Sabato 8 febbraio alle 17,00
Giordano Vecchietti
presenta
Generazione desaparecida
Storie di esili e ritorni di una generazione perduta nel Cile della dittatura militare
(Ventura edizioni)
Introduce Matilde Madrid
testimonianze di Ricardo Madrid de la Barra (già dirigente internazionale del MAPU) e David Muñoz Gutierrez (già dirigente del Pardido Socialista della provincia di Cautin (Sud del Cile)
José, 25 anni, dirigente di un partito di sinistra e sostenitore di Unidad Popular nel Cile di Salvador Allende, vive a Valparaiso e si sveglia il mattino di martedì 11 settembre 1973 con i rumori del golpe militare già in atto dall’alba, e da quel momento scatta in lui l’istinto naturale di conservazione, del salvare se stesso dalla cattura. Clandestino e ricercato, cambi di identità, travestimenti, nessun contatto con la famiglia, isolato e continuamente in pericolo, deve sopravvivere giorno per giorno usando solo l’istinto, restando come sospeso tra la vita e la morte in un limbo emotivo ed esistenziale.
Una storia romanzata inserita in un contesto storico con fatti veramente accaduti e personaggi realmente vissuti, ispirata dalle vicende di un amico “in fuga” quale simbolo dei tanti che in quel giorno maledetto videro la loro vita stravolta dagli eventi e che riuscirono a mettersi in salvo in ambasciate straniere, vivendo poi i lunghi anni dell’esilio prima di poter tornare in Patria. La generazione desaparecida è perciò quella che manca all’appello nella storia del Cile, quella che è stata estromessa con violenza da una feroce dittatura che ha eliminato i suoi esponenti più rappresentativi e che non ha potuto partecipare alla vita politico-sociale del proprio Paese ed esserne il necessario ricambio generazionale e ideale. Una generazione sopravvissuta come un naufrago aggrappato a una speranza che galleggiava nel mare in tempesta della tragica realtà, che ha lottato per vivere, con il dolore del distacco dai propri affetti più cari, con la solitudine dell’esilio e successivamente la felicità del giorno del ritorno della Democrazia. Una generazione di testimoni diretti per quelle future, para que nunca más, affinchè non accada mai più.
Giordano Vecchietti,
di Ancona. impegnato nel W.W.F., negli anni 80 è poi tra i fondatori della “Consulta nazionale per i Parchi” e ideatore ad Ancona della Fiera “Parcoproduce”. Componente della giunta del Parco Regionale del Conero, è collaboratore del settimanale satirico “Cuore”, con una propria rubrica. Dal 1995 al 2014 collabora con l’Ambasciata del Cile in Italia, promuovendo numerosi eventi economico-culturali in Italia ed in Cile, come la mostra a Potenza e Loreto su Pablo Neruda in Italia. E’ tra i patrocinatori dell’accordo culturale siglato a Recanati nel 2003 tra il Centro Studi Leopardiani e la Fondazione Pablo Neruda.
Roberto Carboni presenta Il giallo di Villa Nebbia
Venerdì 7 febbraio alle 18,00
Roberto Carboni
presenta
Il giallo di Villa Nebbia
(Newton Compton editore)
intervengono Giusy Giulianini e Laura Piva (Blogger e organizzatrici di eventi)
Piero Bianchi non è ben visto nel paese in cui vive. Sua moglie si è suicidata, lui ha fatto a lungo abuso di alcol, i compaesani lo considerano un assassino. E così, quando viene a sapere che a Villa Nebbia cercano un custode, si presenta per avere il lavoro. A riceverlo un avvocato, Emidio, ex marito di Ilde, l'anziana proprietaria della villa. Di lei si
occupa la nipote, Mariasole: le due donne sono le uniche a vivere nella grande casa. Piero non desidera altro che un po' di tranquillità e quella residenza spettrale, costantemente avvolta dalla foschia, sembra fare proprio al suo caso. Una volta stabilitosi lì, però, la nebbia non smette di tormentarlo. E in quella nebbia ha sempre l'impressione che qualcuno lo osservi: sente strani ticchettii sui vetri e, soprattutto, comincia ad avere l'impressione che nella casa e nel giardino che la circonda si aggiri
un'altra presenza, oltre a Mariasole e Ilde. Quando però la villa diventa teatro di inquietanti eventi, i sospetti di Piero si fanno più forti.
Possibile che si stia lasciando suggestionare dalle voci allarmanti che si rincorrono su quel luogo?
Roberto Carboni
è nato a Bologna e vive sulle colline di Sasso Marconi. Tassista per diciassette anni, attualmente è autore e docente di scrittura creativa a tempo pieno. Nel 2015 è stato premiato con il Nettuno d’oro, il più autorevole riconoscimento a un artista bolognese. Nel 2016 con il premio speciale "Fondazione Marconi Radio Days" e con il Premio Qualità della città di Chiari. Nel 2017 ha vinto il "Garfagnana in giallo" – Sezione Romanzi Editi con il romanzo Dalla morte in poi e nel 2018, per la stessa opera, il Premio Barliario nell’ambito del "SalerNoir Festival" IV Edizione, organizzato dall’Associazione Porto delle Nebbie.
Con le sue storie noir, tutte ambientate a Bologna, indaga l’animo umano nei suoi abissi più disperati, scuri e corrotti.
Roberto Carboni
presenta
Il giallo di Villa Nebbia
(Newton Compton editore)
intervengono Giusy Giulianini e Laura Piva (Blogger e organizzatrici di eventi)
Piero Bianchi non è ben visto nel paese in cui vive. Sua moglie si è suicidata, lui ha fatto a lungo abuso di alcol, i compaesani lo considerano un assassino. E così, quando viene a sapere che a Villa Nebbia cercano un custode, si presenta per avere il lavoro. A riceverlo un avvocato, Emidio, ex marito di Ilde, l'anziana proprietaria della villa. Di lei si
occupa la nipote, Mariasole: le due donne sono le uniche a vivere nella grande casa. Piero non desidera altro che un po' di tranquillità e quella residenza spettrale, costantemente avvolta dalla foschia, sembra fare proprio al suo caso. Una volta stabilitosi lì, però, la nebbia non smette di tormentarlo. E in quella nebbia ha sempre l'impressione che qualcuno lo osservi: sente strani ticchettii sui vetri e, soprattutto, comincia ad avere l'impressione che nella casa e nel giardino che la circonda si aggiri
un'altra presenza, oltre a Mariasole e Ilde. Quando però la villa diventa teatro di inquietanti eventi, i sospetti di Piero si fanno più forti.
Possibile che si stia lasciando suggestionare dalle voci allarmanti che si rincorrono su quel luogo?
Roberto Carboni
è nato a Bologna e vive sulle colline di Sasso Marconi. Tassista per diciassette anni, attualmente è autore e docente di scrittura creativa a tempo pieno. Nel 2015 è stato premiato con il Nettuno d’oro, il più autorevole riconoscimento a un artista bolognese. Nel 2016 con il premio speciale "Fondazione Marconi Radio Days" e con il Premio Qualità della città di Chiari. Nel 2017 ha vinto il "Garfagnana in giallo" – Sezione Romanzi Editi con il romanzo Dalla morte in poi e nel 2018, per la stessa opera, il Premio Barliario nell’ambito del "SalerNoir Festival" IV Edizione, organizzato dall’Associazione Porto delle Nebbie.
Con le sue storie noir, tutte ambientate a Bologna, indaga l’animo umano nei suoi abissi più disperati, scuri e corrotti.
Antòn Morà presenta Un dito nell'occhio o come evitare il pensiero unico
Mercoledì 5 febbraio alle 18,00
Antòn Morà
presenta
Un dito nell'occhio
o come evitare il pensiero unico
(edizioni Multimage)
Intervengono:
Manuela Machella, psicologa, docente dell'Accademia di Belle Arti di Bologna
Fabiano Perticone, docente di Metodologie e tecniche della comunicazione all'Accademia di Belle Arti di Bologna
Emilio Varrà, docente dell'Accademia di Belle Arti di Bologna
Se hai una domanda da fare, questo libro ti darà delle risposte.
Se non hai niente da chiedere, questo libro ti metterà qualche dubbio.
Se credi che lo spazio, il tempo, Dio, la morte e la natura, siano parametri stabili, questo libro disturberà le tue convinzioni.
Se l'amore, l'amicizia, la verità, l'onestà, l'immortalità per te non esistono, questo libro te li farà scoprire.
Giocando con aforismi e pensieri trasversali, l'autore ti porta in un viaggio mentale attraverso le tue credenze.
Dal passato al futuro percorrerai un presente che a volte ti risulterà sfuggente.
Antòn Morà
è uno scrittore Italo-Argentino. La sua formazione si basa sulla filosofia dell'umanesimo Universalista, di cui la nonviolenza e la solidarietˆà sono i cardini.
Vive a Bologna e la sua immaginazione, volando a cavallo delle parole, viaggia per il mondo mettendo a confronto pensieri e intenzioni altrui.
Antòn Morà
presenta
Un dito nell'occhio
o come evitare il pensiero unico
(edizioni Multimage)
Intervengono:
Manuela Machella, psicologa, docente dell'Accademia di Belle Arti di Bologna
Fabiano Perticone, docente di Metodologie e tecniche della comunicazione all'Accademia di Belle Arti di Bologna
Emilio Varrà, docente dell'Accademia di Belle Arti di Bologna
Se hai una domanda da fare, questo libro ti darà delle risposte.
Se non hai niente da chiedere, questo libro ti metterà qualche dubbio.
Se credi che lo spazio, il tempo, Dio, la morte e la natura, siano parametri stabili, questo libro disturberà le tue convinzioni.
Se l'amore, l'amicizia, la verità, l'onestà, l'immortalità per te non esistono, questo libro te li farà scoprire.
Giocando con aforismi e pensieri trasversali, l'autore ti porta in un viaggio mentale attraverso le tue credenze.
