicoanalisi e curatore e traduttore dell'opera di Jacques Lacan in Italia. Evento organizzato grazie alla collaborazione con la Segreteria di Bologna della SLP

L'incontro del pomeriggio verte invece sul più recente volume che l'editore Einaudi ha dedicato all'opera di Jacques Lacan.
"Il desiderio e la sua interpretazione" è il titolo che Lacan diede al suo seminario nel 1958-59.
Da allora "desiderio" è diventato un termine sempre più familiare, in un certo senso rimpiazzando i termini classici della psicoanalisi, come libido e pulsione.
Che cos'è una psicoanalisi? E' leggere, ossia interpretare, nel sintomo causa di sofferenza, il messaggio occulto che vi ha depositato il desiderio inconscio.
Questo desiderio non coincide affatto con quello che si vuole o si crede di volere. Molte volte le analisi iniziano proprio quando il soggetto si rende conto che c'è una scissione tra il suo volere cosciente e il suo desiderio inconscio.

Antonio Di Ciaccia
, allievo di Lacan, è psicoanalista e membro della Scuola Lacaniana di Psicoanalisi e dell'Association Mondiale de Psychanalyse. Nel 2013 ha pubblicato per Einaudi "In difesa della psicoanalisi" (con S. Argentieri, S. Bolognini e L. Zoja) e ha curato l'edizione italiana degli Altri scritti di Lacan (PBE).


"WEEKEND CON IL MOSTRO" a cura di Gianluca Morozzi

Sabato 19 novembre alle 12,00

presentazione dell'antologia
"WEEKEND CON IL MOSTRO"
a cura di Gianluca Morozzi
(Fernandel edizioni)

Sabato mattina la presentazione dell'antologia più mostruosa che ci sia!

Mostri, fantasmi, creature a cavallo tra il mondo dei morti e quello dei vivi. E magari un lago, un placido lago che sotto il pelo dell'acqua nasconde chissà quali segreti, all¹ombra delle montagne intorno.
Duecento anni dopo la più famosa riunione di scrittori di tutti i tempi, nella quale sulle sponde del lago di Ginevra nacque Frankenstein, un manipolo di scrittori celebra quella storica giornata con un weekend creativo sul lago di Garda.
Con libertà di genere, tredici autori hanno dato vita a tredici racconti inquietanti, guidati da Gianluca Morozzi e Francesca Bertuzzi, che a loro volta hanno partecipato a questa antologia.

Ecco cosa ne dice Gianluca Morozzi nella prefazione:
1816. A Villa Diodati, sul lago di Ginevra, un quartetto di artisti si riunisce per una singolare tenzone letteraria. Sotto un cielo color cenere, in un anno senza estate, funestato dalla pioggia, Lord Byron, John Polidori, Percy Bysshe Shelley e Mary Shelley si sfidano a creare la più terrificante delle storie dell'orrore. Da questo bizzarro weekend nascerà la figura del vampiro moderno, a opera di Polidori, e soprattutto Frankenstein, di Mary Shelley.
2016. Due secoli dopo, un manipolo di scrittori, alcuni esordienti, altri già pubblicati, si è ritrovato a Pregasina, sul lago di Garda, per passare tre giorni creativi in un albergo, sotto la guida degli insegnanti di scrittura Gianluca Morozzi e Francesca Bertuzzi.
A differenza di quel 1816, meteorologicamente rovinato dall'esplosione di un vulcano, il tempo è stato bello, favorendo la molteplicità di stili e di atmosfere: racconti su mostri e fantasmi, non necessariamente horror, con varie voci a darsi il cambio.
E alla fine hanno voluto dare il loro contributo anche gli insegnanti, con un racconto a testa.
Chissà che da qui non venga fuori un nuovo Frankenstein...

Racconti di:
Alberto Andreoli Barbi - Matteo Bernardini - Francesca Bertuzzi - Stefano Bonazzi - Paolo Capponi - Catia Cicchetti - Francesca Gori - Michel Minghetti - Gianluca Morozzi - Grazia Negrini - Giovanni Odino - Paolo Panzacchi - Silvia Rossi




MASSIMO COTTO presenta "I FAMOSI IMPERMEABILI BLU. LEONARD COHEN: STORIE, INTERVISTE, TESTIMONIANZE"

Venerdì 18 novembre alle 18,00
MASSIMO COTTO
presenta
"I FAMOSI IMPERMEABILI BLU. LEONARD COHEN: STORIE, INTERVISTE, TESTIMONIANZE"
(Edizioni Vololibero)

Interviene GIANLUCA MOROZZI
accompagnamento musicale di ELISA GENGHINI


Quando abbiamo fissato, mesi fa, l'incontro con Massimo Cotto per presentare la sua biografia su Leonard Cohen, mai avremmo voluto che si trasformasse in un incontro in memoria.
Purtroppo questo 2016 così crudele ci ha portato via anche Cohen, lasciandoci orfani della sua poesia e della sua musica.

