Buon Jólabókaflóð a tutti!

Buon Jólabókaflóð a tutti!

No, non siamo impazzite...
Jólabókaflóð letteralmente vuol dire “inondazione di libri per Natale” e definisce la meravigliosa tradizione islandese di regalarsi libri per poi trascorrere la notte di Natale a leggerli insieme, mangiando cioccolato e sorseggiano la tradizionale jólabland, la birra natalizia senza alcool.

Si tratta di un’usanza risalente alla Seconda guerra mondiale, quando le rigide restrizioni in vigore limitavano l’importazione di molti beni provenienti dall’estero. In questo modo i libri prodotti e stampati in Islanda divennero il regalo di Natale per eccellenza.
La carta era una delle poche materie facilmente reperibile anche in tempi di guerra, così gli islandesi si ritrovarono a condividere libri in ogni occasione, accrescendo l’amore per la lettura tra la popolazione e tramandando la passione per la lettura alle generazioni seguenti fino ai giorni nostri.
Da quegli anni, lo scambio e il dono di libri è diventata una tradizione rappresentativa delle feste natalizie, anche perché l’Islanda è oggi uno dei paesi in cui si legge di più al mondo (8 all'anno per ogni abitante). Non solo, è anche il paese con più libri pubblicati pro capite: pare che un islandese su dieci ne abbia scritto e pubblicato almeno uno.

 Dunque, buon Jólabókaflóð a tutti, uno dei modi migliori si possa immaginare per stare bene, e chissà che Babbo Natale non porti in regalo un viaggio in Islanda ai nostri governanti, affinchè comprendano l'importanza della lettura e della cultura, e la finanzino di conseguenza...

E soprattutto, buon Natale a tutte e tutti!
Cinzia, Manuela, Raffaella, Rita

Leggere tra le rughe di una scrittrice: Colette

Giovedì 27 dicembre alle 17,30

Leggere tra le rughe di una scrittrice: Colette
conversazione con Chiara Carlino a cura di Silvana Strocchi
in collaborazione con l'Associazione Culturale Teatro Poesia


Nelle sale cinematografiche è in proiezione in questi giorni Colette, film che racconta la prima parte della vita della grande scrittrice francese.
Giovedì approfitteremo del passaggio a Bologna di Chiara Carlino - traduttrice e studiosa di Colette, che vive a Bruxelles - per approfondire un'opera poco conosciuta dell'artista, La stella del Vespro, pubblicata per la prima volta nel 1946 e uscito nel 2015 per l'editore Del Vecchio in una raffinata edizione, presente in libreria.

In questa raccolta si racconta un’inedita e struggente Colette, lungo frammenti scritti con la cura e la sofisticatezza a cui ormai ha abituato i suoi lettori e di cui è diventata maestra: gli avvenimenti e le osservazioni della vita quotidiana: i capricci di primavera; i viavai del compagno; le visite che riceve; le audizioni per la riduzione teatrale de La Seconde; l’impegno a raccogliere tutte le sue opere per il progetto Oeuvre complète per l’editore Le Fleuron; l’Académie Française. Ormai immobilizzata dalla vecchiaia, dal peso e dall’artrosi, osserva il cielo, il succedersi al giorno della luna o del vespro nel quadrato ritagliato dalle finestre della sua grande casa a Palais–Royal. Leggiamo una Colette malinconica e meditativa, chiusa nel suo appartamento, in cui riceve, mangia, scrive e legge: evoca i ricordi dai tempi della guerra, medita sulla sua condizione di invalidità e i suoi nuovi rapporti con il mondo da scrittrice “nota e riconosciuta” e, amabilmente, conversa con le sue care presenze, con gli esseri da lei sempre amati – appassionatamente o teneramente.
Una Colette sul viale del tramonto, e pur sempre indomita.
Un modo per ricordare una donna libera, i cui libri sono stati letti e tradotti in ogni parte del mondo, nonché prima donna, in Francia, a ricevere le esequie di Stato, alla sua morte, dopo che la Chiesa cattolica ne rifiutò i funerali religiosi.

Chiara Carlino
è dottoranda in letteratura francese presso l'Université Libre de Bruxelles, dove sta ultimando una tesi sui rapporti tra invecchiamento e scrittura nell'opera Colette, scrittrice di cui è specialista. Parallelamente alla sua attività di ricerca, si dedica all'insegnamento dell'italiano e del francese a studenti ed adulti stranieri in Belgio. È autrice delle voci "Italie", "D'Annunzio", "Primoli" e "Anna de Noailles" del Dictionnaire Colette (Éditions Classiques Garnier, ottobre 2018) e della nota biobliografica "Colette o l'arte della rinascita" a La Stella del Vespro (Del Vecchio Editore, 2015).

Nel corso dell'incontro verrà proiettato il cortometraggio "Colette" di Yannick Bellon, e si parlerà anche del film in produzione "La Gatta" di Silvana Strocchi.


Ariston tour dediche di Sara Colaone sul graphic novel Ariston

MARTEDI' 18 dicembre
dalle 13,00 alle 14,30

Ariston tour
dediche di Sara Colaone sul graphic novel Ariston (Oblomov edizioni, 2018)

Armata di carta, pastelli e bicicletta, Sara Colaone (Gran Guinigi 2017 come Miglior disegnatrice, si è da poco conclusa la sua mostra personale a Lucca Comics & Games) dedica il nuovo fumetto Ariston (Oblomov edizioni) nelle librerie indipendenti del centro di Bologna, scegliendo di fare un piccolo tour per incontrare con calma i lettori e regalare un disegno originale su ogni copia di Ariston.
L'autrice sarà da noi alle 13, poi alle 18 alla libreria Trame e alle 19,30 alla libreria Modo Infoshop.

E se non arrivate in tempo, una copia di Ariston firmata vi aspetterà in libreria fino a quando potrete passare.
Se poi non potete essere presenti ma volete comunque una copia personalizzata con il nome del destinatario, fatecelo sapere entro lunedì alle 13,00: Sara ve le preparerà, e noi le terremo da parte per voi.
Potrete fare regali unici e irripetibili!

Ariston è il nuovo romanzo grafico di Sara Colaone e Luca de Santis, già autori con Francesco Satta di Leda, uscito con Coconino Press nel 2016.
L'Ariston apre nel 1955, un albergo nuovo di zecca sulla Riviera Adriatica. Il boom economico sta arrivando anche qui, dove il turismo non c'è mai stato.
Stranieri e nuovi benestanti a divertirsi sulle spiagge e, dietro le quinte dell'accoglienza, gente che lavora sodo. Ariston è il luogo dove si incrociano le loro storie.