Dal passato al futuro percorrerai un presente che a volte ti risulterà sfuggente.
Antòn Morà
è uno scrittore Italo-Argentino. La sua formazione si basa sulla filosofia dell'umanesimo Universalista, di cui la nonviolenza e la solidarietˆà sono i cardini.
Vive a Bologna e la sua immaginazione, volando a cavallo delle parole, viaggia per il mondo mettendo a confronto pensieri e intenzioni altrui.
Maria Beatrice Masella presenta Viola, la gallina e il soldato
Martedì 4 febbraio alle 17,00
Maria Beatrice Masella
presenta
Viola, la gallina e il soldato
(edizioni Corsare)
Dialogano con l'autrice gli studenti delle classi Esabac del liceo "Victor Hugo" di Parigi e "Luigi Galvani" di Bologna.
Interverrà la violinista Federica Franchi studentessa del Liceo Linguistico "J.M. Keynes" di Castel Maggiore
Viola, la gallina e il soldato è un libro per bambini grandi e per grandi bambini.
Basato su una storia vera raccontata dalla protagonista all'autrice, ci racconta di una Bologna che fu e, nella semplicità del racconto per bambini, stimola riflessioni universali, necessarie ad ogni età.
Viola abita con la famiglia e una gallina nel centro di Bologna. La sua sarebbe la vita normale di una bambina di 9 anni, se non fosse che è il 1943 e in Italia c'è la guerra. Quando però la situazione si fa più difficile, i genitori decidono di mandare Viola dagli zii in campagna, insieme alla sua gallina. Qui Viola darà prova del suo coraggio e sarà protagonista, con il cugino, di un'azione importante e molto pericolosa.
Il racconto si mescola con le riflessioni di una bambina di 9 anni sulla guerra e sul desiderio di pace, sulla possibilità salvifica degli animali, sull'affermazione dell'umanità, comunque e per sempre.
Maria Beatrice Massella
lavora a Bologna come insegnante e pedagogista.
Ha scritto numerosi libri per adulti e ragazzi, e con i gialli per ragazzi della serie Hanna e Fou ha vinto il premio Nazionale di letteratura per ragazzi "Mariele Ventre" nel 2008. Per Edizioni Corsare nel 2018 è uscito A spasso con Nina.
Maria Beatrice Masella
presenta
Viola, la gallina e il soldato
(edizioni Corsare)
Dialogano con l'autrice gli studenti delle classi Esabac del liceo "Victor Hugo" di Parigi e "Luigi Galvani" di Bologna.
Interverrà la violinista Federica Franchi studentessa del Liceo Linguistico "J.M. Keynes" di Castel Maggiore
Viola, la gallina e il soldato è un libro per bambini grandi e per grandi bambini.
Basato su una storia vera raccontata dalla protagonista all'autrice, ci racconta di una Bologna che fu e, nella semplicità del racconto per bambini, stimola riflessioni universali, necessarie ad ogni età.
Viola abita con la famiglia e una gallina nel centro di Bologna. La sua sarebbe la vita normale di una bambina di 9 anni, se non fosse che è il 1943 e in Italia c'è la guerra. Quando però la situazione si fa più difficile, i genitori decidono di mandare Viola dagli zii in campagna, insieme alla sua gallina. Qui Viola darà prova del suo coraggio e sarà protagonista, con il cugino, di un'azione importante e molto pericolosa.
Il racconto si mescola con le riflessioni di una bambina di 9 anni sulla guerra e sul desiderio di pace, sulla possibilità salvifica degli animali, sull'affermazione dell'umanità, comunque e per sempre.
Maria Beatrice Massella
lavora a Bologna come insegnante e pedagogista.
Ha scritto numerosi libri per adulti e ragazzi, e con i gialli per ragazzi della serie Hanna e Fou ha vinto il premio Nazionale di letteratura per ragazzi "Mariele Ventre" nel 2008. Per Edizioni Corsare nel 2018 è uscito A spasso con Nina.
Deda Fiorini presenta Storytelling, design thinking, copywriting. Metodi innovativi di comunicazione creativa per il lavoro e per la vita
Deda Fiorini
presenta
Storytelling, design thinking, copywriting.
Metodi innovativi di comunicazione creativa per il lavoro e per la vita
(Flaccovio editore)
intervengono i membri del Circolo degli scrittori:
- la giornalista Valentina Orlandi
- l'antropologo Giorgio Lopez
il poeta Alberto Venco
il creativo Federico Brigliadori
Per chi ama scrivere, per chi lavora nella comunicazione e nel marketing, per i creativi e copywriter, per chi insegna a classi di studenti o professionisti, per chi lavora nell’arte, nel giornalismo, nello spettacolo, Storytelling, design thinking, copywriting è un manuale ricco di esercizi pratici per sviluppare la creatività, divertirsi in gruppo, scrivere contenuti d’effetto, approcciare alla quotidianità in modo più fantasioso e laterale.
Un incontro dedicato a chiunque voglia nutrire la propria creatività e produrre contenuti laterali, a prescindere dalla propria preparazione accademica.
Chi opera in questo ambito troverà tecniche uniche per fare il salto di qualità nei propri progetti. Ma non si rivolge unicamente a storyteller, copywriter, startupper, imprenditori, responsabili della comunicazione. I metodi e gli esercizi sono adatti a chiunque voglia nutrire la propria creatività per produrre contenuti originali e memorabili. Insegnanti di scuole e università, formatori, coach e team-builder troveranno spunti ed esercizi per aprire la mente dei propri allievi.
Deda Fiorini
è project manager e storyteller esperta in comunicazione, specializzata nello sviluppo di campagne mediatiche creative online e offline. Ha creato un metodo basato sulla destrutturazione creativa e sul pensiero progettuale attraverso esercizi di design thinking, copy e storytelling. Per la prima volta in Italia porta nelle scuole pubbliche in veste di professionista esterna lo storytelling strategico insegnando alle classi i suoi metodi unici per incanalare la creatività. Ha lanciato e creato progetti come Teatro Accademia Marescotti, Urban Fabrica, Il Circolo degli Attori, Il Circolo degli Scrittori. Ha vissuto vari anni a Bruxelles dove ha seguito la comunicazione di enti della Commissione Europea e dove ha imparato che rompere gli schemi fa crescere ed evolvere. Sicuramente tra i nomi più influenti e interessanti nel panorama innovazione e creatività, i suoi workshop e conferenze in Italia sorprendono la platea aprendo nuove visioni.
Teresa Enrica Messana presenta la raccolta poetica Servatis Vitam
Martedì 28 gennaio alle 18,00
Teresa Enrica Messana
presenta la raccolta poetica
Servatis Vitam
(edizioni Il Foglio Letterario)
interviene Cinzia Demi
Letture a cura dell'Associazione Muri di Versi
Accompagnamento musicale di Giorgio Perino.
Rivoluzione umana
"Accendo bugie nell'oscurità.
Vivere è potere.
Agire un dovere.
Decidere illuminazione.
Nascondersi a volte codardia.
Frammenti, radici, germogli
faccio fuoco,
che brucia e accarezza rivoluzioni."
Leggendo attentamente l'intera raccolta poetica, ci si accorge fin da subito come l'autrice si lasci accompagnare dalla parola scritta, lasciandosi trasportare da immagini brevi, che se rielaborate con sapienza e arguzia, possono risuonare direttamente al cuore ed aprire scenari potenti, elevati e immensi. Una parola pesante che lascia il segno sul foglio, perchè allenata dal ritornello del tormento: d'altro canto, l'autrice conosce egregiamente il mestiere accurato del verbo, il lavorare di fino e attraverso questo suo "Osservare" capillarmente l'esistenza, punta all'essenza della vita, scrutandone ogni aspetto, senza filtri né correzioni perché d'altronde è questo il compito dei poeti, mettersi a nudo di fronte alla realtà della vita partecipando dalla prima, fino all'ultima impercettibile sfumatura"
(Dall'introduzione di Fabio Strinati)
Teresa Enrica Messana
vive a Bologna, dove lavora come bibliotecaria. I suoi molteplici interessi la portano ad essere artisticamente attiva, ha organizzato eventi di poesia performativa sia in Sicilia che a Bologna.
Ha pubblicato Ritroviamo le parole - 50 haiku - edizioni Simposium, che abbiamo presentato in libreria nel 2015.
Teresa Enrica Messana
presenta la raccolta poetica
Servatis Vitam
(edizioni Il Foglio Letterario)
interviene Cinzia Demi
Letture a cura dell'Associazione Muri di Versi
Accompagnamento musicale di Giorgio Perino.
Rivoluzione umana
"Accendo bugie nell'oscurità.
Vivere è potere.
Agire un dovere.
Decidere illuminazione.
Nascondersi a volte codardia.
Frammenti, radici, germogli
faccio fuoco,
che brucia e accarezza rivoluzioni."
Leggendo attentamente l'intera raccolta poetica, ci si accorge fin da subito come l'autrice si lasci accompagnare dalla parola scritta, lasciandosi trasportare da immagini brevi, che se rielaborate con sapienza e arguzia, possono risuonare direttamente al cuore ed aprire scenari potenti, elevati e immensi. Una parola pesante che lascia il segno sul foglio, perchè allenata dal ritornello del tormento: d'altro canto, l'autrice conosce egregiamente il mestiere accurato del verbo, il lavorare di fino e attraverso questo suo "Osservare" capillarmente l'esistenza, punta all'essenza della vita, scrutandone ogni aspetto, senza filtri né correzioni perché d'altronde è questo il compito dei poeti, mettersi a nudo di fronte alla realtà della vita partecipando dalla prima, fino all'ultima impercettibile sfumatura"
(Dall'introduzione di Fabio Strinati)
Teresa Enrica Messana
vive a Bologna, dove lavora come bibliotecaria. I suoi molteplici interessi la portano ad essere artisticamente attiva, ha organizzato eventi di poesia performativa sia in Sicilia che a Bologna.