"I famosi impermeabili blu" è prima di tutto un grande gesto d'affetto nei confronti di un grande autore.
Il testo è suddiviso in tre macro aree. Nella prima Cotto sintetizza in sessantasei paragrafi altrettanti episodi della vita del musicista canadese, per forza di cose non esaurienti dal punto di vista biografico (non era questo lo scopo) ma utilissimi per inquadrare il personaggio e avere un riferimento contenutistico a cui tornare, una volta alle prese con la seconda parte del libro. Seconda parte che rappresenta il vero nucleo di I famosi impermeabili blu, dal momento che propone nove interviste dello stesso Cotto a Leonard Cohen raccolte tra il 1984 e il 2001 a Milano, Roma, Monaco di Baviera e Los Angeles. Nove chiacchierate che in realtà vanno ben oltre il mero aspetto musicale, sondando l'uomo dietro l'artista.

Cotto coinvolge tutti gli aspetti della produzione artistica e della vita del canadese: i dischi, i versi delle canzoni, la famiglia, la storia individuale, l'apprendistato zen, l'ebraismo e moltissimo altro. Da una parte emerge un grande rispetto che non scade mai nel commento da fan, dall'altra una disponibilità ad aprirsi che è pari solo alla linearità di un eloquio che pesa le parole e i concetti col bilancino, pur senza risparmiarsi - del resto c'è da aspettarselo da uno capace di metterci anni per scrivere una sola canzone, teso alla ricerca del verso perfetto.
Infine, nella terza parte, una lunga serie di interessanti interviste, in cui il giornalista lascia che siano artisti, addetti ai lavori e vari amici (si va da Adam Cohen a Angelo Branduardi, da Caterina Caselli a Cristiano Godano, da Dario Vergassola a Dori Ghezzi, da Giorgio Faletti a Linus, e oltre) a raccontare/ricordare il primo, personale, incontro ravvicinato con l'arte di Leonard Cohen: lasciando che il ritratto emerga dalla molteplicità degli sguardi.

"Un nomade dell'anima, che nella meditazione trova una strada laica, o meglio umana. Perché, tra metafore colte e citazioni sacre, Cohen canta le piccole cose dell'uomo. Quindi nulla di più terreno ma al contempo di più inafferrabile ed eterno.
Ci siamo tutti trovati, metafore a parte, a rifletterci a specchio in domande troppo grandi per comprendere ed elaborare i nostri dolori e le nostre gioie. Magari stretti in un usato impermeabile blu, all'angolo di un'altrettanto usata città. A guardare l'inverno che passa, a raccogliere i frammenti di un'amicizia finita, di una solitudine quieta, di un amore infedele che, ormai, è quello che è."
(Dalla prefazione di Enrico de Angelis)

MASSIMO COTTO è nato ad Asti nel 1962. Toro di segno zodiacale e di fede calcistica, si eccita indistintamente con Kim Basinger in 9 settimane e 1/2 e gli agnolotti al plin, Nastassja Kinski in Paris, Texas e Paolo Pulici sempre, Istanbul e Quentin Tarantino, gli Stones e Sam Shepard, Tom Waits, Hemingway e tutto il rock che gli ha salvato la vita. È affascinato dai miti anche se spesso è assediato dai mitomani, alle cubane preferisce i cubani (intesi come sigari), detesta aglio, cipolla, trippa e la "d" eufonica. Ha un approccio feticista a ogni cosa della vita, anche se in un campo è più accentuato. I comici lo rendono triste, in compenso ride inspiegabilmente appena si sveglia e piange ogni volta che ascolta Redemption Song, da cui si arguisce che non è molto intelligente, ma è felice che la gente non se ne sia ancora accorta. Nell'attesa che ciò accada, scrive libri, conduce Rock Bazar su Virgin Radio, dirige il festival di Castrocaro e il Premio De André, scrive testi teatrali, fa l'Assessore alla Cultura e alle Manifestazioni della città di Asti e cerca di imparare a non starnutire ogni volta che vede il sole. Per Vololibero ha scritto "Pleased to meet you", "Rock Bazar" e "Rock Bazar Volume Secondo".