Ritratto corale dell'Italia del dopoguerra, Ariston è soprattutto il luogo dove si consuma la vita di Renata, proprietaria dell'albergo e protagonista di una "Casa di Bambola" adriatica dove, come nel celebre testo di Ibsen, la donna esiste solo nello sguardo degli uomini –marito, figlio, clienti – che la vorrebbero a immagine dei propri desideri.
Ma Renata è diversa: in cucina, mentre conta ossessivamente le stoviglie e attraverso scene suggestive che raccontano il suo smarrimento, scopriamo lentamente il suo segreto, che la spingerà verso l'inevitabile punto di rottura e al colpo di scena finale. L’hotel Ariston è dunque un luogo reale, ma anche un ritratto dell’Italia e dei suoi vizi, che nel trentennio fra Dopoguerra, boom economico e inizio della crisi degli anni ’70, vede l’intrecciarsi delle storie di donne lontane dalla prima linea.

Donne che ogni giorno, con le proprie parole e azioni, debbono confermare il proprio ruolo sociale e politico.
Donne che, se non hanno libertà di scelta, si ribellano e se la prendono.


Danilo Masotti firmerà copie del suo ultimo libro Buonanotte piccoli umarells

Domenica 16 dicembre alle 11,30

incontro con
Danilo Masotti che firmerà copie del suo ultimo libro
Buonanotte piccoli umarells
(Pendragon Edizioni)

L'illustratore Mauro "Squiz" Daviddi realizza caricature del pubblico partecipante

Un'incursione irriverente nel mondo delle favole, con l'ironia che sempre contraddistingue lo stile di Danilo Masotti.
Così, Cappuccetto Rosso diventa Cappuccetto Grosso, un bambino un po' tondo che indossa una felpa nera col cappuccio con su scritto disagio; poi ci sono puzzole burlone, donnole troppo belle, galline canterine (ma stonate), mosche fighette che non amano la cacca, gazze oneste e ghiri mangiamobili. I poveretti vivono nel nostro mondo e hanno a che fare, proprio come noi, con le insidie grottesche del mondo contemporaneo e i suoi dis-agi.
Di solito, alla fine di una favola ci domandiamo: "E cosa succede dopo?". Beh, qui è possibile saperlo. Almeno per i quattro anni successivi alla fine della storia. Che è già qualcosa.

Domenica, la possibilità di chiacchierare con Danilo Masotti, e farsi personalizzare da Mauro "Squiz" Daviddi i volumi acquistati con caricature che renderanno unico il libro.

Cantieri in libreria non ce ne sono (giusto qualche traccia delle perdite dal soffitto), ma abbiamo i Lego, se volete potete costruirne uno.

Come dice Masotti: un evento abbastanza bello, e poi è gratis... vi aspettiamo.


Valerio Evangelisti presenta Il fantasma di Eymerich e Alberto Sebastiani presenta Nicolas Eymerich. Il lettore e l'immaginario in Valerio Evangelisti

Sabato 15 dicembre alle 12,30

Scrivere Eymerich, leggere Eymerich

Valerio Evangelisti presenta Il fantasma di Eymerich (Mondadori) e Alberto Sebastiani presenta Nicolas Eymerich. Il lettore e l'immaginario in Valerio Evangelisti (Odoya)

interviene Jadel Andreetto
in collaborazione con l'associazione i 94 Savena

L'occasione era troppo ghiotta, e ne abbiamo approfittato.
Sono usciti quasi contemporaneamente Il fantasma di Eymerich, ultimo del ciclo ideato da Valerio Evangelisti dedicato all'inquisitore Nicolas Eymerich, e un saggio sul suo lavoro scritto da Alberto Sebastiani, Nicolas Eymerich, Il lettore e l'immaginrio in Valerio Evangelisti.
Li abbiamo invitati per parlarsi a quattr'occhi, presentando il proprio lavoro coordinati da Jadel Andreetto... un incontro da non perdere.


Con Il Fantasma di Eymerich, nuovo capitolo della saga, ripresa nel 2017 con Eymerich risorge, Valerio Evangelisti regala un’altra straordinaria avventura all’inquisitore amato dai lettori di tutto il mondo, e si conferma un autentico fuoriclasse del romanzo fantastico.

1378. Evaso dalla prigione in cui il re d’Aragona lo aveva fatto rinchiudere, Eymerich raggiunge Roma, dove papa Gregorio XI ha trasferito la sede pontificia. Gregorio sta morendo, e attorno a lui inizia la contesa che condurrà al Grande Scisma d’Occidente. L’inquisitore si accorge che le risse tra cardinali nascondono dell’altro: un culto pagano bizzarro e dimenticato è risorto dall’oblio e ha contagiato l’alto clero. Solo la proverbiale spietatezza di Eymerich, alle prese con un fantasma che gli è identico, saprà averne ragione.In un’epoca più prossima alla nostra, ma futura, la repubblica di Catalogna è l’unico Stato europeo che si è mantenuto neutrale in un conflitto mondiale devastante. Vi trova rifugio lo scienziato Marcus Frullifer, portatore di teorie capaci di sconvolgere la fisica e la nozione di tempo. Solo che la Catalogna non è lo Stato perfetto che lui crede. Ciò non gli impedisce di costruire l’astronave Malpertuis, mossa da forze psichiche, che appare in Nicolas Eymerich, inquisitore, il primo romanzo del ciclo.

In un futuro lontanissimo, l’umanità si sta evolvendo in qualcosa d’altro. Si muove oltre i limiti fisici conosciuti nel passato, e si trova a ridosso del Punto Omega, l’estremo dell’universo teorizzato dal gesuita Teilhard de Chardin e da alcuni scienziati moderni. Un misterioso Magister, di leggendaria memoria, regola l’ultimo sospiro del genere umano. Ma sarà davvero l’ultimo, in un cosmo spiraliforme?

Il fantasma di Eymerich è il tredicesimo romanzo del ciclo dedicato all’inquisitore domenicano uscito dalla penna di Valerio Evangelisti. Anche ammesso non sia, come probabile, l’ultimo della serie, siamo giunti al punto in cui l’opera di Evangelisti può essere valutata nel complesso e inserita nell’alveo delle grandi narrazioni popolari italiane. Si assume volenterosamente il compito di tentare questa operazione un grande estimatore del suo lavoro: Alberto Sebastiani, conosciuto tra l'altro come firma di Robinson.