Ha pubblicato Ritroviamo le parole - 50 haiku - edizioni Simposium, che abbiamo presentato in libreria nel 2015.
Linda Maggiori presenta Vivo senza auto E' possibile, sostenibile e risparmio!
Martedì 21 gennaio alle 17,30
Linda Maggiori
presenta
Vivo senza auto
E' possibile, sostenibile e risparmio!
(edizioni Macro)
intervengono
Simonetta Tunesi, chimica ambientale
Silvia Zamboni, ambientalista, giornalista
evento in collaborazione con Megliocosì - solare qualità urbana
Senza auto cambia la forma delle case, delle strade, delle piazze, dei centri storici, delle coste e delle montagne. Cambia la forma del paesaggio. Cambia il progetto di tempo libero. Cambia l'idea di ambiente, natura e clima che ci si è appiccicata addosso. Cambia il modo di incontrarsi per strada. Cambia il modo di spiegare a un bambino come deve muoversi appena fuori casa. Cambia l'orizzonte delle cose che possiamo chiedere e volere. Cambiano le domande, i sogni e i colori. Cambia l'agenda urbana. Cambiamo i doveri e i diritti. E torna un po' di felicità, smarrita nelle pieghe della fretta. Vivere senz'auto è possibile, sostenibile e ci fa risparmiare! Un libro pieno di consigli, testimonianze ed esempi concreti per ripensare la nostra vita, la città e il modo in cui ci muoviamo. Perché non è più possibile continuare così: in Italia gli incidenti stradali sono la prima causa della morte di bambini e di oltre 3400 persone ogni anno; cresce l’inquinamento locale e globale, l’uso dei propellenti fossili nei trasporti è una delle prime cause del cambiamento climatico.
Linda Maggiori
è giornalista e blogger de "Il fatto quotidiano". Dopo un pericoloso incidente e la decisione congiunta di non avere più un’auto, sperimenta uno stile di vita sostenibile.
Laureata in Scienze dell’Educazione e Servizi Sociali, svolge attività di volontariato per la mobilità sostenibile e conduce progetti di educazione ambientale nelle scuole.
Gestisce i blog famigliesenzauto.blogspost.com e famiglie-rifiutizero.blogspost.com
Linda Maggiori
presenta
Vivo senza auto
E' possibile, sostenibile e risparmio!
(edizioni Macro)
intervengono
Simonetta Tunesi, chimica ambientale
Silvia Zamboni, ambientalista, giornalista
evento in collaborazione con Megliocosì - solare qualità urbana
Senza auto cambia la forma delle case, delle strade, delle piazze, dei centri storici, delle coste e delle montagne. Cambia la forma del paesaggio. Cambia il progetto di tempo libero. Cambia l'idea di ambiente, natura e clima che ci si è appiccicata addosso. Cambia il modo di incontrarsi per strada. Cambia il modo di spiegare a un bambino come deve muoversi appena fuori casa. Cambia l'orizzonte delle cose che possiamo chiedere e volere. Cambiano le domande, i sogni e i colori. Cambia l'agenda urbana. Cambiamo i doveri e i diritti. E torna un po' di felicità, smarrita nelle pieghe della fretta. Vivere senz'auto è possibile, sostenibile e ci fa risparmiare! Un libro pieno di consigli, testimonianze ed esempi concreti per ripensare la nostra vita, la città e il modo in cui ci muoviamo. Perché non è più possibile continuare così: in Italia gli incidenti stradali sono la prima causa della morte di bambini e di oltre 3400 persone ogni anno; cresce l’inquinamento locale e globale, l’uso dei propellenti fossili nei trasporti è una delle prime cause del cambiamento climatico.
Linda Maggiori
è giornalista e blogger de "Il fatto quotidiano". Dopo un pericoloso incidente e la decisione congiunta di non avere più un’auto, sperimenta uno stile di vita sostenibile.
Laureata in Scienze dell’Educazione e Servizi Sociali, svolge attività di volontariato per la mobilità sostenibile e conduce progetti di educazione ambientale nelle scuole.
Gestisce i blog famigliesenzauto.blogspost.com e famiglie-rifiutizero.blogspost.com
Antonello Guerrera presenta Il popolo contro il popolo. Perchè dopo la brexit la democrazia e l'Europa non saranno più le stesse.
Lunedì 20 gennaio alle 18,00
Antonello Guerrera
presenta
Il popolo contro il popolo.
Perchè dopo la brexit la democrazia e l'Europa non saranno più le stesse.
(Edizioni Rizzoli - Maxima Moralia)
Interviene Marco Contini
È storia nota: il 21 febbraio 2016 Boris Johnson annunciava che avrebbe fatto campagna per il Leave al referendum sulla Brexit. Non tutti sanno, però, che fino a poche ore prima il futuro premier britannico, tra i più accesi sostenitori della linea dura, non aveva ancora deciso con chi schierarsi: per il suo commento settimanale sul «Daily Telegraph» aveva preparato due articoli con posizioni opposte, decidendo all’ultimo di scartare il pezzo di appoggio al Remain. È solo una delle tante ambiguità che si celano dietro un evento epocale, che rischia di cambiare per sempre assetto e futuro dell’Europa: il travagliato percorso verso l’uscita del Regno Unito dall’Unione. Quanto durerà questa tempesta, ingrossata dalla minaccia del No Deal? Quanti e quali danni causerà? Quanto sarà contagiosa? Domande cui risponde Antonello Guerrera, corrispondente di «Repubblica» da Londra, proponendoci una storia della Brexit – dai sintomi iniziali, ignorati dalla classe politica, al caos totale delle fasi finali – narrata attraverso i suoi protagonisti e con l’ausilio di contenuti, interviste e retroscena esclusivi. Il risultato è un volume che analizza le cause e le possibili conseguenze di questo smottamento nel cuore dell’Occidente. Con un occhio di riguardo alla lezione che noi italiani possiamo trarre da un simile, gigantesco azzardo storico. Perché, stando agli ultimi rilevamenti, italiani e britannici condividono le posizioni più scettiche sulle istituzioni di Bruxelles. E, in fondo, quanto successo in Gran Bretagna è solo una delle tante manifestazioni del vento sovranista e autoritarista che scuote il mondo intero, facendo leva sulla promessa di abbattere le élite al potere e porre fine alle sofferenze del popolo. Ecco allora che la Brexit si rivela anche un’ottima occasione per riflettere sulla nostra situazione, su quanto siamo vicini a compiere gli stessi errori, e su cosa ci sia da imparare da ciò che accade oltre la Manica.
Antonello Guerrera
è corrispondente da Londra per «la Repubblica» e giornalista parlamentare a Westminster. In precedenza ha scritto per «Il Riformista», «La Gazzetta dello Sport», «Il Post» e «Internazionale».
Antonello Guerrera
presenta
Il popolo contro il popolo.
Perchè dopo la brexit la democrazia e l'Europa non saranno più le stesse.
(Edizioni Rizzoli - Maxima Moralia)
Interviene Marco Contini
È storia nota: il 21 febbraio 2016 Boris Johnson annunciava che avrebbe fatto campagna per il Leave al referendum sulla Brexit. Non tutti sanno, però, che fino a poche ore prima il futuro premier britannico, tra i più accesi sostenitori della linea dura, non aveva ancora deciso con chi schierarsi: per il suo commento settimanale sul «Daily Telegraph» aveva preparato due articoli con posizioni opposte, decidendo all’ultimo di scartare il pezzo di appoggio al Remain. È solo una delle tante ambiguità che si celano dietro un evento epocale, che rischia di cambiare per sempre assetto e futuro dell’Europa: il travagliato percorso verso l’uscita del Regno Unito dall’Unione. Quanto durerà questa tempesta, ingrossata dalla minaccia del No Deal? Quanti e quali danni causerà? Quanto sarà contagiosa? Domande cui risponde Antonello Guerrera, corrispondente di «Repubblica» da Londra, proponendoci una storia della Brexit – dai sintomi iniziali, ignorati dalla classe politica, al caos totale delle fasi finali – narrata attraverso i suoi protagonisti e con l’ausilio di contenuti, interviste e retroscena esclusivi. Il risultato è un volume che analizza le cause e le possibili conseguenze di questo smottamento nel cuore dell’Occidente. Con un occhio di riguardo alla lezione che noi italiani possiamo trarre da un simile, gigantesco azzardo storico. Perché, stando agli ultimi rilevamenti, italiani e britannici condividono le posizioni più scettiche sulle istituzioni di Bruxelles. E, in fondo, quanto successo in Gran Bretagna è solo una delle tante manifestazioni del vento sovranista e autoritarista che scuote il mondo intero, facendo leva sulla promessa di abbattere le élite al potere e porre fine alle sofferenze del popolo. Ecco allora che la Brexit si rivela anche un’ottima occasione per riflettere sulla nostra situazione, su quanto siamo vicini a compiere gli stessi errori, e su cosa ci sia da imparare da ciò che accade oltre la Manica.
Antonello Guerrera
è corrispondente da Londra per «la Repubblica» e giornalista parlamentare a Westminster. In precedenza ha scritto per «Il Riformista», «La Gazzetta dello Sport», «Il Post» e «Internazionale».
Corpi e saperi. Riflessioni sulla trasmissione della conoscienza. a cura di Sabina Crippa.
Sabato 18 gennaio alle 17,00
presentazione del saggio
Corpi e saperi.
Riflessioni sulla trasmissione della conoscienza.
a cura di Sabina Crippa.(Pendragon edizioni)
Intervengono Alessandra Calanchi e Alvise Mattozzi
Letture di Maurizio Cardillo
Che sia mostruoso, torturato, erotico, sociale, sonoro, duttile, simbolico, ma anche poetico, divino e artistico, il corpo esiste. Da Oriente a Occidente ha un suo linguaggio: sente, si esprime, tocca, travolge, suggerisce, intuisce... La corporeità è dovunque: nei corpi ispezionati per la prima volta al teatro anatomico di Bologna, nelle lucenti sculture di Camille Claudel, nei corpi-oggetto della danza di Pina Bausch.