CLAUDIO BEGHELLI presenta "BIOGRAFIA NON AUTORIZZATA (DRAMMA CON FINALE NOIR)"

Martedì 15 novembre alle 18,00

CLAUDIO BEGHELLI
presenta
"BIOGRAFIA NON AUTORIZZATA (DRAMMA CON FINALE NOIR)"
(prospettivaeditrice)

Interviene il prof. Davide Giusti.
Letture a cura dell'attrice Irene Guadagnini




"Dopo l'esperimento del documentario per la scena Le strade raccontano - Roma, 1943-'44', sono tornato a cimentarmi nella costruzione di una struttura drammaturgica più "classica" (e dunque più prettamente e specificatamente "teatrale"). A dir la verità, questo nuovo copione  era  stato concepito, inizialmente, come un monologo;  poi la storia -come succede-, durante la stesura, si è dilatata, l'intreccio è divenuto più articolato e complesso, le sottotrame si sono ramificate, ed il testo per attrice solista è diventato, man mano, un dramma vero e proprio. Penso non sia del tutto inutile conoscere le tappe della genesi di un lavoro così delicato (sicuramente il mio più personale). È  abbastanza naturale, se non inevitabile, che un portatore di handicap con qualche propensione per la scrittura -quale io sono-,  avverta prima o poi l'urgenza di parlare  non tanto della propria malattia, quanto della condizione esistenziale cui essa lo obbliga. Che è un po' come un servizio militare senza riposi, né licenze e soprattutto senza congedo.

Ho fatto un primo tentativo nel 2007, ma mi è parso subito troppo acerbo, e così ho
accantonato il progetto. Tuttavia, non ho smesso di raccogliere materiali e appunti sul tema.  Diverse altre prove, mutando, di volta in volta, contesto e personaggi, ho compiuto negli anni a seguire: ma tutti mi parevano o troppo scopertamente autobiografici, o involontariamente retorici e predicatori, oppure ancora troppo meccanici nello svolgimento (come se stessi lavorando per dimostrare una tesi, senza sapere nemmeno io quale fosse). Poi, come sempre accade in questi casi, ti imbatti, in modo del tutto casuale, in qualche opera che, imprevedibilmente, ti propone un nuovo punto di vista e ti induce, quindi, a  percorrere una strada che senti più giusta e matura, più adeguata al tema intorno al quale, da tanti anni,  il tuo pensiero, silenziosamente, non smette di vorticare. Nel mio caso, è andata in questo modo. Per ragioni professionali, a 33 anni, ho dovuto leggere e analizzare molti dei romanzi migliori e più riusciti di Simenon. Ho scoperto, così, che il  genere noir  è una cornice, una scatola comodissima: l'unica regola che ti impone è di scrivere un racconto che contenga un fatto torbido o violento; per il resto puoi riempirla con le riflessioni e le digressioni  più varie.
Si può spaziare dall'analisi delle dinamiche di coppia alla descrizione del tormentato rapporto tra padre e figlio, dall'esplorazione della solitudine al ritratto di un sentimento d'amore che si trasforma in gelosia parossistica e omicida ­ per fare solo alcuni esempi. Chissà che non si possa parlare in modo misurato anche della malattia, utilizzando questo genere? - ho pensato. 
Così è nato "Biografia non autorizzata". Credo sia necessario specificare, nonostante le ipotesi e le ambiguità  cui il titolo può dar luogo, che il protagonista sono e, a un tempo, non sono io. La mia malattia, per fortuna, è meno invalidante di quella descritta e mi lascia un più ampio margine di autonomia (naturalmente chi mi conosce bene non faticherà a capire che le riflessioni sulla patologia sono legate alla mia personale esperienza, e non gli sarà nemmeno difficile trovare alcune concordanze tra la materia drammatica trattata e la mia vita ­ ma questo è un discorso privato). In secondo luogo, l'invidia e il rancore verso  gli altri che il personaggio matura nel corso delle sue vicende non mi appartengono affatto (anche se sono consapevole che ogni invalido, se non trova le strategie per difendersi, rischia, ogni giorno, di essere sopraffatto da questi sentimenti e da altri ancora più pericolosi, autodistruttivi e lesivi della libertà altrui).