La tesi di questo libro di narratologia è molto semplice: tutta l’opera di Evangelisti è coesa, omogenea e ricchissima di rimandi, in pratica un unico grande romanzo. Non solo. Sebastiani ci conduce attraverso le miriadi di avventure narrate da Evangelisti ⎼ ciclo di Eymerich, ciclo Messicano, ciclo del Metallo, ciclo dei Pirati, ciclo Americano e trilogia del Sole dell’avvenire e testi spuri ⎼ ricomponendo il grande mosaico del loro senso complessivo. La storia e la fantascienza rappresentano un campo di battaglia nell’ambito della produzione di immaginario romanzesco. Rinarrare il passato e prospettare il futuro divengono così atti politici più che eminentemente estetici, modalità di riappropriazione.
È anche in quest’ottica che emerge il più importante dei cicli della narrazione: la saga dell’inquisitore Eymerich. Sebastiani dipana meticolosamente i livelli della narrazione all’interno delle opere che vanno da Nicolas Eymerich, inquisitore al sopracitato Il fantasma di Eymerich (che ha letto in anteprima), ne approfondisce le fonti, indica le numerosissime influenze ⎼ con rimandi esplicitati da un singolo nome, roba da far impazzire il fandom ⎼ descrive i personaggi principali tramite l’incidenza di alcuni aggettivi e attività e infine spiega perché un inquisitore che si è meritato il nomignolo di “San Malvagio” è destinato a far innamorare il lettore. Non per niente gli aficionados della saga sono una comunità attiva e numerosa…

Per parafrasare uno dei titoli dei libri di Valerio Evangelisti, Sebastiani tratta l'Opera evangelistiana come One Big Novel e la inserisce a pieno titolo all’interno della storia del romanzo popolare, che sia fantascientifico, storico, western o “di avventura”. Un intelligente e affascinante tributo al Salgari del nostro tempo.





Essere ogni cosa Leggere la poesia di Mariangela Gualtieri saggio finale degli allievi del laboratorio di arte e tecnica della lettura ad alta voce condotto da Maurizio Cardillo

Giovedì 13 dicembre alle 18,30

Essere ogni cosa
Leggere la poesia di Mariangela Gualtieri

saggio finale degli allievi del laboratorio di arte e tecnica della lettura ad alta voce condotto da Maurizio Cardillo

Lunedì 12 si concluderà il laboratorio che Maurizio Cardillo sta conducendo su Bestia di gioia, raccolta poetica di Mariangela Gualtieri i cui versi verranno letti giovedì per suggellare la fine del percorso; siete tutti invitati a godere della bellezza della lettura finale in libreria, aperta al pubblico, che costituisce l’emozionante esperienza collettiva dove ciascuno può vivere l’incontro tra le propria personalità e le coinvolgenti parole di una delle più note poetesse italiane contemporanee.

Mariangela Gualtieri. Una poesia che scaturisce dall’oralità, dalla parola che risuona nello spazio misterioso e millenario del dire e dell’ascolto.
Fondatrice del Teatro Valdoca, di cui è da sempre attrice e drammaturga, la poetessa coniuga nei suoi versi, con vibrante energia, l’identificazione assoluta con la natura e l’interrogazione alla trascendenza.
La sua parola sembra emergere dal silenzio per celebrare il principio vitale del respiro, del pulsare di ogni forma visibile e invisibile di esistenza.
La sua poesia è prima di tutto azione, gesto, atto. Un atto che pare fondarsi sull’attenzione amorevole alle cose, in una continua tensione verso l’essenzialità, verso il nucleo pulsante e potente della vita in tutte le sue manifestazioni.

Questa vibrante ricerca è veicolata dalla sua lingua magica, ricca di echi arcaici del dialetto romagnolo, all’interno di una ricerca stilistica attenta e in continuo dialogo con la tradizione ed il presente.
Una poesia perfetta per la lettura condivisa ad alta voce; una poesia per nulla consolante, a tratti bellicosa, capace, come ogni vera poesia, di svelare ad ognuno la forza misteriosa e irriducibile dell’essere.
Dell’essere, del saper essere, nell’amore, ogni cosa.

Maurizio Cardillo
,
siciliano, è attore, autore, regista, formatore. Laureato al Dams e diplomato alla Scuola di Teatro di Bologna, fonda da sempre la sua ricerca teatrale su una personale contaminazione tra letteratura, comicità, poesia. Ha realizzato spettacoli come autore/attore, ispirandosi ai suoi autori culto: Robert Walser, Giuseppe Berto, Thomas Bernhard. E’ stato diretto da Elio De Capitani, Gigi Dall’Aglio, Marco Bernardi, Luigi Gozzi, Nanni Garella, Andrea Adriatico, Renato Carpentieri, Elena Bucci, Paolo Billi e altri. Collabora attualmente, o ha collaborato recentemente, con Le Belle Bandiere, Agorà di Elena Di Gioia, ErosAntEros, Ert, Tra un Atto e l’Altro, Società dei Concerti di Parma, Pietro Piva, Bruno Stori, Filippo Pagotto. Conduce da molti anni percorsi di conoscenza e approfondimento della poesia e della sua lettura ad alta voce.


Paola Rambaldi presenta Brisa

Martedì 11 dicembre alle 18,00

Paola Rambaldi
presenta
Brisa
(edizioni del Gattaccio)

interviene Marilù Oliva
letture di Gabriele Via


Settembre 1956. Gorino.
Un posto dove non succede mai niente.
Col Luna Park, per la festa del patrono, arrivano in paese la bella del Tiro a segno e l’affascinante Eoppas, un cantante dell’ultimo Festival di Sanremo, venuto apposta a dare manforte a I cavedani di Gorino, lo scalcinato complesso composto da: Primino, Tunaia, Buio e il Principe, che, per mancanza di soldi, si sposta per balere con un carro funebre ed è costretto a esercitarsi in un magazzino di casse da morto.
Dopo un’esaltante nottata, trascorsa tra Luna Park e feste danzanti, alle prime luci dell’alba la bottegaia del paese, Smamaréla, si accorge della sparizione del figlio Lucianino, il dodicenne più bello e più stronzo di Gorino.