Tema inesauribile e già oggetto di studio di gran parte delle discipline, dalla medicina alla linguistica, il corpo tuttavia richiede continue indagini. A tal fine il presente volume raccoglie contributi interdisciplinari di aree e fonti culturali diverse che mirano a far emergere aspetti considerati marginali, al pari di elementi apparentemente insignificanti ma che, al contrario, sono di imprescindibile rilevanza. Essi contribuiscono a cogliere tratti inediti delle storie dei corpi per regalare ai lettori squarci di realtà del sapere a partire da quella superficie del tempo che è il corpo.
Sabina Crippa
è docente di Storia delle religioni nel mondo classico presso l'Università Ca' Foscari di Venezia
presentazione del saggio
Corpi e saperi.
Riflessioni sulla trasmissione della conoscienza.
a cura di Sabina Crippa.(Pendragon edizioni)
Intervengono Alessandra Calanchi e Alvise Mattozzi
Letture di Maurizio Cardillo
Che sia mostruoso, torturato, erotico, sociale, sonoro, duttile, simbolico, ma anche poetico, divino e artistico, il corpo esiste. Da Oriente a Occidente ha un suo linguaggio: sente, si esprime, tocca, travolge, suggerisce, intuisce... La corporeità è dovunque: nei corpi ispezionati per la prima volta al teatro anatomico di Bologna, nelle lucenti sculture di Camille Claudel, nei corpi-oggetto della danza di Pina Bausch.
Tema inesauribile e già oggetto di studio di gran parte delle discipline, dalla medicina alla linguistica, il corpo tuttavia richiede continue indagini. A tal fine il presente volume raccoglie contributi interdisciplinari di aree e fonti culturali diverse che mirano a far emergere aspetti considerati marginali, al pari di elementi apparentemente insignificanti ma che, al contrario, sono di imprescindibile rilevanza. Essi contribuiscono a cogliere tratti inediti delle storie dei corpi per regalare ai lettori squarci di realtà del sapere a partire da quella superficie del tempo che è il corpo.
Sabina Crippa
è docente di Storia delle religioni nel mondo classico presso l'Università Ca' Foscari di Venezia
Andrea Cortesi e Luca Leone presentano La pace fredda. È davvero finita la guerra in Bosnia Erzegovina?
Venerdì 17 gennaio alle 18,00
Andrea Cortesi e Luca Leone
presentano
La pace fredda.
È davvero finita la guerra in Bosnia Erzegovina?
(Infinito edizioni)
Interviene Andrea Di Stasi (ufficio stampa Cisl Emilia-Romagna)
La pace è fredda perché la guerra è ancora calda. Basta esaminare l’apartheid ancora dominante nel sistema scolastico o il rifiuto di una memoria non dico condivisa ma almeno solidale e rispettosa. Basta osservare il disinteresse delle autorità alla richiesta di giustizia che ancora si leva dalle donne sopravvissute allo stupro. Con la giustizia non si fanno soldi e non si ottiene con-senso: col clientelarismo e la corruzione sì”. (Riccardo Noury)
Nel novembre del 1995 gli Accordi di Dayton hanno fermato la guerra in Bosnia Erzegovina, ma non hanno costruito una vera pace. Un quarto di secolo dopo la fine del conflitto del 1992-1995 uno scrittore, un cooperante e una film-maker sono andati alla ricerca dei testimoni del conflitto, le stesse persone che, dopo la firma degli accordi di pace, si sono rimboccate le maniche per cercare di ricostruire un Paese che invece è diventato prigioniero di nazionalismi, corruzione, povertà e odi instillati a tavolino, in una società duramente messa alla prova da lutti e abbandono. Dal loro lavoro nasce il libro+documentario che presentiamo venerdì.
“Le testimonianze coraggiose che hanno permesso di far nascere questo libro e il documentario che lo accompagna ci permettono di ‘non dimenticare’ e di poter coltivare il difficile terreno della memoria, così preziosa per il nostro futuro"
(Giorgio Graziani)
Luca Leone,
giornalista professionista esperto di Balcani, ha scritto e scrive per molte testate. Ha firmato una ventina di libri per più editori; tra questi, per Infinito edizioni: Srebrenica. I giorni della vergogna (2005); Bosnia Express (2010); Višegrad. L’odio, la morte, l’oblio (2017); Tre serbi, due musulmani, un lupo (2019, con Daniele Zanon).
Andrea Cortesi,
laureato in Filosofia contemporanea e in Geografia e processi territoriali, è direttore della ong Iscos Emilia-Romagna e si occupa a tempo pieno di cooperazione nei Balcani e in America Latina
Andrea Cortesi e Luca Leone
presentano
La pace fredda.
È davvero finita la guerra in Bosnia Erzegovina?
(Infinito edizioni)
Interviene Andrea Di Stasi (ufficio stampa Cisl Emilia-Romagna)
La pace è fredda perché la guerra è ancora calda. Basta esaminare l’apartheid ancora dominante nel sistema scolastico o il rifiuto di una memoria non dico condivisa ma almeno solidale e rispettosa. Basta osservare il disinteresse delle autorità alla richiesta di giustizia che ancora si leva dalle donne sopravvissute allo stupro. Con la giustizia non si fanno soldi e non si ottiene con-senso: col clientelarismo e la corruzione sì”. (Riccardo Noury)
Nel novembre del 1995 gli Accordi di Dayton hanno fermato la guerra in Bosnia Erzegovina, ma non hanno costruito una vera pace. Un quarto di secolo dopo la fine del conflitto del 1992-1995 uno scrittore, un cooperante e una film-maker sono andati alla ricerca dei testimoni del conflitto, le stesse persone che, dopo la firma degli accordi di pace, si sono rimboccate le maniche per cercare di ricostruire un Paese che invece è diventato prigioniero di nazionalismi, corruzione, povertà e odi instillati a tavolino, in una società duramente messa alla prova da lutti e abbandono. Dal loro lavoro nasce il libro+documentario che presentiamo venerdì.
“Le testimonianze coraggiose che hanno permesso di far nascere questo libro e il documentario che lo accompagna ci permettono di ‘non dimenticare’ e di poter coltivare il difficile terreno della memoria, così preziosa per il nostro futuro"
(Giorgio Graziani)
Luca Leone,
giornalista professionista esperto di Balcani, ha scritto e scrive per molte testate. Ha firmato una ventina di libri per più editori; tra questi, per Infinito edizioni: Srebrenica. I giorni della vergogna (2005); Bosnia Express (2010); Višegrad. L’odio, la morte, l’oblio (2017); Tre serbi, due musulmani, un lupo (2019, con Daniele Zanon).
Andrea Cortesi,
laureato in Filosofia contemporanea e in Geografia e processi territoriali, è direttore della ong Iscos Emilia-Romagna e si occupa a tempo pieno di cooperazione nei Balcani e in America Latina
Wireless Tutta la verità su cellulari, ripetitori, Wi-Fi e 5G di Francesca Romana Orlando e Fiorenzo Marinelli
Mercoledì 15 gennaio alle 17,30
presentazione di
Wireless
Tutta la verità su cellulari, ripetitori, Wi-Fi e 5G
di Francesca Romana Orlando e Fiorenzo Marinelli
(Libreria Editrice Fiorentina)
Intervengono:
Fiorenzo Marinelli, autore, già ricercatore del CNR
Fiorella Belpoggi, direttrice area ricerca, Istituto Ramazzini, Bologna
L'incontro è organizzato in collaborazione con Megliocosì - solare qualità urbana
Cellulari, Wi-Fi, antenne, radar e 5G: dalla gabbia dei rischi per l'umanità e la natura alle vie di fuga. È il libro più ampio, e comprensibile a tutti, sui risultati di gran parte degli esperimenti scientifici internazionali sulle tecnologie che emettono onde elettromagnetiche. Dimostra che i danni non riguardano solo l'uomo ma anche la memoria genetica e la fertilità di tutte le forme viventi. Appare evidente che si è arrivati a una diffusione di massa di queste tecnologie con limiti quasi solo virtuali in assenza di decisionalità politiche, anche a causa di manipolazioni mediatiche e conflitti d'interessi. Nell'ultima parte si indicano i comportamenti adottabili per difendersi dalle radiazioni e i provvedimenti che i politici ai vari livelli devono decidere per tutelare la salute pubblica come prescrive la Costituzione.
"La nuova onda di elettrosmog che sta per sommergere il pianeta si chiama 5G e questa comporterà non solo nuovi rischi per la salute ma anche un incremento del fabbisogno di energia elettrica nel mondo.
I dati sul 5G sono scarsissimi e imporrebbero l’applicazione del “Principio di Precauzione”. Questo libro permette di comprendere le tecnologie di comunicazione senza fili e i possibili rischi per la salute correlati alle radiazioni da radiofrequenza".
(Livio Giuliani, Portavoce ICEMS, Commissione internazionale per la sicurezza elettromagnetica)
“Viviamo nel nostro ambiente o “casa comune” come pesci che nuotano in un acquario.
Proteggere la Casa comune dagli innumerevoli inquinanti di ogni genere è compito dei governi che però sono occupati da politiche antiprotezioniste, cioè che preferiscono proteggere la libertà di chi fa l’inchiostro invece che i pesci nell’acqua.