Devo dire, infine, che questa non è soltanto la storia di una persona malata: tra il resto, qui si narra di un'amicizia tradita; di un amore (i portatori di handicap hanno le stesse pulsioni e i medesimi sentimenti degli altri esseri umani, anche se troppo spesso non si dà la giusta importanza a questo aspetto della loro esistenza); di un'ambizione ingiustamente frustrata; di un inganno e di un addio."
( dalla nota introduttiva di Claudio Beghelli)

CLAUDIO BEGHELLI è nato a Bologna nel 1982. Parallelamente agli studi in filosofia, coltiva, da qualche anno, un multiforme lavoro culturale. Dal 2004 al 2011 ha collaborato con il Prof. Giorgio Celli anche in qualità di segretario e addetto stampa e organizzatore culturale. Interessato al teatro di narrazione, nel 2005 crea la compagnia Teatro delle Ceneri (ora ribattezzata in Compagnia Cincopan-Beghelli), ed è co-regista e interprete di numerosi spettacoli. Tra questi ricordiamo: "Qualcuno era.. - Marx, Gesù e i gabbiani ipotetici", attualmente in tounée per ta terza stagione; "Il caso di Alessandro e Maria", di Gaber/Luporini, allestimento creato con Cristina Carrisi (2015/'16); "La nuda verità", monologo scritto nel 2015/'16 dall'autore medesimo, per la regia di Francesca Calderara.Tra le sue pubblicazioni: i contributi critici al volume di Giorgio Celli "La zattera di Vesalio e altri drammi"; il dramma psicoanalitico "Il caso dell'uomo dei lupi" (Prospettivaeditrice, 2010).  Nel 2013 dà alle stampe il volume "L'animale che immagina - Frammenti di un'autobiografia intellettuale" (Prospettivaeditrice), che contiene alcune conversazioni, sinora inedite, avvenute tra l'Autore e Giorgio Celli, di cui si è conservata registrazione per volere del Professore stesso. Sempre nel 2013, cura il saggio "Le parole con il loro dolore. Il poeta è un artigiano.
Appunti sulla scrittura poetica di Vittorio Franceschi", apparso come prefazione al libro di versi dello stesso Franceschi "Tre ballate da cantare ubriachi e altre canzoni". Nel 2014 pubblica la 'commedia semiseria da leggersi come un romanzo', scritta con Matteo Cincopan, "Il centenario" (Prospettivaeditrice). Nello stesso anno, scrive e pubblica il 'documentario per il teatro' "Le strade raccontano. Roma 1943-'44",(
Prospettivaeditrice), rappresentato più volte con successo da Roberta Mattei e dalla Compagnia del Teatro della Dodicesima (Roma). Altri suoi lavori (soggetti, recensioni, racconti) sono comparsi su diverse riviste.

ALESSANDRA DEORITI e GIOVANNI TURBANTI presentano "LA CHIESA E LA "MEMORIA DIVISA" DEL NOVECENTO"

Venerdi' 21 novembre alle 18,00

ALESSANDRA DEORITI e GIOVANNI TURBANTI
presentano
"LA CHIESA E LA "MEMORIA DIVISA" DEL NOVECENTO"
(edizioni Pendragon)

interviene ALBERTO MELLONI
Venerdì, infine, un saggio che analizza la storia della Chiesa in relazione ai nazionalismi novecenteschi.
Nelle tensioni politiche e ideologiche del XX secolo anche le fedi e le confessioni religiose sono state coinvolte in profondità. In più occasioni le chiese cristiane e i loro fedeli si sono trovati schierati sui fronti opposti dei conflitti armati e delle lotte ideologiche che hanno travagliato tutto il corso del secolo.  Il binomio guerra-totalitarismo, che costituisce uno dei fili conduttori degli studi qui raccolti, mette in evidenza le debolezze e le contraddizioni con cui le chiese in tutti i paesi europei hanno affrontato i tornanti più drammatici di quegli anni: la prima guerra mondiale, il comunismo in Russia, il fascismo in Italia, la guerra civile in Spagna, il nazismo in Germania. I rapporti non sempre limpidi che esse hanno intessuto con i regimi totalitari, sono stati messi alla prova dal complesso ruolo che si sono trovate a giocare durante le vicende belliche. Anche nella seconda guerra mondiale, che in Italia è diventata guerra civile, la chiesa cattolica è apparsa incerta e divisa sulle posizioni da prendere. Poi alla storia si è intrecciata la memoria che di quei fatti, specialmente dei più tragici, è stata conservata o è stata costruita. Ne sono sorti dei miti fondativi che, tuttavia, non ne hanno risolto l'originaria forza divisiva. Nelle nuove tensioni ideologiche quella memoria, pur rivestita di valore sacrale, è rimasta a lungo una memoria non riconciliata.