Per far luce sul mistero verrà interpellata, Brisa, la stria, così soprannominata perché ripete continuamente Brisa (Non farlo), che ha il dono di vedere le disgrazie.
Due anni prima un altro bambino ha fatto una brutta fine e anche in quel caso i primi a essere sospettati erano stati Romildo e Romeo, tristemente noti per la loro passione per la carne molto giovane, ma stavolta c’entreranno per davvero?
Nel giro di una settimana altre inspiegabili disgrazie si abbatteranno una dopo l’altra sul paesino di pescatori e i carabinieri di Goro, Scerbo e Bellugi, dovranno fare del loro meglio per venirne a capo.
Brisa non è sposata, sorride poco, ha un occhio di un colore e uno di un altro, una treccia lunga lunga, un accenno di baffi. Se passa la treccia su una foto vede il futuro di chi c’è nella foto. Come per quella delle nozze dell’amica Smamaréla: le raccomandò di tenere lontano suo marito dai fucili, ma lui non volle ascoltarla e morì in un incidente di caccia. Da allora Brisa non ha più voluto toccare le sue foto, come se avesse visto qualcos’altro che non vuole raccontare.
Neanche Grace Kelly sarà felice. L’ha visto in una foto.
Così dicono. Con Brisa non si sa mai. Con Brisa non si discute.
Dimenticavamo: Brisa ama i fucili.

Paola Rambaldi
è originaria di Argenta, trasloca spesso e attualmente vive a Castello di Serravalle.
Impiegata per quasi trent'anni in una multinazionale dell'informatica, ha costantemente concentrato il pensiero sulle proprie fantasie noir tardivamente riportate su carta.
Ha pubblicato Tredici storie di Adriatico (Edizioni del Gattaccio, 2014), Bassa e nera (Pontegobbo), La fudréra (REM) e decine di racconti in riviste e antologie (Elliot, Pendragon, MobyDick, Sperling & Kupfer, Laurum, Zona, Felici, Stampa alternativa, Echos, Edizioni della Sera e molti altri).
Scrive di cinema nella rubrica “La schermitrice” su Thriller Magazine e di libri su “Libroguerriero”.
Brisa è il suo primo romanzo.

Alessio Romano e Ale di Blasio presentano Una stanza tutta per loro. Cinquantuno donne della letteratura italiana

Domenica 9 dicembre alle 17,30

Alessio Romano e Ale di Blasio

presentano
Una stanza tutta per loro
Cinquantuno donne della letteratura italiana

(Avagliano editore)

intervengono
Annarita Briganti, Marilù Oliva e Grazia Verasani

modera
Erika Zini

Durante l'incontro verrà inaugurata la mostra di alcune fotografie presenti nel volume, che rimarrà in libreria fino a fine anno.

Chi può misurare il fervore e la violenza del cuore di un poeta quando questo si trova prigiorniero e intrappolato nel corpo di una donna?
(Virginia Woolf)

Libro fotografico dedicato alle scrittrici e ai luoghi dove amano lavorare, Una stanza tutta per loro è un volume che colleziona i ritratti di molte autrici italiane nei luoghi in cui sono solite scrivere: in uno studio pieno di libri, al tavolo di una cucina, sulla panchina di un parco, nel vagone di un treno, in una biblioteca pubblica, sul bordo di una piscina, in un bar affollato.
Il libro è il risultato di un’indagine condotta da Alessio Romano, scrittore e docente alla scuola Holden, e Ale Di Blasio, fotografo, insieme a ciascuna scrittrice, nel tentativo di esplorare e raccontare le figure femminili della letteratura italiana contemporanea e le loro stanze tutte per sé, quegli spazi in cui non solo lavorano e scrivono, ma si esprimono liberamente.
Non poteva mancare, in chiusura al volume, una breve riflessione su un tema molto discusso nel mondo letterario: esiste o meno, e se sì che cos’è, una letteratura femminile italiana, con date caratteristiche? Ogni scrittrice dice la sua, offrendo opinioni e punti di vista tutt’altro che prevedibili, confrontandosi su un tema che le riguarda tutte in una coralità di voci femminili.

Di condizione femminile nel mondo dell’editoria e della scrittura si sente parlare sempre più spesso, e ci si chiede se le donne, nel mondo della scrittura, vengono prese sul serio al pari degli uomini. Non si tratta di un fenomeno recente quanto si potrebbe pensare: era il 1924 quando Virginia Woolf diede alla luce il celebre saggio Una stanza tutta per sé, manifesto del femminismo in campo letterario. Ma quali sono, oggi, gli spazi della scrittura femminile?
Cercheremo di rispondere con Annarita Briganti, Marilù Oliva e Grazia Verasani, da sempre attente alla declinazione femminile della scrittura.

Le scrittrici presenti nel testo:
Licia Troisi, Lidia Ravera, Rosella Postorino, Teresa Ciabatti, Wanda Marasco, Veronica Raimo, Melissa Panarello, Marilù Oliva, Simona Sparaco, Flavia Piccinni, Francesca Serafini, Federica De Paolis, Nadia Terranova, Alessandra Racca, Sandra Petrignani, Francesca Scotti, Antonella Lattanzi, Gaia Manzini, Caterina Bonvicini, Camilla Costanzo, Francesca Bonafini, Chiara Barzini, Annarita Briganti, Silvia Cossu, Alessandra Montrucchio, Francesca Bertuzzi, Loredana Lipperini, Francesca Genti, Carmela Scotti, Camilla Baresani, Gaja Lombardi Cenciarelli, Elena Varvello, Lorenza Gentile, Eleonora Sottili, Grazia Verasani, Yasmin Incretolli, Angela Nanetti, Daniela D'Angelo, Alessandra Sarchi, Patrizia Rinaldi, Lidia Riviello, Giulia Blasi, Francesca d'Aloja, Giusi Marchetta, Carmen Pellegrino, Paola Barbato, Vivian Lamarque, Barbara Alberti, Maura Chiulli e Donatella Di Pietrantonio.
 

Ale Di Blasio (Atri, 1990)
ha studiato Cinema e Spettacolo presso La Sapienza a Roma e si è laureato con una tesi sul fenomeno di Instagram e la fotografia istantanea digitale.
Attualmente lavora a Milano come fotografo freelance.

Alessio Romano (Pescara, 1978)
ha esordito nel 2006 con Paradise for all (Fazi), un giallo ambientato alla Scuola Holden dove ha studiato Tecniche della Narrazione. E' autore di Solo sigari quando è festa (Bompiani 2015) e curatore de Gli stonati. Manifesto letterario per la legalizzazione della cannabis (Neo Edizioni 2017). Il suo ultimo libro è D'amore e baccalˆà (EDT 2018) dedicato alla cittˆà di Lisbona.