Questo libro non solo ci sveglia dal sonno nella culla dei nuovi inquinamenti elettromagnetici ma ci aiuta a risvegliare anche il senso del bene comune che impone di governare spingendo la gente a rivoluzionare il proprio modo di vivere”
(Giannozzo Pucci, editore, scrittore , ecologista)
Fiorenzo Marinelli,
biologo, ha lavorato come ricercatore per trent'anni all'Isitituto di Genetica Molecolare del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Bologna e attualmente collabora con il Centro di Ricerche Interuniversitario per lo Sviluppo Sostenibile (CIRPS) della Sapienza di Roma e con l'Università dell'Insubria di Busto Arsizio (VA). I suoi studi più recenti riguardano gli effetti delle radiazioni di Wi-Fi, radar, cellulari e dei ripetitori della telefonia mobile su cellule in coltura, attraverso incubatori posti direttamente nelle abitazioni di persone malate per effetto delle radiazioni.
presentazione di
Wireless
Tutta la verità su cellulari, ripetitori, Wi-Fi e 5G
di Francesca Romana Orlando e Fiorenzo Marinelli
(Libreria Editrice Fiorentina)
Intervengono:
Fiorenzo Marinelli, autore, già ricercatore del CNR
Fiorella Belpoggi, direttrice area ricerca, Istituto Ramazzini, Bologna
L'incontro è organizzato in collaborazione con Megliocosì - solare qualità urbana
Cellulari, Wi-Fi, antenne, radar e 5G: dalla gabbia dei rischi per l'umanità e la natura alle vie di fuga. È il libro più ampio, e comprensibile a tutti, sui risultati di gran parte degli esperimenti scientifici internazionali sulle tecnologie che emettono onde elettromagnetiche. Dimostra che i danni non riguardano solo l'uomo ma anche la memoria genetica e la fertilità di tutte le forme viventi. Appare evidente che si è arrivati a una diffusione di massa di queste tecnologie con limiti quasi solo virtuali in assenza di decisionalità politiche, anche a causa di manipolazioni mediatiche e conflitti d'interessi. Nell'ultima parte si indicano i comportamenti adottabili per difendersi dalle radiazioni e i provvedimenti che i politici ai vari livelli devono decidere per tutelare la salute pubblica come prescrive la Costituzione.
"La nuova onda di elettrosmog che sta per sommergere il pianeta si chiama 5G e questa comporterà non solo nuovi rischi per la salute ma anche un incremento del fabbisogno di energia elettrica nel mondo.
I dati sul 5G sono scarsissimi e imporrebbero l’applicazione del “Principio di Precauzione”. Questo libro permette di comprendere le tecnologie di comunicazione senza fili e i possibili rischi per la salute correlati alle radiazioni da radiofrequenza".
(Livio Giuliani, Portavoce ICEMS, Commissione internazionale per la sicurezza elettromagnetica)
“Viviamo nel nostro ambiente o “casa comune” come pesci che nuotano in un acquario.
Proteggere la Casa comune dagli innumerevoli inquinanti di ogni genere è compito dei governi che però sono occupati da politiche antiprotezioniste, cioè che preferiscono proteggere la libertà di chi fa l’inchiostro invece che i pesci nell’acqua.
Questo libro non solo ci sveglia dal sonno nella culla dei nuovi inquinamenti elettromagnetici ma ci aiuta a risvegliare anche il senso del bene comune che impone di governare spingendo la gente a rivoluzionare il proprio modo di vivere”
(Giannozzo Pucci, editore, scrittore , ecologista)
Fiorenzo Marinelli,
biologo, ha lavorato come ricercatore per trent'anni all'Isitituto di Genetica Molecolare del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Bologna e attualmente collabora con il Centro di Ricerche Interuniversitario per lo Sviluppo Sostenibile (CIRPS) della Sapienza di Roma e con l'Università dell'Insubria di Busto Arsizio (VA). I suoi studi più recenti riguardano gli effetti delle radiazioni di Wi-Fi, radar, cellulari e dei ripetitori della telefonia mobile su cellule in coltura, attraverso incubatori posti direttamente nelle abitazioni di persone malate per effetto delle radiazioni.
Prabhu das presenta L'amico di Krishna
Martedì 14 gennaio alle 18,00
Prabhu das
presenta
L'amico di Krishna
(Om edizioni)
interviene il giornalista Tiziano Fusella
Prahbu das è responsabile del Centro culturale Hare Krishna di Torino.
In questa città, lo scorso febbraio, è avvenuto un fatto di cronaca che ha avuto grande risonanza: Stefano Leo, biellese, 34 anni, fu ucciso lungo il Po, accoltellato.
L'assassino, un ragazzo marocchino di 28 anni, si costituirà ad aprile, confessando il delitto.
Purtroppo, il povero ragazzo aveva avuto la sfortuna di trovarsi nel luogo sbagliato al momento sbagliato...
Un caso che colpì molti, e al quale l'autore ha deciso di dedicare un libro per approfondire una riflessione sulla nostra società.
Prabhu das (Pietro Giarola)
è nato a Verona nel febbraio del 1963. All’età di diciassette anni è partito da solo per l’India dove si è ricollegato, come ha potuto scoprire in seguito, al suo percorso di altre vite. Nel 1981 si è unito al Movimento Hare Krishna e si è dedicato allo Yoga della bhakti per dieci anni, prima in Italia e poi in India. Dal 2004 al 2010 è stato fondatore e direttore editoriale della rivista “Spirito Libero” e dell’omonima casa editrice. Nel 2011 ha deciso di dedicarsi nuovamente alla bhakti, e dal 2015 è responsabile del centro Hare Krishna di Torino.
Prabhu das
presenta
L'amico di Krishna
(Om edizioni)
interviene il giornalista Tiziano Fusella
Prahbu das è responsabile del Centro culturale Hare Krishna di Torino.
In questa città, lo scorso febbraio, è avvenuto un fatto di cronaca che ha avuto grande risonanza: Stefano Leo, biellese, 34 anni, fu ucciso lungo il Po, accoltellato.
L'assassino, un ragazzo marocchino di 28 anni, si costituirà ad aprile, confessando il delitto.
Purtroppo, il povero ragazzo aveva avuto la sfortuna di trovarsi nel luogo sbagliato al momento sbagliato...
Un caso che colpì molti, e al quale l'autore ha deciso di dedicare un libro per approfondire una riflessione sulla nostra società.
Prabhu das (Pietro Giarola)
è nato a Verona nel febbraio del 1963. All’età di diciassette anni è partito da solo per l’India dove si è ricollegato, come ha potuto scoprire in seguito, al suo percorso di altre vite. Nel 1981 si è unito al Movimento Hare Krishna e si è dedicato allo Yoga della bhakti per dieci anni, prima in Italia e poi in India. Dal 2004 al 2010 è stato fondatore e direttore editoriale della rivista “Spirito Libero” e dell’omonima casa editrice. Nel 2011 ha deciso di dedicarsi nuovamente alla bhakti, e dal 2015 è responsabile del centro Hare Krishna di Torino.
Barbara Panetta e Tiziana Iaccarino presentano Kisses on the London Eye
Venerdì 10 gennaio alle 18,00
Barbara Panetta e Tiziana Iaccarino
presentano
Kisses on the London Eye
(Ass. culturale Il Foglio)
intervengono
Gianluca Morozzi e Serena Scandellari
A Hellen non manca nulla, è una psicologa molto affermata e una modella che sfila per gli stilisti più importanti del mondo, sogna l'uomo ideale, ma è disillusa dai sentimenti. Richard è un affarista americano che si trasferisce insieme alla famiglia nella city, è dedito al gioco d'azzardo e al piacere fine a se stesso, ma ora ha bisogno di ritrovarsi e dare un senso alla sua vita. Hellen e Richard si incontrano per la prima volta a Londra e i loro cuori si accendono da subito. I due dovranno fare i conti con le loro emozioni, ma anche con la dura realtà. Sarà il cuore o la ragione a prevalere? Un bacio sul London Eye deciderà le loro sorti.
Barbara Panetta,
di origini calabresi, vive a Londra con la sua famiglia.
I suoi studi linguistici, la sua passione per il ballo e l’interesse per la psicoanalisi l’hanno portata ad avvicinarsi alla scrittura.
E' autrice di due romanzi, presentati da noi nel 2015 e 2017, e nel 2018 ha curato, con Luca Martini, On the radio. Storie di Radio, Dj e rock'n'roll, pubblicato da Morellini editore.
Tiziana Iaccarino
è attrice e scrittrice, e ha al suo attivo numerosi romanzi; ultimamente si occupa di letteratura di genere, e la sua produzione si è focalizzata sulla commedia romantica.
Barbara Panetta e Tiziana Iaccarino
presentano
Kisses on the London Eye
(Ass. culturale Il Foglio)
intervengono
Gianluca Morozzi e Serena Scandellari
A Hellen non manca nulla, è una psicologa molto affermata e una modella che sfila per gli stilisti più importanti del mondo, sogna l'uomo ideale, ma è disillusa dai sentimenti. Richard è un affarista americano che si trasferisce insieme alla famiglia nella city, è dedito al gioco d'azzardo e al piacere fine a se stesso, ma ora ha bisogno di ritrovarsi e dare un senso alla sua vita. Hellen e Richard si incontrano per la prima volta a Londra e i loro cuori si accendono da subito. I due dovranno fare i conti con le loro emozioni, ma anche con la dura realtà. Sarà il cuore o la ragione a prevalere? Un bacio sul London Eye deciderà le loro sorti.
Barbara Panetta,
di origini calabresi, vive a Londra con la sua famiglia.
I suoi studi linguistici, la sua passione per il ballo e l’interesse per la psicoanalisi l’hanno portata ad avvicinarsi alla scrittura.
E' autrice di due romanzi, presentati da noi nel 2015 e 2017, e nel 2018 ha curato, con Luca Martini, On the radio. Storie di Radio, Dj e rock'n'roll, pubblicato da Morellini editore.
Tiziana Iaccarino
è attrice e scrittrice, e ha al suo attivo numerosi romanzi; ultimamente si occupa di letteratura di genere, e la sua produzione si è focalizzata sulla commedia romantica.