ALESSANDRA DEORITI è stata responsabile della sezione didattica dell'Istituto storico provinciale della Resistenza di Bologna e si è occupata di formazione e aggiornamento degli insegnanti e di didattica in archivio. Ha insegnato "Storia della Chiesa" presso l' Istituto di Scienze religiose della diocesi di Bologna e negli ultimi anni ha coordinato corsi di "Storia della Chiesa contemporanea" presso la Scuola di Formazione Teologica della FTER. È membro della redazione della rivista «Il Regno»

GIOVANNI TURBANTI è dottore di ricerca in "Storia religiosa" e in "Storia del cristianesimo". Ha studiato a Firenze, Urbino e Bologna. Ha collaborato al progetto di ricerca sulla Storia del concilio Vaticano II, diretta da Giuseppe Alberigo. Si è occupato inoltre della storia della chiesa bolognese in età contemporanea e di figure rappresentative della cultura cattolica del novecento in Italia. Collabora con la "Fondazione per le Scienze Religiose Giovanni XXIII" di Bologna.

PAUL DIETSCHY presenta "STORIA DEL CALCIO"

Giovedì 10 novembre alle 17,30

PAUL DIETSCHY
presenta
"STORIA DEL CALCIO"
(Paginauno edizioni)

interviene la storica
PATRIZIA DOGLIANI

modera l'incontro
NICOLA SBETTI


Giovedì recuperiamo un incontro che non si era potuto svolgere lo scorso 3 ottobre con lo storico PAUL DIETSCHY, che propone un interessante saggio sul gioco del calcio in una prospettiva storica e sociologica.

La storia del calcio resta largamente misconosciuta. Come, dopo la sua codificazione dall'Inghilterra della fine del XIX secolo, sono nati club, federazioni e competizioni internazionali? Quando e perché sono state fissate le regole concernenti il numero di giocatori o la dimensione del pallone, passando per i cartellini gialli e rossi, i corner o i punti di penalità? Quali sono state le grandi evoluzioni tattiche e tecniche del gioco, dribbling o colpi di testa?
È a tutte queste domande, e a molte altre ancora, che quest'opera dà una risposta. Vi scopriremo naturalmente il vero romanzo dei grandi club ­ Ajax, Bayern, Liverpool, Saint-Etienne, Real, Barcellona, Juventus, Milan, Inter, Napoli, Roma, Torino ­ degli allenatori carismatici e dei giocatori d'eccezione. Ma apprenderemo anche molto sulla strumentalizzazione del calcio da parte dei totalitarismi e delle relazioni pericolose con il re denaro, decuplicate dalla televisione. Nell'ora del declino delle ideologie e dei legami collettivi, il calcio esercita la funzione di religione civile dove si esacerba lo spirito di appartenenza.

Riassumendo, quest'opera dice molto della nostra storia generale e sulla mondializzazione in particolare.
L'incontro fa parte della rassegna "Perspectives critiques", promossa dall'Institut Français Italia, in collaborazione con Alliance Française di Bologna e l¹Università di Bologna.

DONATELLA LUCCARINI presenta "BOLOGNA AL FEMMINILE"

Mercoledì 9 novembre alle 18,00

DONATELLA LUCCARINI
presenta
"BOLOGNA AL FEMMINILE"
(Morellini editore)
interviene l'editore MAURO MORELLINI

Mercoledì celebriamo l'uscita di una nuova guida di Bologna, che sempre più sta entrando a far parte dei circuiti del turismo nazionale ed internazionale.
Da sempre associata alla piacevolezza e al beau vivre, Bologna ha saputo associare i ritmi tranquilli della piccola città con l'internazionalità e la vivacità della metropoli, grazie alla sua storica università che da secoli attira giovani da tutto il mondo, al suo gusto e stile, al suo approccio aperto alla novità e alla cultura della differenza.
Questa guida per la prima volta la racconta "al femminile", attraverso i consigli da insider di una giornalista che la vive quotidianamente. Dalle boutique più nascoste ai locali e ristorantini più originali, questa guida vi farà calare nello stile di vita degli abitanti di questa città colta, elegante e divertente.
Bologna, la città radical chic decantata da Donatella Luccarini, accoglie le sue turiste nei lunghi portici - oltre 40 km - che percorrono il centro storico, dal 2006 Patrimonio dell'Umanità dell'Unesco. Oltre che per trovare riparo nei giorni di pioggia, passeggiare sotto i portici è il modo migliore per scoprire la città: dai musei cittadini alle gallerie d'arte, per passare ai negozi di tendenza dove scovare l'accessorio originale, fino ai negozi di calzature pret-à-porter per trovare la scarpa dei propri sogni.
Ma Bologna, si sa, è anche la città della cucina, dalla ricca gastronomia che tutto il mondo ci invidia; ecco allora una nutrita selezione di locali dove rifarsi il palato: dal pub più in per l'aperitivo al ristorante e le osterie, sotto i portici ma anche sui colli che circondano la città, location ideale per ammirare Bologna dall'alto.
"Bologna al femminile" fa parte della collana "Guide al femminile", una serie unica in Italia dedicata alle donne: nei testi numerose indicazioni e consigli per vivere con serenità la vacanza fatta a braccetto di un'amica, mamma, sorella o cugina.