Otto Gabos presenta Complici del vento

Sabato 8 dicembre alle 17,00

Otto Gabos
presenta
Complici del vento
(Pelledoca editore)

interviene Sergio Rossi

Da un maestro del fumetto un romanzo illustrato tra fumetto e avventura.
Trieste è una città speciale, al confine di tutto, carica di Storia e storie e crocevia di diverse culture. I suoi angoli racchiudono misteri e leggende e Fausto Crea, studioso eccentrico, gattaro e grande collezionista di libri rari, cerca di risolverli e di scoprirne sempre di nuovi. Da anni è in competizione con Bruno Berg, un collega rivale con cui si sfida in cacce al mistero sempre più complicate. L’unico premio è continuare un’infinita partita a scacchi che dura da qualche lustro. A cambiare gli equilibri sarà Arcangela, una ragazzina di 13 anni, nuova vicina di casa dell’anziano Fausto. Arcangela è molto alta e molto secca, d’indole solitaria, con una madre sempre impegnata con i due gemelli troppo piccoli e un padre sempre assente che di mestiere fa il “Funzionario”, ma non si sa di chi e per cosa e di fatto è avvolto nel mistero. Arcangela negli anni ha trovato rifugio nei libri, e in particolare ha una passione sfrenata per quelli che trattano di animali. Lei e Fausto diventeranno prima amici, poi mentore e allieva e infine complici quando Fausto le chiederà di partecipare alla sfida contro Bruno Berg. Sembra tutto bello ed eccitante, scoprire la Trieste segreta è meraviglioso, finché un giorno, senza alcuna spiegazione, Fausto Crea viene rapito sotto gli occhi della ragazza da figure incappucciate vestite da soldati asburgici, e la gioia lascia il posto alla disperazione. Tutto sembra precipitare e ad Arcangela non resterà che chiedere aiuto proprio al perfido Bruno Berg, l’unico che conosce bene i segreti della città e quelli di Fausto, che ha un passato da nascondere. Le carte in tavola si ribaltano, il gioco ricomincia e diventa molto pericoloso. Arcangela e Bruno Berg dovranno mettere da parte timori e diffidenza reciproca e diventare alleati per cercare di salvare Fausto Crea da un destino terribile, in una lotta contro il tempo che vedrà coinvolti nostalgici dell’impero, trafficanti d’opere d’arte, pazzi visionari. Che la caccia abbia inizio!

Otto Gabos (Mario Rivelli)
nasce a Cagliari nel 1962. Nel 1985 esordisce su «Tempi Supplementari» e da allora pubblica sulle più importanti riviste di settore, pubblicando svariati romanzi a fumetti. Illustra copertine e volumi per le più importanti case editrici.
E' uscita recentemente per Centauria la biografia a fumetti Egon Schiele. Il corpo ruggente. Oltre a disegnare fumetti, scrive, illustra e insegna Arte del Fumetto all’Accademia di Belle Arti di Bologna.

23 febbraio 2016 nasce Pelledoca. Casa editrice per ragazzi che ha fatto una scelta precisa, scegliendo di occuparsi solo di thriller, noir e mistero.
Esplorare la paura e amplificarla con l’immaginazione è una grande sfida. È questa l’emozione forte che si vuole dare a chi legge, esplorando con lui o lei anche in che modo la paura ci può rendere più forti e coraggiosi.

Chi scrive per Pelledoca accompagna il giovane lettore in un mondo narrativo di intrighi in cui si muovono personaggi equivoci, vittime e carne ci ma anche astuti eroi, nella convinzione che la lettura aiuti a conoscere se stessi, quindi per i ragazzi è un importante strumento di crescita. Pelledoca non ha la presunzione di dare risposte, ma esplora la paura, e il modo di gestirla portando i lettori in un mondo narrato in cui hanno la possibilità di muoversi più liberamente, proprio perché si è in uno spazio diverso dalla realtà, e di mettersi alla prova.

presentazione dell'antologia Obscuria. Horror Italiano

Sabato 8 dicembre alle 11,30

presentazione dell'antologia
Obscuria.
Horror Italiano

(Comma21 edizioni)

intervengono:
Fabio Mundadori, Andrea Carlo Cappi, Roberto Carboni, Claudio Guerra, Gianluca Morozzi, Luca Occhi, Catia Pieragostini.

Sabato mattina venite in libreria senza paura, che ve ne verrà fornita qui una buona dose...
Obscuria declina il concetto di paura attraverso la voce e lo stile di 22 autori, tra i più esperti nel raccontarla.
22 racconti che esplorano mondi, e raccontano le creature del male, esplorando in quale angolo oscuro dei nostri incubi si nascondono.

Gli autori: Danilo Arona, Cristiana Astori, Andrea Carlo Cappi, Roberto Carboni, Marco Carosi, Diego Collaveri, Alessandro Chiometti, Stefano Di Marino, Federica Gaspari, Olga Gnecchi, Claudio Guerra, Andrea Guglielmino, Enrico Luceri, Sara Magnoli, Gianluca Morozzi, Fabio Mundadori, Luca Occhi, Catia Pieragostini, Biagio Proietti, Gianfranco Staltari, Simona Teodori, Giada Trebeschi.
Alcuni di loro saranno con noi sabato, per fortuna di mattina, con la luce...

Marina Forti presenta Malaterra. Come hanno avvelenato l'Italia

Mercoledì 5 dicembre alle 18,00

Marina Forti
presenta
Malaterra.
Come hanno avvelenato l'Italia
(edizioni Laterza)

intervengono Silvia Zamboni e Vittorio Bardi
Conduce Silvia Lolli


evento in collaborazione con
Associazione Il Manifesto in rete.


Per decenni gli scarti delle attività industriali sono finiti nella terra che abitiamo. Il fumo delle ciminiere ha impestato l'aria; gli scarichi hanno avvelenato l'acqua. Conviviamo, e conviveremo a lungo, con la diossina nei giardini pubblici, il piombo nei terreni, il Pcb e gli idrocarburi nelle falde idriche. Marina Forti ci porta in alcuni dei luoghi più inquinati d’Italia e ce ne racconta la storia, le bonifiche mancate, la mobilitazione dei cittadini, l’emergere di una coscienza ambientalista, lo scontro tra le ragioni del lavoro e quelle della salute.