Patrick Fogli presenta Il signore delle maschere
Mercoledì 8 gennaio alle 18,00
Patrick Fogli
presenta
Il signore delle maschere
(Mondadori editore)
Interviene Alberto Sebastiani
Patrick Fogli, vincitore del premio Scerbanenco 2018, con Il signore delle maschere costruisce un thriller multilivello, una vicenda mai scontata che senza abbandonare un ritmo vertiginoso racconta con invidiabile abilità le paure e le disillusioni di oggi.
C'è un uomo dai mille volti, un assassino così abile da riuscire a infiltrarsi in Vaticano e uccidere il Papa per conto di un cardinale che vuole prenderne il posto. Nessuno sa il suo nome: nei rapporti dei Servizi Segreti è semplicemente Caronte, per quel vezzo di lasciare in tasca alle vittime un'antica moneta, il prezzo che, vuole la leggenda, l'anima debba pagare per poter attraversare il fiume che divide il nostro mondo da quello dei morti. C'è una donna che poche fortunatissime persone possono incontrare: si chiama Arianna, ed è il primo anello di un'organizzazione segreta che offre a innocenti infelici la possibilità di chiudere con la propria vita e rinascere altrove con una nuova identità e un nuovo passato. E c'è Laura, una docente universitaria schiva e solitaria che ogni studente teme ma che nessuno conosce davvero. Perché Laura è un iceberg, e di sé mostra solo la punta. All'apparenza non potrebbero esserci individui più distanti tra loro, e invece Caronte, Arianna e Laura sono legati a filo doppio: a scoprire come sia possibile è l'Antiterrorismo, che da anni cerca invano di catturare l'inafferrabile assassino. Nemmeno loro immaginano quanto Caronte sia in realtà vicino, né chi è destinato a finire intrappolato nella tela che sta tessendo: perché il signore delle maschere è a caccia di vendetta, ed è deciso a usare ognuno dei suoi mille volti – e a uccidere altrettante pedine – pur di dissipare i fantasmi che infestano i suoi incubi. Patrick Fogli, vincitore del premio Scerbanenco 2018, costruisce un thriller multilivello, una vicenda mai scontata che senza abbandonare un ritmo vertiginoso racconta con invidiabile abilità le paure e le disillusioni di oggi, la tensione a cambiare che ci anima tutti e l'aspirazione a diventare padroni di quel destino che nessuno deve scegliere per noi.
«Ne Il signore delle maschere, una storia convulsa, allucinata, fittissima di colpi di scena, i sogni diventano realtà» – Robinson
«Ho un libro da finire, nella borsa. Approfitto della giornata.» Esquivel gli porge la mano. «Addio, mister White. Forse ci rivedremo, prima o poi.»
Caronte si limita a un breve cenno del capo. «Potrebbe succedere», pensa, «dal momento che non ti ucciderò.»
«Che lavoro faccio, mi chiedeva» dice invece. «Combatto mulini a vento, ecco cosa. Solo che i miei, quasi sempre, finisco per sconfiggerli.»
Patrick Fogli
presenta
Il signore delle maschere
(Mondadori editore)
Interviene Alberto Sebastiani
Patrick Fogli, vincitore del premio Scerbanenco 2018, con Il signore delle maschere costruisce un thriller multilivello, una vicenda mai scontata che senza abbandonare un ritmo vertiginoso racconta con invidiabile abilità le paure e le disillusioni di oggi.
C'è un uomo dai mille volti, un assassino così abile da riuscire a infiltrarsi in Vaticano e uccidere il Papa per conto di un cardinale che vuole prenderne il posto. Nessuno sa il suo nome: nei rapporti dei Servizi Segreti è semplicemente Caronte, per quel vezzo di lasciare in tasca alle vittime un'antica moneta, il prezzo che, vuole la leggenda, l'anima debba pagare per poter attraversare il fiume che divide il nostro mondo da quello dei morti. C'è una donna che poche fortunatissime persone possono incontrare: si chiama Arianna, ed è il primo anello di un'organizzazione segreta che offre a innocenti infelici la possibilità di chiudere con la propria vita e rinascere altrove con una nuova identità e un nuovo passato. E c'è Laura, una docente universitaria schiva e solitaria che ogni studente teme ma che nessuno conosce davvero. Perché Laura è un iceberg, e di sé mostra solo la punta. All'apparenza non potrebbero esserci individui più distanti tra loro, e invece Caronte, Arianna e Laura sono legati a filo doppio: a scoprire come sia possibile è l'Antiterrorismo, che da anni cerca invano di catturare l'inafferrabile assassino. Nemmeno loro immaginano quanto Caronte sia in realtà vicino, né chi è destinato a finire intrappolato nella tela che sta tessendo: perché il signore delle maschere è a caccia di vendetta, ed è deciso a usare ognuno dei suoi mille volti – e a uccidere altrettante pedine – pur di dissipare i fantasmi che infestano i suoi incubi. Patrick Fogli, vincitore del premio Scerbanenco 2018, costruisce un thriller multilivello, una vicenda mai scontata che senza abbandonare un ritmo vertiginoso racconta con invidiabile abilità le paure e le disillusioni di oggi, la tensione a cambiare che ci anima tutti e l'aspirazione a diventare padroni di quel destino che nessuno deve scegliere per noi.
«Ne Il signore delle maschere, una storia convulsa, allucinata, fittissima di colpi di scena, i sogni diventano realtà» – Robinson
«Ho un libro da finire, nella borsa. Approfitto della giornata.» Esquivel gli porge la mano. «Addio, mister White. Forse ci rivedremo, prima o poi.»
Caronte si limita a un breve cenno del capo. «Potrebbe succedere», pensa, «dal momento che non ti ucciderò.»
«Che lavoro faccio, mi chiedeva» dice invece. «Combatto mulini a vento, ecco cosa. Solo che i miei, quasi sempre, finisco per sconfiggerli.»
I nostri auguri per un 2020 bellissimo
Cosa rende un anno bellissimo?
La salute, certo; e una certa serenità economica, ovvio. Questi due fattori permettono di realizzare quasi tutti i desideri che abbiamo. Ma non c'è inizio d'anno che non si esprimano dei desideri, e non c'è fine d'anno in cui non si cerchi di fare un bilancio sulla loro realizzazione.
Care amiche e cari amici della libreria,
quelle che seguono sono parole pronunciate sul far dell'estate, ma sono perfette come auspicio e augurio, per l'anno che ci aspetta.
Era il 1 giugno del 1936.
John Maynard Keynes conduceva una seguita trasmissione radiofonica per la BBC, e si congedò dagli ascoltatori con queste parole:
"Posso permettermi di concludere con un piccolo consiglio di carattere generale, visto che posso ben sostenere di essere un lettore esperto, rispetto a quanti hanno imparato a leggere, ma non hanno ancora esperienza?
Un lettore dovrebbe acquisire una ampia conoscenza generale dei libri in quanto tali, per così dire.
Dovrebbe avvicinarli con tutti i propri sensi; dovrebbe conoscerli al tatto e apprezzarne l'odore. Dovrebbe imparare come prenderli in mano, sfogliarne le pagine e raggiungere in pochi secondi una prima impressione intuitiva del loro contenuto. Dovrebbe, col tempo, averne toccato molte migliaia, almeno dieci volte di più di quelli che leggerà sul serio.
Dovrebbe gettare uno sguardo sui libri come un pastore fa con le pecore, e giudicarli con l'occhiata rapida e inquisitrice del mercante di bestiame che giudica una mandria.
Dovrebbe vivere con più libri di quelli che legge, con l'aura delle pagine non lette, delle quali conosce il carattere e il contenuto generale, che gli aleggia intorno.
È questo lo scopo delle biblioteche, proprie e altrui, private e pubbliche. Ed è anche lo scopo delle buone librerie, sia di libri nuovi sia di seconda mano; ce ne sono ancora alcune, e si vorrebbe che fossero di più.
Una libreria non è come un'agenzia ferroviaria, dove si va sapendo cosa si vuole. Uno ci dovrebbe entrare incerto, vago, quasi come in sogno, e permettere a ciò che vi trova di attrarlo liberamente di influenzarne gli occhi, camminare fra gli scaffali e i banconi della libreria, pescandovi come impone la curiosità, dovrebbe essere il divertimento di un pomeriggio.
Non provate timidezza o compunzione nel prendere un libro in mano. Le librerie esistono per fornirli, e i librai ne sono lieti, sapendo bene come andrà a finire.
È un'abitudine da acquisire da ragazzi".*
*John Maynard Keynes, I libri costano troppo? Laterza, 2018, volume fuori commercio a cura e traduzione di Oliviero Pesce
Dunque da tutte noi un buon 2020, con l'augurio che abbiate tanto tempo per perdere pomeriggi a pescare nelle librerie, a farvi trovare dai buoni libri, e che ci siano tante librerie ad accogliervi.
E grazie a tutte e tutti per l'attenzione e l'affetto con cui ci seguite.
Lunga vita e buone letture!
Cinzia, Manuela, Raffaella, Rita
La salute, certo; e una certa serenità economica, ovvio. Questi due fattori permettono di realizzare quasi tutti i desideri che abbiamo. Ma non c'è inizio d'anno che non si esprimano dei desideri, e non c'è fine d'anno in cui non si cerchi di fare un bilancio sulla loro realizzazione.
Care amiche e cari amici della libreria,
quelle che seguono sono parole pronunciate sul far dell'estate, ma sono perfette come auspicio e augurio, per l'anno che ci aspetta.
Era il 1 giugno del 1936.
John Maynard Keynes conduceva una seguita trasmissione radiofonica per la BBC, e si congedò dagli ascoltatori con queste parole:
"Posso permettermi di concludere con un piccolo consiglio di carattere generale, visto che posso ben sostenere di essere un lettore esperto, rispetto a quanti hanno imparato a leggere, ma non hanno ancora esperienza?
Un lettore dovrebbe acquisire una ampia conoscenza generale dei libri in quanto tali, per così dire.