Donatella Luccarini, bolognese, giornalista e autrice di libri ha iniziato la sua attività giornalistica a Milano con Rizzoli Corriere della Sera e Edizioni Condè Nast. Specializzata nel settore del turismo, dell'enogastronomia e del lifestyle ha pubblicato con Edagricole Il Sole 24 Ore. È direttore responsabile delle riviste di lifestyle "Charme Magazine" e "Personal Shopper".  Da anni nel Consiglio Direttivo del GIST (Gruppo Italiano Stampa Turistica) conosce a fondo le esigenze e gli interessi dei viaggiatori.

PAOLO ROVERSI presenta "LA CONFRATERNITA DELLE OSSA"

Sabato 5 novembre alle 17,30

PAOLO ROVERSI
presenta
"LA CONFRATERNITA DELLE OSSA"
(Marsilio editore)
intevengono
ALESSANDRO BERSELLI e MARILU' OLIVA

Chi è passato dalla libreria se ne è accorto: alla libreria Irnerio Ubik ci sono lavori straordinari.
Abbiamo rifatto l'impianto di illuminazione, per poter rendere sempre più accogliente la nostra libreria.
I lavori termineranno venerdì: una circostanza fortunata ha voluto che per sabato fosse già da tempo fissata la presentazione del nuovo giallo di Paolo Roversi, che conquista ogni volta nuove schiere di lettori per la scrittura sapida e le trame avvincenti che hanno come protagonista il giornalista Enrico Radeschi.

Vi aspettiamo dunque sabato, per festeggiare insieme la presenza di Paolo Roversi a Bologna e la "nuova" libreria!

Milano, 2002. Molti misteri s'intrecciano sotto la Madonnina. Tutto comincia quando un noto avvocato viene assassinato in pieno giorno nella centralissima piazza dei Mercanti: prima di morire, però, l'uomo traccia uno strano simbolo col proprio sangue... Da qui parte una complicata indagine che porterà Enrico Radeschi, giovane aspirante giornalista nonché hacker alle prime armi, a indagare, insieme allo scorbutico vicequestore Loris Sebastiani, su una misteriosa confraternita che trae ispirazione da san Carlo Borromeo e persegue un disegno spietato per ristabilire l'ordine morale in una società giudicata corrotta. A quello dell'avvocato seguiranno altri omicidi o presunti tali, come l'inquietante schianto di un aereo contro il grattacielo Pirelli.
Nel frattempo, una conturbante femme fatale, soprannominata "la Mantide" dagli inquirenti, seduce e uccide giovani ragazzi nei giorni di festa, facendone poi sparire i corpi. Chi è la donna misteriosa? E chi la protegge? Qual è il disegno ultimo di questa confraternita millenaria? Cosa si nasconde nei sotterranei del Duomo di Milano e nella cripta di un'altra famosa chiesa milanese?

Paolo Roversi è scrittore, giornalista e sceneggiatore, e vive a Milano.
Collabora con quotidiani e riviste ed è autore di soggetti per serie televisive e cortometraggi.
Ha scritto dieci romanzi tradotti in quattro lingue.
Il suo precedente romanzo "Solo il tempo di morire" (Marsilio) ha vinto il Premio Selezione Bancarella 2015 e il Premio Garfagnana in Giallo 2015.

«Nel mondo del noir italiano s'è affacciato un nuovo investigatore, Enrico Radeschi, giornalista freelance, sempre in cerca di scoop, amori, avventure.» - la Repubblica

«Enrico Radeschi, giornalista-hacker che con il Giallone, un vecchio scooter Piaggio, insegue le notizie e rimorchia le ragazze.» - Corriere della Sera