Marina Forti,
giornalista, ha lavorato al quotidiano “il manifesto”, dove si è occupata di immigrazione, ambiente e attualità internazionale, ricoprendo gli incarichi di caporedattore e caposervizio esteri. Come inviata ha viaggiato a lungo in Iran, nel subcontinente indiano e nel sud-est asiatico. Oggi collabora con “Internazionale”. Per la sua rubrica “terraterra”, storie di ambiente e conflitti per le risorse naturali, ha avuto nel 1999 il premio ‘giornalista del mese’, noto come Premiolino. Ha pubblicato La signora di Narmada. Le lotte degli sfollati ambientali nel Sud del mondo (Feltrinelli 2004, premio Elsa Morante per la comunicazione 2004) e Il cuore di tenebra dell’India. Inferno sotto il miracolo (Bruno Mondadori 2012).

Marco Perduca e Tania Re presentano Terapie stupefacenti diritto alla scienza e libertà di ricerca su sostanze stupefacenti e psicotrope

Lunedì 3 dicembre alle 18,00

Marco Perduca e Tania Re
presentano
Terapie stupefacenti
diritto alla scienza e libertà di ricerca su sostanze stupefacenti e psicotrope
(Reality book)

intervengono:
Giorgio Samorini (studioso di storia delle droghe antiche e moderne)
Leonardo Fiorentini (direttore di Fuoriluogo.it)
Flavia Mezja (Studentessa di medicina)
 

Terapie stupefacenti raccoglie gli interventi della Conferenza Internazionale organizzata nel 2017 dall'assciazione Luca Coscioni all'Università di Torino, intitolata "Diritto alla scienza e la libertà di ricerca sulle sostanze stupefacenti e psicotrope".
Il volume è stato curato da Tania Re e ha una prefazione di Marco Perduca. Saranno presenti entrambi assieme a Giorgio Samorini, ricercatore indipendente, Leonardo Fiorentini, direttore di FuoriLuogo.it e Flavia Mezja, studentessa di medicina.

Il testo affronta sia i profili legali che quelli scientifici relativi al diritto alla scienza e della necessaria libertà di ricerca, con particolare riferimento alle sostanze stupefacenti controllate a livello internazionale e al loro possibile uso terapeutico; lo fa esplorando la nozione di “diritto alla scienza” come diritto di godere dei benefici del progresso scientifico e delle sue applicazioni, con particolare attenzione a tutto ciò che riguarda la salute e la libertà di ricerca a beneficio degli scienziati.

Gli interventi passano in rassegna le implicazioni giuridiche relative al diritto alla scienza derivanti dalle tre convenzioni ONU in materia di sostanze stupefacenti (la Convenzione unica sui farmaci narcotici, 1961, quella sulle sostanze psicotrope del 1971 e la Convenzione contro il traffico illegale di droga e sostanze psicotrope, 1988) e la loro attuazione nei sistemi giuridici nazionali. Allo stesso tempo, il libro fornisce aggiornamenti sulle più recenti ricerche sulle sostanze stupefacenti per fini medici e sulle sperimentazioni cliniche relative alle sostanze sotto il regime internazionale del controllo delle droghe.

Santo Gioffrè presenta L'opera degli ulivi

Sabato 1 dicembre alle 17,00

Santo Gioffrè
presenta
L'opera degli ulivi
(Castelvecchi editore)

interviene Pina Piccolo

L’opera degli ulivi è il nuovo romanzo storico-sociale di Santo Gioffrè. La narrazione parte dalle scene dei fermenti politici studenteschi che animavano le università negli anni Settanta. Manifestazioni, proteste, perquisizioni, detenzioni di armi, arresti. L’opera degli ulivi è anche amicizia, complicità, amore. Il protagonista, Enzo Capoferro, è un giovane studente di Medicina, militante politico di sinistra. Giulia si innamora di lui e lo sostiene nelle sue lotte, gli è compagna silenziosa e attenta. Non cerca di deviare il corso degli accadimenti nemmeno quando si accorge che Enzo è compromesso da una condanna ben lontana dalle ritorsioni per le lotte studentesche. La mala vivenza di Enzo è frutto di quella compromissione ancestrale, avuta per diritto di nascita, o obbligo di discendenza. È dunque in seno alla sua famiglia, e nel cuore del suo paese d’origine, che si scatenano le dure dinamiche sociali che trovano sfogo nella cruenta legge della vendetta.
L’opera degli ulivi è metafora di un bivio, uno dei tanti davanti ai quali tutti gli uomini presto o tardi si ritrovano. Continuare o cambiare?

Santo Gioffrè
è autore di numerosi studi sulla storia, la cultura e le tradizioni popolari calabresi. Tra le sue pubblicazioni: Gli Spinelli e le Nobili Famiglie di Seminara e Artemisia Sanchez, dalla quale la rai ha tratto una fiction televisiva; e ancora Leonzio pilato (2010), La Terra rossa (2010) e Il gran Capitán e il Mistero della Madonna nera (2014).

Patrizia Dughero presenta Camera Oscura

Venerdì 30 novembre alle 17,30

Patrizia Dughero
presenta
Camera Oscura
(edizioni Qudu)

interviene Roberta Parenti Castelli

"Le antiche costruzioni che crescono nei secoli e si modificano e trasformano a seconda delle situazioni storiche sono visibili, ma non sono leggibili nella loro complessa struttura finché un'opera di accurato restauro non metta in evidenza ogni minimo particolare: cosÏ è per noi esseri umani la capacità, la possibilità che ci è data di esercitare su di noi un'opera di scavo, ristrutturazione, costruzione di pensieri nuovi, restauro dell'anima: costruzione, quindi, di una "torre tetragona", un'Anima-Torre immersa nel silenzio da consentire alla Vita di parlare" (Roberta Parenti Castelli)
Il testo fa parte della collana Porta Maggiore - I Poeti, che vanta ormai numerosi titoli, monografie di poeti italiani e non, e dal 2017 è affiancata dalla collana Porta Maggiore - I Narratori, con un intento di sconfinamento e al tempo stesso di riconoscibilità dei generi letterari.

Patrizia Dughero,
di origine friulana, si è laureata in Arti Visive all'ateneo di Bologna, dove tuttora risiede, pur definendosi nomade. E' presente in numerose antologie di racconti, di poesie e in cataloghi d'arte. Otto le sillogi poetiche pubblicate, di cui alcune, come Camera Oscura, per i tipi di Qudulibri, la sua casa editrice fondata nel 2012 insieme a Simone Cuva. E' responsabile editoriale di 24marzo Onlus, associazione attiva nel campo dei diritti umani, e concentrata su articoli e progetti editoriali, studi sul linguaggio poetico dello haiku, culminati anche in progetti didattici. Quando può corre a leggere e scrivere poesie.