Dovrebbe avvicinarli con tutti i propri sensi; dovrebbe conoscerli al tatto e apprezzarne l'odore. Dovrebbe imparare come prenderli in mano, sfogliarne le pagine e raggiungere in pochi secondi una prima impressione intuitiva del loro contenuto. Dovrebbe, col tempo, averne toccato molte migliaia, almeno dieci volte di più di quelli che leggerà sul serio.
Dovrebbe gettare uno sguardo sui libri come un pastore fa con le pecore, e giudicarli con l'occhiata rapida e inquisitrice del mercante di bestiame che giudica una mandria.
Dovrebbe vivere con più libri di quelli che legge, con l'aura delle pagine non lette, delle quali conosce il carattere e il contenuto generale, che gli aleggia intorno.
È questo lo scopo delle biblioteche, proprie e altrui, private e pubbliche. Ed è anche lo scopo delle buone librerie, sia di libri nuovi sia di seconda mano; ce ne sono ancora alcune, e si vorrebbe che fossero di più.
Una libreria non è come un'agenzia ferroviaria, dove si va sapendo cosa si vuole. Uno ci dovrebbe entrare incerto, vago, quasi come in sogno, e permettere a ciò che vi trova di attrarlo liberamente di influenzarne gli occhi, camminare fra gli scaffali e i banconi della libreria, pescandovi come impone la curiosità, dovrebbe essere il divertimento di un pomeriggio.
Non provate timidezza o compunzione nel prendere un libro in mano. Le librerie esistono per fornirli, e i librai ne sono lieti, sapendo bene come andrà a finire.
È un'abitudine da acquisire da ragazzi".*
*John Maynard Keynes, I libri costano troppo? Laterza, 2018, volume fuori commercio a cura e traduzione di Oliviero Pesce
Dunque da tutte noi un buon 2020, con l'augurio che abbiate tanto tempo per perdere pomeriggi a pescare nelle librerie, a farvi trovare dai buoni libri, e che ci siano tante librerie ad accogliervi.
E grazie a tutte e tutti per l'attenzione e l'affetto con cui ci seguite.
Lunga vita e buone letture!
Cinzia, Manuela, Raffaella, Rita
Firmacopie con Sara Colaone
Oramai è una piacevole abitudine: Sara
Colaone torna a trovarci per il terzo anno consecutivo, a ridosso del
Natale, per fare dediche e disegni personalizzati per chi vorrà
acquistare un suo libro, rendendolo così un regalo unico.
Si tratta di una giornata in cui l'autrice e illustratrice sarà itinerante in varie librerie di Bologna:
Si tratta di una giornata in cui l'autrice e illustratrice sarà itinerante in varie librerie di Bologna:
- alle 13 da noi
- alle 16,30 alla libreria Trame
- alle 18,15 alla libreria Igor
- alle 19,30 alla libreria Modo Infoshop.
- alle 16,30 alla libreria Trame
- alle 18,15 alla libreria Igor
- alle 19,30 alla libreria Modo Infoshop.
Il suo volume più recente, appena uscito, è Tosca, fumetto che si ispira alla celebre opera di giacomo Puccini che ha appena aperto la stagione della Scala di Milano.
E proprio a Milano, in via Montenapoleone, sono ora in mostra alcune delle più belle tavole del volume.
La Tosca di Sara Colaone è una grande storia senza tempo dove, attraverso le tavole del fumetto, l’eroina si moltiplica e diventa molti personaggi diversi, offrendoci una nuova occasione per riflettere sull’unicità e la modernità di quest’opera e sulla sua capacità di parlare ai contemporanei.
Tosca è il primo volume di una nuova collana editoriale dedicata all'opera lirica in graphic novel.
Venerdì Sara potrà fare dediche personalizzate di questo e dei suoi
libri precedenti, per chi vorrà passare a salutarci e a trovarla.
Sara Colaone
insegna fumetto e illustrazione all'Accademia di Belle Arti di Bologna.
Oltre a Tosca, nel 2019 sono usciti Ti ho visto, romanzo per ragazzi uscito per l'editore Pelledoca, Anna e la famosa avventura nel bosco stregato raccontata da lei stessa, con Luca Tortolini, per Bao Publishing, e la riedizione della graphic novel In Italia sono tutti maschi, per le edizioni Oblomov.
Quello di venerdì sarà l'ultimo evento organizzato dalla libreria per il 2019.
In totale 113 incontri in libreria,
tutti gratuiti, più i corsi serali e gli eventi esterni con i quali
abbiamo collaborato; tutti sono stati occasione di scambio di idee e di
crescita personale, cercando di toccare gli argomenti più variegati, da
quelli più popolari a quelli più specifici, perchè la cultura insegna
prima di tutto ad accogliere e ad essere curiosi delle istanze
dell'altro, anche nella diversità.
Regalate libri a Natale, e acquistateli nelle librerie fisiche: farete un grande regalo a voi e alla vostra comunità!
Noi vi aspettiamo da oggi al 24 dicembre, tutti i giorni con orario continuato dalle 9 alle 19,30.
Cinzia, Manuela, Raffaella e Rita
Schiele, Klimt, Bacon, Pollock, Hopper: Le graphic biographies dell'editore Centauria
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Paolo Alberti e Gianluca Morozzi presentano L'ultima notte del carnevale estivo
Mercoledì 11 dicembre alle 18,00
Paolo Alberti e Gianluca Morozzi
presentano
L'ultima notte del carnevale estivo
(Bacchilega editore - collana Zero)
intervengono
Fabio Mundadori e Luca Occhi
Cinque ragazzi, l’estate, l’amicizia, i primi innamoramenti. E uno scherzo da orchestrare ai danni della compagnia rivale, gli odiati Duraniani. Nel 1989 la vacanza al mare di Leo, Ricky, Zorba, Alice e Stella sembra quella di sempre, con la festa del Carnevale estivo in cima ai loro pensieri di adolescenti che amano Dylan Dog e i Guns N’Roses. Ma lo scherzo, costruito con un’anima horror, si trasforma in orrore vero e proprio: quando un cadavere verrà trovato alle colonie di Doria Marittima, niente sarà più come prima. Trent’anni dopo, un matrimonio riunisce i vecchi amici nello stesso luogo, svelando successi, fallimenti, vecchi e nuovi amori. Il tormento sarà finito? O è solo la continuazione di una spirale che distrugge tutto e tutti?
Paolo Alberti è nato a Bologna nel 1971. Ha scritto con Gianluca Morozzi il romanzo Le avventure di zio Savoldi (Fernandel). In proprio ha pubblicato i romanzi: Sei caffè (Eumeswil), Anche gli orsi faranno la guerra (Rizzoli), Come quando fuori piove (Pendragon gLam). Ha pubblicato inoltre con l’editore Minerva due libri dedicati al mondo del calcio, Bologna soccer e Oltre la rete (con Dario Clementi).
Gianluca Morozzi
è nato a Bologna nel 1971. Ha pubblicato trentun romanzi e più di duecento racconti su riviste o antologie. Ha esordito nel 2001 con il romanzo Despero (Fernandel) e ha raggiunto il successo nel 2004 con Blackout (Guanda), da cui è stato tratto il film omonimo di Rigoberto Castaneda. Sempre per Guanda ha pubblicato, tra gli altri, L’era del porco, Colui che gli dei vogliono distruggere, Cicatrici, Chi non muore, Lo specchio nero. Dirige la collana gLam per l’editore Pendragon, per il quale ha pubblicato i romanzi L’uomo liscio e L’uomo liquido. Le sue ultime uscite sono Il vangelo del coyote (Mondadori), Gli annientatori (Tea) e Dracula ed io (Tea).
Paolo Alberti e Gianluca Morozzi
presentano
L'ultima notte del carnevale estivo
(Bacchilega editore - collana Zero)
intervengono
Fabio Mundadori e Luca Occhi
Cinque ragazzi, l’estate, l’amicizia, i primi innamoramenti. E uno scherzo da orchestrare ai danni della compagnia rivale, gli odiati Duraniani. Nel 1989 la vacanza al mare di Leo, Ricky, Zorba, Alice e Stella sembra quella di sempre, con la festa del Carnevale estivo in cima ai loro pensieri di adolescenti che amano Dylan Dog e i Guns N’Roses. Ma lo scherzo, costruito con un’anima horror, si trasforma in orrore vero e proprio: quando un cadavere verrà trovato alle colonie di Doria Marittima, niente sarà più come prima. Trent’anni dopo, un matrimonio riunisce i vecchi amici nello stesso luogo, svelando successi, fallimenti, vecchi e nuovi amori. Il tormento sarà finito? O è solo la continuazione di una spirale che distrugge tutto e tutti?
Paolo Alberti è nato a Bologna nel 1971. Ha scritto con Gianluca Morozzi il romanzo Le avventure di zio Savoldi (Fernandel). In proprio ha pubblicato i romanzi: Sei caffè (Eumeswil), Anche gli orsi faranno la guerra (Rizzoli), Come quando fuori piove (Pendragon gLam). Ha pubblicato inoltre con l’editore Minerva due libri dedicati al mondo del calcio, Bologna soccer e Oltre la rete (con Dario Clementi).
Gianluca Morozzi
è nato a Bologna nel 1971. Ha pubblicato trentun romanzi e più di duecento racconti su riviste o antologie. Ha esordito nel 2001 con il romanzo Despero (Fernandel) e ha raggiunto il successo nel 2004 con Blackout (Guanda), da cui è stato tratto il film omonimo di Rigoberto Castaneda. Sempre per Guanda ha pubblicato, tra gli altri, L’era del porco, Colui che gli dei vogliono distruggere, Cicatrici, Chi non muore, Lo specchio nero. Dirige la collana gLam per l’editore Pendragon, per il quale ha pubblicato i romanzi L’uomo liscio e L’uomo liquido. Le sue ultime uscite sono Il vangelo del coyote (Mondadori), Gli annientatori (Tea) e Dracula ed io (Tea).