Roberta Parenti Castelli dopo la laurea in pedagogia ha insegnato. Ha dato alle stampe poesie, racconti e commedie in versi. Ha collaborato alla rivista pedagogico-didattica Scuola Se. Suoi scritti compaiono sulle riviste "Nuovo Albero a Elica", "Integrazione", "Savena Setta Sambro". Nel 2017 ha pubblicato per Pendragon il romanzo La strega del mulino e altri racconti.

Luca Ariano presenta la raccolta di poesie. Contratto a termine

Mercoledì 28 novembre alle 18,00

Luca Ariano
presenta
la raccolta di poesie. Contratto a termine
(Qudulibri edizioni)

intervengono Camillo Bacchini (critico) e Patrizia Dughero (editrice).

"La vera protagonista di questa raccolta è la mutazione antropologica italiana che sfoga i suoi effetti di reflusso sulle vite e sulla formazione dei personaggi e Ariano in questo senso fonde le tradizioni del frammento lirico, del poema epico e del romanzo di formazione in un tentativo di rinnovamento formale delle istituzioni letterarie come sola risposta possibile a questa mutazione perchè l'arte non sia velleitaria o nostalgica, ma la tradizione, lungi dall'essere solo figurata in qualche vecchio savio o saviamente folle di paese, innerva la sua scrittura che sul piano stilistico esibisce una continuità con la poesia italiana del secolo scorso: evidente su tutti il modello dei Bertolucci, non solo Attilio, ma anche i registi Giuseppe e Bernardo, cui è dedicata una vera e propria parodia nella poesia Novecento, divisa in due parti come il celebre film, ma all'orecchio del lettore di poesia non mancano di risuonare memorie di letture che possiamo immaginare appassionate: fiulìn ha sicuramente compulsato con amore i libri di Volponi, Pasolini, Sereni, Bacchini e di molti altri poeti". (Dalla prefazione di Luca Mozzachiodi)

Secondo le parole di Giovanni Fierro, direttore della collana di poesia, Fare Voci nasce da un desiderio di ascolto rivolto al nostro tempo e al nostro quotidiano. Come collana raccoglie libri per riconoscere e inventare una geografia della scrittura e del gesto poetico, per mettere sulle pagine un luogo d'incontro e confronto; là dove si riconoscono solo confini, la parola scritta e quella letta ad alta voce diventano lo strumento necessario per ampliare lo sguardo, per liberare l'emozione e oltrepassare la frontiera.
Nasce anche come desiderio di collegamento tra i poeti dell'estremo Nordest italiano, sconfinando naturalmente in Slovenia, e del nostro territorio emiliano.

Luca Ariano 
è nato a Mortara (PV) nel 1979, vive ora a Parma da dove si muove instancabilmente a promuovere poesia in incontri, eventi e testate del settore. E' autore di parecchie raccolte di poesie, di cui numerose sono apparse su riviste, blog e siti letterari su internet. Collabora con le riviste "clanDestino", "Racna" ed è redattore de "Le Voci della Luna".

Camillo Bacchini
è insegnante e critico letterario, figlio del poeta Pier Luigi Bacchini ed è una delle più autorevoli voci critiche sull'opera del padre del quale ha curato l'ampia bibliografia.

Gaja Cenciarelli presenta La nuda verità

Martedì 27 novembre alle 18,00

Gaja Cenciarelli 
presenta
La nuda verità
(Marsilio editore)

interviene Andrea Cotti

Un romanzo che affronta il tema della malasanità attraverso un personaggio complesso, Donatella Mugghiani, che smonta i cliché della donna accudente.
Donatella Mugghiani è medico, lavora in un grande ospedale pubblico di Roma, ha uno studio privato, abita in una casa tutta bianca sulla quale si arrampica un glicine. Vive sola, detesta i colleghi, non ama cucinare o mangiare, non beve, non dorme mai nuda perché non ha intimità con se stessa. E infatti, Donatella, che non ha mai amato una persona, non può amare l’idea di curare gli altri, e non riesce a stare vicino ai pazienti. A chi guarisce, ai parenti, agli amici di chi muore. Quando scoppia un’inchiesta giornalistica sulla Malaumanità negli ospedali della Capitale, Donatella non capisce quanto la cosa la riguardi perché, nonostante odi il corpo degli altri e il proprio, ha incontrato Stefano, che commercia in vini, si appassiona a tutti, ama cucinare e mangiare, ama i corpi. Stefano l’ha rapita emotivamente ed eroticamente per condurla in un luogo dove lei non è mai stata, e dove mai avrebbe pensato di trovarsi: la coppia. Tuttavia, questa storia non ha due protagonisti, ma tre, e il terzo – un’altra donna – non si vede. Così, passo dopo passo, talvolta a passo di danza, sedotta dal fascino di Stefano e allarmata dai suoi tradimenti, Donatella si trova invischiata in un gioco di specchi in cui realtà e finzione, privato e pubblico, amore e morte, paziente e medico, innocenza e colpa si scambiano continuamente i ruoli.
Gaja Cenciarelli racconta, con maestria, come chi non è redento dall’amore non può esserlo nemmeno dall’odio, e perché l’odio, quando è molto vicino, scalda esattamente come l’amore.

Gaja Cenciarelli,
scrittrice e traduttrice, vive e lavora a Roma. Ha scritto romanzi, racconti, interventi critici. Fa parte dei “Piccoli Maestri” e ha pubblicato, tra gli altri, Extra omnes. L’infinita scomparsa di Emanuela Orlandi (Zona 2006), Sangue del suo sangue (nottetempo 2011), ROMA. Tutto maiuscolo come sulle vecchie targhe (Ventizeronovanta 2015), Pensiero stupendo (Lite Editions 2015).
Insegna lingua e letteratura inglese a Roma.

Angela Colapinto presenta Il detestiario

Sabato 24 novembre alle 17,00

Angela Colapinto
presenta
Il detestiario
(Jona editore)

interviene Elena Gamberini

Angela Colapinto, in questo romanzo, inventa e diventa Margherita Solani.
Nato ne Il Gioco 1 e dal Gioco 1, figlio della Scrittura schizofrenica, la natura di Colapinto/Solani è complessa. È vittima, è carnefice, è sottomessa prima di tutto a sé stessa. Quindi relazioni. Relazioni con un uomo, relazioni con altri uomini. Quindi storia e sofferenza di sottofondo con felicità disegnata con pennellate poco profonde. Un viaggio che la conduce a ritrovarsi e a perdersi, in ogni riga, fino ad arrivare a un finale che è solo l'ennesimo inizio.