Dario Alfieri presenta Nel castello di Atlante
Martedì 10 dicembre alle 18,00
Dario Alfieri
presenta
Nel castello di Atlante
(Giraldi editore)
interviene Marilù Oliva
Carmine Colella è un venticinquenne di Caserta che giunge a Roma per partecipare a un programma televisivo pomeridiano; ma le sue ambizioni sono altre: studia alla facoltà di Lettere per poter entrare un giorno a far parte del mondo accademico, e vorrebbe anche fare l’artista e l’attore. Si tratta però di vaghe velleità, sogni che in un angolo riposto della sua mente sa che con tutta probabilità non riuscirà mai a realizzare.
Un giorno riceve la telefonata di un produttore cinematografico che lo colma di speranze, salvo poi scoprire di non essere riuscito ad attirare, grazie alle sue doti artistiche, le attenzioni proprio dell’uomo. La forte delusione e l’esplosione di frustrazioni stratificate lo porteranno a meditare propositi di vendetta. Con l’aiuto di improbabili cospiratori cercherà di mettere in pratica un’azione punitiva nella residenza del produttore, ma anche questa gli si ritorcerà contro.
Attorno al ragazzo ruotano una serie di personaggi: giovani, inesperti, velleitari come lui, incapaci di realizzare i propri propositi, un po’ per la loro inettitudine, un po’ per l’opposizione di altri personaggi più anziani, che, più o meno involontariamente, costituiscono un ostacolo, più che un aiuto o una guida.
Questa giostra di personaggi, spesso contraddittori e incoerenti, si muove in circolo aspirando a esperienze significative che però spesso si rivelano incolori e deludenti, così come la città che la ospita, Roma: vuota, indifferente e distante.
Ogni cosa in questo romanzo, ogni luogo, ha l’aspetto del castello incantato del Mago Atlante, in cui Orlando e gli altri cavalieri di Carlo Magno si aggirano alla ricerca di qualcosa che non troveranno mai; i loro desideri si materializzano davanti agli occhi solo per sparire poco dopo, rivelandosi solo illusioni.
Dario Alfieri,
modenese di nascita, insegna materie letterarie presso un istituto superiore di Bologna. E’ appassionato di letteratura, dall’estate in cui, ragazzino, legge La storia infinita. Da allora i libri non hanno mai smesso di suscitarne la curiosità, siano essi romanzi, sceneggiature, raccolte di novelle o saggi storici.
Dario Alfieri
presenta
Nel castello di Atlante
(Giraldi editore)
interviene Marilù Oliva
Carmine Colella è un venticinquenne di Caserta che giunge a Roma per partecipare a un programma televisivo pomeridiano; ma le sue ambizioni sono altre: studia alla facoltà di Lettere per poter entrare un giorno a far parte del mondo accademico, e vorrebbe anche fare l’artista e l’attore. Si tratta però di vaghe velleità, sogni che in un angolo riposto della sua mente sa che con tutta probabilità non riuscirà mai a realizzare.
Un giorno riceve la telefonata di un produttore cinematografico che lo colma di speranze, salvo poi scoprire di non essere riuscito ad attirare, grazie alle sue doti artistiche, le attenzioni proprio dell’uomo. La forte delusione e l’esplosione di frustrazioni stratificate lo porteranno a meditare propositi di vendetta. Con l’aiuto di improbabili cospiratori cercherà di mettere in pratica un’azione punitiva nella residenza del produttore, ma anche questa gli si ritorcerà contro.
Attorno al ragazzo ruotano una serie di personaggi: giovani, inesperti, velleitari come lui, incapaci di realizzare i propri propositi, un po’ per la loro inettitudine, un po’ per l’opposizione di altri personaggi più anziani, che, più o meno involontariamente, costituiscono un ostacolo, più che un aiuto o una guida.
Questa giostra di personaggi, spesso contraddittori e incoerenti, si muove in circolo aspirando a esperienze significative che però spesso si rivelano incolori e deludenti, così come la città che la ospita, Roma: vuota, indifferente e distante.
Ogni cosa in questo romanzo, ogni luogo, ha l’aspetto del castello incantato del Mago Atlante, in cui Orlando e gli altri cavalieri di Carlo Magno si aggirano alla ricerca di qualcosa che non troveranno mai; i loro desideri si materializzano davanti agli occhi solo per sparire poco dopo, rivelandosi solo illusioni.
Dario Alfieri,
modenese di nascita, insegna materie letterarie presso un istituto superiore di Bologna. E’ appassionato di letteratura, dall’estate in cui, ragazzino, legge La storia infinita. Da allora i libri non hanno mai smesso di suscitarne la curiosità, siano essi romanzi, sceneggiature, raccolte di novelle o saggi storici.
Assaf Gavron presenta Le diciotto frustate
Lunedì 9 dicembre alle 18,00
Assaf Gavron
presenta
Le diciotto frustate
(edizioni Giuntina)
Intervengono Giorgia Greco e Gabriele Rubini
Lunedì abbiamo il piacere di ospitare Assaf Gavron, in Italia per un breve tour per presentare il suo ultimo romanzo, Le diciotto frustate, uscito la scorsa settimana.
Nato nel 1968, Assaf Gavron ha pubblicato otto romanzi, imponendosi come una delle voci più originali di Israele, accanto a scrittori come Abraham Yehoshua, David Grossman ed Edgar Keret.
I suoi libri sono tradotti in tutto il mondo e acclamati da pubblico e critica. Gavron è anche il traduttore in ebraico di Philip Roth, Jonathan Safran Foer e molti scrittori contemporanei di lingua inglese.
Dopo aver vissuto a Londra, Vancouver e Berlino, oggi vive a Tel Aviv.
In Italia, i suoi libri sono pubblicati da Giuntina, la stessa casa editrice di Ayelet Gundar-Goshen, autrice di Svegliare i leoni.
Le diciotto frustate è un libro che possiede i ritmi incalzanti del giallo pur non essendolo affatto e vi unisce la leggerezza della sensualità alle fragili vicende di esseri umani vittime delle proprie passioni: «del resto cosa siamo se non una banda di ego feriti e bisognosi di cura ».
Due donne ebree e due ex soldati dell’esercito britannico si ritrovano a Tel Aviv dopo più di mezzo secolo. Giovanissimi erano stati amanti, ma le passioni a quanto pare non vengono mitigate dal tempo, al punto che quando, dopo una settimana, Edward O’Leary muore, ci sono troppi punti oscuri perché si possa pensare a un decesso naturale.
Lotte Pearl sale sul taxi che la porterà al cimitero per assistere al funerale del suo amante di un tempo con il cuore carico di ricordi e la paura di finire anche lei assassinata. Il tassista si chiama Eitan Einoch, detto Tanin. Mai amicizia fu più improbabile: un’anziana signora dai modi eleganti e un quarantenne divorziato, pugile per passione e tassista con velleità da investigatore. Eppure Tanin, insieme all’amico Bar, inizierà un’indagine che finirà per riportare alla luce una vicenda dimenticata avvenuta in uno dei periodi più delicati della storia dello Stato d’Israele, gli anni quaranta che segnarono il passaggio dal Mandato britannico all’Indipendenza. Per risolvere il caso e proteggere Lotte, Tanin non trascurerà nulla, nemmeno quei destini anonimi di cui la Storia si nutre e che travolge e nasconde.
Assaf Gavron
presenta
Le diciotto frustate
(edizioni Giuntina)
Intervengono Giorgia Greco e Gabriele Rubini
Lunedì abbiamo il piacere di ospitare Assaf Gavron, in Italia per un breve tour per presentare il suo ultimo romanzo, Le diciotto frustate, uscito la scorsa settimana.
Nato nel 1968, Assaf Gavron ha pubblicato otto romanzi, imponendosi come una delle voci più originali di Israele, accanto a scrittori come Abraham Yehoshua, David Grossman ed Edgar Keret.
I suoi libri sono tradotti in tutto il mondo e acclamati da pubblico e critica. Gavron è anche il traduttore in ebraico di Philip Roth, Jonathan Safran Foer e molti scrittori contemporanei di lingua inglese.
Dopo aver vissuto a Londra, Vancouver e Berlino, oggi vive a Tel Aviv.
In Italia, i suoi libri sono pubblicati da Giuntina, la stessa casa editrice di Ayelet Gundar-Goshen, autrice di Svegliare i leoni.
Le diciotto frustate è un libro che possiede i ritmi incalzanti del giallo pur non essendolo affatto e vi unisce la leggerezza della sensualità alle fragili vicende di esseri umani vittime delle proprie passioni: «del resto cosa siamo se non una banda di ego feriti e bisognosi di cura ».
Due donne ebree e due ex soldati dell’esercito britannico si ritrovano a Tel Aviv dopo più di mezzo secolo. Giovanissimi erano stati amanti, ma le passioni a quanto pare non vengono mitigate dal tempo, al punto che quando, dopo una settimana, Edward O’Leary muore, ci sono troppi punti oscuri perché si possa pensare a un decesso naturale.
Lotte Pearl sale sul taxi che la porterà al cimitero per assistere al funerale del suo amante di un tempo con il cuore carico di ricordi e la paura di finire anche lei assassinata. Il tassista si chiama Eitan Einoch, detto Tanin. Mai amicizia fu più improbabile: un’anziana signora dai modi eleganti e un quarantenne divorziato, pugile per passione e tassista con velleità da investigatore. Eppure Tanin, insieme all’amico Bar, inizierà un’indagine che finirà per riportare alla luce una vicenda dimenticata avvenuta in uno dei periodi più delicati della storia dello Stato d’Israele, gli anni quaranta che segnarono il passaggio dal Mandato britannico all’Indipendenza. Per risolvere il caso e proteggere Lotte, Tanin non trascurerà nulla, nemmeno quei destini anonimi di cui la Storia si nutre e che travolge e nasconde.
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