Angela Colapinto
è nata a Bologna, dove vive e lavora. Si occupa di fotografia e di arte. Con i propri racconti ha partecipato a numerose antologie; oggi è redattrice e direttrice della collana Il Gioco per Jona Editore.

Roberto Angelino presenta Cover Story. Le più belle copertine dei dischi italiani

Venerdì 23 novembre alle 18,00
Roberto Angelino
presenta
Cover Story
Le più belle copertine dei dischi italiani
(edizioni Vololibero)

intervengono Lorenzo "Lerry" Arabia e Luciano Tallarini

Delle copertine straniere si sa tutto ma di quelle italiane nessuno ha mai scritto quasi nulla. Eppure, grandi artisti, fotografi e illustri artigiani hanno partecipato alla realizzazione di quelle copertine che, oltre a restarci negli occhi e nel cuore, hanno contribuito non poco al successo dell’album che contenevano.
Ed eccoci qui con 76 capitoli in cui altrettanti lp storici italiani, con un interessante gioco di specchi e di rimandi, diventano 150 e più cover che, oltre a essere belle, hanno alle spalle anche una storia inedita e coinvolgente, gustosi retroscena e simpatici aneddoti che, allora, vale davvero la pena di raccontare.

Un libro importante che si avvale della supervisione di Luciano Tallarini, che venerdì sarà con noi per presentare Cover Story. Per mezzo secolo re delle copertine dei dischi italiani, Tallarini ne ha ideate, disegnate e curate quasi un migliaio, lavorando per tutti i più grandi, da Mina a Ornella Vanoni, Renato Zero, Patty Pravo, Roberto Vecchioni, Loredana Berté, Vasco Rossi, Adriano Celentano, Raffaella Carrà, Fabrizio De André...
E grazie alla presenza di Lerry Arabia, musicista e profondo conoscitore della scena musicale, curiosità e aneddoti sono garantiti.

Roberto Angelino,
giornalista milanese, ha lavorato per un quarto di secolo al settimanale Oggi; dal 2004 al 2007 è stato vicedirettore di Gente, poi è tornato a Oggi per curare gli Speciali e il bimestrale Oggi Foto, occupandosi in seguito di libri a carattere prevelentemente milanese.

Karen Bergami presenta Spari Illegali

Mercoledì 21 novembre alle 18,00
Karen Bergami
presenta
Spari Illegali
(Pendragon)

interviene Valter Giovannini

La banda della Uno Bianca ha seminato per anni il terrore in Emilia-Romagna a causa della ferocia dei delitti commessi.
Resta ben vivo il ricordo dei lutti causati e di una violenza bestiale e inspiegabile, come inspiegabile è il fatto che la maggior parte dei membri appartenessero alla polizia di Stato. Ma chi sono davvero "quelli della Uno bianca"? Cosa ha spinto dei poliziotti a trasformarsi in ladri, rapinatori e spietati assassini senza mai guardarsi indietro? L'autrice, giovane studiosa specializzata in criminologia, attraverso un lungo e meticoloso lavoro di ricerca tra gli atti di indagine, le risultanze processuali e alcune interviste condotte all'epoca dei fatti, ha cercato di analizzare a fondo la banda, concentrandosi in particolare sui fratelli Roberto e Fabio Savi dei quali ha indagato dal punto di vista psicologico la complessa personalità. Un volume che, arricchito di tanti particolari inediti sulle vittime e sui sopravvissuti di quella tragica mattanza, tenta di entrare nella mente dei killer in giacca blu.

Nel giorno dell'anniversario dell'arresto di Roberto Savi, il primo componente della banda a essere catturato il 21 novembre del 1994, un'occasione per ricordare e approfondire una pagina ancora opaca della recente storia italiana, grazie anche alla presenza preziosa di Valter Giovannini, pubblico ministero che coordinò all'epoca le indagini, che si è pronunciato anche recentemente a tutela dei familiari delle vittime, da quando i componenti della banda stanno cercando di ottenere agevolazioni per uscire.

per la rassegna Riot Grrrls - Scritture ribelli al femminile Marilù Oliva presenta Le spose sepolte

Martedì 20 novembre alle 18,00
per la rassegna Riot Grrrls - Scritture ribelli al femminile
a cura di Alessandro Berselli

Marilù Oliva

presenta
Le spose sepolte
(HarperCollins)

interviene Matteo Bortolotti

Martedì l'ultimo incontro della rassegna sulle scrittrici ribelli, che ci ha fatto conoscere Sara Bilotti, Francesca Bertuzzi e Ilaria Palomba.
L'ultima ospite sarà Marilù Oliva, che ha sempre trattato di personaggi ribelli e figure femminili eccentriche nella sua produzione letteraria.
Non fa eccezione Le spose sepolte, suo ultimo giallo, uscito la scorsa primavera per Harper Collins.
Un romanzo carico di tematiche di genere, con attenzione particolare ai femminicidi: la giovane e brillante ispettrice Micol Medici si trova a indagare su alcuni crimini sanguinosi e inquietanti, tutti accomunati da una particolare caratteristica: il killer sembra essere intenzionato a vendicare tutte le donne che non hanno mai ottenuto giustizia per la loro morte violenta e, per farlo, si occupa di stanare e uccidere tutti coloro che non sono stati processati per i femminicidi commessi, e dopo aver ucciso una donna e averla fatta sparire sono riusciti a evadere la pena. Un inno alle spose sepolte, dunque, una riflessione su quanti delitti colpiscono l'universo femminile e non sono perseguiti come dovrebbero. Una riflessione ogni giorno più attuale, da parte di un'autrice che di questo tema si è sempre occupata, e che nel 2013 ha curato l'antologia Nessuna più. Quaranta scrittori contro il femminicidio, in cui Marilù Oliva ha giustamente coinvolto anche molti scrittori sensibili al tema, nella convinzione che è solamente parlando al mondo maschile che il problema si potrebbe attutire.

Marilù Oliva si spende anche per dare maggiore visibilità alle scrittrici, raccontando il paradosso di un mondo editoriale in cui le lettrici sono in schiacciante maggioranza ma le leve del potere in ambito editoriale (e le recensioni) sono a prevalenza maschile.
Per questo il suo blog libroguerriero, di cui sabato abbiamo festeggiato il decennale, cerca di riequilibrare le cose.
Ma l'impegno sociale di Marilù Oliva non deve far dimenticare le qualità di abile scrittrice, che diventa ad ogni libro più raffinata e tagliente.
Chi la conosce martedì avrà modo di approfondirne le tematiche, chi si avvicina per la prima volta alla sua scrittura avrà un'ottima sorpresa.